{"id":14593,"date":"2015-10-27T20:12:41","date_gmt":"2015-10-27T20:12:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14593"},"modified":"2015-10-27T20:12:41","modified_gmt":"2015-10-27T20:12:41","slug":"a-scuola-dalle-lobby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14593","title":{"rendered":"A scuola dalle lobby"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>FERDINANDO ALLIATA<\/strong> (Cobas scuola)<\/em><\/p>\n<p><em>Testo tratto da<\/em> I test Invalsi. Contributi a una lettura critica<em>, a cura del Centro Studi per la Scuola Pubblica, 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il copione \u00e8 sempre lo stesso: per fiaccare le eventuali resistenze che potrebbero ostacolare il radioso avanzare di un supposto progresso e di una discutibile modernit\u00e0 (insomma le \u201cideologie dominanti\u201d di gruppi di pressione capaci di condizionare le decisioni politiche) si comincia col colpire l&#8217;immagine di intere categorie sperando di sgretolarne la compattezza e frammentarne gli interessi. Cos\u00ec pubblici dipendenti \u201cfannulloni\u201d (Renato Brunetta), giovani \u201cbamboccioni\u201d (Tommaso Padoa Schioppa) o \u201cchoosy\u201d (Elsa Fornero), studenti \u201csfigati\u201d (Michel Martone), pensionati \u201cprivilegiati e parassiti\u201d (in troppi ne straparlano per poterli elencare), \u201cdocenti corporativi contro gli studenti\u201d (Mario Monti) diventano macchiette contro cui indirizzare il ludibrio popolare.<\/p>\n<div id=\"pageContainer1\" class=\"page\" data-loaded=\"true\" data-page-number=\"1\">\n<div class=\"annotationLayer\">\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"803.5\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"674.6\">Spesso queste categorie non posseggono n\u00e9 strumenti n\u00e9 ascolto analoghi a quelli dei propri accusatori per far valere le proprie ragioni ma, soprattutto, non reagiscono in modo adeguato. Tra queste categorie, a vario titolo e in maniera sempre pi\u00f9 insistente, siamo stati spesso coinvolti anche noi lavoratori della scuola, pubblici dipendenti che addirittura pretenderemmo di essere rispettati per il compito che con fatica cerchiamo di realizzare: dare alle giovani generazioni qualche strumento per non rimanere succubi di un futuro che appare piuttosto fosco.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"804.3599999999998\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"642.98\">Da diversi anni ormai, prestigiose istituzioni culturali, fondazioni foraggiate da banche, associazioni farcite di politici, industriali e affini, fanno a gara per fare capire alla societ\u00e0 tutta e anche ai riottosi insegnanti italiani quali siano i mali che affliggono la Scuola italiana e, di conseguenza, quali siano le cure adeguate. Da anni ci ripetono che finch\u00e9 resister\u00e0 un \u201cquasi-monopolio statale, un assemblearismo irresponsabile degli organi di governo scolastici, capi di istituto senza poteri e responsabilit\u00e0, &#8216;casualit\u00e0&#8217; dei capi di istituto e del corpo insegnante con una scuola che non pu\u00f2 sceglierli\u201d e finch\u00e9 mancher\u00e0 un \u201cconfronto competitivo tra scuola e scuola, un quasi-mercato tra le scuole e le professionalit\u00e0 scolastiche, un sistema premiante per capi di istituto e insegnanti\u201d la Scuola italiana non sar\u00e0 adeguata alle sfide del III millennio, la Scuola \u00e8 malata.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"803.8400000000005\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"180\">Ma, tranquilli, la medicina \u00e8 gi\u00e0 pronta, occorre solo convincere il mondo della scuola a ingurgitarla: \u201csemplificazione dei curricula, riduzione numero scuole e insegnanti, Authority esterna per la valutazione, nuovi CCNL per la scuola aperta e autonoma, nuove metodologie e tecnologie didattiche\u201d (Aser\u2013Education, <em>Verso la scuola del 2000, cooperare e competere: le proposte di Confindustria<\/em>, marzo 1998).