{"id":14486,"date":"2015-10-13T01:00:34","date_gmt":"2015-10-13T01:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14486"},"modified":"2015-10-13T01:00:34","modified_gmt":"2015-10-13T01:00:34","slug":"la-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14486","title":{"rendered":"La tradizione"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>PIERLUIGI BIANCO<\/strong> (ARS Puglia)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Passata l&#8217;euforia del modernismo iconoclasta del passato, gli animi pi\u00f9 sensibili torneranno alla tradizione affinch\u00e9 da essa si possa trarre spunti e recuperi fecondi capaci di scongiurare la piatta omologazione, la moda anonima e, sopratutto, la rinuncia alla propria identit\u00e0, pratica sempre pi\u00f9 incentivata che, al contrario di quanto oggi si \u00e8 obbligati a pensare, non pu\u00f2 che portare a disastri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno interesser\u00e0 tutti i campi della tradizione che non verr\u00e0 pi\u00f9 colta con malcelati complessi minoritari: al contrario, in essa si ritroveranno le radici e, magari, le attese che pone l&#8217;eterno interrogativo di chi si chiede &#8220;chi siamo?&#8221; e &#8220;dove vogliamo andare?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Un conservatore, quanto meno nell&#8217;accezione comune del termine, \u00e8 colui che ha a cuore i valori tradizionali. Al giorno d&#8217;oggi tali valori vengono sistematicamente calpestati. \u00c8 un fatto da condannare.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora come mai \u00e8 considerato un radicale irriducibile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Perch\u00e9 continuare a credere nei valori tradizionali \u00e8 una posizione estremamente radicale che minaccia e indebolisce il potere&#8221;.\u00a0 (N. Chomsky)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi tutti i \u201crevisionismi\u201d si concentrano sulla storia della nazione.<br \/>\nNon siamo di fronte ad un fiorire di studi disinteressati alla ricerca di nuovi riscontri ma ad un\u2019offensiva ideologica che ha l&#8217;obiettivo prima di additare come \u201cfalsa e immorale\u201d la nostra storia e poi di estirpare un sentimento di appartenenza\u00a0e la dignit\u00e0 ad esso associata.<br \/>\nSi corre cos\u00ec il rischio di essere risucchiati dalle generalizzazioni, di instaurare nuove ed effimere mode, quasi una medicina preventiva con lo scopo di debellare i mali degli ultimi decenni offuscando le menti di molti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sappiamo che la battaglia per un&#8217;Europa democratica dei cittadini e dei lavoratori \u00e8 una battaglia non facile, il cui esito dipender\u00e0 in gran parte dalla forza e dall&#8217;unit\u00e0 di una nuova sinistra europea, ma di una nuova sinistra europea che stia nel processo di unit\u00e0 e che guardi oltre Maastricht. Chiamarsi fuori, confondersi con il fiorire di resistenze nazionalistiche e corporative, significa perdere senza combattere. \u00c8 con questo spirito che, continuando una tradizione ed un&#8217;ispirazione che fu gi\u00e0 del partito comunista italiano, il partito democratico della sinistra voter\u00e0 per la ratifica del trattato di Maastricht.\u201d (M. D&#8217;Alema)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelli della globalizzazione immanente e gli europeisti duri e puri si stanno condannando ad una serie di delusioni e sofferenze gratuite in nome di tradizioni fittizie e convinzioni piuttosto vacue.<br \/>\nAmmettendo la buona fede, la fattibilit\u00e0 di un progetto politico di simile portata si scontra con la realt\u00e0 storica. Gli europeisti dovrebbero sapere che non esiste un popolo europeo e che, anche se si volesse realmente e ad ogni costo insistere in tal senso, bisognerebbe necessariamente prima annichilire i popoli europei che invece esistono.<br \/>\nIn nome di cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Lottando sotto la bandiera della solidariet\u00e0 internazionale dei lavoratori, i comunisti di ogni singolo paese, nella loro qualit\u00e0 di avanguardia delle masse lavoratrici, stanno saldamente sul terreno nazionale. Il comunismo non contrappone, ma accorda e unisce il patriottismo e l&#8217;internazionalismo proletario poich\u00e9 l&#8217;uno e l&#8217;altro si fondano sul rispetto dei diritti, delle libert\u00e0 dell&#8217;indipendenza dei singoli popoli. E&#8217; ridicolo pensare che la classe operaia possa staccarsi, scindersi dalla nazione. La classe operaia moderna \u00e8 il nerbo delle nazioni, non solo per il suo numero, ma per la sua funzione economica e politica. I comunisti, che sono il partito della classe operaia, non possono dunque staccarsi dalla loro nazione se non vogliono stroncare le loro radici vitali. Il cosmopolitismo \u00e8 una ideologia del tutto estranea alla classe operaia. Esso \u00e8 invece l&#8217;ideologia caratteristica degli uomini della banca internazionale, dei cartelli e dei trust internazionali, dei grandi speculatori di borsa e dei fabbricanti di armi. Costoro sono i patrioti del loro portafoglio. Essi non soltanto vendono, ma si vendono volentieri al migliore offerente tra gli imperialisti stranieri.