{"id":14939,"date":"2015-12-17T01:09:19","date_gmt":"2015-12-17T01:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14939"},"modified":"2015-12-17T01:09:19","modified_gmt":"2015-12-17T01:09:19","slug":"litalia-e-il-riequilibrio-fiscale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14939","title":{"rendered":"L&#039;Italia e il riequilibrio fiscale"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>NICOLA DI CESARE<\/strong> (ARS Sardegna)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A leggere la stampa, sia quella \u201cufficiale\u201d che quella \u201calternativa\u201d, sul sistema fiscale italiano e sulla questione del carico gravante su imprese e cittadini , se ne sentono di tutti i colori: dati, cifre, statistiche di ogni genere, sono sviscerate e interpretate a seconda della convenienza del relatore di turno; alcuni aspetti della vicenda tuttavia sono sistematicamente obnubilati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il motivo di tale oscuramento \u00e8 presto detto: se i contribuenti prendessero coscienza del reale funzionamento del sistema fiscale probabilmente sarebbe impossibile per chi ne trae vantaggio continuare a speculare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per spiegare cosa accade \u00e8 necessario lasciare da parte, per ora, opinioni preconcette e orientamenti politici, limitandosi ad enumerare alcuni fatti incontestabili che come al solito si chiamano \u201cnumeri\u201d, \u201cdate\u201d e \u201cfatti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Supponendo per assurdo che per lo Stato non esistano altri modi per finanziarsi che non l\u2019imposizione fiscale e il ricorso ai mercati finanziari e tralasciando quella pi\u00f9 logica e scientificamente accreditata per uno stato sovrano, cio\u00e8 allargare la base monetaria per far fronte alle spese in conto capitale in disavanzo ricorrendo alla semplice stampa di moneta in assenza di effetti inflattivi, cos\u00ec come \u00e8 naturale dato il regime di forte sottoutilizzo dei fattori produttivi (si vedano gli equilibri della IS-LM in caso di pura emissione monetaria in costanza di saggio di interesse e sottoccupazione), possiamo descrivere la situazione come la seguente (le cifre proposte sono approssimate all\u2019unit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia il peso fiscale complessivo sul reddito prodotto \u00e8 di circa il 65% contro una media di circa il 41% dei paesi UE. Questa tassazione \u00e8 variamente distribuita tra le categorie di contribuenti, tra le quali quella del lavoro si accolla circa il 45% del totale contro il 20% del totale versato dai profitti. Considerato che quel 45% sul lavoro grava sui costi di impresa, si pu\u00f2 dire che anch\u2019essa gravi indirettamente sulla tassazione complessiva dei profitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PIL Italiano nel 2014 \u00e8 ammontato a 1542 miliardi di Euro; la tassazione complessiva ha dunque prelevato una\u00a0 quota di redditi pari a circa 1000 miliardi di Euro. Ora, definite le quantit\u00e0 numeriche, passiamo a valutare le destinazioni di questi cospicui 1000 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato un avanzo primario che per il 2014 \u00e8 stato di circa il 2%, le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato per far fronte alle proprie spese, circa 980 miliardi prelevando 20 miliardi in pi\u00f9 del necessario; considerando per\u00f2 gli oneri finanziari ne ha speso complessivamente circa 1030, reimmettendo, di fatto, nel sistema economico circa 950 miliardi sui 1000 prelevati; questo perch\u00e9 la spesa per interessi che, secondo le nuove regole, non comprende pi\u00f9 l&#8217;impatto (rilevante e da tenere nascosto) delle operazioni di swap, \u00e8 stata pari al 4,7% del Pil, circa 73 miliardi; considerato che la componente degli oneri finanziari sul debito delle pubbliche amministrazioni di circa 100 miliardi vale 8 miliardi, si pu\u00f2 dire che complessivamente la spesa per interessi ammonta a circa 80 miliardi\/anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli 80 miliardi REGALATI alle banche OGNI ANNO costituiscono l\u20198% di tutte le tasse pagate dagli Italiani. Dal momento che in Italia si paga un differenziale fiscale medio del 24% rispetto al resto dell\u2019Europa, resta da spiegare quel restante 16% di spread. A ragionarci un po\u2019, appare pi\u00f9 semplice del previsto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia il sistema (regime illiberale) economico oligopolistico di stampo liberoscambista, a moneta privata, ha imposto, per il tramite del dogma (scientificamente falsificato) della stabilit\u00e0 monetaria della BCE, un tasso di disoccupazione NAIRU calcolato non inferiore all\u201911%,\u00a0 corrispondente a un tasso di occupazione del 56% circa contro il 70% dell\u2019UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza scomodare la statistica e il moltiplicatore del reddito, voliamo basso e facciamo i cosiddetti conti della serva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un differenziale occupativo del 14% corrisponde percentualmente a un aumento del PIL di pari importo e cio\u00e8 di 215 miliardi di Euro, capaci di un gettito fiscale complessivo di circa 140 miliardi (ai tassi attuali di prelievo) che equivalgono al 14% dell\u2019intero gettito; questo dato \u201cruspante\u201d appare pi\u00f9 alto di quello econometricamente \u201cstimato\u201d dall\u2019OCSE che si otterrebbe dall\u2019azzeramento all\u2019Output Gap italiano, per il semplice motivo che esso non pu\u00f2 essere ottenuto <em>ceteris paribus<\/em>, date le condizioni moltiplicatrici di sviluppo che si verificherebbero in regime di svincolo dalla UE; il resto spiccioli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa che gran parte della sofferenza italiana deriva dall\u2019impossibilit\u00e0 dello Stato di investire nell\u2019economia reale, per via dei divieti dell\u2019UE,\u00a0 al fine di realizzare il pieno impiego dei fattori produttivi interni. Tali divieti sono funzionali al rispetto