{"id":14687,"date":"2015-11-12T00:05:33","date_gmt":"2015-11-12T00:05:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14687"},"modified":"2015-11-12T00:05:33","modified_gmt":"2015-11-12T00:05:33","slug":"il-caso-lockheed-e-levoluzione-del-quadro-politico-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14687","title":{"rendered":"Il caso Lockheed e l\u2019evoluzione del quadro politico italiano"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>ANDREA RIACA&#8217;<\/strong> (ARS Lazio)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I meno giovani ricorderanno lo scandalo che nella seconda met\u00e0 degli anni settanta invest\u00ec importanti uomini di Governo della Prima Repubblica: il caso Lockheed.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quegli anni le prime pagine dei giornali e delle televisioni furono monopolizzate dalle notizie relative a questa vicenda ed il dibattito che ne consegu\u00ec infiamm\u00f2 la normale dialettica politica portandola su toni e su piani, che oggi appaiono abituali, ma che fino ad allora erano stati del tutto sconosciuti. Per la prima volta un Ministro della Repubblica cadeva sotto la scure della corruzione! A farne le spese fu, infatti, l\u2019allora Ministro della Difesa Mario Tanassi. \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Mario_Tanassi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14688\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Mario_Tanassi.jpg\" alt=\"Mario_Tanassi\" width=\"216\" height=\"271\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratt\u00f2 in buona sostanza di una sorta di &#8220;Mani pulite&#8221; ante-litteram.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi brevemente i fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione riguardava le presunte tangenti, pagate dall\u2019azienda statunitense Lockheed alle strutture preposte alle valutazioni tecnico-militari del ministero della Difesa ed anche al primo ministro, funzionali allo svecchiamento degli aerei da trasporto militari italiani c-119 mediante l\u2019acquisto di 14 modernissimi Hercules C-130 per una commessa totale del valore di 61 milioni di lire. Durante le trattative che portarono alla stipula del sinallagma, dal 1968 al 1971, in Italia cambiarono cinque governi. I ministri della Difesa ed il primo Ministro coinvolti nel negoziato e poi nel contratto furono Luigi Gui (Ministro della Difesa dei primi tre governi), Mario Tanassi (Ministro della Difesa per gli ultimi due) e Mariano Rumor (in qualit\u00e0 di Primo Ministro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Hercules C 130 sono utilizzati ancora oggi dall\u2019esercito italiano a dimostrazione, al di l\u00e0 della verit\u00e0 sulle tangenti versate o meno, della bont\u00e0 della scelta operata pi\u00f9 di cinquant\u2019anni or sono. Dal 3 all\u201911 marzo del \u201977 il Parlamento in seduta comune vot\u00f2 il rinvio a giudizio di Gui e Tanassi, soltanto Rumor si salv\u00f2 dalla messa in stato d\u2019accusa. Nell\u2019ambito dell\u2019interminabile dibattito parlamentare rimase celebre il discorso di Aldo Moro in cui arriv\u00f2 a difendere perfino Tanassi appartenente al PSDI. <em>\u201cLa DC fa quadrato intorno ai propri uomini \u201d, \u201cnon ci lasceremo processare nelle piazze\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Moro, infatti, aveva argutamente compreso che dietro la colpevolezza o innocenza di Gui e Tanassi si giocava in realt\u00e0 una partita ben pi\u00f9 seria: cap\u00ec che era in atto un tentativo di processare politicamente l\u2019intera classe dirigente di allora. E fu proprio grazie alla tenacia di uomini dello spessore di Moro se il tentativo sovversivo fall\u00ec. Purtroppo, com\u2019\u00e8 noto, nel 1992 un Parlamento di \u201cfantasmi\u201d -ben diverso da quello che quindici anni prima aveva resistito e sventato sagacemente l\u2019attacco contro la democrazia sferrato in nome della \u201ccorruzione\u201d- si lascer\u00e0 travolgere dal rigurgito giustizialista del cosiddetto &#8220;pool di Mani pulite&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 1977 al 1979 si svolger\u00e0 il processo davanti alla Corte Costituzionale degli ex Ministri Gui e Tanassi entrambi messi in stato d\u2019accusa dal Parlamento in seduta comune. Sar\u00e0 il primo ed unico processo nella storia della giustizia italiana a svolgersi davanti alla Corte costituzionale. Fu un \u201cprocesso politico\u201d a tutti gli effetti. La Costituzione prevede, infatti, che la Corte costituzionale sia composta da 15 giudici cd togati: 5 eletti dal Parlamento, 5 eletti dal Capo dello Stato e 5 eletti dalle Supreme Magistrature