{"id":14843,"date":"2015-11-30T00:05:38","date_gmt":"2015-11-30T00:05:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14843"},"modified":"2015-11-30T00:05:38","modified_gmt":"2015-11-30T00:05:38","slug":"famiglia-e-contratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14843","title":{"rendered":"Famiglia e contratto"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>PAOLO DI REMIGIO<\/strong> (ARS Teramo)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia tiene ormai uniti solo due tipi di scambio tra gli individui. Mentre una volta, quando l&#8217;arretratezza tecnica provocava la differenza tra lavori femminili e lavori maschili, integrava la produttivit\u00e0 dell&#8217;uomo e quella della donna, dopo l&#8217;industrializzazione la famiglia continua a unire solo lo scambio orizzontale e quello verticale tra gli individui: il rapporto tra i sessi e il rapporto tra le generazioni. Sembra per\u00f2 che nello stesso modo in cui il lavoro si \u00e8 separato dall&#8217;unit\u00e0 familiare, cos\u00ec debbano staccarsi l&#8217;una dall&#8217;altra anche la sessualit\u00e0 e la generazione; cos\u00ec la stessa famiglia cesserebbe di avere una funzione e finirebbe. In quanto si intestardisce a conservarsi tenendole unite, la famiglia appare un residuo del passato, superata da <em>nuove<\/em> e <em>pi\u00f9 moderne<\/em> forme di sessualit\u00e0 e da <em>nuove<\/em> e <em>pi\u00f9 moderne<\/em> forme di riproduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In che consistano queste novit\u00e0 e modernit\u00e0 \u00e8 subito chiaro. La separazione tra sesso e generazione ne fa beni scambiabili contrattualmente, merci; infatti il rapporto tra i sessi senza riproduzione, cio\u00e8 il piacere sterile, \u00e8 non solo sessualit\u00e0 occasionale ed eventualmente omosessuale, ma anche e soprattutto sessualit\u00e0 mercenaria; da parte sua la riproduzione separata dal piacere sessuale \u00e8 un&#8217;operazione tecnica, cos\u00ec diventa un servizio scambiabile in forma contrattuale. Questo risultato \u00e8 generalizzabile: quando sono attribuiti a un grado del progresso umano, \u00abnuovo\u00bb, \u00abmoderno\u00bb esprimono invariabilmente l&#8217;espansione della merce: il rinnovamento e la modernizzazione sono in realt\u00e0 l&#8217;espandersi del contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tendenza degli scambi umani ad assumere la forma di contratto appare in un&#8217;aura progressiva. Il contratto implica infatti la persona, ossia l&#8217; individuo cui \u00e8 riconosciuta volont\u00e0 inviolabile. Poich\u00e9 nell&#8217;ambito del capitalismo \u00e8 persona, il lavoratore stipula un contratto col proprietario dei mezzi di produzione: in cambio di un salario cede al capitalista ci\u00f2 che questi gli fa produrre nelle ore di lavoro concordate. Non sempre \u00e8 stato cos\u00ec: il lavoratore del mondo classico poteva essere schiavo, cio\u00e8 addirittura una merce, il lavoratore del mondo feudale dipendeva dal signore. La trasformazione del lavoratore in persona che \u00e8 vincolata a un contratto liberamente stipulato \u00e8 un immenso progresso dell&#8217;idea di libert\u00e0; l&#8217;asimmetria del rapporto tra proprietario del mezzo di produzione e nullatenente ne \u00e8 in ogni caso ridotta. Pi\u00f9 problematico appare invece il progresso della libert\u00e0 quando la forma del contratto investe rapporti determinati, pi\u00f9 che da una uguaglianza astratta, da una reciproca appartenenza tra individui che comporta per loro diritti e doveri. Le persone in senso stretto non hanno diritti e doveri tra loro, se non quello di capitale importanza, certo, ma pur sempre <em>negativo<\/em>, di non ledere la personalit\u00e0 altrui. I rapporti di reciproca appartenenza contengono invece per gli individui che ne sono membri l&#8217;obbligo <em>positivo<\/em> di volere l&#8217;unit\u00e0, di