{"id":14837,"date":"2015-12-24T00:16:52","date_gmt":"2015-12-24T00:16:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14837"},"modified":"2015-12-24T00:16:52","modified_gmt":"2015-12-24T00:16:52","slug":"quel-flirt-antico-tra-rosso-bruni-e-leghisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14837","title":{"rendered":"Quel &quot;flirt&quot; antico tra rosso-bruni e leghisti"},"content":{"rendered":"<p>di <em><strong>MATTEO LUCA ANDRIOLA<\/strong><\/em> (politologo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle pi\u00f9 interessanti iniziative politico-culturali in seno al radicalismo di destra nel nostro paese \u00e8 stato il mensile <em>Orion<\/em>, nato nel 1984 come un bollettino di informazioni bibliografiche, edito dalla Societ\u00e0 Editrice Barbarossa di Maurizio Murelli, vicino alle posizioni di Franco Freda. Attivo nella polemica contro il \u201cmondialismo\u201d \u2013 come a destra viene definita la globalizzazione neoliberista \u2013, a <em>Orion<\/em> collaborarono quasi tutti i pi\u00f9 significativi esponenti del radicalismo di destra italiano, <em>Orion<\/em> fu tra i primi periodici a dare spazio alle tematiche negazioniste, creando una rubrica apposita sull\u2019argomento, affidata a Carlo Mattogno. Ancora negli ultimi anni ha pubblicato articoli di Robert Faurisson, esponente pi\u00f9 rappresentativo del negazionismo europeo. Su quasi ogni numero non mancano, infine, articoli antisionisti, percepito sia come \u201cpotere occulto\u201d che come forza di occupazione in Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo avere appoggiato il regime islamico di Teheran, le attenzioni dei redattori si spostarono verso i circoli e le riviste \u201cnazionalcomuniste\u201d russe, la cosiddetta area rosso-bruna, comprendente i veterostalinisti del Pcfr e i vari nazionalisti neozaristi \u2013 fra cui il teorico eurasiatista Aleksandr Dugin. Negli anni \u201990 il mensile \u00e8 diventato espressione italiana del gruppo di <em>Synergies europ\u00e9ennes<\/em> (Sinergie europee), un\u2019aggregazione di natura culturale che ha visto la confluenza di esponenti del radicalismo di destra e quelli pi\u00f9 radicali della <em>Nouvelle droite, <\/em>fra i quali il fiammingo Robert Steuckers.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul modello del Grece di de Benoist, <em>Orion<\/em> e Synergies europ\u00e9ennes organizzavano annualmente le Universit\u00e0 d\u2019estate per simpatizzanti, una scelta critica verso l\u2019approdo sincretico <em>et-et<\/em>, e nell\u2019edizione del 2000, tenutasi a Gavirate (Va), vennero poste le basi per CasaPound. Pochi, per\u00f2, sanno che <em>Orion<\/em>, fra la fase \u2018nazionalista rivoluzionaria\u2019 e quella rosso-bruna, ha un <em>flirt<\/em> con le prime leghe, divenendo uno dei principali laboratori di tale avvicinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti prima della nascita della rivista, Murelli, attorno alla Societ\u00e0 Editrice Barbarossa, nel 1979 d\u00e0 vita al Centro culturale Barbarossa di Saluzzo (Cn), dove l\u2019editore era in semilibert\u00e0 vigilata, un sodalizio originalmente legato a Freda e alle Edizioni di Ar, formato da ex ordinovisti e personalit\u00e0 provenienti dal gruppo torinese di Europa civilt\u00e0, altro gruppo di estrema destra. <em>Orion<\/em> diviene il \u201claboratorio politico\u201d privilegiato per tale fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Piemonte infatti, fra i primi partiti localisti spicca il <em>Moviment d\u2019arn\u00e0ssita piemont\u00e9isa<\/em>, detta \u2018Lista Piemont\u2019, guidato da Roberto Gremmo, che nelle prime tornate \u2013 che corrispondono al primo periodo di vita del Centro culturale Barbarossa \u2013 prender\u00e0 risultati piuttosto deludenti, cio\u00e8 lo 0,80% alla regionali del 1980, lo 0,58% alle politiche del 1983 e lo 0,39% alle europee del 1984. L\u2019esplosione del \u201cpiemontesismo\u201d avviene nel 1987, quando \u2018Piemont\u2019 (Gremmo) raccoglie l\u20191,85% (7.000 voti), mentre un\u2019altra lista scissionista, <em>Piemont<\/em> <em>autonomista<\/em> di Gipo Farassino \u2013 affiancato dall\u2019avv. Mario Borghezio, ex direttore di <em>Orion-finanza<\/em> \u2013 inserto del mensile murelliano \u2013 ex militante dell\u2019organizzazione nazionalcomunitarista Jeune Europe e frequentatore del Centro culturale Barbarossa \u2013 ottiene