{"id":14423,"date":"2015-10-03T01:34:26","date_gmt":"2015-10-03T01:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14423"},"modified":"2015-10-03T01:34:26","modified_gmt":"2015-10-03T01:34:26","slug":"il-mazzinianesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14423","title":{"rendered":"Il Mazzinianesimo"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LUIGI SALVATORELLI<\/strong> (storico e giornalista; 1886-1974)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre correnti che abbiamo indicato (corrente mazziniana, liberalismo moderato e liberalismo radicale) si svolsero per il maggior tratto in contemporaneit\u00e0 cronologica. La prima a scaturire e ingrossare fu tuttavia la mazziniana, mentre le prime manifestazioni del liberalismo radicale precorrano appena di qualche anno quelle del liberalismo moderato. Ma poich\u00e9 quest&#8217;ultimo fu in buona parte una reazione cosciente al mazzinianesimo, noi lo esamineremo subito dopo di esso, lasciando per ultimo il liberalismo radicale, che fa fronte tanto ai moderati quanto ai mazziniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mazzini ha un pensiero gi\u00e0 pienamente formato e largamente propagandato prima del &#8217;40 con gli scritti della \u00abGiovine Italia\u00bb, con gli altri opuscoli, con le lettere numerosissime e ricche vita e di pensiero, strumento efficace e intenso di propaganda. Il liberalismo moderato e il radicale hanno invece dopo il 1840 le loro espressioni sistematiche. S&#8217;intende che noi esaminiamo qui (a differenza di quanto facemmo altrove) queste correnti non come pensiero politico puro, ma in quanto concorsero al processo del Risorgimento, senza tuttavia una separazione recisa dei due aspetti che sarebbe impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mazzini part\u00ec dalla critica alla carboneria. Egli rimproverava al liberalismo carbonaro di non vedere che umanit\u00e0 e individui, ignorando la nazione e la societ\u00e0; di non tener conto del popolo; di essere utilitaristico anzich\u00e9 morale, affermando solo i diritti e non i doveri. Tale critica egli estendeva a tutto il movimento liberale uscito fino allora dalla rivoluzione francese: nel che entrava per qualche cosa, almeno come fattore psicologico, precisamente l&#8217;origine francese di quel liberalismo, essendo stato il Mazzini, per passione nazionale, sempre geloso dell&#8217;iniziativa francese e diffidente dell&#8217;influenza francese sull&#8217;Italia. In realt\u00e0, proprio dalla rivoluzione francese era sorto il concetto moderno di nazione, in tutta la sua potenza e prepotenza, subordinante l&#8217;individuo fino al sacrificio totale di esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, di fronte al liberalismo carbonaro il Mazzini aveva ragione di porre in rilievo energico l&#8217;elemento nazionale-sociale, effettivamente trascurato da quello. Non altrettanto giusto, neppure di fronte alla carboneria, egli era nella parte negativa della sua critica, cio\u00e8 nella sistemazione del valore della libert\u00e0 come parziale e strumentale. Il Mazzini inclinava, con qualche precipitazione, a intendere la libert\u00e0 come qualche cosa di preliminare, un presupposto gi\u00e0 acquisito almeno in linea ideale e su cui non occorresse fermarsi pi\u00f9 oltre a riflettere; n\u00e9 riusc\u00ec forse mai a coglierne il concetto in tutto il suo valore positivo, finale, sintetico, che appare quando si intenda (come si deve intendere) per libert\u00e0 il pieno sviluppo della personalit\u00e0 umana. \u00c8 anzi quest&#8217;ultimo concetto di personalit\u00e0 che a lui, tutto fiso nell\u2019associazione, nella solidariet\u00e0, nel dovere, non apparve in tutta la sua portata e natura: l\u2019idea collettiva, non completamente scevra di mitologismo, della nazione e della societ\u00e0 port\u00f2 nel suo spirito un certo oscuramento. In ci\u00f2 i radicali e gli stessi moderati ebbero su lui qualche superiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, a guardar bene, il concetto fondamentale mazziniano del progresso indefinito dell&#8217;umanit\u00e0 non era se non una formulazione diversa di quella esigenza dello sviluppo personale. L&#8217;uomo serve