{"id":14649,"date":"2015-11-05T23:02:01","date_gmt":"2015-11-05T23:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14649"},"modified":"2015-11-05T23:02:01","modified_gmt":"2015-11-05T23:02:01","slug":"la-forza-di-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14649","title":{"rendered":"La forza di Renzi"},"content":{"rendered":"<p>Dopo Italicum e Jobs act, Renzi ha ottenuto anche la cosiddetta riforma del Senato. Senza grosse difficolt\u00e0, in questo caso come nei precedenti. A Renzi sta riuscendo, con una certa facilit\u00e0, ci\u00f2 che Berlusconi ha tentato inutilmente (o quasi) di fare per vent&#8217;anni. Penso sia il caso si chiedersi le ragioni di questa forza. Per rispondere, bisognerebbe prima chiedersi le ragioni della \u201cdebolezza\u201d di Berlusconi. Mettiamo\u201cdebolezza\u201d tra virgolette, perch\u00e9 ovviamente la parola \u00e8 da prendere cum grano salis. Berlusconi ha sempre avuto, ed ha tuttora, un grande potere, i cui vari aspetti diamo qui per noti. Osserviamo solo che la sua vita politica copre gli ultimi vent&#8217;anni: in questi vent&#8217;anni egli \u00e8 stato al potere per circa dieci, ed \u00e8 stato comunque influente anche negli altri dieci. Ma sono proprio i dati oggettivi che mostrano la reale forza di Berlusconi a porre con evidenza il problema. Come mai in vent&#8217;anni di attivit\u00e0 politica ai massimi livelli egli non \u00e8 riuscito a devastare la Costituzione, conculcare la democrazia e abbattere i diritti dei lavoratori in maniera cos\u00ec completa come \u00e8 riuscito in pochissimo tempo a Renzi? La prima risposta che viene in mente \u00e8 che Berlusconi era s\u00ec forte, ma ha anche suscitato contro di s\u00e9 forti opposizioni. Il ceto politico si \u00e8 sempre profondamente diviso, di fronte ai suoi tentativi di cambiamenti regressivi delle istituzioni. Ma perch\u00e9? Non certo per motivi morali o ideali. L&#8217;attuale ceto politico non conosce n\u00e9 etica n\u00e9 idee. Poich\u00e9 l&#8217;unica cosa che esiste, per l&#8217;attuale ceto politico, sono gretti interessi materiali, \u00e8 evidente che il problema di Berlusconi stava nel fatto che egli non era in grado di soddisfare tutti questi interessi, o almeno una loro parte tanto consistente da dargli maggioranze capaci di fare ci\u00f2 che ha fatto Renzi. In sintesi, non c&#8217;era trippa a sufficienza per tutti i gatti, o almeno per una loro parte consistente. E la lotta spietata per accaparrarsi le risorse dell&#8217;apparato statale rendeva impossibili accordi sufficientemente saldi da far passare grandi cambiamenti istituzionali. Ma cos&#8217;\u00e8 cambiato con Renzi? \u00c8 evidente che le risorse statali non sono aumentate. Perch\u00e9 adesso si riesce a coagulare un consenso del ceto politico?<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nCredo che una risposta possibile, o almeno una parte della risposta, sia che la lotta spietata fra i vari gruppi affaristico-criminal-feudali che formano l&#8217;attuale ceto politico \u00e8 stata almeno in parte risolta. Ci sono vincitori e vinti, e i vincitori possono accordarsi grazie al fatto di aver fatto fuori i vinti. Ma chi sono i vincitori e i vinti? I vinti sono quella parte del ceto politico che \u00e8 indicata come \u201csinistra\u201d, e i sindacati. I vincitori (o almeno, non perdenti) sono tutti gli altri. Renzi ha umiliato la sinistra PD, mostrando che il suo potere di contrattazione \u00e8 zero, e si appresta a eliminarla definitivamente dal Parlamento con le prossime elezioni. Ai sindacati viene tolta ogni capacit\u00e0 di trattativa, ogni peso e rilevanza. Il fatto che due parti, piccole ma non piccolissime, dell&#8217;attuale ceto politico-affaristico siano cos\u00ec tolte di mezzo (almeno in prospettiva), libera ovviamente risorse per tutti gli altri.<br \/>\nPartendo da questa ipotesi interpretativa, si \u00e8 inevitabilmente portati ad una ulteriore domanda. Infatti \u00e8 ovvio che anche Berlusconi, nei suoi momenti di potere, sarebbe stato ben felice di far fuori il ceto politico \u201csinistro-sindacale\u201d. Come mai lui non c&#8217;\u00e8 riuscito, mentre invece Renzi s\u00ec? Propongo la seguente risposta: gli sviluppi della crisi economica che si trascina da 7-8 anni stanno togliendo ogni forza e ogni peso alla sinistra. La sinistra sta diventando sempre pi\u00f9 inutile. Per capire cosa intendo, dobbiamo prima capire qual era il ruolo sistemico del ceto politico \u201csinistro-sindacale\u201d nella conformazione neoliberista che le nostre societ\u00e0 hanno assunto negli ultimi decenni. Tale ceto politico aveva un ruolo fondamentale, che era quello di far accettare alle masse popolari politiche antipopolari. Da decenni \u00e8 chiaro, a chiunque abbia occhi per vedere, che la scelta strategica di fondo dei ceti dirigenti dell&#8217;Occidente capitalistico \u00e8 la distruzione di tutti i diritti conquistati dalle masse popolari nel secondo dopoguerra. Questo attacco poteva per\u00f2 presentare dei pericoli, perch\u00e9 le masse popolari sembrano molto legate almeno ad alcuni di tali diritti, quelli davvero fondamentali (l&#8217;assistenza sanitaria, per esempio). Il ruolo del ceto politico \u201csinistro-sindacale\u201d era allora un ruolo di mediazione: si trattava di far accettare alle masse popolari la loro spoliazione, nascondendola dietro le parole della tradizione della sinistra (riforme, progresso, innovazione) e magari conducendola in maniera un po&#8217; graduale.