<\/div>\n<div id=\"pageContainer2\" class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" data-loaded=\"true\" data-page-number=\"2\">\n<div class=\"annotationLayer\" data-canvas-width=\"64.03333333333333\">\n<div data-canvas-width=\"804.3599999999991\">\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"158.02\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"158.02\">Tra le pi\u00f9 prestigiose istituzioni che si occupano di scuola e universit\u00e0, l&#8217;Associazione TreeLLLe \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 influenti, dal 2002 divulga attraverso le proprie pubblicazioni le tesi, a mio avviso, pi\u00f9 lungimiranti e lucidamente coerenti con l&#8217;attuale regime dell&#8217;Autonomia in cui \u00e8 stata gettata la nostra Scuola, con lo scopo manifesto di svolgere \u201cattivit\u00e0 di lobby trasparente &#8230; presso i decisori pubblici &#8230; affinch\u00e9 le proposte di TreeLLLe influenzino le azioni di governo e si trasformino in sperimentazioni concrete\u201d. Cos\u00ec dentro una ristretta cerchia di luminari vengono tracciate le direttrici della Scuola futura senza che mai, per\u00f2, una loro tesi divenga oggetto di serio dibattito dentro le nostre scuole, se non per essere parafrasate dai nostri colleghi pi\u00f9 aggiornati e moderni o per essere spacciata per l&#8217;unica soluzione possibile.<\/div>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"422.58\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"525.8600000000001\">D&#8217;altronde \u00e8 un vanto dell&#8217;Associazione svolgere \u201cverifiche sull&#8217;efficacia della propria attivit\u00e0 facendo riferimento ai contenuti di leggi e provvedimenti dei decisori politici\u201d, efficacia che purtroppo si \u00e8 dimostrata in questi anni assolutamente penetrante.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"98.38\">Solo per memoria sulle questioni pi\u00f9 recenti: TreeLLLe individua \u201cl\u2019occasione straordinaria da non perdere per ridurre il numero degli insegnanti\u201d e il parlamento obbedisce con le diverse leggi che hanno tagliato gli organici; TreeLLLe propone di<\/div>\n<div data-canvas-width=\"207.55999999999997\">\u201caumentare le dimensioni medie delle classi\u201d e viene partorito il d.P.R. n. 81\/2009; TreeLLLe raccomanda di \u201cridurre le ore di insegnamento\u201d e tutte le pseudoriforme, da Berlinguer a Gelmini, perseguono pervicacemente quest&#8217;obiettivo, buon ultimo Profumo che ritorna addirittura sull&#8217;ipotesi di tagliare un anno di scuola; TreeLLLe propugna l&#8217;assunzione diretta del personale da parte dei dirigenti scolastici ed ecco che si prova in Lombardia; TreeLLLe ribadisce quanto sia indispensabile \u201cil potenziamento di un articolato sistema di valutazione dell\u2019efficienza ed efficacia del servizio valutando periodicamente non solo le singole scuole ma anche la professionalit\u00e0 dei dirigenti e degli insegnanti\u201d coerentemente con lo Schema di regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione emanato di recente dal Consiglio dei ministri, dopo che il Miur aveva anche inventato le sperimentazioni \u201cVSQ\u201d, \u201cVales\u201d e \u201cValorizza&#8221;, peraltro col supporto non proprio disinteressato delle suddette associazioni e fondazioni.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"803.8000000000004\"><\/div>\n<div class=\"annotationLayer\" data-canvas-width=\"29.25\">\n<p>Ma non dimentichiamoci che \u00e8 gi\u00e0 a partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;90, quando Attilio Oliva, attuale presidente di TreeLLLe, era \u201csoltanto\u201d il responsabile scuola di Confindustria, quando l&#8217;\u201dindipendente\u201d Giancarlo Lombardi, ex vicepresidente di Confindustria, era ministro dell&#8217;allora Pubblica Istruzione, che diventa sempre pi\u00f9 soffocante l&#8217;interesse diretto del sistema imprenditoriale italiano nei confronti della scuola, quella scuola che, come titolava allora &#8220;Le Monde Diplomatique&#8221;, diventava \u201cIl grande affare del XXI secolo. Tecnocrati e industriali progettano il futuro\u201d. Un grande affare che per potersi realizzare doveva rimodellare in profondit\u00e0 l&#8217;intero sistema scolastico attraverso un disegno privatistico che, come \u00e8 noto, si \u00e8 concretizzato con l&#8217;autonomia scolastica: ogni scuola autonoma, e \u201ccorrettamente\u201d dimensionata (d.P.R. n. 233\/1998), a cui \u00e8 stata attribuita la personalit\u00e0 giuridica (art. 21 della l. n. 59\/1997), elabora una specifico prodotto, \u201cil piano dell&#8217;offerta formativa\u201d (art. 3, comma 1, del d.P.R. n. 275\/1999), che offre a potenziali clienti (studenti e famiglie) con cui stipula un \u201ccontratto formativo\u201d (d.P.C.M. 7\/6\/1995) e sottoscrive un \u201cPatto educativo di corresponsabilit\u00e0\u201d (art. 5-bis d.P.R. n. 249\/1998).