il primo dato significativo, cio\u00e8 il 3,41% (13.000 voti), superando in provincia partiti storici quali il Psdi, il Msi e altre formazioni \u201cnuove\u201d, come i radicali e i verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scissione di <em>Piemont autonomista<\/em> \u00e8 dovuta alla strategia \u201cisolazionista\u201d di Gremmo, critico verso una strategia unitaria a favore della federazione delle varie leghe nel Nord Italia. L\u2019affermazione avviene in contemporanea al crollo della \u0141iga veneta, che non andr\u00e0 oltre lo 0,73%, mentre si registrer\u00e0 l\u2019affermazione della Lega lombarda, che prende l\u20191,8% ed elegge un senatore, Umberto Bossi, e un deputato, Giuseppe Leoni. Da notare che ben \u201cprima del riassetto del panorama politico realizzatosi nel 1994, nella Lega Nord confluirono risorse umane e soprattutto organizzative provenienti dall\u2019ala destra della vecchia Dc e soprattutto dal Msi\u201d (A. Trabucco), senza contare la destra radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piemont autonomista, si caratterizza per la ricerca di interlocutori settentrionali senza abbandonare i temi etnocentrici, com\u2019\u00e8 evidente dal convegno tenutosi a Torino lo stesso anno, in cui viene stabilito che \u201cl\u2019identit\u00e0 etnico-culturale piemontese \u00e8 uguale a tutela e salvaguardia della lingua, della cultura, dei modi di essere e dei valori; \u00e8 senso civile della convivenza, della legalit\u00e0, dello Stato di diritto, per la difesa dei diritti naturali delle etnie\u201d. Il concetto di <em>etnia<\/em> \u00e8 simile a quello di <em>razza<\/em>: \u201cI diritti naturali delle etnie affondano le loro radici nel tempo dell\u2019evoluzione storica. [\u2026] L\u2019etnia va intesa come un momento evolutivo-bilogico-socio-culturale unitario. [\u2026] Queste realt\u00e0 biologiche e queste realt\u00e0 etno-culturali non sono mai state percepite dalle ideologie tradizionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regione, infatti, \u201c\u00e8 concretamente quel che la nazione non sempre \u00e8, il contesto entro cui si affermano le culture minoritarie. Il regionalismo, l\u2019etnismo, sono nomi moderni dell\u2019eterna rinascita delle patrie carnali\u201d. La destra radicale infatti, all\u2019astrazione della sinistra contrappone idee-forza reali, concrete, come la Nazione, la Razza, il Sangue, il Suolo e l\u2019<em>Heimat<\/em>, che non necessitano di spiegazioni razionali, che possono invece essere agitati ed evocati giacch\u00e9 le parole \u201calla fine si rivelano pi\u00f9 limitative che rappresentative delle idee\u201d (F. G. Freda).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il minimo comun denominatore con <em>Orion<\/em> fa s\u00ec che dal 1987 si assiste sul mensile ad un maggiore interesse per il regionalismo e il leghismo, e si concretizza quando Murelli pubblica nel numero di novembre\u00a0 il <em>Manifesto dell\u2019Etnocrazia<\/em>, in cui si dichiara che solamente il radicamento etnoidentitario che parte dal basso, cio\u00e8 dai quartieri, dai municipi, dalle citt\u00e0 e dalle regioni, \u00e8 l\u2019unico mezzo per smuovere le acque stagnanti dell\u2019impasse di un\u2019Italia uscita duramente e con grandi difficolt\u00e0 dagli anni di piombo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguir\u00e0 quella che potrebbe apparire una penetrazione che ha fra le sue figure chiave Alberto Sciandra, studente universitario e poi dirigente leghista piemontese, il futuro on. Guido Rossi (teorico dell\u2019alleanza antimondialista con l\u2019Islam, \u00abche la destra radicale ha scoperto vent\u2019anni prima della sinistra\u00bb) e Francesco Littera, anche se a fondare nell\u201989 la prima sezione leghista a Cuneo \u2013 la prima in provincia, guarda caso, \u00e8 a Saluzzo \u2013 contribuiranno personalit\u00e0 provenenti da diversi ambienti politici, ex del Psi, ex liberali, ex dc e addirittura ex comunisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura di Mario Borghezio era un po\u2019 diversa da quella di oggi: filoislamico e ferocemente antigiudaico all\u2019epoca, l\u2019interesse di questi per l\u2019Islam, protrattasi durante il primo governo Berlusconi, quando l\u2019esponente leghista, all\u2019epoca sottosegretario alla Giustizia, si batte per un concordato fra Stato italiano e l\u2019Unione delle comunit\u00e0 