<br \/>\nLa crisi in cui siamo immersi da sette anni ha cambiato il quadro della situazione. Essa ha sottoposto le masse popolari dei paesi occidentali (in particolare nel Sud Europa) ad una autentica \u201cterapia shock\u201d analoga a quelle descritte da Naomi Klein nel suo \u201cShock Economy\u201d. \u00c8 allora apparso evidente che le masse popolari sono incapaci di difendersi anche dalle aggressioni pi\u00f9 odiose e micidiali, sono incapaci di ribellione anche quando vengono brutalmente impoverite. Nei paesi dell&#8217;Europa del Sud, in tutto questo gioca ovviamente un ruolo fondamentale l&#8217;euro, un autentico sistema di governo che favorisce e protegge (dietro la minaccia \u201caltrimenti bisogna uscire dall&#8217;euro\u201d) gli attacchi brutali alle masse popolari ai quali abbiamo assistito in questi anni. Ma se questa \u00e8 la situazione nuova determinata dalla crisi economica, e dai vincoli dell&#8217;euro, si pu\u00f2 ragionevolmente ipotizzare che il ceto politico sinistro-sindacale stia perdendo il suo ruolo sistemico. Di esso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno. Non servono mediatori. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di \u201cfar accettare\u201d alle masse i brutali sacrifici che vengono loro richiesti. Le masse, a quanto pare, li accettano in ogni caso, senza ribellarsi.<br \/>\nLa tendenziale cancellazione di quel ceto politico da parte di Renzi, in definitiva, potrebbe rappresentare la presa d&#8217;atto di questa inutilit\u00e0 sistemica. Questi sviluppi rappresantano, per il momento, una dinamica solo italiana. L&#8217;evoluzione di Syriza sembra infatti indicare che altrove la sinistra sia ancora utile per far accettare alle masse la propria spoliazione. Per questo, sar\u00e0 interessante vedere come si evolver\u00e0 la situazione greca.<br \/>\nChiudo con due considerazioni. In primo luogo, la forza attuale di Renzi potrebbe essere di breve durata. L&#8217;attuale consenso di cui egli gode appare fragile. Le risorse liberate dall&#8217;eliminazione di una parte del ceto politico non sono cos\u00ec grandi, e tutti i problemi della crisi economica restano sul tappeto, irrisolti. Si pu\u00f2 quindi pensare che gli attuali equilibri possano saltare, e Renzi con loro. Questo purtroppo non ci \u00e8 di conforto. Il fatto che i singoli governi vengano sostituiti non impedisce che le loro azioni restino. Il governo Monti \u00e8 caduto ma la rapina delle pensioni operata dal suo governo \u00e8 rimasta. Cos\u00ec, forse il governo Renzi cadr\u00e0 ma nessuno ci ridar\u00e0 l&#8217;art.18 e la Costituzione del &#8217;48.<br \/>\nIn secondo luogo, se quanto sopra detto ha senso, \u00e8 chiaro che chi voglia opporsi alla brutale regressione sociale e civile verso la quale ci stanno portando gli attuali ceti dirigenti, non pu\u00f2 fare affidamento su improbabili sollevazioni popolari. Purtroppo molti attivisti antisistemici sembrano condividere la rozza idea che il peggioramento delle condizioni materiali della masse faciliti l&#8217;opera dei rivoluzionari. I fatti dimostrano che non \u00e8 cos\u00ec. La crisi, l&#8217;attacco a redditi e diritti, invece di suscitare sollevazioni, \u00e8 lo strumento fondamentale per ridisegnare Stato e societ\u00e0 in funzione antipopolare, regressiva, barbarica. Il peggioramento delle condizioni di vita sta portando all&#8217;accettazione passiva di una realt\u00e0 di impoverimento e regressione. La rabbia che tutto questo genera non si traduce in politica ma in imbarbarimento della vita quotidiana. Chi sta sotto non si ribella contro chi sta sopra ma se la prende con il proprio vicino, o con chi sta ancora pi\u00f9 sotto. Tutto questo si radica, io credo, in aspetti profondi della configurazione che la psiche umana ha assunto all&#8217;interno della societ\u00e0 attuale, aspetti che purtroppo gli attivisti antisistemici non tengono in considerazione. Mi sembra che l&#8217;analisi su questi temi sia ancora all&#8217;inizio. Cercheremo in futuro di dare il nostro contributo.<br \/>\n(Marino Badiale)<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato anche sul blog Badiale&amp;Tringali:http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2015\/11\/la-forza-di-renzi.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo Italicum e Jobs act, Renzi ha ottenuto anche la cosiddetta riforma del Senato. Senza grosse difficolt\u00e0, in questo caso come nei precedenti. A Renzi sta riuscendo, con una certa facilit\u00e0, ci\u00f2 che Berlusconi ha tentato inutilmente (o quasi) di fare per vent&#8217;anni. Penso sia il caso si chiedersi le ragioni di questa forza. 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