favorirne attivamente la conservazione con la <em>cura<\/em> dei doveri. Da questi rapporti \u00e8 circoscritto l&#8217;ambito dell&#8217;eticit\u00e0, ossia in primo luogo lo Stato, nel quale le leggi stabiliscono i diritti e i doveri dei cittadini, in secondo luogo la famiglia, in cui l&#8217;affetto stabilisce i diritti e i doveri tra uomo e donna e tra genitori e figli. Che possa non essere riducibile a contratto, non implica che l&#8217;ambito etico debba essere privo di scambio; esiste uno scambio non contrattuale, anzi \u00e8 la forma originaria dello scambio<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, che \u00e8 il <em>dono<\/em>. Tra dono e contratto la differenza \u00e8 evidente: mentre questo tiene separati coloro che lo stringono, che restano perci\u00f2 personalit\u00e0 indifferenti, quello stabilisce o consolida un legame, un rapporto di dipendenza reciproca tra individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia \u00e8 l&#8217;ambito dell&#8217;affetto e del dono. Anche nelle forme patriarcali in cui \u00e8 capo, l&#8217;uomo non \u00e8 proprietario del patrimonio familiare, che \u00e8 immediatamente comune e non \u00e8 scambiato contrattualmente; n\u00e9 tanto meno \u00e8 proprietario degli altri membri<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Si pu\u00f2 dire che le utopie, in particolare quelle che vogliono l&#8217;abolizione della propriet\u00e0 privata, consistano nel voler trasformare lo Stato in famiglia. Se lo scambio dei beni all&#8217;interno della famiglia non potr\u00e0 mai assumere forma contrattuale, se non altro perch\u00e9 i figli non possono che vivere del lavoro o del patrimonio dei genitori, da sempre \u00e8 l&#8217;ambito sessuale che sembra pi\u00f9 aperto a tale forma. Gi\u00e0 Kant, con l&#8217;intenzione di legittimare il matrimonio contro il rapporto sessuale occasionale, ha tentato di assimilarlo a un contratto per cui i coniugi acquisirebbero il possesso reciproco delle loro facolt\u00e0 sessuali <em>per tutta la vita<\/em>. Uomo e donna, secondo Kant, possono godersi legittimamente solo nel matrimonio; infatti acquistando l&#8217;organo sessuale dell&#8217;altro per goderne, non possono evitare di acquistare anche <em>tutta<\/em> la persona, e questo acquisto reciproco delle persona \u00e8 il matrimonio. Hegel ha rilevato l&#8217;infamia di questa concezione: se il matrimonio fosse tale contratto, uomo e donna da una parte si conserverebbero come persone estranee, dall&#8217;altra sarebbero obbligati a compiere le funzioni sessuali con un estraneo, sarebbero cio\u00e8 prostituiti l&#8217;uno all&#8217;altro. La maestria dialettica permette a \u00a0Hegel una determinazione pi\u00f9 adeguata: il matrimonio \u00e8 un contratto che scioglie il presupposto del contratto, la personalit\u00e0 indifferente di quelli che lo stringono. Nella decisione di contrarre il matrimonio le persone si danno interamente l&#8217;una all&#8217;altra, dunque rinunciano alla loro personalit\u00e0 indifferente; proprio per questo non possono rapportarsi come proprietari, tanto meno, come vorrebbe Kant, come proprietari dell&#8217;altrui organo sessuale e dell&#8217;altrui persona: \u00abProprio in quanto devono darsi liberamente nel matrimonio, la donna e l&#8217;uomo rinunciano a se stessi e alla possibilit\u00e0 del contratto; il loro contratto avrebbe per contenuto di non costituire contratto, dunque si annullerebbe immediatamente\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Il matrimonio, cio\u00e8, \u00abinizia dal punto di vista contrattuale della personalit\u00e0 indipendente nella sua singolarit\u00e0, <em>per annullarlo<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, cos\u00ec che la famiglia \u00e8 non una pluralit\u00e0 di <em>persone<\/em>, ma l&#8217;unit\u00e0 dei suoi membri basata sull&#8217;affetto naturale, <em>una sola<\/em> persona; il