{"id":14737,"date":"2015-11-17T17:27:23","date_gmt":"2015-11-17T17:27:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14737"},"modified":"2015-11-17T17:27:23","modified_gmt":"2015-11-17T17:27:23","slug":"il-compleanno-di-pippo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14737","title":{"rendered":"Il Compleanno di Pippo"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto, nello scorso fine settimana, l\u2019annuale convegno promosso dall\u2019Associazione Asimmetrie \u201cEuro, Mercati, Democrazia\u201d.<\/p>\n<p>Giunto alla sua quarta edizione, questo fondamentale ritrovo di chi segue l\u2019opera divulgativa di Alberto Bagnai ha proposto come argomento 2015 il ripensamento dell\u2019unione ( \u201cu\u201d minuscola ) dell\u2019Europa attraverso un\u2019analisi storica e sociale che ha coinvolto importanti esponenti del pensiero critico attuale : da Luciano Canfora a Giandomenico Majone, da Francesco Bilancia a Vladimiro Giacch\u00e8 a Pier Paolo Dal Monte a Luciano Barra Caracciolo e naturalmente al padrone di casa.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno si \u00e8 preferito escludere dal dibattito il pensiero mainstream a dimostrazione di come ormai esso risulti cos\u00ec avvitato su se stesso da non poter in nessuna maniera essere utile nella definizione di un tavolo propositivo per il superamento della crisi.<\/p>\n<p>Quindi via i vari Boldrin, Lippi, Boltho e Puglisi che hanno animato la platea negli anni passati e di cui gli astanti, saliti nel tempo a quasi 600 unit\u00e0, non hanno sentito la mancanza.<\/p>\n<p>Limitata comunque la trattazione macroeconomica della crisi, retta dai seppur autorevoli Granville, Flassbeck e Evans-Pritchard, a dimostrazione del fatto che ormai l\u2019analisi tecnica del pasticcio in cui ci troviamo, per chi ha voluto capire, fa parte di un passato di identificazione delle cause. La scienza macroeconomica servir\u00e0 in seguito, a supportare il progetto sociale, sostitutivo dell\u2019attuale, di cui il convegno ha inteso definire gli aspetti.<\/p>\n<p>E non a caso il cuore pulsante dell\u2019evento \u00e8 stato il dibattito politico che ha coinvolto diversi esponenti di partito, pi\u00f9 o meno importanti nel loro ambito, riguardo la visione socio-politica della crisi e del suo superamento. Matteo Salvini,( Lega ), Claudio Borghi ( Lega ), Antonio Triolo ( AN ), Guido Castelli ( FI ), Gianni Melilla ( SI ), Ugo Boghetta ( PRC ), Mimmo Porcaro ( PRC ) si sono succeduti sul palco per parlare delle proprie verit\u00e0 e dei propri pensieri inerenti all\u2019argomento proposto.<\/p>\n<p>Le defezioni di Roberto Frenkel e Alessandro Di Battista, che per problemi personali e di governo non hanno potuto essere presenti, hanno sensibilmente menomato il dibattito.<\/p>\n<p>I lavori sono stati aperti, dopo il benvenuto di Bagnai e del doveroso minuto di silenzio per i fatti di Parigi, dal Professor Luciano Canfora che ha intrattenuto gli astanti con una interessante elaborazione storica sul concetto di Schiavit\u00f9, in tutte le sue forme e in tutte le sue accezioni, accostando, senza peraltro risultare fuori luogo, questo status all\u2019attuale sudditanza sociale che buona parte delle popolazioni europee ( e non solo ) stanno subendo.<\/p>\n<p>Il Professor Giandomenico Majone ha poi presentato il suo libro \u201cRethinking the Union of Europe Post-Crisis: Has Integration Gone Too Far?\u201d scritto nel 2014 e fondamentale riferimento programmatico del convegno stesso ( \u201cil relatore eponimo\u201d come lo ha presentato Bagnai ).