&#8221; (P. Togliatti)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Possiamo concludere che il vero sentimento nazionale (di cui l&#8217;amore per la lingua \u00e8 una componente essenziale) non soltanto non contraddice ma , al contrario , tende generalmente a favorire quello sviluppo dello spirito internazionalista che \u00e9 sempre stato uno dei motori principali del progetto socialista&#8221;. (J. C. Mich\u00e9a)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni Nazione ha una sua identit\u00e0, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non pu\u00f2 rinunciare. Pi\u00f9 Nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle Nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle pi\u00f9 ampie unit\u00e0 che si vogliono costruire. Dietro la\u00a0longa manus\u00a0della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare.&#8221; (B. Craxi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il politicamente corretto di &#8220;sinistra&#8221; vuole a tutti i costi che si dica che la modernit\u00e0 \u00e8 irreversibile e quindi, in caso di necessit\u00e0, ben venga il giustizialismo. La giustizia politica \u00e8 l&#8217;arma preferita. Il resto e affidato al mondo dell&#8217;informazione, dello spettacolo, della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il decennio &#8217;76\/&#8217;86 ha visto morire il comunismo nella sua tradizionale dimensione politica delle masse [&#8230;] Dal punto di vista dell\u2019immaginario ideologico, questo decennio ha visto gli intellettuali italiani passare dallo storicismo progressista ad un disincanto post-moderno di epigoni subalterni di &#8216;nuovi filosofi&#8217; e di Lyotard.<br \/>\nDi fatto, si \u00e8 smesso di parlare della superiorit\u00e0 del socialismo sul capitalismo, e del comunismo sull\u2019imperialismo; ci si \u00e8 messi a parlare della \u201csuperiorit\u00e0 morale\u201d dei comunisti (intesi come una classe politica: il PCI diventato PDS; DS, PD, ecc.) e dell\u2019&#8217;inferiorit\u00e0 morale&#8217; dei democristiani e dei socialisti. Il nemico diventava un nemico moralmente corrotto (prima Craxi, poi Berlusconi), ed \u00e8 in questo modo che ci si \u00e8 preparati ideologicamente ad affrontare senza dolore la rovina prossima della Casa comunista di referenza, attraverso una sorta di &#8216;colpo di stato moralistico&#8217;. La legittimazione dell\u2019accesso al potere (non per il socialismo, ma per un capitalismo &#8216;moralizzato&#8217;) non consisteva pi\u00f9 in una maggioranza elettorale ottenuta pacificamente, ma in una sorta di &#8216;golpismo&#8217; giudiziario per il bene, destinato a rimpiazzare persone corrotte e immorali con persone oneste.&#8221; (C. Preve)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti degli argomenti usati per giustificare certe scelte puzzano ormai solo di propaganda.<br \/>\nLa classe dirigente europea e quella politica ad essa &#8220;vincolata&#8221; manifestano palesemente un&#8217;unica ossessione: portare a compimento la liquidazione degli Stati nazionali e delle rispettive Costituzioni democratiche.<br \/>\nTutto ci\u00f2 in favore di uno Stato federale \u201cleggero\u201d, con poco o nessun potere redistributivo che si occupi solo di tutelare il corretto funzionamento dei mercati e poco altro.<br \/>\nMentre la democrazia si riduce alle lotte per le libert\u00e0 civili si completa cos\u00ec la globalizzazione: il capitale si sottrae al conflitto delocalizzando e privando le classi lavoratrici nazionali del loro terreno naturale di scontro.<br \/>\nLa soluzione perfetta per un liberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cN\u00e9 il Partito democratico n\u00e9 la sinistra democratica diranno alla gente: \u00abVedete, il vostro problema \u00e8 che negli anni Settanta siamo stati tra i fautori di un processo di finanziarizzazione dell\u2019economia e di svuotamento del sistema produttivo. Per questo il vostro salario e il vostro reddito ristagnano da trent\u2019anni, mentre la ricchezza prodotta rimane nelle tasche di pochi. Tutto questo \u00e8 il frutto delle nostre politiche\u00bb.&#8221; (N. Chomsky)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre nuovi movimenti e riciclate formazioni continuano a seguire la tradizione degli ultimi decenni, appare sempre piu evidente che quella dell\u2019azione e del pensiero politico che rappresenta l&#8217;identit\u00e0 del nostro popolo sia l&#8217;unica fonte dalla quale trarre ispirazione per contrastare lo strapotere delle odierne oligarchie transnazionali.<br \/>\nIl resto \u00e8 fuffa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Chi si orienta in base alla categoria del Meno Peggio sappia che l\u2019ideologia del menopeggismo, fase suprema delI\u2019Antiberlusconismo, far\u00e0 s\u00ec che le retoriche di Bertinotti e Diliberto verranno soddisfatte al 5 per cento mentre il 95 per cento sar\u00e0 nelle mani &#8216;sistemiche&#8217; delle oligarchie capitalistiche, nel sorriso da furetto presuntuoso di Amato e nel ghigno di sufficienza nichilista di D\u2019Alema&#8221;. (C. Preve)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI BIANCO (ARS Puglia) Passata l&#8217;euforia del modernismo iconoclasta del passato, gli animi pi\u00f9 sensibili torneranno alla tradizione affinch\u00e9 da essa si possa trarre spunti e recuperi fecondi capaci di scongiurare la piatta omologazione, la moda anonima e, sopratutto, la rinuncia alla propria identit\u00e0, pratica sempre pi\u00f9 incentivata che, al contrario di quanto oggi si \u00e8 obbligati a pensare, non pu\u00f2 che portare a disastri. 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