<\/p>\n<div>\n<div data-canvas-width=\"804.1199999999999\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"316.2200000000001\">Nello stesso tempo ogni istituzione scolastica si adegua al modello imprenditoriale: il novello dirigente\/manager acquisisce \u201cautonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane &#8230; organizza l&#8217;attivit\u00e0 scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed \u00e8 titolare delle relazioni sindacali\u201d (art. 25, comma 2, d.lgs. n. 165\/2001), mentre gli organi collegiali si limitano a garantire \u201cl\u2019efficacia dell\u2019autonomia\u201d e gli insegnanti, divisi nelle nuove gerarchie contrattuali \u201channo il compito e la responsabilit\u00e0 della progettazione e della attuazione del processo di insegnamento e di apprendimento\u201d (art. 16, comma 3, d.P.R. n. 275\/1999), infine il personale amministrativo viene caricato anche delle \u201cfunzioni gi\u00e0 di competenza dell\u2019amministrazione centrale e periferica\u201d (art. 14, comma 1, d.P.R. n. 275\/1999).<\/div>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"102.25999999999999\"><\/div>\n<div>Una \u201cAutonomia\u201d che, peraltro, spianava la strada alla legge sulla Parit\u00e0 scolastica, tenacemente voluta dalla Confindustria oltre che dal Vaticano, come sottolineava lo stesso Berlinguer: \u201cd&#8217;altro canto, come sapete, il provvedimento [sulla Parit\u00e0, ndr] pu\u00f2 percorrere il suo cammino perch\u00e9 vi \u00e8 un altro elemento di novit\u00e0 che riguarda &#8230; l&#8217;ordinamento: l&#8217;autonomia di tutte le scuole, non soltanto di quelle non statali, anzi in particolare delle scuole dello Stato che sono numericamente prevalenti. Ecco, il passo avanti che noi facciamo collegando la normativa sulla parit\u00e0 con quella sull&#8217;autonomia scolastica \u00e8 molto pregnante da un punto di vista culturale\u201d.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"804.4800000000001\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"602.1999999999998\">Un nuovo contesto \u201cculturale\u201d in cui, complice la distrazione delle organizzazioni sindacali \u201cmaggiormente rappresentative\u201d (o complici e basta?), veniva trasformato il nostro lavoro in nome della cosiddetta \u201crivoluzione copernicana dell&#8217;autonomia\u201d. Uno slogan usato sia da Oliva sia nella piattaforma di Cgil-Cisl-Uil per il primo contratto separato dei dirigenti scolastici, e che nei fatti ha significato la rinuncia alla centralit\u00e0 (tolemaica?) della didattica, della libert\u00e0 d&#8217;insegnamento diretta \u201ca promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalit\u00e0 degli alunni\u201d (art. 1 d.lgs. n. 297\/1994), sostituita dalla \u201ctrinit\u00e0 aziendalista\u201d di economicit\u00e0, efficacia ed efficienza.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"309.58\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l&#8217;avvio dell&#8217;assedio della didattica, \u201cdella libert\u00e0 d&#8217;insegnamento garantita a ciascun docente\u201d\u00a0 (art. 7, comma 2, d.lgs. n. 297\/1994), \u201cintesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale\u201d (art. 1 d.lgs. n. 297\/1994): nascono il Progetto educativo d&#8217;istituto col Ccnl 1995, \u201csospeso\u201d dal Tar proprio perch\u00e9 non rispettoso della libert\u00e0 d&#8217;insegnamento, e quindi il Piano dell&#8217;offerta formativa col Regolamento sull&#8217;autonomia del 1999, che sfugge alle censure perch\u00e9 prevede, ipocritamente, il \u201criconoscimento\u201d delle opzioni di \u201cgruppi minoritari\u201d.<\/p>\n<div id=\"pageContainer4\" class=\"page\" data-loaded=\"true\" data-page-number=\"4\">\n<div class=\"annotationLayer\" style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"710.1200000000002\">\n<div data-canvas-width=\"727.3600000000002\"><\/div>\n<div>E anche sull&#8217;argomento \u201cdidattica\u201d \u00e8 difficile essere pi\u00f9 espliciti del presidente Oliva: \u201cla scuola oggi \u00e8 didattica, non \u00e8 altro che didattica, e non ha soldi, non pu\u00f2 scegliere gli insegnanti, non pu\u00f2 decidere l&#8217;organico, cio\u00e8 non pu\u00f2 fare le cose essenziali di una scuola autonoma, per cui si parla solo di didattica e la didattica la fanno i docenti e allora gli altri organi di governo non servono a niente, non serve il consiglio d&#8217;istituto e il dirigente serve a poco\u201d.