{"id":14623,"date":"2015-10-31T01:25:23","date_gmt":"2015-10-31T01:25:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14623"},"modified":"2015-10-31T01:25:23","modified_gmt":"2015-10-31T01:25:23","slug":"la-bomba-ad-orologeria-svedese-e-innescata-da-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14623","title":{"rendered":"La bomba ad orologeria svedese \u00e8 innescata da tempo"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>MAX BONELLI<\/strong> (ARS Roma)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mattina di un normale giorno di scuola in Svezia in ottobre, ragazzi che si affannano all\u00b4ingresso, la spensieratezza nell&#8217;aria. Siamo solo a pochi giorni prima della piccola vacanza autunnale di 7 giorni che coincide con quello che una volta era suggellato nella tradizione cristiana nel ricordo dei defunti e che invece nella moderna societ\u00e0 svedese, sotto colonizzazione culturale americana \u00e8 associato con l\u00b4importata festa di Hallowen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ragazzo, il cui viso quasi imberbe, coperto da una invisibile peluria bionda si confonde bene tra gli adolescenti tra i 13 ed i 17 anni che compongono gli allievi degli ultimi anni di questa scuola dell\u00b4obbligo nella Svezia occidentale a Trollh\u00e4ttan, entra, con un impermeabile lungo, sebbene abbia 21 anni. Nasconde sotto quell\u00b4impermeabile una spada ed un coltello a lama lunga. Il suo obbiettivo: uccidere quanti pi\u00f9 studenti di chiara origine non svedese in quell\u00b4edificio. Li cerca con attenzione nelle classi, tra tante teste bionde non tarda a materializzarsi una testa nera e riccia; il primo a farne le spese \u00e8 un ragazzino somalo di 17 anni, Hamed Hassan, la cui famiglia aveva passato tutte le traversie di un viaggio della speranza per metterlo al sicuro dalla guerra, ma il destino comanda sopra l\u00b4esistenza umana e lui che sognava solo di calcio non ha fatto eccezione a questa regola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il sangue inizia il panico, tutti corrono mentre il ventunenne Anton Lundin Pettersson, continua a dare fendenti selezionati, dal quantitativo di melatonina presente nella pelle. Un assistente pedagogico di origine siriana, Lavin Eskander, un ragazzo di venti anni, invece di darsi alla fuga si getta contro il forsennato Anton, lo fa forse senza riflettere che \u00e8 una pazzia, lo fa con lo slancio misto di eroismo ed incoscienza che hanno i ragazzi a quell\u00b4et\u00e0: ne segue una lotta feroce in cui Lavin ha la peggio ma fa perdere energie e minuti preziosi ad Anton, d\u00e0 il tempo sia ai ragazzi di darsi alla fuga sia alla polizia d\u00b4intervenire . Un agente con un colpo di pistola ben assestato ferisce a morte Anton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho voluto descrivere questo atto di dramma svedese nei dettagli perch\u00e9 i nostri media atlantico-diretti hanno praticamente censurato la notizia, cos\u00ec come con poco risalto hanno divulgato che vengono date alle fiamme con una media di due alla settimana le strutture selezionate per acccogliere i 190.000 richiedenti asilo che l&#8217;UE ha quotato alla Svezia. Nel paese che ha come secondo partito i \u201ddemocratici svedesi\u201d, una specie di partito protonazista che ha come cavallo di battaglia la lotta all\u00b4immigrazione, non si parla d\u00b4altro e si divide tra un blocco di buonisti maggioranza nella politica ma minoranza nella popolazione ed il paese reale che quando non vota \u201dsverige demokraterna\u201d \u00e8 francamente contrario a questa invasione di disperati. Lo schema \u00e8 gi\u00e0 noto a noi italiani e non vado nei dettagli perch\u00e9 annoierei il lettore. Qui si aggiunge l\u00b4ingrediente della paura di una piccola cultura come quella svedese di scomparire ed essere mussulmanizzata. Pericolo che certo esiste ma che \u00e8 inferiore rispetto al pi\u00f9 concreto pericolo di essere gi\u00e0 stati americanizzati ed aver perso gran parte di quei pilastri culturali che caratterizzavano la cultura del paese di Bergman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui i ragazzi non conoscono la letteratura svedese, in quanto semplicemente non \u00e8 in programma a scuola se non in alcuni selezionati ginnasi. Se un padre chiede all\u00b4insegnante di svedese del figlio la lista dei classici da consigliare al ragazzo tra un \u201dgame over\u201d e l\u00b4altro riceve delle occhiate piene di sarcasmo accompagnate dalla predica che il ragazzo deve leggere qualcosa che lo stimola. Per cui non \u00e8 inusuale che sedicenni leggano con piacere la biografia di Ronaldo piuttosto che quella di Bergman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo mondo dove lo sradicamento culturale \u00e8 pianificato si aggiunge una invasione di disperati altrettanto pianificata da quattro guerre di aggressione made in Usa che producono un effetto collaterale di 1 milione di profughi per l\u00b4Europa da ripartirsi per possibilit\u00e0 demografiche ed economiche. Nessuno dei due partiti in cui si sta dividendo la comunit\u00e0 europea sull\u00b4argomento \u201dbuonisti\u201d ed \u201dantimmigranti\u201d vuole o riesce a fare questo semplice ragionamento di sovranit\u00e0 spicciola: \u201dQuesti fanno la guerra e noi ci dobbiamo prendere i disperati che loro creano\u201d. Non ci riescono gli scandinavi, che di senso critico ne hanno sempre avuto pochino, e che copre bene il sentimento di servilismo atlantico ben pi\u00f9 visibile a livello macroscopico in noi mediterranei. Per cui in Scandinavia \u00e8 tutto un \u201ddagli addosso al mussulmano\u201d da parte dei nazisti di Fronte Nord per finire al signor \u201dSvensson\u201d che e\u00b4razzista naturalmente\u201dsenza bisogno di fare il corso\u201d. Lo testimoniano questi atti criminali che non vengono da un fronte terroristico organizzato ma da lupi solitari che spontaneamente incendiano, uccidono a volte solo manifestando flebili simpatie nazistoidi ed anti immigranti come il caso del giovane Anton Lundin Petterssons. Il paese si sta dividendo per la prima volta nella sua storia in due blocchi e la violenza non potr\u00e0 che aumentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi italiani che abbiamo un connaturato senso critico, l\u00b4analisi sovranista non la facciamo invece per servilismo e paura di contrapporci al potente padrone statunitense e quindi ci accontentiamo di un \u201ddagli all\u00b4immigrato\u201d meno naturale degli scandinavi, come una smorfia del viso, teatrale, in cui negli occhi s\u00b4intravede lo sguardo della paura e della schiavit\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAX BONELLI (ARS Roma) Una mattina di un normale giorno di scuola in Svezia in ottobre, ragazzi che si affannano all\u00b4ingresso, la spensieratezza nell&#8217;aria. 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