{"id":14630,"date":"2015-11-02T01:14:45","date_gmt":"2015-11-02T01:14:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14630"},"modified":"2015-11-02T01:14:45","modified_gmt":"2015-11-02T01:14:45","slug":"la-terra-dei-padri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14630","title":{"rendered":"La terra dei padri"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO<\/strong> (ARS Emilia-Romagna)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina geo-politica insegna che si ha uno Stato se tre fattori sussistono contemporaneamente: un territorio definito, un popolo residente e un potere d\u2019imperio; ai quali la Convenzione di Montevideo sui Diritti e Doveri degli Stati (1933) ne aggiunse un quarto: la capacit\u00e0 di entrare in relazione con gli altri Stati e da questi essere riconosciuto. Tuttavia uno Stato, finch\u00e9 riesce a difendere, con il suo esercito, i tre elementi costitutivi e fondanti, pu\u00f2 non dare peso eccessivo a un mancato riconoscimento esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solitamente ci si sofferma sul popolo e sul potere d\u2019imperio e si tralascia il territorio, il cui concetto si considera chiaro, e ovvia la sua definizione giuridico-politica. In breve, il territorio, elemento materiale costitutivo dello Stato, \u00e8 spazio delimitato da confini naturali o stabiliti da trattati internazionali, \u00e8 sottosuolo, spazio aereo, acque territoriali, territorio fluttuante (navi e aerei) e sedi diplomatiche. Tuttavia questa definizione non sembra sufficiente per chiarire che non costituisce Stato un popolo privo di territorio (es. i berberi); un popolo stanziato su territorio ma privo di potere d\u2019imperio (es. i curdi); un popolo insediato su un territorio conteso da governi in conflitto; un popolo amministrato da un governo ma privo di un esercito proprio e dunque non in grado di assicurare la sicurezza esterna; o dotato di esercito che nondimeno pone al servizio di un altro stato (protettorati o colonie): in definitiva, in tutti quei casi in cui il territorio \u00e8 sede di un popolo senza governo o senza imperio politico e militare. In ognuna o in parecchie di queste condizioni potranno precipitare (o lo sono gi\u00e0) gli stati europei, in particolare l\u2019Italia: popoli stanziali ma privi di un governo perch\u00e9 questo risiede a Bruxelles; popoli del cui territorio dispone Berlino e Washington; popoli incapaci di difendersi perch\u00e9 hanno ceduto esercito e servizi segreti a tutela di interessi stranieri; popoli i cui governi, non in grado di assicurare la sicurezza interna, invocano l\u2019intervento di polizie straniere (Felsen).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla definizione politico giuridica del territorio, che attiene all\u2019insediamento fisico di un popolo, si pu\u00f2 affiancare la definizione socio-antropologica che rimanda alle attivit\u00e0 di un popolo su un territorio delimitato e reso omogeneo. L\u2019omogeneit\u00e0 territoriale \u00e8 data dal senso di appartenenza e dalla rappresentazione condivisa. Allorquando, come membri di una comunit\u00e0 diventiamo consapevoli di farne parte, arriviamo a condividere una rappresentazione, a riconoscere come proprie le tipicit\u00e0 ambientali, economiche, culturali, che innumerevoli generazioni precedenti la nostra, in un lungo processo di adattamento al territorio, hanno creato. I padri hanno costruito paesaggi, innalzato architetture, fondato sistemi urbani e rurali, selezionato specie animali e vegetali, uniche, non \u201cdelocalizzabili\u201d, in breve, hanno costruito \u201c<em>luoghi colti<\/em>\u201d (Dante). Noi ereditiamo configurazioni socio-culturali \u201cfirmate\u201d e le percepiamo e viviamo come elementi che contrassegnano la nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019una e nell\u2019altra accezione il territorio di uno stato e di un popolo non \u00e8 uno spazio anonimo, ma un luogo. Lo spazio \u00e8 un semplice dato naturale, privo di significati culturali e antropologici, indistinto, proprio delle terre vergini o coloniali, territori che gli stati egemoni spartiscono e delimitano con confini tracciati con squadra e righello, ignorando orografia, idrografia, morfologia e stanziamenti umani. Lo spazio diventa luogo quando il popolo che vi risiede lo contrassegna con la sua secolare laboriosit\u00e0. Quando il gruppo umano residente difende, con le armi e con le leggi, luoghi diventati storici e relazionali, questi diventano territorio, elemento costitutivo dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione socio-antropologica del territorio rimanda al concetto di Patria. Come \u201cluogo colto\u201d il territorio \u00e8 la terra dei padri. In epoca risorgimentale i riferimenti all\u2019importanza del territorio ricorrevano costantemente nei discorsi sulla nazione e sulla patria. Nel