all&#8217;umanit\u00e0, ma \u00abl&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 che la scala per la quale l\u2019uomo si accosta a Dio\u00bb; al limite, i due termini si confondono: l&#8217;avvenire ultimo dell&#8217;individuo \u00e8 identico a quello dell&#8217;umanit\u00e0&#8230; Checch\u00e9 si pensi circa la natura e le imperfezioni del concetto di libert\u00e0 nel Mazzini, sta il fatto che per lui patria, o nazione, e libert\u00e0 sono termini inscindibili. Egli dice una volta, con incertezza caratteristica di espressione: \u00abAmo la libert\u00e0, l&#8217;amo fors&#8217;anche pi\u00fa che non amo la patria; ma la patria io l&#8217;amo prima della libert\u00e0\u00bb, dove il \u00abprima\u00bb bilancia il \u00abpi\u00f9\u00bb, e viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esigenza della libert\u00e0 e gli istituti delle libert\u00e0 singole sono alla base della sua costruzione nazionale. Egli rinnega bens\u00ec, pi\u00f9 compiutamente di ogni altro scrittore italiano del tempo, la tendenza settecentesca a concepire la societ\u00e0 come un semplice aggregato, o somma, d&#8217;individui; e pone la nazione come un tutto organico al centro del suo concetto del Risorgimento. Ma nazione \u00e8 per lui il popolo, tutto il popolo, che prende in mano esso medesimo &#8211; anzich\u00e9 affidarli a un ceto o a un individuo privilegiati &#8211; i suoi destini. Il concetto d&#8217;iniziativa popolare, di auto-attivit\u00e0 e autogoverno nazionali, \u00e8 per il Mazzini fondamentale: si potrebbe dire l&#8217;alfa e l\u2019omega del suo sistema politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo concetto organico e dinamico della nazione italiana come auto-creazione popolare \u00e8 uno dei massimi apporti del Mazzini al processo del Risorgimento, ideale e pratico: da esso scaturisce il binomio mazziniano \u00abpensiero e azione\u00bb, necessario a formare una vera coscienza nazionale. La nazione italiana ha per il Mazzini un passato, un presente, e soprattutto un futuro. Il passato italiano non \u00e8 per lui qualche cosa da restaurare, da rimettere \u00abin pristino\u00bb, un modello da copiare; ma un incitamento a risollevarsi dalle bassure presenti e metter mano alla ricostruzione dell&#8217;Italia. Ricostruzione, o piuttosto costruzione: poich\u00e9, se il Mazzini fa appello alla Roma antica repubblicana-imperiale, e a quella papale-medievale ambedue dominatrici e maestre del mondo, e in nome loro invoca e profetizza una Terza Roma, non con altrettanta precisione parla di una prima e seconda Italia a cui succederebbe una terza; bens\u00ec nella nazione italiana nuova vede la condizione necessaria per quella Terza Roma e al tempo stesso \u2013 in una specie di processo circolare \u2013 nel fatto di Roma italiana vede una ragion d&#8217;essere particolarmente potente per la futura missione dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di missione nazionale \u00e8 una delle idee fondamentali &#8211; si sarebbe tentati qualche volta di chiamarla idea fissa \u2014 del Mazzini; ma anche una di quelle che rimangono pi\u00f9 indeterminate. Si tratta di un compito speciale che ciascuna nazione deve adempiere; ma quale esso sia, per l\u2019Italia e per le altre nazioni, il Mazzini non indica (solo pi\u00f9 tardi disse qualche cosa in proposito). Insomma, quel che \u00e8 il dovere per l&#8217;individuo, \u00e8 la missione per la nazione; soltanto, il Mazzini non sembra aver avvertito sufficientemente che il dovere-missione non pu\u00f2 aver nulla di stabile, di determinato a priori, di specifico e riservato per qualsiasi individuo o collettivit\u00e0: doveri e missioni rampollano sempre nuovi e diversi dalla variet\u00e0 delle situazioni. N\u00e9 la missione pu\u00f2 consistere in un \u00abprincipio\u00bb di cui una sola nazione sia interprete privilegiata; poich\u00e9 se di principi, cio\u00e8 di elementi essenziali, davvero si tratti, essi occorreranno tutti a ciascuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, il Mazzini non precisa per l&#8217;Italia altra missione se non quella di iniziatrice della resurrezione e confederazione dei popoli, missione corrispondente alla situazione storica d&#8217;allora, e che ogni