momento contrattuale per cui i suoi membri si presentano di nuovo come personalit\u00e0 indifferenti, abbandonato con la decisione di sposarsi, pu\u00f2 riemergere solo con la fine della famiglia, con la separazione volontaria o naturale dei membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la famiglia respinga il contratto fuori dalla porta di casa, il liberismo non glielo perdona. Poich\u00e9 al suo interno la famiglia \u00e8 l&#8217;irrilevanza della propriet\u00e0 e del contratto, il liberismo ne teme l&#8217;effetto di contagio e se ne augura la fine. In un suo articolo apparso su \u00abRepubblica\u00bb<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Attali, <em>padre nobile<\/em> di uno dei frutti del liberismo, l&#8217;Unione Europea, esprime con notevole franchezza il desiderio che la famiglia finisca. Secondo monsieur Attali i coniugi sono e devono essere <em>in<\/em>fedeli; quelli che dicono il contrario mentono, quelli che fanno il contrario sono barbari: \u00abNell&#8217;ottica trasparente, la fedelt\u00e0 di tipo monogamico sar\u00e0 considerata un&#8217;impostura e un residuo di consuetudini barbare\u00bb. Si potrebbe sospettare che per Attali la fedelt\u00e0 abbia cessato di essere un valore; ma il pensiero successivo smentisce questo sospetto: \u00abIl poliamore \u00e8 compatibile con la fedelt\u00e0 perch\u00e9 pu\u00f2 esserci fedelt\u00e0 anche nel mutamento\u00bb; ossia la pluralit\u00e0 di rapporti occasionali non \u00e8 necessariamente un comportamento solo animale, pu\u00f2 essere anche morale: la fedelt\u00e0 resta un valore anche per i poliamanti, per quanto derogabile, e gli scrupoli morali sembrano salvi. Chi fosse abituato ad associare la fedelt\u00e0 alla monogamia desidererebbe per\u00f2 qualche lume in pi\u00f9 su questa evoluzione; Attali non ne accende e abbandona i suoi lettori al mistero della <em>fedelt\u00e0 nel mutamento<\/em>; un mistero avvolto in una duplice oscurit\u00e0: perch\u00e9 la fedelt\u00e0 \u00e8 un dovere non <em>anche<\/em>, ma <em>solo<\/em> nel mutamento \u2013 nella fissit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 tentazione; e perch\u00e9 l&#8217;infedelt\u00e0 non \u00e8 tanto questione di successione quanto di sincronia di rapporti esclusivi. Comunque stiano le cose su questo dettaglio, fin qui appare stabilito una volta per tutte che il poliamore sia il nuovo costume sessuale liberatorio dalla menzogna e dalla barbarie. Invece il pensiero successivo non resiste al piacere di mutare e tradisce quanto stabilito prima con tanta chiarezza: \u00abviviamo in una tirannia del consumo che ne ha fatto un precetto esistenziale\u00bb, ossia il mutamento non \u00e8 costume liberatorio, ma effetto della tirannia del consumo. Ma anche questo pensiero segue il principio della <em>fedelt\u00e0 nel mutamento<\/em>: dopo aver affermato che se non cambiassimo di continuo automobili ed elettrodomestici l&#8217;economia crollerebbe, ossia dopo aver ribadito il carattere <em>coattivo<\/em> del mutamento, nel pensiero successivo questa coazione fa un&#8217;ultima giravolta e muta di nuovo in libert\u00e0: \u00abNella libert\u00e0 moderna si rivendica il diritto di non scegliere\u00bb. La conclusione di questo vortice di pensieri dei quali il successivo abbandona il precedente \u00e8 che si debba \u00abscegliere un congiunto nell&#8217;istante, senza che ci\u00f2 pregiudichi la scelta di un altro poco dopo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Offerta, per cos\u00ec dire, la fondazione filosofica del poliamore, monsieur Attali scende infine sul terreno pi\u00f9 empirico delle previsioni: \u00abQuest&#8217;attitudine si far\u00e0 sempre pi\u00f9 accentuata e la trasparenza porter\u00e0 pi\u00f9 spesso all&#8217;affermazione del diritto ad avere molti amori, omosessuali o eterosessuali, ma pi\u00f9 spesso dettati dalla bisessualit\u00e0 \u2026 In analogia col networking, ci sar\u00e0 il netloving: un circuito amoroso nel quale si potranno avere relazioni simultanee e trasparenti con pi\u00f9 individui, che a loro volta avranno molti partner.