{"id":14917,"date":"2015-12-19T00:33:40","date_gmt":"2015-12-19T00:33:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14917"},"modified":"2015-12-19T00:33:40","modified_gmt":"2015-12-19T00:33:40","slug":"matrimonio-e-famiglia-in-italia-e-una-catastrofe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14917","title":{"rendered":"Matrimonio e famiglia in Italia: fotografia di una catastrofe"},"content":{"rendered":"<div id=\"stcpDiv\">\n<div class=\"col-1\" style=\"text-align: justify;\"><em>A partire dall&#8217;ultimo Rapporto annuale dell&#8217;Istat, l'&#8221;Osservatore romano&#8221; riflette sul tramonto delle istituzioni del matrimonio e della famiglia in Italia. [gm]<\/em><\/div>\n<div class=\"col-1\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"col-1\" style=\"text-align: justify;\">Anno 2009, matrimoni celebrati 230613; anno 2014, matrimoni celebrati 189765. Stavamo messi male nel 2009, stiamo messi peggio, inutile girarci attorno, cinque anni dopo. Negli ultimi cinque anni si sono persi quattromila matrimoni, pari al diciotto per cento degli stessi. Sbagliano quanti vedono negli ultimi dati Istat su matrimoni e divorzi la certificazione della crisi del matrimonio. Quella del matrimonio \u00e8 stata in Italia una vera e propria rotta, un rompete le righe, un liberi tutti, non una semplice crisi.<\/div>\n<div class=\"col-left-2\">\n<div id=\"html-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora nel 1973 i matrimoni, in una popolazione di alcuni milioni inferiore all\u2019attuale, erano stati oltre 418ooo, dei quali 386000 celebrati con rito religioso, scesi oggi a 108000, cosicch\u00e9 se negli ultimi quarant\u2019anni i matrimoni hanno perso il cinquantacinque per cento la perdita di quelli religiosi ha toccato l\u2019ottantadue per cento, oltre i quattro quinti della loro consistenza. Perdita ch\u2019\u00e8 stata ancora maggiore nelle regioni del nord dove, oggi, c\u2019\u00e8 poco pi\u00f9 di un matrimonio religioso l\u2019anno ogni mille abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il matrimonio religioso nelle regioni pi\u00f9 ricche, moderne, avanzate (anche culturalmente) d\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 oggi ridotto al lumicino. A Milano siamo a 0,8 matrimoni l\u2019anno celebrati in chiesa ogni mille abitanti, senza meno il valore pi\u00f9 basso di tutto il mondo cattolico. Questo \u00e8 il quadro. Che mette ulteriormente in rilievo due sue caratteristiche: lo scivolamento a grandi passi verso l\u2019inconsistenza del matrimonio religioso ma anche, e al tempo stesso, l\u2019incapacit\u00e0 del matrimonio civile, in contrazione a sua volta, di attrarre nella sua orbita anche soltanto una modesta quota dei mancati matrimoni religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole: \u00e8 l\u2019istituzione del matrimonio in se stessa a essere sprofondata in Italia in una crisi che appare senza ritorno, e di questo sprofondare fa le spese in modo soverchiante il matrimonio religioso, destinato a questi ritmi a scomparire letteralmente nel giro dei prossimi due-tre decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma famiglia passa sempre meno attraverso il matrimonio per la sua costituzione. Si fa famiglia a prescindere dal matrimonio, senza matrimonio, non soltanto senza il matrimonio religioso ma anche senza quello civile. Un fenomeno assai pi\u00f9 massiccio di quanto non sia mediamente in Europa, dove pure non si scherza in fatto di crisi del matrimonio. Questo \u00e8 il primo elemento che caratterizza la situazione in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo \u00e8 invece assai poco ricordato. Il crollo del matrimonio non ha lasciato le cose invariate in fatto di famiglie, neppure dal punto di vista strettamente quantitativo. C\u2019\u00e8 molta meno famiglia, oggi in Italia. Non c\u2019\u00e8 stata affatto una compensazione dei matrimoni grazie a convivenze e coppie di fatto, n\u00e9 compensazione dei figli, come si lascia credere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi due-tre decenni a vincere, aumentando in misura quasi esponenziale, sono state soltanto le famiglie unipersonali, ovvero quelle composte da una sola persona, ovvero ancora le non famiglie, arrivate alla cifra di 7,7 milioni due anni fa, oggi probabilmente attorno agli otto milioni (attenzione, cinque milioni di queste sono di veri celibi\/nubili, persone mai sposate n\u00e9 divorziate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo mentre le coppie, comprensive di quelle non unite in matrimonio, sono appena 13,7 milioni in una popolazione di sessantuno milioni, delle quali ben cinque milioni senza figli. Al precipitare del matrimonio ha dunque corrisposto, in Italia, l\u2019affievolirsi della densit\u00e0 di famiglia e la riduzione della famiglia a forme sempre pi\u00f9 vistosamente nucleari.<\/p>\n<\/div>\n<div><em><a href=\"http:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/non-e-una-semplice-crisi\">Qui<\/a> l&#8217;articolo completo<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dall&#8217;ultimo Rapporto annuale dell&#8217;Istat, l&#8217;&#8221;Osservatore romano&#8221; riflette sul tramonto delle istituzioni del matrimonio e della famiglia in Italia. [gm] Anno 2009, matrimoni celebrati 230613; anno 2014, matrimoni celebrati 189765. Stavamo messi male nel 2009, stiamo messi peggio, inutile girarci attorno, cinque anni dopo. Negli ultimi cinque anni si sono persi quattromila matrimoni, pari al diciotto per cento degli stessi. 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