{"id":14349,"date":"2015-09-23T00:06:39","date_gmt":"2015-09-23T00:06:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14349"},"modified":"2015-09-23T00:06:39","modified_gmt":"2015-09-23T00:06:39","slug":"per-una-fondazione-filosofica-del-sovranismo-la-figura-di-costanzo-preve-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14349","title":{"rendered":"Per una fondazione filosofica del sovranismo: la figura di Costanzo Preve (2\/5)"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>SIMONE GARILLI<\/strong> (ARS Mantova)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui la prima parte: <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14270\">Cos&#8217;\u00e8 la filosofia?<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PARTE SECONDA: L\u2019ontologia dell\u2019essere sociale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 detto nella prima parte che la filosofia \u00e8 il risultato di una sintesi tra l\u2019elemento ontologico e l\u2019elemento storico, tra \u201cci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente\u201d e \u201cil proprio tempo appreso nel pensiero\u201d. Perch\u00e9 la filosofia non rimanga un semplice \u201cdibattito relativistico sui valori\u201d, ma torni ad essere istanza di conoscenza, valutazione e trasformazione sociale \u00e8 necessario allora riunire i due elementi in un\u2019<em>ontologia dell\u2019essere sociale<\/em>, che \u00e8 poi la declinazione pratica delle astratte definizioni di filosofia riportate nella prima parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ontologia dell\u2019essere sociale \u00e8 \u201cuna posizione filosofica generale, che mira [\u2026] a ristabilire un punto di vista ontologico sul mondo, punto di vista largamente dimenticato a partire dall\u2019affermazione del criticismo kantiano e del connesso primato della gnoseologia sull\u2019ontologia stessa\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. In particolare, \u201cl\u2019ontologia dell\u2019essere sociale [\u2026] significa che l\u2019essere sociale esiste (come del resto esiste la natura umana [\u2026]). Il fatto che l\u2019essere sociale esista, e sia caratterizzato da categorie ontologiche specifiche, e non solo storico-relative [\u2026] resta il solo baluardo credibile contro l\u2019illimitata manipolazione che sorregge l\u2019attuale epoca della compiuta peccaminosit\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong> L\u2019oggetto di studio dell\u2019ontologia dell\u2019essere sociale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 naturalmente l\u2019<em>essere sociale<\/em>, inteso come soggetto storico dotato di un <u>retroterra ontologico<\/u> da cui non pu\u00f2 sfuggire: la Natura Umana. L\u2019uomo \u00e8 infatti animale sociale, politico e <u>comunitario<\/u> da un lato e animale razionale, dotato di linguaggio e di capacit\u00e0 di calcolo finalizzato al ben vivere sociale dall\u2019altro, come insegna Aristotele. Queste due determinazioni sono ineludibili, ma possono essere storicamente <u>alienate<\/u> dallo sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo. \u00c8 il caso della societ\u00e0 capitalistica, ma non solo. L\u2019analogia storica che Preve predilige si rif\u00e0 al severo giudizio di Hegel sul mondo romano, nel quale l\u2019accumulo di ricchezze private e l\u2019atomizzazione sociale avevano provocato il declino della filosofia comunitaria di epoca classica e la proiezione consolatoria delle classi subordinate nella dimensione ultramondana del cristianesimo<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019<em>essere sociale<\/em>, lungi dall\u2019essere oggetto passivo di questa dinamica, \u00e8 il soggetto capace di reagire se il contesto storico di cui fa parte produce alienazione. In questa azione-reazione storica l\u2019<em>essere sociale <\/em>si plasma continuamente dando luogo a forme organizzative ed espressive molto diverse da epoca ad epoca. Questa diversit\u00e0, per\u00f2, non pu\u00f2 nascondere il fatto che una tensione dialettica fra il dettato ontologico e le istanze di alienazione-sfruttamento attraversa tutti i distinti modi di produzione e tutte le societ\u00e0 storiche determinate. In questo senso, in ogni societ\u00e0 di ogni tempo, ontologia e storicit\u00e0 determinata si incontrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta alla filosofia intesa come pratica di Bene e Verit\u00e0 far s\u00ec che l\u2019<em>essere sociale <\/em>trasformi la sua storicit\u00e0 in un ambiente non alienato, fedele quanto pi\u00f9 possibile al dettato ontologico comunitario e razionale. \u00c8 evidente che si tratta di un processo senza fine, nel quale le novit\u00e0 sociali sprigionano dalla tensione fra Natura Umana e alienazione, ma che non d\u00e0 mai luogo ad una \u201cfine della storia\u201d, n\u00e9 declinata come societ\u00e0 della massima alienazione (iper-individualismo governato dal mercato) n\u00e9 come societ\u00e0 compiutamente rispettosa del dettato ontologico (comunismo senza classi e senza Stato).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong> Le tre funzioni dell\u2019ontologia dell\u2019essere sociale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando al capitalismo, se \u00e8 vero che questo modo di produzione relativamente giovane produce da due secoli abbondanti alienazione e disgregazione sociale, \u00e8 vero anche che ha gi\u00e0 stimolato resistenze sistemiche in passato e ne provocher\u00e0 altre in futuro, a partire dal dettato ontologico comunitario che caratterizza il \u2018genere\u2019 umano. Questo, peraltro, \u00e8 l\u2019unico determinismo ammesso per non ricadere nell\u2019errore marxiano e marxista che vedeva nel comunismo senza classi n\u00e9 Stato l\u2019esito <u>necessario<\/u> della storia umana<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 bene non sbilanciarsi sul tracollo finale del modo di produzione capitalistico e sulla forza sociale che lo provocher\u00e0, ma occorre pi\u00f9 correttamente riconoscere che <u>la Natura Umana far\u00e0 resistenza<\/u> alla spirale nichilistica che ne \u00e8 il principale prodotto, come \u00e8 sempre successo nei modi di produzione precedenti. La Natura Umana diventa cos\u00ec la protagonista principale e insieme il fondamento filosofico di una seria ricostruzione storica di matrice ontologico-sociale e rappresenta il primo e principale argine, ad un tempo <u>ontologico e normativo<\/u>, \u00a0contro la presunta \u201cfine della storia\u201d capitalistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si immagini ad esempio un modo di produzione globalizzato, come quello attuale, nel quale le differenti culture etniche e nazionali sono appiattite da un\u2019ideologia che travalica i confini territoriali, sostenuta dalla forza militare del capitalismo pi\u00f9 forte e dallo strapotere finanziario delle istituzioni globali di natura tecnocratica. Sar\u00e0 evidente a questo punto dove risieda la funzione normativa della Natura Umana. Se l\u2019uomo \u00e8 animale comunitario, e se l\u2019alienazione dell\u2019essere sociale proviene dalla globalizzazione dei capitali e dall\u2019attacco alle frontiere politiche ed ideali degli Stati nazionali, la reazione dell\u2019essere sociale dovr\u00e0 essere indirizzata alla difesa di quelle frontiere, attraverso una serie di norme che dall\u2019universale (il controllo dei movimenti di capitali in entrata e in uscita, la riappropriazione della potest\u00e0 monetaria\u2026) si trasferiscano anche al particolare (la salvaguardia legislativa della lingua nazionale e dei dialetti, gli investimenti nell\u2019istruzione e nella sanit\u00e0 pubblica, la tutela del patrimonio pubblico, in particolare di natura storica e artistica\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 quindi sostenere che l\u2019ontologia dell\u2019essere sociale \u00e8 una pratica non solo analitico-<u>conoscitiva<\/u>, ma anche e soprattutto <u>valutativa<\/u> e <u>normativa<\/u>. Conoscere (l\u2019<em>essere sociale <\/em>e la sua Natura) <em>per<\/em> valutare e trasformare (la societ\u00e0 alienata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste tre funzioni fondative della pratica filosofica non procedono in modo lineare, bens\u00ec <u>dialettico<\/u>. Questo rilievo \u00e8 particolarmente importante, ed \u00e8 necessario rifletterci sopra prima di riempire di contenuto l\u2019ontologia dell\u2019essere sociale.