islamiche italiane, \u00e8 archiviato con gli attentati dell\u201911 settembre 2001 al World Trade Center, sposando le tesi <em>fallaciane<\/em> della maggioranza, forti anche negli ambienti della destra cattolica, una lobby forte nel Carroccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il leghista Scianda non nasconde le sue posizioni, \u201cun po\u2019 le suggestioni della <em>Nuovelle droite<\/em> francese, un po\u2019 il tradizionalismo alla Julius Evola\u201d, e approda alla destra radicale \u2013 frequentando a Saluzzo il Centro culturale Barbarossa \u2013 nonostante il background familiare, padre partigiano ferito in combattimento \u2013 come reazione al <em>sinistrismo<\/em> dei coetanei. \u00c8 grazie alla lettura di Evola che Sciandra fa discendere la sua scelta di fare politica, frequentando il circolo di Saluzzo con l\u2019amico Rossi dopo aver frequentato il gruppo <em>Piero Micca<\/em>, una societ\u00e0 di rievocazione storica composto da figuranti con divise dell\u2019esercito piemontese del 1705\u20131706, che ricostruivano l\u2019assedio di Torino: la conoscenza della storia locale, l\u2019esaltazione di episodi passati carichi dell\u2019inequivocabile emotivit\u00e0 potevano essere usati come <em>miti<\/em> aggregativi e spesi nell\u2019arena politica e, spiega Marco Tarchi, politologo e ideologo della <em>Nuova destra<\/em>, sottolineando l\u2019urgenza di \u201csaper creare <em>miti fondatori<\/em>, quindi di aver <em>capacit\u00e0 mitopoietica<\/em>, e di saper esprimere una <em>liturgia<\/em>, una sorta di <em>rito comunitario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leghe regionaliste vengono viste dal sodalizio attorno a <em>Orion<\/em> come un mezzo per scardinare il sistema liberale, retto dalla partitocrazia. Murelli, spiegando ai lettori l\u2019avanzata della Lega lombarda in alcuni comuni della provincia di Varese e di Bergamo a scapito della Dc e del Pentapartito, parla di \u201cEtnocrazia alla riscossa\u201d. Il direttore sosteneva che \u201c\u00e8 pur vero che il discorso politico-culturale che va sfiorando [la Lega] \u00e8 di estremo interesse e di estrema sintonia con le posizioni gi\u00e0 espresse in <em>Orion<\/em>, almeno potenzialmente. Per questa ragione invitiamo i nostri lettori lombardi ad avvicinarsi alla Lega apportando il loro contributo per una visione pi\u00f9 profonda della concezione etnocentrica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra l\u201987 e l\u201989 <em>Orion<\/em> pubblicizzer\u00e0 eventi culturali patrocinati dalle varie leghe regionali, ma pure dall\u2019<em>Union valdotaine<\/em>, schierata a sinistra, e alle elezioni europee del 1989, la rivista dedicher\u00e0 un\u2019intera pagina pubblicando il seguente appello: \u201cAlle consultazioni per l\u2019elezione del Parlamento europeo si presenteranno alcune liste autonomiste. La nostra indicazione \u00e8 quella di votare per esse. Non \u00e8 certamente attraverso queste votazioni che riusciremo a riscattare il destino europeo, ma un piccolissimo contributo lo si pu\u00f2 dare utilizzando il voto a favore delle leghe autonomiste siano esse lombarde o sarde. Quantomeno si provocher\u00e0 profonda irritazione nel sistema partitocratico nazionale e, in caso di successo, oltre a scompaginare i disegni partitocratici, si getteranno le promesse per un tipo di politica radicata al suolo, agli usi e costumi delle diverse popolazioni. Noi ci batteremo per un\u2019Eurasia delle mille bandiere, un\u2019Eurasia senza pi\u00f9 nazioni colonizzatrici, confini territoriali imposti a tavolino dal Mondialismo. Contribuiamo tutti alla distruzione dei partiti! Votiamo per le leghe autonomiste tanto al nord quanto al sud! Contribuiamo a scardinare la logica mondialista!