\u00bb Per non lasciare nulla al caso, monsieur Attali affronta anche il problema dei figli del poliamore: \u00abI figli saranno allevati da un unico genitore o da altre coppie, e i genitori biologici potranno condividere le responsabilit\u00e0 educative con i nuovi compagni e con gli ex, con gli ex degli ex e con estranei. Tutto si muove in tale direzione, comprese le pratiche di procreazione assistita, che condurranno a separare sempre pi\u00f9 la riproduzione dalla sessualit\u00e0 e dall&#8217;amore\u00bb. Bisogna riconoscere che qui monsieur Attali sembra un po&#8217; sbrigativo: trascura la possibilit\u00e0 che l&#8217;unico allevatore si senta abbandonato, che i polieducatori non si accordino, quella ancora pi\u00f9 drastica che <em>tutti<\/em> si rifiutino di allevare i figli \u2013 non avrebbero ragione? Cosa possono restituire i figli in cambio delle veglie e delle cure, se non preoccupazioni e sindromi da nido vuoto? \u2013 trascura perfino l&#8217;eventualit\u00e0 che i figli non tollerino tutto il traffico dei nuovi compagni e degli ex e degli ex degli ex: forse avrebbe dovuto parlare di brefotrofi, ma questi \u2013 per quanto gestiti da privati \u2013 avrebbero guastato il paradiso del <em>netloving<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il poliamore non \u00e8 cos\u00ec nuovo come si potrebbe pensare \u2013 non solo nel senso un po&#8217; pettegolo per cui ci sono sempre state infedelt\u00e0 e omosessualit\u00e0, ma nel senso storico che la societ\u00e0 greca viveva la sessualit\u00e0 in un modo cos\u00ec disinibito da far impallidire il mondo profetizzato da monsieur Attali. I discorsi del \u00abSimposio\u00bb di Platone lo documentano \u2013 ma ne espongono anche la <em>critica<\/em> immanente. Senza fare distinzioni tra il rapporto omosessuale di Achille con Patroclo e quello coniugale di Alcesti che volle morire al posto del marito, il discorso di Fedro, un lontano precursore di monsieur Attali, dichiara che in ogni caso il guadagno che l&#8217;adolescente e il suo amante maturo traggono dal loro amore \u00e8 la vergogna della bassezza e l&#8217;aspirazione alle cose nobili. Tuttavia gi\u00e0 Pausania ed Eurissimaco rifiutano l&#8217;ottimismo erotico di Fedro: Pausania distingue tra l&#8217;eros volgare che si volge indistintamente ai corpi delle donne e dei fanciulli, e l&#8217;eros celeste, la pederastia, il solo capace, in certe condizioni, di <em>durata<\/em> e di <em>spiritualit\u00e0<\/em> \u2013 ci\u00f2 che chiameremmo <em>fedelt\u00e0<\/em>; e affinch\u00e9 l&#8217;eros pederastico sia celeste, anzich\u00e9 volgare, esige inoltre che l&#8217;amato opponga una resistenza iniziale al corteggiamento, tale da saggiare gli amanti e scoraggiare quelli volgari che desiderano soltanto il corpo; Eurissimaco, identificando Eros con l&#8217;unit\u00e0 in cui estremi opposti sono armonizzati, esige moderazione contro la volgarit\u00e0 dell&#8217;amore sfrenato. Anche il mito raccontato da Aristofane, legittimando tre tipi di sessualit\u00e0: l&#8217;omosessualit\u00e0 maschile, quella femminile e l&#8217;eterosessualit\u00e0, pur nella sua sfrenata liberalit\u00e0, \u00e8 sensibile al discorso della durata: i veri amanti, in particolare quelli omosessuali, vogliono essere uniti per sempre. Dopo l&#8217;intermezzo quasi giocoso di Agatone, il discorso di Socrate indica con magistrale sicurezza l&#8217;ambito erotico in cui la durata e la spiritualit\u00e0, che nei discorsi precedenti era una sfuggente <em>esigenza<\/em> morale (come la fedelt\u00e0 nel mutamento di monsieur Attali), sono immediatamente presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo discorso consente di