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong> La natura dialettica dell\u2019ontologia dell\u2019essere sociale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costanzo Preve, a partire da Fichte, definisce la dialettica come \u201cl\u2019unificazione sintetica dell\u2019opposizione creatasi attraverso la determinazione reciproca che risulta dal processo stesso\u201d, e come \u201cl\u2019operazione teorica che fa da tessuto e da rete alla scienza filosofica, che a differenza della logica formale si basa sulla connessione organica fra forma e contenuto e tra soggetto e oggetto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale a dire che non esiste processo sociale che non sia dialettico, perch\u00e9 l\u2019<em>essere sociale <\/em>&#8211; che non \u00e8 mai l\u2019individuo compiutamente desocializzato della scienza economica classica &#8211; agisce su un oggetto in movimento (la societ\u00e0), il quale reagisce e determina a sua volta dialetticamente il soggetto stesso. In questo senso non c\u2019\u00e8 un\u2019origine e una fine del processo sociale secondo uno schema lineare, ma piuttosto un rapporto circolare tra soggetto sociale e oggetto sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta qui tutta la distanza fra le scienze sociali (e la filosofia che dovrebbe unificarle), e le scienze naturali. Se l\u2019oggetto delle scienze naturali rimane fermo, o si muove in tempi lunghissimi, quello delle scienze sociali risponde agli stimoli del soggetto e lo determina a sua volta. Il rifiuto di questa banale differenza di struttura tra scienze sociali e scienze naturali prende il nome di \u2018scientismo\u2019, ed \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 grave patologia <u>filosofica<\/u> dell\u2019epoca moderna capitalistica. Da questa patologia ormai pandemica prende forma il disprezzo moderno per la filosofia veritativa classica, e la riduzione della pratica filosofica a stampella epistemologica delle scienze naturali ed economiche<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Togliendo alla filosofia il suo oggetto primario (l\u2019<em>essere sociale <\/em>nella sua tensione con la societ\u00e0 di cui fa parte) viene meno anche la sua funzione veritativa. L\u2019unica verit\u00e0 legittima della modernit\u00e0 risiede allora nelle scienze naturali ed economiche (tecnocrazia), mentre la Verit\u00e0 come Bene e Giustizia sociale scompare nel disprezzo della metafisica pre-moderna, etichettata come a-scientifica, e quindi primitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia classica, al contrario, nasce come dialogo intorno alla Verit\u00e0 intesa come Bene sociale e Natura Umana. Mentre si conosce e valuta la storicit\u00e0 determinata di cui si fa parte si tenta di trasformarla in senso comunitario attraverso una normazione politica e sociale, che prende il nome di \u2018etica\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto con Preve, \u201c[\u2026] il dialogo [conoscenza e valutazione] deve di tanto in tanto determinarsi. La determinazione sociale del dialogo si chiama \u2018etica\u2019\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello meno astratto, si potrebbe fare l\u2019esempio del partito politico che accompagna all\u2019analisi della sua storicit\u00e0 alienata non un astratto e dettagliato programma di trasformazione sociale slegato dalla prassi politica, ma alcuni principi cardine, etici, dai quali l\u2019azione politica successiva deve prendere forma, sia pure in maniera del tutto imprevedibile, perch\u00e9 agir\u00e0 su un oggetto dinamico e reattivo che richieder\u00e0 a sua volta reazioni estemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 in sintesi il lato dialettico della realt\u00e0 sociale, che la filosofia non pu\u00f2 ignorare se vuole tornare ad essere anche trasformativa, e quindi, in ultima analisi, normativa<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><\/a>.