{"id":1486,"date":"2010-04-14T19:41:56","date_gmt":"2010-04-14T18:41:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1486"},"modified":"2010-04-14T19:41:56","modified_gmt":"2010-04-14T18:41:56","slug":"il-problema-e-lambiente-non-il-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1486","title":{"rendered":"Il problema \u00e8 l&#039;ambiente non il clima"},"content":{"rendered":"<p>Quando <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=22\">scrivevamo<\/a> che&nbsp;&quot;L&rsquo;<em>inquinamento<\/em> <em>acustico<\/em>, l&rsquo;inquinamento <em>visivo<\/em>, l&rsquo;inquinamento <em>olfattivo<\/em> e l&rsquo;inquinamento <em>alimentare<\/em> sono le forme di inquinamento pi&ugrave; gravi e devono essere radicalmente combattute. L&rsquo;ambientalismo che non muova da questo assunto non ci interessa&quot; e che&nbsp; &quot;Siamo curiosi di <em>storia<\/em> e ci interessa il <em>futuro<\/em>, non la fantascienza&quot; alludevamo all&#39;importanza, che ci appariva infantile, ingenua e&nbsp;fastidiosa perch&eacute; presuntuosa, che alcuni attribuiscono a temi come quello del clima. L&#39;uomo che non riesce a salvare s&eacute; stesso, compreso l&#39;ambiente nel quale vive,&nbsp;e vuole salvare il pianeta, &egrave; una delle figure pi&ugrave; comiche che si possano&nbsp;pensare. Sul forum di&nbsp;Comedonchisciotte mi &egrave; capitato di leggere un&#39;intervista a Folco Quilici che spiega autorevolmente che il problema &egrave; l&#39;ambiente e quindi l&#39;uomo, non il clima e quindi il pianeta. Mi viene da&nbsp;scrivere &#8211; ma certamente sar&agrave; stato gi&agrave; scritto &#8211; che il pianeta sar&agrave; ancora qua per milioni di anni, quando la specie umana si sar&agrave; estinta da un pezzo. Sta qui l&#39;estrema presunzione di coloro che si preoccupano per i cambiamenti climatici (SD&#39;A).&nbsp;<\/p>\n<p><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">fofo&nbsp;<\/span>fonte <a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/soloqui\/4018\">Il Floglio<\/a><\/p>\n<h1 class=\"article_title\"><span style=\"font-size: 14px\">Folco Quilici ci spiega che &quot;un conto &egrave; parlare di clima e un altro di ambiente&quot; <\/span><\/h1>\n<h2 class=\"article_summary\">&nbsp;<\/h2>\n<h2 class=\"article_summary\"><span style=\"font-size: 12px\">&ldquo;<strong>Mi meraviglio che ci si meravigli dei cambiamenti climatici<\/strong>&rdquo;.&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: 12px\">Folco Quilici da oltre cinquant&rsquo;anni si occupa del rapporto tra uomo e natura: ha girato il mondo pi&ugrave; volte fotografandolo, fermandolo su pellicola e scrivendone in molti libri (l&rsquo;ultimo, &ldquo;Terre d&rsquo;avventura&rdquo;, &egrave; appena uscito per Mondadori). Incontra il Foglio nei giorni in cui a Copenaghen si parla di clima e ambiente come se fossero la stessa cosa e si grida che la soluzione a tutti i problemi &egrave; il taglio alle emissioni di CO2. &ldquo;Il clima &egrave; sempre cambiato da quando esiste il mondo &ndash; dice il pluripremiato documentarista &ndash; Io ho filmato gli insediamenti umani in Groenlandia: abbazie, case e stalle costruite dai vichinghi appena mille anni fa l&agrave; dove poi in poco tempo le terre sono state coperte da ghiacci alti anche due chilometri&rdquo;.<\/span><\/span><\/h2>\n<p><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong>Non pensiamo che stia accadendo qualcosa di nuovo sul nostro pianeta<\/strong>, avverte Quilici: &ldquo;Questo non vuol dire che non dobbiamo tagliare i gas nocivi; ma &egrave; una cosa che dobbiamo fare pi&ugrave; per la nostra salute che per quella della Terra. Non sono le nostre emissioni che sconvolgono il pianeta&rdquo;. C&rsquo;&egrave; un allarmismo ingiustificato che rischia di portare in direzioni sbagliate: &ldquo;Il mio maestro, il professor Marinelli, ai tempi dell&rsquo;isteria per il buco nell&rsquo;ozono chiedeva: &lsquo;Sappiamo com&rsquo;era il buco nell&rsquo;ozono cento o mille anni fa? Che cosa sappiamo?