comprendere fino in fondo la differenza tra famiglia e poliamore. Va innanzitutto sottolineato che Socrate lo presenta non come suo, ma come appreso da una <em>donna<\/em> di Mantinea, Diotima. In questo modo inappariscente Platone suggerisce che i discorsi precedenti a quello di Socrate non hanno raggiunto la verit\u00e0 di Eros perch\u00e9, trascurando del tutto il punto di vista femminile, parlavano in realt\u00e0 soltanto della sessualit\u00e0 <em>maschile<\/em>, si limitavano cio\u00e8 a <em>sublimare<\/em> l&#8217;impellenza dell&#8217;orgasmo. Hanno quindi posto in modo errato il rapporto tra Eros e spiritualit\u00e0; infatti la spiritualit\u00e0 non \u00e8 affatto una purificazione del piacere fisico, ma nasce dal problema della <em>morte<\/em>. Essendo vivente, l&#8217;individuo \u00e8 mortale; Eros, che Diotima definisce come desiderio di possedere il bene, poich\u00e9 vuole anche possederlo <em>sempre<\/em>, \u00e8 un desiderio che va oltre l&#8217;individuo. C&#8217;\u00e8 dunque in ogni vivente qualcosa che lo supera: la gravidanza e la generazione. Il vivente, la cui stessa identit\u00e0 consiste non nella fissit\u00e0 ma nella continua rigenerazione, pu\u00f2 possedere il bene sempre solo se sostituisce la sua esistenza che invecchia e muore con un&#8217;altra esistenza giovane, identica a quella. Ma la gravidanza \u00e8 penosa, il parto doloroso, anche mortale, l&#8217;allevamento faticoso; Eros non \u00e8 dunque piacere, bellezza, come lo lodava Agatone e lo pensavano gli altri, \u00e8 anzi duro, impavido, tenace e pieno di espedienti; piacere e bellezza non ne sono neanche il <em>fine<\/em>, quanto la <em>condizione<\/em>: \u00e8 impossibile sopportare le pene della gravidanza e del partorire nel brutto \u2013 nel senso innanzitutto morale dell&#8217;abbandono; nel generare la sua immortalit\u00e0, la creatura gravida si accende di passione per la bellezza perch\u00e9 solo la bellezza la libera dal dolore intenso. Ci\u00f2 non vale solo per gli uomini: quando sentono il desiderio di generare, tutti i viventi si dispongono a unirsi e a generare le loro creature, a lottare, perfino contro i pi\u00f9 forti, e a morire per difenderle; si lasciano sfinire dalla fame pur di nutrirle, sopportano ogni pena pur di curare il germoglio della loro eternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo Eros <em>eroico<\/em>, che vuole l&#8217;eternit\u00e0, non \u00e8 quello, in fondo futile, del maschio, ma amore<em> femminile<\/em>: il desiderio di maternit\u00e0 \u00e8 per Platone l&#8217;<em>idea<\/em> di Eros, quindi il modello di tutto ci\u00f2 che di significativo gli uomini possano compiere: il <em>senso<\/em> stesso della vita umana. Per acquistare gloria eterna gli uomini sono disposti a rischiare tutto, perfino la vita; quelli fecondi nel corpo si volgono alle donne per procurarsi l&#8217;immortalit\u00e0 con la procreazione dei figli; chi invece vuole partorire figli immortali deve accettare una <em>disciplina<\/em> sempre pi\u00f9 severa: accostarsi fin da giovane ai bei corpi, poi amare la bellezza corporea <em>in generale<\/em>; poi considerare la bellezza delle anime pi\u00f9 di quella dei corpi; contemplare la bellezza nelle opere e nelle leggi cos\u00ec da <em>staccarsi<\/em> dalla bellezza corporea; contemplare la bellezza delle scienze e produrre ragionamenti nobili e pensieri splendidi in un&#8217;aspirazione illimitata alla sapienza. A questo punto giunger\u00e0 alla scienza di una bellezza eterna, immutabile, perfetta, incorporea: alla <em>dialettica filosofica<\/em>; essa \u00e8 l&#8217;oggetto pi\u00f9 alto di Eros. Rispetto a questo, ogni altro amore \u00e8 solo una copia; e solo per suo tramite l&#8217;uomo pu\u00f2 generare non una copia di virt\u00f9, ma virt\u00f9 vera, e diventarvi immortale. \u2013 Che la dialettica filosofica sia la scienza culminante da cui nasce