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di <em>Orion<\/em> \u00e8 quindi una fase <em>padanista<\/em>, neocelticista che innalza <em>tutte<\/em> le regioni etniche a baluardo contro l\u2019omologazione mondialista, arrivando a pubblicizzare <em>Etnie<\/em>, periodico nato nei primi anni \u201980 che si batteva per la difesa dei dialetti e delle tradizioni locali di tutto il globo \u2013 il cui direttore parteciper\u00e0 ad parteciper\u00e0 ad un numero di <em>Diorama letterario<\/em>, organo della <em>Nuova destra<\/em> italiana \u2013, di comunicati della Lega lombarda e di recensioni di libri di collaboratori che si avvicineranno in seguito al leghismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019attrazione per il soggetto animato da Umberto Bossi, che con Tangentopoli inizia la sua ascesa, inizia a scemare quando la Lega diventa un fenomeno di massa. La redazione si era accorta che con la caduta del Muro di Berlino il capitalismo, la struttura, per sopravvivere necessitava di cambiamenti radicali in ambito sovrastrutturale, archiviando lo Stato-nazione, l\u2019interventismo statale e puntando tutto su una struttura liquida, federale, funzionale al libero mercato. Il primo ad accorgersi di tutto \u00e8 il collaboratore Renato Pallavidini, ex esponente del Pci cossuttiano (vicino negli anni \u201980 a Interstampa e all\u2019Associazione culturale marxista) passato al fascismo rosso e poi al nazionalcomunismo, il cui background marxista gli permette di spiegare che la Lega Nord \u00e8 funzionale al disegno mondialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I motivi che spingevano Bossi a fare politica erano tutt\u2019altro che solidaristi e sociali: \u201c\u2026 da un lato un vergognoso sentimento antimeridionale [\u2026], dall\u2019altro la volont\u00e0 egoistica e godereccia di poter usufruire senza problemi, e per intero, di questa ricchezza; una volont\u00e0, questa, che \u00e8 lo specchio fedele di un modello di societ\u00e0 individualistica, e frantumata in una miriade di interessi corporativi e reciprocamente contrapposti\u201d (R. Pallavidini).\u00a0 Il Carroccio \u00e8 espressione degli umori di vasti settori di ceti medi e di piccola borghesia, e \u201cpu\u00f2 diventare uno strumento delle trame politiche del capitale finanziario italiano e delle forze imperialiste e mondialiste\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le istanze autonomiste erano funzionali alla logica capitalista come quelle che aveva condotto il grande capitale ad appoggiare il fascismo per poi \u201csovvertirlo\u201d definitivamente, trasformandolo in un movimento antiproletario \u2013 Pallavidini, vicino al socialismo nazionale e alla Cisnal, in quota rautiana, elogia il fascismo-movimento e non il fascismo-regime. La Lega, caratterizzata dalla presenza delle classi medie e da un carattere filo-capitalista e neoliberista seguirebbe la stessa identica logica: \u201cNel \u201922 dalla protesta dei ceti medi nacque il Fascismo-regime, oggi sono sorti la Lega Nord e il vento separatista, ma nella sostanza si riproduce, entro forme politiche, programmi, valori diversi, un medesimo ribellismo piccolo-borghese che, privo di una guida cosciente, orientato spontaneamente su un falso obiettivo strategico, rappresentato dalla sola classe politica, pu\u00f2 diventare uno strumento del potere economico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo: le manovre economiche dei primi anni \u201990 in senso neoliberale \u2013 svalutazione della lira, privatizzazioni in vista del trattato di Maastricht ecc. \u2013 servono a \u201crafforzare i grandi gruppi capitalistici nazionali e transnazionali: modifica la struttura del pubblico impiego, del sistema sanitario, di quello pensionistico, liberando risorse per gli investimenti privati e sottraendole a stipendi e pensioni\u201d. La Lega Nord, col suo liberismo, continua ad esistere perch\u00e9 non fa paura ai poteri forti: \u201cSino ad oggi lo hanno lascito crescere (Bossi), e in parte la Lega serviva a distruggere, al Nord, il consenso sociale ed elettorale dei vecchi partiti, sulle ceneri si vogliono costruire quelle riforme e quel nuovo su cui ci siamo dilungati\u201d, un nuovo che predica il libero mercato a destra quanto a sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Orion <\/em>abbandoner\u00e0 in parte il filoleghismo quando si render\u00e0 conto che le tesi di Pallavidini erano tutt\u2019altro che infondate, e che la Lega Nord, avvicinandosi sempre di pi\u00f9 alla stanza dei bottoni, avrebbe abbandonato ben presto il discorso etnocratico per sposare temi poujadisti, antifiscalisti e apertamente neoliberisti. Lo dimostrano le dichiarazioni di alcuni esponenti del Carroccio, come Franco Castellazzi che dichiarer\u00e0: \u201cNoi siamo per il liberismo della piccola e media impresa, a fianco del <em>siur<\/em> Brambilla, per dire, e non per quello di Gardini. Perch\u00e9 \u00e8 nel modo di produrre della piccola e media impresa che noi ci riconosciamo, in cui troviamo