nazione avrebbe potuto assumere a seconda delle circostanze. Senonch\u00e9 la sua fede che all&#8217;Italia in prima linea spettasse un cos\u00ed alto compito era adatta a risvegliare e tendere all&#8217;estremo le energie nazionali, e al tempo stesso a render solidale la causa italiana con quella di tutte le altre nazioni. Solidariet\u00e0 a cui corrispose l&#8217;azione effettiva del Mazzini, creatore della Giovine Europa e in contatto costante con gli altri movimenti europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come s&#8217;\u00e8 accennato gi\u00e0, nel concetto mazziniano di nazione v&#8217;\u00e8 un detrito di mitologismo sociologico. Ma esso non deve celare il nucleo vitale, cio\u00e8 concetto morale, ideale, di nazione, anzich\u00e9 puramente politico-territoriale: concetto che rappresenta un&#8217;aspirazione cosciente a ristabilire nella vita italiana quell&#8217;unit\u00e0 morale che era venuta meno dal Rinascimento in poi. Ogni materialismo statale \u00e8 incompatibile con lo spirito mazziniano. L&#8217;Italia per lui \u00e8 una tradizione storica, \u00e8 pi\u00f9 ancora una vita morale, uno spirito, una vocazione al servizio dell&#8217;umanit\u00e0; ed esigenza morale, realt\u00e0 spirituale \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 italiana invocata dal Mazzini. L&#8217;unit\u00e0 territoriale \u00e8 strumento per la riunione delle forze morali, per l&#8217;esplicazione della solidariet\u00e0 nazionale; \u00e8 manifestazione sensibile dell&#8217;unit\u00e0 di coscienza, giusta effettuazione della volont\u00e0 del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea di un&#8217;Italia che si facesse per assorbimento politico-militare da parte di uno degli stati esistenti, ripugnava al Mazzini, non meno (anche se non per ragioni del tutto uguali) che ai federalisti repubblicani. E come l&#8217;unit\u00e0, cos\u00ec la repubblica; la quale non \u00e8 per il Mazzini una semplice forma di regime contrapposta ad un&#8217;altra \u2014 sullo stesso piano, per esempio, della monarchia costituzionale \u2014 e neppure semplice esplicazione (come per i federalisti repubblicani) del principio di libert\u00e0; ma \u00e8 unit\u00e0 di coscienza e di azione, coronamento necessario della formazione nazionale, strumento indispensabile per la missione nazionale. Tutto questo viene rafforzato per l&#8217;Italia dalle tradizioni storiche del suo grandioso passato, che sono \u2014 dice il Mazzini \u2014 repubblicane e non monarchiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il valore ideale, morale, della repubblica unitaria italiana, doveva concretarsi, innanzi tutto, nel contenuto sociale di questa. Il problema sociale fu sentito vivissimamente dal Mazzini per l&#8217;Italia come per il resto d&#8217;Europa; e, se egli combatt\u00e9 la soluzione comunistica (intaccata ai suoi occhi di utopia, antiliberalismo, e soprattutto di materialismo), la sua esigenza sociale era tuttavia radicale non meno del socialismo: il principio d&#8217;eguaglianza esigeva per lui che ogni uomo partecipasse in ragione dei suo lavoro al godimento dei prodotti dell&#8217;attivit\u00e0 sociale, Un giorno \u2014 dice il Mazzini \u2014 saremo tutti operai, cio\u00e8 vivremo dell&#8217;opera nostra. Anche per il problema sociale l&#8217;iniziativa e l&#8217;azione spettano per il Mazzini al popolo stesso e allo stato popolare; \u00e8 estraneo al suo pensiero ogni paternalismo, corporativistico o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impostazione e il tentativo di soluzione del problema sociale rappresentano una grande superiorit\u00e0 del Mazzini rispetto al liberalismo moderato, che si pu\u00f2 dire ignorasse quel problema (esso \u00e8 posto energicamente dal Gioberti nel <em>Rinnovamento<\/em>; ma il Gioberti del <em>Rinnovamento<\/em> \u00e8 ben al di l\u00e0 del moderatismo). Il concetto di umanit\u00e0 \u00e8 coordinamento, o meglio superamento, di quello della nazione, e ne corona il carattere ideale. Esso pone una barriera insormontabile, un vero abisso, fra il mazzinianesimo e ogni dottrina di etnicismo nazionalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta del dominio di una nazione, l&#8217;Italia, ma di costruire