l&#8217;immortalit\u00e0 definitiva per l&#8217;uomo, le \u00e8 prescritto dalla sua essenza: anche nella sua versione hegeliana la dialettica \u00e8 la conoscenza, riposta nella natura dell&#8217;Eros femminile, che il finito si annulla in un nuovo essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u00abSimposio\u00bb attesta che amore e poliamore non differiscono nel senso di monsieur Attali: non sono il vecchio e il nuovo; la loro differenza \u00e8 invece quella tra significativo e futile, tra sacro e profano. Dal punto di vista dell&#8217;<em>amore platonico<\/em>, su cui si \u00e8 per lo pi\u00f9 equivocato, la famiglia, come sede dell&#8217;amore significativo, non appare affatto un residuo barbarico o un&#8217;ipocrisia, ma il primo luogo in cui l&#8217;individuo si eleva sopra la propria finitezza e si avvia al senso della sua vita \u2013 la dedizione ai contesti di cui \u00e8 parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il liberismo, di cui Attali \u00e8 portavoce, odia la famiglia. Un odio terribile, che le brucia il terreno intorno incoraggiando il capitalismo a imporre la flessibilit\u00e0 ai lavoratori in modo che rinuncino a ogni progetto di vita, a ostacolare la maternit\u00e0 rendendo difficile la vita alle lavoratrici, a favorire l&#8217;immigrazione per ovviare al regresso demografico. Un odio terribile perch\u00e9 la donativit\u00e0 dalla famiglia si contagia allo Stato. Usando gli strumenti della politica fiscale, monetaria, valutaria, lo Stato fa scelte che possono ridistribuire la ricchezza <em>in vista della propria unit\u00e0<\/em>, quindi oltre l&#8217;interesse immediato dei gruppi, nella forma ultima di <em>trasferimenti<\/em>, come all&#8217;interno alla famiglia. Di qui l&#8217;odio liberista per lo Stato. Ma se lo Stato come semplice famiglia \u00e8 utopico, cio\u00e8 contraddittorio \u2013 infatti le famiglie si sciolgono infine nel rapporto tra persone indifferenti rispetto alle quali lo Stato non pu\u00f2 agire fondandosi sul sentimento, ma sulla volont\u00e0 e l&#8217;interesse universali: la sua solidariet\u00e0 deve essere intelligente e garantire il pluralismo \u2013, altrettanto utopica \u00e8 la societ\u00e0 basata unicamente sul contratto, una societ\u00e0 di proprietari che scambiano restando indifferenti tra loro. Anche il contratto \u00e8 infatti un processo profondamente contraddittorio: per suo tramite \u00ab<em>sono<\/em> e <em>resto<\/em> proprietario essente per me ed escludente l&#8217;altra volont\u00e0, in quanto <em>cesso<\/em> di essere proprietario in unit\u00e0 con l&#8217;altra volont\u00e0 identica\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, ossia l&#8217;esclusivit\u00e0 del contratto \u00e8 nel contempo unit\u00e0, la sua appropriazione \u00e8 insieme alienazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni contraddizione \u00e8 un mutamento. Nella sua filosofia del diritto Hegel mostra come la verit\u00e0 del contratto sia il suo mutamento nel <em>torto<\/em>: \u00abNel rapporto tra persone immediate, la loro volont\u00e0 \u00e8, nel contempo, sia <em>in s\u00e9<\/em> <em>identica <\/em>e da loro posta come <em>comune<\/em> nel contratto, sia una volont\u00e0 <em>particolare<\/em>. Poich\u00e9 sono persone <em>immediate<\/em>, \u00e8 casuale che la loro volont\u00e0 <em>particolare<\/em> sia concordante con la volont\u00e0 <em>essente in s\u00e9<\/em> &#8230; Essendo particolare <em>per s\u00e9<\/em>, <em>diversa<\/em> da quella universale, la volont\u00e0 si presenta come arbitrio e casualit\u00e0 dell&#8217;intendere e del volere contro ci\u00f2 che \u00e8 diritto <em>in s\u00e9<\/em>, \u2013 il <em>torto<\/em>\u00bb (\u00a7 81), ossia, poich\u00e9 \u00e8 tra persone indifferenti, nel contratto le volont\u00e0 che si identificano, cos\u00ec da essere un&#8217;unica volont\u00e0, cio\u00e8 una volont\u00e0 <em>universale<\/em>, restano