degli obiettivi statutari della BCE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo a quegli 80 miliardi regalati alle banche private e alla speculazione finanziaria. Vi sembra normale? C\u2019\u00e8 forse qualcosa che non torna? Vediamo. E\u2019 bene sapere che questo non \u00e8 l\u2019unico dei mondi possibili; ce ne sono e ce ne sono stati di molto migliori. Prima del 1990 (legge Amato 30 luglio 1990, n. 218 e 1992 Maastricht UE) in Italia le banche private erano un\u2019eccezione. Lo Stato era proprietario delle banche e quegli 80 miliardi che oggi escono dalla porta prima rientravano dalla finestra tornando nella disponibilit\u00e0 finanziaria dello Stato per il suo fabbisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la privatizzazione e internazionalizzazione del sistema bancario, gli 80 miliardi escono, non solo dalla porta, ma anche dall\u2019Italia e dal suo sistema economico andando in genere a ingrassare la speculazione finanziaria per i canali internazionali senza rientrare mai pi\u00f9. Un fenomeno che sta di anno in anno facendo regredire il PIL complessivo del paese per effetto dei moltiplicatori , fiscale e del reddito (dagli oltre 1.615 miliardi del 2011 si \u00e8 infatti passati a 1.542 miliardi nel 2014) in presenza di avanzi primari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi hanno riempito di sciocchezze la testa parlandovi della recessione (uguale in tutto il mondo), della corruzione (simile in tutti i paesi UE), dell\u2019inefficienza (con differenziali minimi rispetto alla media UE) ma in realt\u00e0 le cause sono imputabili alla cosiddetta austerit\u00e0 che ad altro non \u00e8 servita che a garantire la solvibilit\u00e0 dello stato nei confronti del sistema bancario, regalato alla speculazione privata dai trattati dell\u2019Unione Europea e dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sistemica asfissia dei conti pubblici \u00e8 stata dunque anche aggravata dall\u2019impossibilit\u00e0 per lo Stato di finanziare l\u2019economia reale attraverso il credito pubblico, svolgendo la sua naturale funzione di creatore monetario in seno all\u2019economia reale; ci\u00f2 ha provocato negli anni il crollo dei tassi di occupazione (e la deflazione), fenomeno che ha avuto i seguenti effetti: diminuzione del gettito fiscale complessivo; aumento della pressione fiscale complessiva; aumento dei tassi d\u2019 interesse passivi richiesti dal mercato allo stato e ulteriore aumento della pressione fiscale; una spirale ormai inarrestabile che ha fatto saltare tutti i conti e che nessun governo pu\u00f2 controllare in assenza dei classici strumenti di politica economica monetari e fiscali ormai ceduti fuori dai confini del paese alla speculazione privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spero che sia chiaro per tutti che in questa triste storia lo Stato (e quindi tutti i cittadini) \u00e8 la vittima e non il carnefice; i veri carnefici sono altri. Quella classe dirigente che a colpi di trattati ha svenduto privatamente il Paese per proprio tornaconto personale a chi se lo \u00e8 letteralmente mangiato e digerito. Ci\u00f2 che ci resta \u00e8 il risultato della digestione; al lettore l\u2019esercizio di immaginazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da mangiare forse \u00e8 il caso di lasciare l\u2019Unione Europea alla sua deriva distruttiva e pensare agli interessi di un paese ormai pronto a riprendere a dialogare col mondo senza pi\u00f9 vincoli esogeni e catene speculative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.unilibro.it\/libro\/acocella-nicola\/elementi-politica-economica-esercizi\/9788843042302\">http:\/\/www.unilibro.it\/libro\/acocella-nicola\/elementi-politica-economica-esercizi\/9788843042302<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pwc.com\/gx\/en\/services\/tax\/paying-taxes-2016\/download.html\">http:\/\/www.pwc.com\/gx\/en\/services\/tax\/paying-taxes-2016\/download.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dati.istat.it\/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_TAXOCCU\">http:\/\/dati.istat.it\/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_TAXOCCU<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/156820\">http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/156820<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/154470\">http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/154470<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2015-05-07\/ue-la-prima-volta-crisi-risale-tasso-occupazione-ma-l-italia-e-solo-terz-ultima-133827.shtml?uuid=ABVxf6bD\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2015-05-07\/ue-la-prima-volta-crisi-risale-tasso-occupazione-ma-l-italia-e-solo-terz-ultima-133827.shtml?uuid=ABVxf6bD<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.circolorefricerche.it\/it\/le-analisi\/2013\/02\/cosa-abbiamo-imparato-da-siena\/le-fondazioni-di-origine-bancaria-e-ventanni-di-riforme-al-sistema-bancario-italiano\/\">http:\/\/www.circolorefricerche.it\/it\/le-analisi\/2013\/02\/cosa-abbiamo-imparato-da-siena\/le-fondazioni-di-origine-bancaria-e-ventanni-di-riforme-al-sistema-bancario-italiano\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/inevidenza\/article_0045.html\">http:\/\/www.mef.gov.it\/inevidenza\/article_0045.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-11-21\/il-fantasma-dell-output-gap-100954.shtml?uuid=ABtgkVGC\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-11-21\/il-fantasma-dell-output-gap-100954.shtml?uuid=ABtgkVGC<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NICOLA DI CESARE (ARS Sardegna) A leggere la stampa, sia quella \u201cufficiale\u201d che quella \u201calternativa\u201d, sul sistema fiscale italiano e sulla questione del carico gravante su imprese e cittadini , se ne sentono di tutti i colori: dati, cifre, statistiche di ogni genere, sono sviscerate e interpretate a seconda della convenienza del relatore di turno; alcuni aspetti della vicenda tuttavia sono sistematicamente obnubilati. 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