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong> Conoscere e valutare <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stabilita la natura dialettica del processo filosofico, \u00e8 bene per\u00f2 analizzarne separatamente i tre momenti fondamentali (conoscenza, valutazione, trasformazione), per ragioni di chiarezza espositiva. Riserveremo al momento trasformativo-normativo la quinta parte di questo saggio, parlando del ruolo dello Stato nazionale nell\u2019attuale congiuntura iper-capitalistica. Sar\u00e0 utile invece concludere questa seconda parte con una breve riflessione sul momento conoscitivo e su quello valutativo, che ne deriva di conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di capire in che modo si pu\u00f2 arrivare alla conoscenza dell\u2019<em>essere sociale <\/em>e della propria storicit\u00e0 determinata (il modo di produzione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costanzo Preve propone un modello analitico ispirato esplicitamente a Karl Marx: la <u>deduzione storico-sociale della categorie del pensiero<\/u> e la conseguente separazione fra la \u2018struttura\u2019 (la produzione economica) e la \u2018sovrastruttura\u2019 (la riproduzione ideologica). Fino a prova contraria \u00e8 il miglior strumentario analitico a nostra disposizione e, sostiene Preve, sarebbe assurdo privarcene con la scusa che il marxismo storico ha fallito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, il metodo marxiano-previano mira a ricostruire la storia del pensiero filosofico a partire dal modo di produzione e dagli apparati ideologici che lo tengono in piedi, invece che da una disordinata \u201cfilastrocca di opinioni\u201d filosofiche cadute dal cielo, decontestualizzate e desocializzate, e quindi facilmente manipolabili dagli apparati ideologici del modo di produzione presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi economica del modo di produzione, delle forze produttive e dei rapporti classisti di produzione deve stare alla base di qualsiasi ricostruzione delle categorie del pensiero e di qualsiasi tentativo di <u>critica sociale<\/u> che ne discende. Ricostruendo la riproduzione complessiva del modo di produzione in cui si \u00e8 imprigionati (struttura \u00a0produttiva + sovrastruttura ideologica), \u00e8 possibile valutarlo con cognizione di causa e passare all\u2019attacco, attraverso una valutazione e un tentativo di trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La deduzione storico-sociale della categorie, tuttavia, deve per forza inserirsi in un orizzonte storico complessivo che permetta di ricostruire le categorie del pensiero capitalistiche per <u>via genetica<\/u>. Non \u00e8 quindi sufficiente un\u2019analisi marxiana del modo di produzione attuale se non lo si indaga\u00a0 attraverso un rispecchiamento con i modi di produzione precedenti. L\u2019ontologia dell\u2019essere sociale \u00e8 quindi insieme ricostruzione storiografica in senso marxiano (\u2018struttura\u2019 e \u2018sovrastruttura\u2019 <u>dei vari modi di produzione pre-capitalistici<\/u>) e sintesi filosofica complessiva (filtrando dalle diverse espressivit\u00e0 storiche il contenuto ontologico del soggetto umano: la Natura dell\u2019<em>essere sociale<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valutazione filosofica unitaria dovr\u00e0 fondarsi sul confronto tra le categorie e la riproduzione interna del modo di produzione presente e il dettato ontologico dell\u2019<em>essere sociale <\/em>che risulta dall\u2019analisi storico-genetica. Tanto pi\u00f9 quanto il modo di produzione si riveler\u00e0 distante dal dettato ontologico, tanto pi\u00f9 il giudizio dovr\u00e0 essere negativo. Marx valutava il modo di produzione capitalistico, come noto, a partire dalle categorie filosofiche di \u2018sfruttamento\u2019 e \u2018alienazione\u2019. L\u2019analisi marxiana \u00e8 preziosissima, ma deve essere naturalmente rinnovata se \u00e8 vero, ed \u00e8 vero, che il capitalismo ha attraversato diverse et\u00e0 evolutive, e oggi \u00e8 configurato diversamente dal capitalismo ottocentesco. Molte categorie vanno aggiornate, molte altre archiviate, e altre ancora inventate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 detto, in definitiva, che l\u2019ontologia dell\u2019essere sociale \u00e8 una posizione filosofica radicale ostile alla non-filosofia moderna, la quale rifiuta il dialogo intorno alla Verit\u00e0 e al Bene e quindi anche la successiva normazione etica del vivere comunitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ontologia dell\u2019essere sociale ha un preciso oggetto di studio: il soggetto storico umano nel suo vivere sociale e nella continua tensione che sprigiona dal conflitto tra &#8216;genere&#8217; umano (o Natura Umana) e alienazione. Il momento conoscitivo, peraltro, deve tenere conto della natura dialettica di questo conflitto, dato