{"id":14402,"date":"2015-09-28T06:30:02","date_gmt":"2015-09-28T06:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14402"},"modified":"2015-09-28T06:30:02","modified_gmt":"2015-09-28T06:30:02","slug":"lunione-europea-genera-guerre-civili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14402","title":{"rendered":"L&#039;Unione europea genera guerre civili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un articolo pubblicato su <em>Appello al Popolo<\/em> il 4 novembre 2012, dedicato al tema della indipendenza della Catalogna<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019Unione europea instaura un regime di guerra permanente.\u00a0<\/strong>Dapprima\u00a0<strong>concorrenza tra imprese non mediata dagli Stati<\/strong>. Poi\u00a0<strong>guerra di classe<\/strong>\u00a0necessaria per l\u2019esigenza di ricorrere alla deflazione salariale. Poi\u00a0<strong>guerra ideologica contro lo Stato<\/strong>, accusato ingiustamente di essere il responsabile della crisi; poi\u00a0<strong>guerre civili<\/strong>\u00a0all\u2019interno degli stati, minati nella loro unitariet\u00e0 dal venir meno della coesione sociale e territoriale generato dal mercatismo unionista. E non \u00e8 impossibile che alla resa dei conti, una volta implosa l\u2019Unione europea, restino\u00a0<strong>gravi conflitti politici tra nazioni<\/strong>, in ragione dei debiti esteri, privati e pubblici.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Spagna, in settembre, le vendite al dettaglio sono crollate del 10,9% annuale destagionalizzato. Un crollo enorme. Tra le cause c\u2019\u00e8 certamente la recessione che dura da oltre due anni ma c\u2019\u00e8 anche la \u201c<em>cura<\/em>\u201d suggerita dall\u2019Unione europea. In particolare l\u2019aumento dell\u2019IVA: l\u2019aliquota ordinaria \u00e8 aumentata dal 18% al 21%; quella speciale dall\u20198% al 10%;ed \u00e8 stata prevista l\u2019applicazione dell\u2019aliquota ordinaria, anzich\u00e9 di quella speciale, come in precedenza, per molti beni e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la causa principale del crollo delle vendite al dettaglio \u00e8 che la Spagna si \u00e8 auto-dissolta come Stato, aderendo all\u2019Unione europea. La moneta spagnola non si svaluta, anzi non esiste. Pertanto non \u00e8 possibile promuovere le esportazioni e la produzione interna \u2013 con la svalutazione i beni strumentali spagnoli costerebbero molto meno rispetto a quelli stranieri e sarebbero preferiti dalle industrie spagnole: la svalutazione non promuove soltanto le esportazioni ma anche la produzione interna. Inoltre, le chiusure che sarebbero necessarie per politiche espansive (per chiusure intendo le limitazioni alla circolazione dei fattori produttivi) non sono consentite dall\u2019Unione europea; dunque le politiche espansive non sono possibili o efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ingenuo o il finto ingenuo potrebbe obiettare: la Spagna sta pagando le conseguenze della bolla immobiliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 agevole replicare con domande retoriche: la Spagna poteva limitare l\u2019afflusso di capitali negli anni in cui \u00e8 cresciuta la bolla? No, non poteva. L\u2019unione europea non lo permetteva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Spagna poteva programmare la direzione dei capitali, indirizzandoli verso settori produttivi, anzich\u00e9 interamente nel settore immobiliare? No, non poteva, perch\u00e9 sarebbe incorsa in violazioni dei divieti di aiuti di stato o in limitazione della circolazione dei capitali (e non \u00e8 detto che Germania e Francia li avrebbero elargiti tanto facilmente). L\u2019Unione europea ostracizza ogni forma di programmazione economica e fa del territorio europeo uno \u201cspazio aperto senza frontiere\u201d dove deve svolgersi la lotta tra capitali nella forma consueta della deflazione salariale (e dei redditi da lavoro tutti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, se la Spagna avesse avuto una moneta propria, soggetta a svalutazione nei confronti dell\u2019euro, i capitali sarebbero affluiti in misura molto minore, perch\u00e9 il capitale prestato all\u2019estero (nel nostro caso da Germania e Francia) ha il terrore della svalutazione (come quello prestato all\u2019interno di uno stato ha il terrore dell\u2019inflazione). Ma la Spagna non aveva una moneta propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque l\u2019Unione europea \u00e8 stata la causa della crisi (ferme le responsabilit\u00e0 della nullit\u00e0 Zapatero), sta causando il crollo della nazione (non della sola economia nazionale spagnola) ed \u00e8 ostacolo insuperabile per ogni possibile ripresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disoccupazione ufficiale spagnola \u00e8 arrivata al 25% ma tutte le politiche utili in questa grave situazione e volte a promuovere l\u2019occupazione \u2013 politiche le quali tendenzialmente coincidono con quelle che sarebbero necessarie ad evitare il crollo del mercato interno e a promuovere la ripresa \u2013 sono impossibili e vietate dall\u2019Unione europea. Nemmeno il ricorso all\u2019arma con la quale la Germania ha vinto la guerra fratricida, combattuta nell&#8217;ultimo decennio, \u00e8 possibile: una grave deflazione salariale genererebbe il crollo della domanda interna, anche perch\u00e9 la Spagna non disporrebbe, a causa dei divieti dell\u2019Unione europea, di mezzi per indirizzare produzione e consumo verso il mercato interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro l\u2019Unione europea la Spagna \u00e8 spacciata. Nei