capitolo quinto dei \u201c<em>Doveri dell&#8217;uomo: Doveri verso la Patria<\/em>\u201d Giuseppe Mazzini sosteneva la natura associativa della Patria, che sembra non identificare con il territorio ma fondarla su di esso: <em>\u201c\u2026 il territorio non ne \u00e8 che la base. La Patria \u00e8 l&#8217;idea che sorge su quello; \u00e8 il pensiero d&#8217;amore, il senso di comunione che stringe in uno tutti i figli di quel territorio\u201d<\/em><strong>. <\/strong>Ma a questo pensiero d\u2019amore e senso di comunione assegnava una terra con confini e frontiere: <em>\u201cA voi uomini nati in Italia, Dio assegnava, quasi prediligendovi, la Patria meglio definita d&#8217;Europa. In altre <strong>terre <\/strong>segnate con limiti pi\u00f9 incerti o interrotti, possono insorgere questioni che il voto pacifico di tutti scioglier\u00e0 un giorno, ma che hanno costato e costeranno forse ancora lagrime e sangue sulla vostra. Dio v&#8217;ha steso intorno linee di <strong>confini <\/strong>sublimi, innegabili\u2026\u201d<\/em> E ancora: <em>\u201cLa forza brutale pu\u00f2 ancora per poco contendervi quei <\/em><strong><em>confini<\/em><\/strong><em>; ma il consenso segreto dei popoli li riconosce d&#8217;antico, e il giorno in cui levati unanimi all&#8217;ultima prova, pianterete la nostra bandiera tricolore su quella <\/em><strong><em>frontiera<\/em><\/strong><em>, l&#8217;Europa intera acclamer\u00e0 sorta e accettata nel consorzio delle Nazioni l&#8217;Italia\u201d<\/em><strong><em>. <\/em><\/strong>Infine<em>, s<\/em>opra \u201cun dato terreno\u201d Mazzini definiva il concetto di Patria come casa comune<strong>: <\/strong><em>\u201c<\/em><em>La Patria \u00e8 la nostra <\/em><em>casa<\/em><em>: la <strong>casa<\/strong> che Dio ci ha data, ponendovi dentro una numerosa famiglia che ci ama e che noi amiamo, con la quale possiamo intenderci meglio e pi\u00f9 rapidamente che con altri, e <\/em><em>che <strong>per la concentrazione sopra un dato terreno e per la natura omogenea degli elementi ch&#8217;essa possiede<\/strong><\/em><em>, \u00e8 chiamata a un genere speciale d&#8217;azione\u201d<\/em><em>. <\/em>\u201c<em>Senza Patria, voi non avete nome, n\u00e9 segno, n\u00e9 voto, n\u00e9 diritti, n\u00e9 battesimo di fratelli tra i popoli. Siete i bastardi dell&#8217;Umanit\u00e0. Soldati senza bandiera, israeliti delle Nazioni, voi non otterrete fede n\u00e9 protezione: non avrete mallevadori\u201d<\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi oggi non abbiamo mallevadori; siamo noi i garanti di noi stessi. Non dobbiamo aspettarci che altri ci liberino, n\u00e9 che contingenze politico-diplomatiche internazionali ci offrano l\u2019occasione favorevole per liberarci; questa \u00e8 un\u2019illusione. Dei tre fattori che costituiscono lo Stato il territorio \u00e8 l\u2019elemento primordiale su cui basare una nuova idea di libert\u00e0 e di indipendenza e su cui ri-localizzare la Politica, cio\u00e8 l\u2019esercizio della sovranit\u00e0. Sul suolo patrio un popolo sovrano non pu\u00f2 permettere scorrerie di capitali, piraterie di merci, ruberie di acque, predazioni di demanio, usurpazioni straniere di suoli. Occorre riappropriarsi del territorio come prodotto sociale derivato dalla millenaria operosit\u00e0 del popolo sul substrato naturale. Il sacro dovere di difendere la terra dei padri (art. 52 Cost.) risponde a un bisogno di concretezza, oggi declinabile non solo con le armi, ma con la riconquista della piena sovranit\u00e0 politica: Questa \u00e8 la condizione che ci consentir\u00e0 di recuperare un sistema giuridico di limiti e di misure in uno spazio che per noi \u00e8 il Luogo, per lo straniero egemone \u00e8 una dimensione liscia e vuota da occupare dopo averla svuotata di Popolo e di Stato. Lo spazio indistinto genera angoscia, la stessa che prova Ugo Foscolo \u201c\u2026 <em>attaccato ad un piccolo angolo dello spazio incomprensibile, senza sapere perch\u00e9 sono collocato piuttosto qui che altrove \u2026\u201d; \u201cIo non vedo da tutte le parti che infinit\u00e0 che mi assorbono come un atomo<\/em>\u201d, davanti alla quale non trova altro rifugio che nella <em>\u201c<strong>terra<\/strong> che mi \u00e8 assegnata per patria\u201d <\/em><em>(<\/em><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13317\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13317<\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (ARS Emilia-Romagna) &nbsp; La dottrina geo-politica insegna che si ha uno Stato se tre fattori sussistono contemporaneamente: un territorio definito, un popolo residente e un potere d\u2019imperio; ai quali la Convenzione di Montevideo sui Diritti e Doveri degli Stati (1933) ne aggiunse un quarto: la capacit\u00e0 di entrare in relazione con gli altri Stati e da questi essere riconosciuto. 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