<\/p>\n<p>La sua prolusione ha lasciato alcuni spunti fino ad ora poco o per nulla considerati. Il primo \u00e8 che l\u2019evidenza della crisi ha portato gli europei ad interessarsi delle istituzioni sovranazionali; interesse alquanto assente nei decenni passati. E tale interesse ha permesso loro di valutare la UE per i risultati delle azioni intraprese e non per il \u201ctrittico valutativo\u201d precedente, cio\u00e8 per gli input ( le risorse disponibili per l\u2019azione ), per gli obiettivi e per i processi di attuazione. Quindi da una critica alla fattualit\u00e0 di un\u2019azione sovranazionale si \u00e8 passati alla valutazione del suo prodotto. Il che ha portato le popolazioni europee ad accorgersi che \u201cil re \u00e8 nudo\u201d.<br \/>\nIl secondo spunto, pi\u00f9 tecnico, \u00e8 che non \u00e8 vero il fatto che siamo in presenza, rispetto agli anni 80, di un mercato pi\u00f9 integrato. Evidenziava Majone che la proliferazione dei servizi, il loro sempre maggiore impatto sul PIL ( 80% in USA, 75% in UE ) e la loro intrinseca radicalizzazione sul mercato interno dei singoli paesi, irrigidisce il mercato unico, abbassando la percentuale di quello ( le merci sostanzialmente ) che gli Stati possono scambiarsi liberamente.<br \/>\nLa proposta di Majone per il superamento dell\u2019unione territoriale attuale \u00e8 quella dell\u2019integrazione funzionale, cio\u00e8 dell\u2019unificazione europea delle attivit\u00e0 e delle problematiche comuni. Proposta fortemente voluta dalla Gran Bretagna gi\u00e0 negli anni 40 e che tenderebbe a superare quel concetto di unione di Stati Nazionali che naufraga nel momento stesso in cui un \u201cforte\u201d ed un \u201cdebole\u201d sodalizzano in qualche modo.<\/p>\n<p>Questa prima tornata di prolusioni \u00e8 servita da base concettuale per il dibattito successivo; ha concretato quell\u2019indirizzo storico-culturale utile per lo sviluppo di proposte solutive che possono avere solo una valenza politica, come del resto il percorso divulgativo di Bagnai degli ultimi tempi ha teso sottolineare in maniera tutt\u2019altro che implicita.<\/p>\n<p>Riteniamo per\u00f2 che questa sterzata divulgativa non abbia ancora fatto breccia nella gran parte della base fruitrice del lavoro bagnaiano, nonostante i numerosi segnali del Vate ( le esternazioni quali : \u201ci post tecnici li volete voi\u201d e \u201ca me l\u2019economia non interessa\u201d proliferano copiose ormai sul blog Goofynomics ).<br \/>\nL\u2019approccio di \u201cparte\u201d che la platea ha riservato agli interventi dei personaggi politici denota infatti una generale immaturit\u00e0 della Community, sorda alle nuovi paradigmi sociali che ci troviamo di fronte. Probabilmente istigata dall\u2019approccio estremamente critico di Bagnai alle realt\u00e0 della sinistra attuale, i partecipanti hanno fatto strame delle esternazioni di Boghetta, Porcaro e D\u2019Attorre esaltando di contro le posizioni estremiste di alcune realt\u00e0 di centro-destra. Questa netta separazione di consenso denota che il seguito del professore di Pescara rimane ancora radicato acriticamente sul concetto di No-Euro, No-UE, oltre a chiarire il fatto che il Goofy-seguito sia orientato verso posizioni diciamo reazionarie.<\/p>\n<p>Eppure Bagnai, nel suo discorso conclusivo, ha ribadito l\u2019assoluta negativit\u00e0 di questo pensiero distruttivo ( oltre a rimarcare le proprie distanze ideologiche dal percorso politico leghista ), sottolineando inoltre un sostanziale disaccordo su una ipotetica piattaforma di azione politica comune tra gli attuali partiti.<\/p>\n<p><strong>Riflessioni<\/strong><\/p>\n<p>La prima riflessione \u00e8 quella di considerare l\u2019annuale compleanno di Pippo come uno splendido ritrovo di amici, nel quale respirare una generale aria di rinnovamento e di uno spirito critico completamente assente in altri contesti pi\u00f9 o meno ufficiali. Il che trasmette un certo senso di speranza, quella che giornalmente manca a tutti quelli che hanno aperto gli occhi sul presente.