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"803.4800000000005\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"287.46000000000004\">Ma niente paura, in soccorso del povero Oliva accorrono indomiti i nostri parlamentari e sindacalisti. I primi provvedono a limitare il ruolo della didattica riprendendo una vecchia idea di un altro insigne componente di TreeLLLe, l&#8217;ex ministro De Mauro, \u201ci programmi scolastici \u00e8 quasi inutile scriverli. Occorre invece capire bene come devono essere fatte le prove al termine dei cicli e quindi come strutturare delle prove: saranno poi queste a retroagire su tutto l\u2019insegnamento &#8230; Occorrerebbe, anzi, cancellare completamente le materie\u201d, cos\u00ec si \u201calleggeriscono\u201d i programmi trasformati in evanescenti \u201cIndicazioni\u201d e si cominciano a propinare prove standardizzate a cui la Scuola deve adattarsi, prima fra tutte la prova Invalsi all&#8217;esame di terza media fino alla recente decretazione d&#8217;urgenza (in un decreto legge riguardante le \u201csemplificazioni\u201d, sic!) sugli altri quiz di maggio divenuti \u201cattivit\u00e0 ordinaria d&#8217;istituto\u201d, quindi non un&#8217;attivit\u00e0 obbligatoria.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"337.7\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"180.38\">E i sindacalisti? A parole sostengono \u201cl&#8217;impegno professionale in aula\u201d, ma poi nei fatti, agevolando tutte le iniziative di valutazione delle scuole e degli insegnanti (dal \u201cconcorsaccio\u201d di Berlinguer nel 1999 a \u201cVales\u201d nel 2012) sulla base di presunti standard oggettivi, contribuiscono a stravolgere il senso profondo del nostro lavoro, riducendolo a quello di somministratori di test o di addestratori per i quiz.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"803.9200000000002\"><\/div>\n<div>In fondo questo processo di standardizzazione pare proprio indispensabile per mettere le mani nel \u201cgrande affare del XXI secolo\u201d. Infatti, \u201cla maggior parte dei servizi pubblici implica una quantit\u00e0 di lavoro non manifesto che non \u00e8 facile standardizzare &#8230; Cos\u00ec la prima fase consiste nel codificare il sapere non manifesto del lavoratore in modo che, anzich\u00e9 basarsi sull\u2019utilizzo, da parte del lavoratore, della propria iniziativa, creativit\u00e0 e specializzazione, sia completamente standardizzato e replicabile, in modo da poter essere affidato a lavoratori sempre meno specializzati. Una volta realizzata la standardizzazione il processo pu\u00f2 essere gestito in base ai risultati. Cos\u00ec si ha l\u2019introduzione di indicatori di prestazione, cosicch\u00e9 i lavoratori, invece di ricevere un salario e di essere considerati affidabili per la loro dedizione al servizio pubblico e la loro professionalit\u00e0 &#8230; vengono sempre pi\u00f9 valutati in base a cosa producono, misurato dagli indicatori e obiettivi di prestazione. E una volta che il lavoro pu\u00f2 essere amministrato in base ai risultati, esso pu\u00f2 essere esternalizzato. Pu\u00f2 essere eseguito da chiunque. Tutto quello che si deve fare \u00e8 contare i risultati e fissare obiettivi &#8230; Alla fine il processo trasforma i lavoratori del settore pubblico in dipendenti del settore privato &#8230; devono lavorare secondo indicatori di prestazione, la procedure sono state molto standardizzate, sempre pi\u00f9 amministrate e disciplinate da classifiche e da altri strumenti numerici\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"annotationLayer\" style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"710.1200000000002\"><\/div>\n<div class=\"annotationLayer\" data-canvas-width=\"710.1200000000002\">\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"792.64\">Infine, invito tutti coloro che ne avessero interesse a leggere la copiosa produzione di TreeLLLe, proprio per valutare personalmente la distanza che separa le tesi col\u00e0 espresse dagli effettivi bisogni che prepotentemente esprime la Scuola in cui viviamo. Se quanto affermo fosse condiviso, auspico allora di ritrovarvi nella lotta quotidiana che dobbiamo combattere per impedire che un bene prezioso come la nostra Scuola pubblica, un Bene comune da potenziare venga invece immolato sull&#8217;altare della concorrenza, della competizione, del \u201cquasi-mercato\u201d in cui questa, e altre, lobby vorrebbero condurla. Una lotta in cui il rifiuto di sottoporre ai quiz Invalsi i nostri studenti, le nostre scuole e il nostro lavoro diventa un significativo e emblematico momento di opposizione culturale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"16.666666666666664\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"10.483333333333333\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"pageContainer5\" class=\"page\" data-loaded=\"true\" data-page-number=\"5\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"pageContainer2\" class=\"page\" data-loaded=\"true\" data-page-number=\"2\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FERDINANDO ALLIATA (Cobas scuola) Testo tratto da I test Invalsi. 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