prossimi due anni subir\u00e0 il crollo del PIL e si trover\u00e0 nella situazione greca, anche se con un debito pubblico (inizialmente) inferiore ma destinato ad aumentare continuamente. Ma i problemi non finiscono qua. Anzi con il crollo delle produzione i problemi cominciano. La Spagna, a differenza della Grecia, ha da tempo territori che aspirano all\u2019indipendenza e, come \u00e8 logico, le gravi crisi economiche allentano la coesione sociale e territoriale e rinsaldano enormemente le aspirazioni indipendentistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, uno o due milioni di catalani hanno manifestato chiedendo l\u2019indipendenza della catalogna (le fonti forniscono le due cifre ma si tratta comunque di tantissima gente: complessivamente i catalani sono sette milioni e mezzo). L\u2019esercito spagnolo ha reagito con dichiarazioni molto dure ma ovvie. Il colonnello Francisco Alaman ha descritto i catalani come &#8220;<em>avvolto<\/em>i&#8221; e ha avvertito: &#8220;<em>L&#8217;indipendenza della Catalogna? Dovranno passare sul mio cadavere. La Spagna non \u00e8 la Yugoslavia od il Belgio. Anche se il leone sta dormendo, non svegliatelo perch\u00e9 potrebbe tirar fuori una ferocia collaudata da secoli<\/em>&#8220;. E \u201c<em>il Tenente Generale Pedro Pitarch ha dichiarato che le parole di Alaman riflettono &#8220;il pensiero profondamente radicato in gran parte delle forze armate<\/em>&#8221; (1). Inutile dire che gli indipendentisti hanno precisato di voler creare un altro stato \u201c<em>dentro l\u2019Unione europea<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ingenuo rimanere stupiti dinanzi alle dichiarazioni dell\u2019esercito spagnolo, che \u00e8 tenuto, in forza della costituzione, a difendere l\u2019unit\u00e0 della Spagna. Chi tifa per gli indipendentisti catalani \u2013 del tutto legittimamente: si tratta di una opinione come le altre \u2013 tifa per la vittoria in una guerra civile. La storia insegna che l\u2019indipendenza si conquista o si tenta di conquistare quasi sempre con guerre di indipendenza. E le guerre di indipendenza e in genere le guerre civili sono tradizionalmente le pi\u00f9 cruente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora si d\u00e0 il caso che chi scrive aveva previsto questo effetto dell\u2019Unione europea, il quale \u00e8 nella logica delle cose. Non si pu\u00f2 volere l\u2019Unione europea, con gli squilibri che essa genera, senza voler assumere il rischio (o, addirittura, senza desiderare) che gli Stati, perduta la possibilit\u00e0 di porre fine a gravi crisi economiche, vedano diminuire progressivamente la coesione sociale e territoriale, con il conseguente stimolo di tendenze politiche all\u2019indipendenza e in generale di posizioni politiche che scambino la salvezza con la fuga. Avevo scritto nella introduzione al mio <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=22\">personale manifesto<\/a>, con il quale mi sono presentato per accedere alle catacombe di internet: \u201c<em>Intanto il tempo trascorre e la soluzione jugoslava alla crisi della Repubblica comincia a intravedersi all&#8217;orizzonte, non certo come necessit\u00e0 ma comunque come possibilit\u00e0<\/em>\u201d. Ero stato pessimista, lo confesso. Infatti, guardavo all\u2019Italia e al venir meno, in modo evidente e palpabile, della coesione territoriale e sociale generato dall\u2019Unione europea. Non avevo considerato che ben prima dell\u2019Italia sarebbe crollata la Grecia e soprattutto la Spagna. Dobbiamo proprio attendere che la tragedia spagnola esploda per comprendere i rischi che corriamo? E non vogliamo sentirci europei in senso nobile \u2013 in questo senso certamente mi sento europeo \u2013 da voler evitare la tragedia spagnola?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Unione europea instaura un regime di guerra permanente.\u00a0<\/strong>Dapprima <strong>concorrenza tra imprese non mediata dagli Stati<\/strong>. Poi <strong>guerra di classe<\/strong> necessaria per l\u2019esigenza di ricorrere alla deflazione salariale. Poi <strong>guerra ideologica contro lo Stato<\/strong>, accusato ingiustamente di essere il responsabile della crisi; poi <strong>guerre civili<\/strong> all\u2019interno degli stati, minati nella loro unitariet\u00e0 dal venir meno della coesione sociale e territoriale generato dal mercatismo unionista. E non \u00e8 impossibile che alla resa dei conti, una volta implosa l\u2019Unione europea, restino <strong>gravi conflitti politici tra nazioni<\/strong>, in ragione dei debiti esteri, privati e pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta, il buonismo rivela la sua indole malefica. L\u2019europeismo buonista potrebbe rivelarsi la fonte di una tragedia europea di proporzioni immani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1)\u00a0 http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=10912. Si legga anche \u2013\u00a0 per le informazioni, non certo per le valutazioni buoniste e pseudo-democratiche (cosa preveda la democratica costituzione spagnola non interessa agli pseudo democratici buonisti) \u2013 http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=10959<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo pubblicato su Appello al Popolo il 4 novembre 2012, dedicato al tema della indipendenza della Catalogna *** L\u2019Unione europea instaura un regime di guerra permanente.\u00a0Dapprima\u00a0concorrenza tra imprese non mediata dagli Stati. Poi\u00a0guerra di classe\u00a0necessaria per l\u2019esigenza di ricorrere alla deflazione salariale. 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