che <em>essere sociale<\/em> e societ\u00e0 di riferimento si determinano a vicenda. Il percorso conoscitivo, infine, \u00e8 necessariamente accompagnato dal metodo marxiano di deduzione storico-sociale delle categorie del pensiero, pena la riduzione delle categorie stesse a opinioni desocializzate e destoricizzate e la non comprensione del proprio modo di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ontologia dell\u2019essere sociale, tuttavia, non \u00e8 solo pratica <u>conoscitiva<\/u>, ma anche e soprattutto <u>trasformativa<\/u>. L\u2019obiettivo \u00e8 riportare l\u2019<em>essere sociale <\/em>alla sua Natura, in un processo di avvicinamento al \u2018genere umano\u2019<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[7]<\/a> che passi per la <u>valutazione<\/u> complessiva della propria societ\u00e0 alienata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella terza parte l\u2019ontologia dell\u2019essere sociale di Costanzo Preve verr\u00e0 messa alla prova, in un rapido percorso storico-genetico che dal mondo romano ci porter\u00e0 al capitalismo e alle sue categorie di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Costanzo Preve, <em>Una nuova storia alternativa della filosofia. Il cammino ontologico-sociale della filosofia<\/em>, Petite Plaisance, Pistoia, 2013, p. 103.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ivi, p. 517.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Che, detto per inciso, Hegel giudica positivamente, interpretandolo come fenomeno di resistenza comunitaria alla \u201cmiseria del mondo romano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Preve spiega con maestria che il determinismo marxista (e purtroppo anche marxiano) rispondeva a ragioni positivistiche dovute alla subalternit\u00e0 del proletariato rispetto all\u2019ideologia borghese, la quale sul primato del metodo scientifico anti-metafisico aveva costruito la sua legittimit\u00e0 in contrasto con la societ\u00e0 feudale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Quest\u2019ultima \u00e8 il terreno pi\u00f9 fertile per la diffusione della pandemia scientista. \u00c8 evidente infatti anche ad un\u2019analisi superficiale che la scienza economica non pu\u00f2 essere in nessun senso paragonata alle scienze naturali. L\u2019oggetto della scienza economica \u00e8 l\u2019<em>essere sociale<\/em>. Non si tratta di un oggetto di studio \u201cfermo\u201d da rispecchiare attraverso precisi esperimenti sottoposti a repliche e verifiche, ma di un oggetto-soggetto in movimento, attivo e reattivo, imprevedibile e comunitario, o meglio imprevedibile <em>perch\u00e9<\/em> comunitario. La necessit\u00e0 di legittimarsi come scientifica e anti-metafisica, impone per\u00f2 alla scienza economica di eliminare l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019<em>essere sociale<\/em>, dato che la scienza moderna \u00e8 tale solo se agisce entro l\u2019orizzonte della certezza e dell\u2019esattezza (perlomeno fino all\u2019affermazione di una teoria pi\u00f9 certa e pi\u00f9 esatta). La scienza economica classica, quella ancora oggi dominante nella sua versione neoclassica riveduta e corretta, elimina cos\u00ec l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019<em>essere sociale <\/em>astraendo da esso l\u2019individuo atomizzato perfettamente razionale e quindi perfettamente prevedibile. O almeno questo \u00e8 il suo dettato ideologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Costanzo Preve, <em>Una nuova storia alternativa della filosofia. Il cammino ontologico-sociale della filosofia<\/em>, cit., p. 516.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><\/a><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[7]<\/a> Preve parla in questo senso di &#8220;conformit\u00e0 al genere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (ARS Mantova) &nbsp; Qui la prima parte: Cos&#8217;\u00e8 la filosofia? &nbsp; PARTE SECONDA: L\u2019ontologia dell\u2019essere sociale Si \u00e8 detto nella prima parte che la filosofia \u00e8 il risultato di una sintesi tra l\u2019elemento ontologico e l\u2019elemento storico, tra \u201cci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente\u201d e \u201cil proprio tempo appreso nel pensiero\u201d. 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