<\/p>\n<p>La seconda, specifica del convegno di quest\u2019anno, \u00e8 quella che non sia stato chiaramente evidenziato l\u2019ambito socio-politico necessario per dare risposte concrete in vista della dissoluzione della UE e della moneta unica. Anche se pi\u00f9 volte durante la due giorni, sia stato sottolineato che tale costruzione esiste gi\u00e0 ed \u00e8 scritta nella Carta Costituzionale.<br \/>\nSignificativa in tal senso l\u2019energia con cui il Giudice Luciano Barra Caracciolo, intervenendo in successione alla \u201ctribuna politica\u201d, ammoniva i politici stessi per la loro colpevole dimenticanza riguardo il lavoro dei Padri Costituenti ( \u201cNon farei della Costituzione un feticcio\u201d redarguiva Guido Castelli ( FI ) pochi minuti prima ). Involuti, essi, nella stucchevole diatriba su chi dovesse aprire il tavolo di discussione per un ipotetico e trasversale patto sociale nel quale continuare a difendere la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>In tutto il convegno la Costituzione, \u00e8 parso a noi, ha aleggiato in sala come il classico convitato di pietra. Pi\u00f9 volte in maniera implicita Bagnai ha richiamato i suoi valori. Pi\u00f9 volte \u00e8 stata invece snobbata per una pi\u00f9 rassicurante Flat Tax o per un altrettanto salvifica svalutazione monetaria, diventata ormai la coperta di Linus degli anti-europeisti.<\/p>\n<p>La terza e ultima considerazione riguarda il discorso di commiato del Professore, che a nostro immodesto avviso, ripropone un parallelo con l\u2019azione dell\u2019ARS.<br \/>\nL\u2019impegno ad allargare la consapevolezza della gente sull\u2019attualit\u00e0, la necessit\u00e0 di fare massa critica. L\u2019inutilit\u00e0 degli attuali Gruppi Corporativi Politici ( il convegno lo ha evidenziato per l\u2019ennesima volta ), la loro incapacit\u00e0 di ridefinirsi su tematiche sociali differenti, alla ricerca di consenso. Succubi, del resto, della concezione capitalistica della massimizzazione del profitto a discapito di una pi\u00f9 lungimirante e solida pianificazione.<\/p>\n<p>Cosa poi voglia farsene Bagnai di tutto questo consenso non \u00e8 dato attualmente di sapere. Certo \u00e8 che l\u2019incremento della base di seguito del Professore poggia unicamente sul suo infaticabile impegno, mentre la nostra crescita \u00e8 dovuta all\u2019azione di decine e decine di persone. Per questo forse il consumo fisico e mentale dell\u2019economista di Pescara \u00e8 di gran lunga maggiore di quello dei nostri militanti attivi.<\/p>\n<p>Noi andiamo avanti per la nostra strada, consapevoli che sia quella giusta. Il lavoro di Bagnai conserva una propria fisionomia individualista che ci permettiamo di criticare ma che sembra convergere verso posizioni a noi pi\u00f9 consone. La massa da lui raggruppata ci pare ancora poco sensibile alle nuove tematiche, poco coesa e organizzata, attendista rispetto alle scelte del Professore. Di contro \u00e8 in qualche modo pi\u00f9 strutturata sulla cultura della crisi rispetto ai soci ARS, soprattutto ( e ci mancherebbe pure ) dal punto di vista macroeconomico.<\/p>\n<p>Questo passo migliorativo sar\u00e0 per noi necessario ma certamente pi\u00f9 semplice di quello che aspetta Bagnai, il quale dovr\u00e0 rendere solidale un gruppo certamente eterogeneo e atomizzato.<\/p>\n<p>E noi sappiamo quanto impegno va profuso in tale attivit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto, nello scorso fine settimana, l\u2019annuale convegno promosso dall\u2019Associazione Asimmetrie \u201cEuro, Mercati, Democrazia\u201d. 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