i valori di vita, le tradizioni, la cura dell\u2019ambiente che ci appartengono\u201d (<em>Il Giorno<\/em>, 1\u00ba marzo 1991) o come Umberto Bossi, che affermava: \u201cNoi siamo ostili ai grandi gruppi, ma vogliamo che il liberalismo conviva con la societ\u00e0. Non abbiamo nulla contro il capitale multinazionale, vogliamo salvare altri valori\u201d (<em>Corriere della Sera<\/em>, 7 novembre 1990) concetti ribaditi espressamente nel primo Congresso della Lega, dove la piccola e media impresa \u00e8 assunta a \u201cbase sociale e civile contro l\u2019incivilt\u00e0 dei partiti\u201d, come \u201cla spina dorsale dell\u2019economia italiana\u201d, senza alcun riferimento ai lavoratori salariati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza contare quanto scritto dalla stampa straniera, come il <em>Wall Street Journal<\/em> (4 ottobre 1991) che defin\u00ec il partito bossiano \u201cil pi\u00f9 influente agente di cambiamento della scena politica italiana\u201d. Il settimanale britannico <em>The Economist<\/em>, il 28 febbraio 1992, \u201csi spinse addirittura oltre, invitando gli elettori italiani a dare il loro voto proprio alla formazione di Bossi oppure al Pri di La Malfa, considerati entrambi come gli unici fautori di rinnovamento all\u2019interno del decadente panorama politico italiano\u201d. Tutte posizioni che sembrano cozzare col solidarismo di <em>Orion<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il flirt coi leghisti sembra aver termine, nonostante nel 1993, per le amministrative a Milano, <em>Orion<\/em> appoggi la lista civica Federalismo (2.247 voti, corrispondenti allo 0,3%), sostenendo la candidatura di Piero Bassetti, mentre Carlo Terracciano \u2013 orionista proveniente dalla nuova destra, introduttore della geopolitica e dell\u2019eurasiatismo sulle pagine del mensile \u2013 \u00e8 in lista a Firenze per il Movimento autonomista toscano. Ma col partito di Bossi, per\u00f2, le cose cambiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a una Lega Nord che cerca di presentarsi come forza antisistemica fondandosi sul neoliberismo \u2013 contro il centralismo e l\u2019assistenzialismo di <em>Roma ladrona<\/em> ai danni del nord produttivo \u2013, il gruppo, disilluso da ogni progetto politico parlamentare, decise di sperimentare <em>nuove sintesi<\/em> molto pi\u00f9 radicali rispetto a quelle precedentemente viste: all\u2019Est infatti, nella Russia postcomunista di Boris El\u2019cin, sar\u00e0 possibile concretizzare l\u2019idea di nuova sintesi, unendo al tutto le suggestioni geopolitiche introdotte sul mensile da Terracciano nel 1986-1987.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Orion<\/em> da quel momento diventer\u00e0 il laboratorio per un\u2019eresia <em>politicamente scorretta<\/em>, il nazionalcomunismo, divenendo \u201cMensile di opposizione globale\u201d (dal n. 99, dicembre 1992, archiviando cos\u00ec la precedente dicitura di \u201cOrgano di Stampa del Fronte Antimondialista\u201d) e trasformandosi, come recitato sulla copertina del n. 100, del gennaio 1993, in \u201cUn punto rosso nella galassia nera, un punto nero nella galassia rossa\u201d. Nasce cos\u00ec il nazionalcomunismo\u201d; attorno ad <em>Orion<\/em> si coaguler\u00e0 definitivamente il grosso della galassia rosso-bruna italiana, costituendo la pi\u00f9 importante rivista dell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>fonte: <a href=\"http:\/\/www.comunismoecomunita.org\/?p=5211\">Comunismo e Comunit\u00e0<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MATTEO LUCA ANDRIOLA (politologo) &nbsp; Una delle pi\u00f9 interessanti iniziative politico-culturali in seno al radicalismo di destra nel nostro paese \u00e8 stato il mensile Orion, nato nel 1984 come un bollettino di informazioni bibliografiche, edito dalla Societ\u00e0 Editrice Barbarossa di Maurizio Murelli, vicino alle posizioni di Franco Freda. Attivo nella polemica contro il \u201cmondialismo\u201d \u2013 come a destra viene definita la globalizzazione neoliberista \u2013, a Orion collaborarono quasi tutti i pi\u00f9 significativi esponenti del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3Rj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14837"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14837"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14837\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}