un mondo delle nazioni; e se si attribuisce ripetutamente all&#8217;Italia una missione iniziatrice (di popolo-Cristo), \u00e8 missione politico-spirituale, non politico-territoriale, da svolgere con mezzi conformi alla legge morale, in affratellamento con tutti i popoli, in azione solidale fra tutti \u00abi buoni\u00bb. Le singole cause nazionali sono collegate indissolubilmente fra loro, e insieme debbono trionfare per opera dei popoli associati contro i governi. Questo \u00e8 l&#8217;europeismo mazziniano, al di fuori e contro ogni diplomazia, ogni combinazione di interessi particolaristici di governi o dinastie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni concezione nazionalistica presuppone il primato della politica su ogni altra attivit\u00e0 dello spirito. Il concetto mazziniano del Risorgimento approda invece a un superamento completo del politico nello spirituale. Non solo ogni ragione di stato \u00e8 negata in radice, ma la politica \u00e8 subordinata integralmente alla morale, e la morale non \u00e8 se non l&#8217;applicazione di una fede religiosa. Il problema religioso italiano \u00e8 ripreso dal Mazzini in vista di una soluzione radicale. Con esso tocchiamo al vero fondo della rivoluzione mazziniana, che non \u00e8 nell&#8217;assetto politico \u2014 in cui non sono esclusi gradualit\u00e0 e temperamenti \u2014, ancor meno nell&#8217;insurrezione, semplice strumento temporaneo; ma \u00e8 in questa intima trasformazione religiosa. Egli parla esplicitamente di una nuova fede, che superi cos\u00ec le vecchie confessioni cristiane, ormai per lui impotenti, come l&#8217;incredulit\u00e0 scettica e materialistica del secolo XVIII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli respinge nettamente gli sforzi dei neocattolici o neoguelfi italiani: la loro scuola, secondo lui, non \u00e8 giovevole al progresso italiano, di cui fraintende l&#8217;idea predicando una fede non sentita veramente. Per il papato cattolicissimo non vi \u00e8 posto nel Risorgimento mazziniano: ci\u00f2 che non significa, naturalmente, ch&#8217;egli pensasse ad abolizioni forzate, a persecuzioni (nulla di pi\u00f9 estraneo al suo pensiero), ma che non attribuiva loro una funzione positiva. Il cristianesimo stesso per il Mazzini \u00e8 esaurito, non perch\u00e9 falso, ma perch\u00e9 il vero che c&#8217;era in esso (la redenzione individuale) ha gi\u00e0 trionfato. Rimane necessaria la fede ultraterrena, che \u00e8 per il Mazzini quella in Dio manifestantesi per successive rivelazioni nell&#8217;umanit\u00e0, destinata un giorno ad esser chiamata tutta intera a Lui, come vi ascendono gli individui attraverso le loro vite successive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finch\u00e9 l&#8217;unit\u00e0 sociale non \u00e8 fondata, autorit\u00e0 ecclesiastica e autorit\u00e0 politica devono rimanere indipendenti il pi\u00f9 possibile l&#8217;una dall&#8217;altra. Una volta per\u00f2 costituita veramente la societ\u00e0 nuova, questo separatismo fra Stato e Chiesa, fra istituti politici e principi religiosi, non avr\u00e0 pi\u00f9 ragion d&#8217;essere: come alla fede corrisponder\u00e0 la morale, che si attuer\u00e0 nella politica, cos\u00ec lo Stato sar\u00e0 la Chiesa, e la Chiesa sar\u00e0 lo Stato. Nessun divorzio fra la terra e il cielo: occorre agire su questa terra per un compito sacro, per la realizzazione del regno di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per camminare verso un tale ideale, il Mazzini conta sull&#8217;educazione nazionale: a lei spetta far sentire fratelli tutti gli uomini di una nazione, toglierli dall&#8217;isolamento in cui si trovano, imbeverli delle stesse credenze e dello stesso spirito, render possibile un pieno sviluppo delle loro facolt\u00e0, superando le condizioni d&#8217;inferiorit\u00e0 sociale in cui tanti di essi si trovano. Questa educazione \u00e8 compito dell&#8217;autorit\u00e0 sociale, e cio\u00e8 di un insegnamento pubblico politico-morale, con carattere uniforme. Concezione che potrebbe essere grave di conseguenze, ma sostanzialmente corretta, coesistenza dell&#8217;educazione nazionale e dell&#8217;insegnamento libero, per cui alla prima spetta l\u2019insegnamento del dovere