volont\u00e0 <em>particolari<\/em>, quindi diverse dalla volont\u00e0 universale e concordanti con questa solo per caso; ma la volont\u00e0 universale \u00e8 il diritto; in quanto ne differisce, quella particolare \u00e8 il torto. Nel contratto l&#8217;accordo tra i contraenti \u00e8 nel contesto dell&#8217;indifferenza; vi \u00e8 quindi presente la tendenza a vedere nel diritto universale solo il proprio diritto, oppure a osservarne solo l&#8217;apparenza, ossia alla truffa, oppure a infrangerlo francamente, ossia al delitto. Ci\u00f2 che impedisce che i contratti degenerino in truffe \u00e8 il riconoscimento della maest\u00e0 delle leggi dello Stato, dunque il fatto che l&#8217;individuo sia non solo persona indifferente, ma cittadino. E non \u00e8 quindi un caso che l&#8217;indebolimento degli Stati, il loro asservimento ai mercati finanziari, abbia comportato la degenerazione dei mercati finanziari in un&#8217;immensa truffa con cui la finanza globalizzata saccheggia le societ\u00e0 come un tempo gli eserciti le citt\u00e0 conquistate<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019articolo \u00e8 gi\u00e0 apparso sul blog Badiale&amp;Tringali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Esso \u00e8 cos\u00ec insopprimibile da costituire una specie particolare di contratto, il contratto di <em>donazione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Fanno eccezione le famiglie schiavistiche in cui il padre \u00e8 proprietario dei figli, e le famiglie che in cui la moglie \u00e8 acquistata dal marito \u2013 ma questi casi esorbitano dall&#8217;ambito etico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> G. W. F. Hegel, <em>System der Sittlichkeit<\/em>, Meiner Verlag, Hamburg 2002, p. 32.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> G. W. F. Hegel, <em>Grundlinien der Philosophie des Rechts<\/em>, \u00a7 163.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> La parte dell&#8217;articolo a cui ci riferiamo \u00e8 al seguente link: <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14523\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14523<\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> G. W. F. Hegel, <em>Grundlinien der Philosophie des Rechts<\/em>, \u00a7 72.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Cfr. J. E. Stiglitz, <em>Il prezzo della disuguaglianza<\/em>. Einaudi, Torino 2014. In particolare a p. 325 si legge: \u00abCome molte altre banche fra cui Goldman Sachs, Citibank aveva costruito titoli comprendenti mutui che sapeva essere a rischio e l&#8217;aveva fatto anche per poter scommettere contro in prima persona (o, nel caso di alcune altre banche, in modo che potessero farlo clienti privilegiati). Cos\u00ec, quando i valori scendevano, la banca (o i suoi clienti privilegiati) otteneva enormi profitti a spese dei clienti ordinari che acquistavano titoli. Molte banche non rendevano pubblico quello che stavano facendo e una versione della loro difesa fu che quei clienti avrebbero dovuto \u201cfarsi furbi\u201d: \u201cNessuno <em>dovrebbe<\/em> fidarsi di noi e chiunque lo faccia \u00e8 folle\u201d. \u00bb Qui la difesa consiste nel fatto che i truffatori dissolvono la stessa apparenza di onesta; ma cos\u00ec fanno solo venir meno ci\u00f2 che distingue la truffa dal crimine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (ARS Teramo) &nbsp; La famiglia tiene ormai uniti solo due tipi di scambio tra gli individui. Mentre una volta, quando l&#8217;arretratezza tecnica provocava la differenza tra lavori femminili e lavori maschili, integrava la produttivit\u00e0 dell&#8217;uomo e quella della donna, dopo l&#8217;industrializzazione la famiglia continua a unire solo lo scambio orizzontale e quello verticale tra gli individui: il rapporto tra i sessi e il rapporto tra le generazioni. 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