dello Stato (3 dalla Corte di Cassazione, 1 dal Consiglio di Stato ed 1 dalla Corte dei conti). Questa \u00e8 la cd composizione ordinaria. La stessa Costituzione prevede poi che la Corte in sede penale sia integrata con ulteriori 16 giudici aggregati estratti a sorte da un elenco di 45 che il Parlamento stila ogni 9 anni fra i cittadini aventi i requisiti per l&#8217;eleggibilit\u00e0 a senatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 intuitivo notare come la composizione della Corte nei giudizi d\u2019<em>impeachment<\/em> sia completamente sbilanciata in favore dei giudici di nomina parlamentare con la conseguenza che alla fine essa rispecchia inevitabilmente la proporzione delle forze politiche in campo. Su 31 giudici ben 21 sono scelti dal Parlamento! Il processo si concluse, come dopo questa precisazione era facile prevedere, con una sentenza di assoluzione per l&#8217;on. Gui (DC) e con la condanna dell\u2019on. Tanassi (PSDI) il quale, stante la sua appartenenza ad un partito minoritario, poteva contare su appoggi politici pi\u00f9 ristretti rispetto al collega democristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al povero Tanassi non rester\u00e0 che affidare la propria difesa ad un libro olografo molto interessante, che purtroppo vendette pochissime copie, dal calzante titolo di <em>Ara laica<\/em>. Tanassi nel libro, dopo aver sostenuto la tesi del \u201ccaprio espiatorio\u201d da dare in pasto all\u2019opinione pubblica per salvare il sistema, contester\u00e0, tra l\u2019altro, l\u2019eccezionalit\u00e0 della procedura del giudizio innanzi alla Corte costituzionale riservata ai reati ministeriali, che non prevedeva appello! Scrive Tanassi: <em>\u201cOra \u00e8 anche giusto che un Ministro che ha sbagliato paghi al pari di un qualunque cittadino, ma \u00e8 anche sacrosanto che egli abbia diritto, come tutti, ai tre gradi di giudizio\u201d<\/em>. Tanassi ne ebbe uno solo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In seguito tale procedura eccezionale senza appello sar\u00e0, non a caso, abolita dalla legge di riforma costituzionale n. 1 del 1989.<br \/>\nIl processo di \u201cmani pulite\u201d, infatti, si svolger\u00e0 interamente innanzi alla magistratura ordinaria. L\u2019onda lunga di \u201cTangentopoli\u201d porter\u00e0, inoltre, alla riforma costituzionale dell\u2019art. 68 sulle guarentigie dei parlamentari (ad opera della L. Cost. n. 3 del 1993), mandando in crisi il sistema di pesi e contrappesi che i padri costituenti nella loro infinita saggezza avevano architettato per mantenere il delicato equilibrio fra poteri, sbilanciandolo pericolosamente a favore del potere giurisdizionale che oggi \u00e8 forse fin troppo libero di sconfinare ed intromettersi nell\u2019agone politico, entrando in concorrenza con quel potere di scelta che nelle democrazie rappresentative dovrebbe essere riservato esclusivamente al corpo elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi del caso Lockheed non sarebbe completa senza accennare al quadro politico in cui esso divamp\u00f2. Erano gli anni in cui Aldo Moro portava avanti il progetto politico passato alla storia con il nome di \u201cterza via\u201d. Ossia una politica di sviluppo economico del Paese ispirata al ruolo strategico dello Stato ed al superamento definitivo del liberismo, ai valori economici e morali di una \u201cterza via\u201d appunto tra capitalismo e comunismo. Nel 1959 Moro scelse, non a caso, Pasquale Saraceno come ispiratore della politica economica della DC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Moro costru\u00ec con l\u2019arte della mediazione (sfruttando quei tratti che accumunavano tutti i partiti d\u2019ispirazione social-democratica) l\u2019unificazione politica dell\u2019Italia (includendo dapprima con il centro-sinistra i partiti socialisti e poi financo i partiti comunisti con il compromesso storico) nel segno dell\u2019unificazione economica; vale a dire attraverso la piena occupazione, il superamento del sottosviluppo meridionale e l\u2019intervento dello Stato nell\u2019economia. In altri termini la \u201cterza via\u201d dell\u2019impresa pubblica finalizzata al rendimento economico e al conseguimento di finalit\u00e0 sociali aliment\u00f2 una nuova \u201cfratellanza siamese\u201d tra Stato e partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emblematica della politica economica morotea fu la nazionalizzazione dell\u2019energia elettrica ad opera dei governi di centro-sinistra che, a parte il nome, non avevano nulla a che vedere con il centro sinistra odierno, completamente appiattito sulle politiche economiche mercatiste-liberiste dell\u2019Unione