sociale, del programma nazionale, al secondo la libera diffusione di nuovi programmi, di nuovi ideali, che assicurino la libert\u00e0 di progresso, protetta e confortata dallo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formazione dell&#8217;unit\u00e0 morale \u00e8 dunque per il Mazzini graduale e non subitanea, libera e non imposta, e dato il progresso continuo, mai definitiva. E di questa unit\u00e0 morale l&#8217;interpretazione e l&#8217;applicazione spettano al popolo. Il punto fondamentale, di fronte ad autoritari e moderati, \u00e8 per il Mazzini che il governo nuovo dev&#8217;essere non solo per il popolo, ma per mezzo del popolo. Egli afferma una capacit\u00e0 politica generale del popolo, quella di scegliere spontaneamente i pi\u00f9 capaci. Non ammette che la politica nazionale e popolare possa essere incarnata da individui dominatori: non bisogna attribuire agli individui un&#8217;autorit\u00e0 che appartiene solo ai principi. Non si tratta per una nazione di usare momentaneamente la libert\u00e0 di scelta per abbandonarla di nuovo, ma di organizzare con le istituzioni l&#8217;esercizio continuato della sua libert\u00e0 e sovranit\u00e0, assicurandola cos\u00ec saldamente da non poter essere perduta per sbagli di un individuo o di una dinastia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo fa da contrappeso \u2014 e fino a un certo punto da superamento \u2014 al pericolo insito nella riduzione mistica mazziniana della politica a religione: il pericolo cio\u00e8, che, con un rovesciamento facile a verificarsi negli spiriti intellettualmente o moralmente deboli, la politica \u2014 e quindi l&#8217;utilit\u00e0 contingente di una data situazione, un programma, un istituto, un partito particolari \u2014, sia innalzata a morale, dall&#8217;alto e consacrata nell&#8217;immobilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella concezione mazziniana del Risorgimento \u00e8 innegabile un residuo dogmatico, trascendente, e ben lo sentirono i contemporanei e i seguaci stessi del Mazzini: e l\u2019opposizione aperta, o la repugnanza intima, ad esso fu uno dei pi\u00f9 gravi ostacoli all&#8217;efficacia dell&#8217;azione mazziniana. Reag\u00ec in particolare il liberalismo radicale, con l\u2019assolutezza del suo umanesimo ignorante di ogni trascendenza; ma anche il liberalismo moderato oppose al mazzinianesimo il suo senso realistico ed empirico. Ambedue associarono in questa opposizione le tradizioni del pensiero settecentesco, che il Mazzini non aveva compreso a fondo, al nuovo pensiero storico-scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane pur sempre al Mazzini il vanto della concezione pi\u00f9 integrale del Risorgimento, quella che pi\u00f9 strettamente associava il pensiero all&#8217;azione escludendo ogni infecondo dilettantismo ideologico, la risurrezione politica all&#8217;elevazione morale sradicando ogni machiavellismo, le sorti dell&#8217;Italia a quelle di tutta l&#8217;Europa eliminando ogni tentativo d&#8217;isolamento, ogni pretesa di dominio. Se al popolo italiano occorreva per il suo Risorgimento superare definitivamente le bassure spirituali a cui lo aveva condotto la decadenza secolare successa al Rinascimento, la spinta morale a quel superamento gli venne principalmente dall&#8217;affiato mistico mazziniano. N\u00e9 si saprebbe additare, nella propaganda patriottica del Risorgimento, nessun altro che abbia come il Mazzini lanciato tanti fili, tessuto tante trame, illuminato, eccitato tanti spiriti, formato e tenuto insieme tanti nuclei di azione, fatto appello a tanti diversi ambienti diversi, posto mano a tanti strumenti differenti; e, pi\u00f9 in breve, speso tutta la sua intelligenza, tutte le sue energie, ogni suo respiro per la causa dell\u2019Italia e dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[<em>Pensiero ed Azione del Risorgimento<\/em>, 1943]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUIGI SALVATORELLI (storico e giornalista; 1886-1974) Le tre correnti che abbiamo indicato (corrente mazziniana, liberalismo moderato e liberalismo radicale) si svolsero per il maggior tratto in contemporaneit\u00e0 cronologica. 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