&rsquo;. E io aggiungo: com&rsquo;&egrave; che oggi non se ne parla pi&ugrave;?&rdquo;.<\/p>\n<p><strong>Avendo girato il mondo<\/strong> e avendo visto e studiato come nella storia tanti posti sono cambiati non si meraviglia. Oggi per&ograve; la vulgata racconta che i cambiamenti avvengono in fretta: &ldquo;Il Sahara era verde ottomila anni fa, non otto milioni di anni fa, e dai resti trovati si capisce che la desertificazione &egrave; avvenuta relativamente in fretta&rdquo;, spiega Quilici. E&rsquo; tutto gi&agrave; successo? &ldquo;Annibale &egrave; venuto a combattere con quaranta elefanti, dove li ha presi nell&rsquo;Africa di duemila anni fa?&rdquo;. In cinquant&rsquo;anni passati tra la Patagonia, il Congo, la Groenlandia e altri paesi, non ha notato questa accelerazione di cambiamenti estremi? &ldquo;Ma no, c&rsquo;&egrave; un&rsquo;esagerazione su questo tema. Se usiamo come misura la storia del mondo i cambiamenti sono sempre stati velocissimi&rdquo;. Bisogna smettere di usare l&rsquo;uomo come misura di tutte le cose: &ldquo;I tempi geologici sono diversi &ndash; spiega Quilici &ndash; O veloci (come le eruzioni dei vulcani che modificano l&rsquo;atmosfera) o lenti&rdquo;.<\/p>\n<p><strong>Quilici si rende conto che &ldquo;se non fai un po&rsquo; di chiasso &egrave; difficile che ti diano retta<\/strong>, ma quello che stanno facendo adesso &egrave; contarci balle come si fa con i bambini per non fare loro mangiare la marmellata. E&rsquo; fin troppo evidente che ci sono interessi economici e politici enormi&rdquo;. &ldquo;Capisco che si esasperino i toni &ndash; ammette &ndash; anche io all&rsquo;inizio lo feci parlando dell&rsquo;inquinamento, ma tutto questo parlare di clima sta facendo dimenticare l&rsquo;ambiente&rdquo;. I Cinquant&rsquo;anni passati a raccontare la &ldquo;bellezza del creato&rdquo; hanno contribuito a creare una coscienza pi&ugrave; rispettosa dell&rsquo;ambiente nella gente, ma lo spostare il discorso su CO2 e &ldquo;lotta al riscaldamento globale&rdquo; rischia di far dimenticare tutto questo: &ldquo;I discorsi generali sono pericolosi&rdquo;, dice. Va benissimo diminuire i gas, ma pensare che questo serva a cambiare il clima di un pianeta che &egrave; sempre cambiato rischia di essere miope.<\/p>\n<p><strong>Si legge che i pesci scompaiono e diventano pi&ugrave; piccoli per colpa del global warming.<\/strong> Balle, secondo Quilici, che di mare se ne intende: &ldquo;I pesci scompaiono perch&eacute; li si pesca in modo dissennato, con delle reti che potrebbero avvolgere un DC-8. Dove abbiamo creato aree protette, i pesci si sono moltiplicati&rdquo;. Non con meno CO2. Lo stesso dicasi per l&rsquo;Africa, dipinta come verso la fine climatica, e che Quilici conosce bene: &ldquo;L&rsquo;Africa &egrave; un continente ricchissimo, pieno di acqua, vegetazione e risorse: fermando i gas non arriveranno acqua e cibo, mentre basterebbe distribuirli&rdquo;. Molti problemi da risolvere &ldquo;senza isterismi e mistificazioni. La storia lo insegna: la prospettiva con cui vanno guardati questi problemi &egrave; quella del mondo, che &egrave; molto pi&ugrave; forte di qualunque cosa l&rsquo;uomo gli possa fare&rdquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando scrivevamo che&nbsp;&quot;L&rsquo;inquinamento acustico, l&rsquo;inquinamento visivo, l&rsquo;inquinamento olfattivo e l&rsquo;inquinamento alimentare sono le forme di inquinamento pi&ugrave; gravi e devono essere radicalmente combattute. L&rsquo;ambientalismo che non muova da questo assunto non ci interessa&quot; e che&nbsp; &quot;Siamo curiosi di storia e ci interessa il futuro, non la fantascienza&quot; alludevamo all&#39;importanza, che ci appariva infantile, ingenua e&nbsp;fastidiosa perch&eacute; presuntuosa, che alcuni attribuiscono a temi come quello del clima. 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