Europea. L&#8217;intera vicenda Lockheed scaturiva da lontano (in particolare tra il 1975 e il 1976, dai lavori della Commissione Church del Senato statunitense emersero le pratiche di corruzione nell&#8217;esportazione di armi da parte della Lockheed) e questo increment\u00f2 il sospetto che tutto lo scandalo fosse stato montato ad arte oltreoceano, di qui il \u201ccaso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad infittire l\u2019oscurit\u00e0 contribu\u00ec non poco la figura misteriosa dell\u2019Antelope Cobbler. Questo era infatti il nome in codice, emerso da documenti dell\u2019azienda americana, per indicare l\u2019imperscrutabile personaggio chiave da corrompere per vendere gli Hercules all\u2019Italia. Una vera e propria <em>spy story<\/em> degna delle migliori pellicole! La fantasia giornalistica di quel periodo butt\u00f2 benzina sul fuoco alimentando la curiosit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica sbizzarrendosi con l\u2019ipotesi di chi potesse celarsi dietro l\u2019oscuro personaggio. Tra le varie ipotesi: Rumor, Andreotti, Leone (costretto a dimettersi da Capo dello Stato, unico caso nella storia della Repubblica), ma anche Aldo Moro. Tuttavia la mancanza assoluta di prove rese impossibile dare un nome all\u2019Antelope che tutt\u2019oggi rimane ammantato da un alone di opacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 nondimeno, dopo quasi mezzo secolo da quegli eventi (nonostante molti atti siano tuttora coperti dal segreto di Stato) analizzando l\u2019evoluzione politica italiana, una pista appare meno fantasiosa rispetto alle altre; vale a dire quella, seguita da certa stampa dell\u2019epoca, proveniente direttamente dal Dipartimento di Stato statunitense facente capo ad Henry Kissinger che inchiodava il nome di Aldo Moro allo pseudonimo dell\u2019Antelope Cobbler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco allora che se prendiamo per buona quest\u2019ultima ipotesi diviene verosimilmente intuitivo presumere che lo scandalo Lockheed non fu altro che un tentativo di \u201cassassinare\u201d politicamente Aldo Moro prima ancora che fisicamente. La Corte Costituzionale archivi\u00f2 la posizione relativa all\u2019On. Moro il 3 marzo 1978. Il 16 marzo 1978 l\u2019Italia intera assisteva attonita al sequestro di via Fani. Tale teoria avvalorerebbe ulteriormente l\u2019ipotesi (che oggi appare scontata, ma che allora non lo era affatto) che le Brigate Rosse fossero eterodirette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con lo scandalo Lockheed per la prima volta l\u2019arma giustizialista viene adoperata come strumento di lotta politica o, peggio, come tentativo di imporre all\u2019Italia un indirizzo politico differente da quello voluto dalle forze politiche democraticamente elette. Con Moro mor\u00ec, infatti, anche la sua politica della \u201cterza via\u201d spianando definitivamente la strada ai governi di solidariet\u00e0 nazionali che offrivano sicuramente maggiori garanzie agli interessi americani (economici e geopolitici) in Italia.<\/p>\n<p><em>\u201cQuesto triste episodio dell\u2019Italia Repubblicana ha certo colpito me in modo grave ed impietoso, ma non fa onore a una larga parte della classe politica, la quale ha dimostrato come al di sopra della verit\u00e0 e della giustizia domina l\u2019interesse di partito, e forse anche quello personale. <\/em><em>Di fronte alla necessit\u00e0 di creare una larga base parlamentare al Governo per far fronte alla gravissima crisi del paese, forse qualcuno ritenne che in fondo io ero uno degli ultimi. Dicevano gli antichi: &#8216;perisca un popolo purch\u00e9 sia salvato un innocente&#8217;, ma io penso che deve essere salvato un popolo senza condannare un innocente. <\/em><em>Al fondo della mia esperienza politica rimane l\u2019amarezza di questa vicenda terribile, che tuttavia ho affrontato con nervi saldi anche grazie alle attestazioni di solidariet\u00e0 che mi sono giunte da tante persone e da tutti gli strati sociali. \u00a0<\/em><em>Ripensando al mio impegno politico, che ho assolto con totale dedizione, certo commettendo come tutti degli errori, ma anche con risultati positivi, di fronte al paese e alla mia coscienza sento l\u2019orgoglio di aver compiuto nient\u2019altro che il mio dovere\u201d\u00a0 <\/em>(da <em>Ara laica<\/em> di Mario Tanassi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANDREA RIACA&#8217; (ARS Lazio) I meno giovani ricorderanno lo scandalo che nella seconda met\u00e0 degli anni settanta invest\u00ec importanti uomini di Governo della Prima Repubblica: il caso Lockheed. 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