{"id":14994,"date":"2015-12-22T20:51:29","date_gmt":"2015-12-22T20:51:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14994"},"modified":"2015-12-22T20:51:29","modified_gmt":"2015-12-22T20:51:29","slug":"erano-solo-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14994","title":{"rendered":"Erano solo Italiani"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em>di <strong>MICHELE VIETRI<\/strong> (ARS Bologna)<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\"><i>\u00abCi chiamavano fascisti <\/i><\/span><span style=\"color: #262626;\">\u2013 recita un verso della canzone dello spettacolo \u2013 <\/span><span style=\"color: #262626;\"><i>eravamo solo italiani, italiani dimenticati in qualche angolo della memoria, come una pagina strappata dal grande libro della storia\u00bb<\/i><\/span><span style=\"color: #262626;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Simone Cristicchi \u00e8 stato insignito alla Camera dei Deputati, ieri 21 dicembre 2015, del premio \u201cNORMA COSSETTO \u2013 10 FEBBRAIO\u201d per il controverso e coraggioso spettacolo teatrale-musicale <\/span><span style=\"color: #262626;\"><i>Magazzino 18<\/i><\/span><span style=\"color: #262626;\"> . <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Il magazzino 18 \u00e8 un edificio del Porto Vecchio di Trieste. Parte da l\u00ec il racconto dell\u2019esodo degli italiani dall\u2019Istria, un luogo dove \u00e8 ammassata un\u2019enorme catasta di sedie:\u00a0tutte aggrovigliate una sopra l\u2019altra fin quasi a toccare il soffitto. Una metafora del dramma dello sradicamento del popolo istriano costretto ad abbandonare la propria terra, dopo che con il trattato di pace del 1947 l\u2019Italia ha perso i territori dell\u2019Istria e della fascia costiera, passati alla Jugoslavia. Quelle sedie, come altri oggetti lasciati all\u2019interno del magazzino e mai pi\u00f9 reclamati, sono il simbolo di un\u2019<\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>identit\u00e0 strappata<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\">. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">E\u2019\u00a0<\/span>uno spettacolo che non fa sconti a nessuno. <span style=\"color: #262626;\">La narrazione parte dalle politiche attuate dal fascismo di Italianizzazione delle terre di confine italo-jugoslave di Istria e Dalmazia, con persecuzioni e discriminazioni ai danni dei cittadini di lingua e cultura slava. Dopodich\u00e9 prosegue fino alla Seconda Guerra Mondiale e al ribaltamento delle vicende, con l\u2019occupazione di queste terre da parte dei partigiani comunisti del Maresciallo Tito e le persecuzioni ai danni degli Italiani, le foibe e le stragi connesse, l\u2019annessione di queste terre alla Jugoslavia titina, la fuga della maggior parte degli italiani verso la loro nazione, dove si ritrovarono a vivere per anni in condizione di miseria e povert\u00e0 in campi profughi sparsi per la penisola italiana. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Per l\u2019artista \u00e8 un avvicinamento al teatro di narrazione. Un successo e 200 repliche ogni anno in cui magistralmente Cristicchi unisce il teatro civile al suo mondo cantautorale: <\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>un musical civile<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\">. Quest\u2019opera nasce con un motivo di fondo: far emergere un capitolo da troppo tempo insabbiato e scomodo della storia d\u2019Italia; far venire la voglia di approfondire. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Le <\/span><span style=\"color: #201f1f;\">canzoni non sono retoriche e danno importanza alla memoria, per una vicenda, come questa, senza colore politico: <\/span><span style=\"color: #262626;\">valori familiari, dal basso, perch\u00e9 tutta la vicenda sostanzialmente parla di cose accadute alla povera gente, intere famiglie che se ne andavano. Oltre ai mobili spuntano le lettere d\u2019amore o le pagelle scolastiche: sembra di entrare nelle abitazioni delle persone, nell\u2019intimit\u00e0 dei profughi. Nello spostamento da un magazzino all\u2019altro, tutte queste cose si sono mescolate tra loro, come un terremoto, come un\u2019ulteriore distruzione di un\u2019identit\u00e0. La costruzione della poetica teatrale sembra voglia proteggere, risarcire o riabilitare cose, vicende o situazioni ingiustamente violentate dalla storia, ridare dignit\u00e0 a situazioni consunte. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli esuli sono un popolo cos\u00ec vasto che comprende tutti. Questa storia non ha colore politico.<span style=\"color: #262626;\"> A guerra finita, gli istriani si sono sentiti improvvisamente stranieri indesiderati, drammaticamente anche in Italia; <\/span>per la maggior parte hanno poi votato Dc, sempre strumentalizzati dalla politica per prendere voti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Ma di fronte ad un tentativo cos\u00ec coraggioso di raccontare una tragedia, che ha sradicato 350.000 italiani da una regione della Penisola ceduta come bottino di guerra agli jugoslavi, puntando sull\u2019umanit\u00e0 e sulla compassione civile, ci sono state molte reazioni isteriche, fuori luogo e oggettivamente coincidenti col teppismo: come al solito quando si tratta questo tema e quando i \u201ccontestatori\u201d si ritengono depositari dell\u2019unica \u2018verit\u00e0\u2019 possibile per tutti, pena altrimenti la <\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>censura fascistoide<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A Trieste per proteggere la prima teatrale sono arrivate le camionette dei Carabinieri. Fuori del Teatro Rossetti un folto gruppo di contestatori stigmatizzava la \u2018scorrettezza\u2019 storica del lavoro di Cristicchi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Ma ancora peggio e fatto di inaudita gravit\u00e0 riguardo alla <\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>libert\u00e0 di espressione<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\">, al teato Aurora di Scandicci quelli di &#8220;Firenze Antifascista&#8221; sono saliti sul palco in 50 prima dello spettacolo e su un grande striscione hanno scritto: &#8220;La storia non \u00e8 una fiction\u201d. Sono persone tutte riconducibili agli ambienti dei centri sociali e hanno interrotto lo spettacolo lanciando volantini, impedendone al pubblico la visione. In sala c&#8217;erano anche esuli istriani e dalmati.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Un atto di <\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>arroganza intollerabile<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\">, quello di occupare uno spazio, come un teatro, per manifestare contro un musical civile che ha riscosso un consenso trasversale per la sua obiettivit\u00e0 e per il suo valore artistico. Prova ne sia che la Rai lo ha trasmesso sul primo canale televisivo in occasione della Giornata del Ricordo, al fine di mantenere viva la memoria in ordine a dei fatti storici sulla cui gravit\u00e0 vi \u00e8 stato un colpevole silenzio delle istituzioni durato oltre cinquant&#8217;anni. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Lo spettacolo <\/span><span style=\"color: #262626;\"><i>Magazzino 18<\/i><\/span><span style=\"color: #262626;\"> non criminalizza la Resistenza. Racconta alcune zone &#8216;grigie&#8217;, scheletri nell&#8217;armadio con cui \u00e8 venuto il tempo di fare i conti. Ma evidentemente per gli oltranzisti duri e puri questo \u00e8 impossibile. Un lavoro di ricerca che ha portato Cristicchi, negli anni, a frequentare molti confini delle vite degli uomini e che viene stupidamente e in modo autoritario bloccato dalla solita pestilenziale mentalit\u00e0 assolutistica e prevaricatrice di chi si autodefinisce con il termine, questo s\u00ec parossisticamente fuori dal tempo e ora pi\u00f9 che mai carico di bieca prepotenza, \u201cantifa\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Questi facinorosi hanno visto dietro lo spettacolo una manipolazione della realt\u00e0 voluta da chiss\u00e0 quale \u201clobby massonica\u201d, mentre per essi le foibe sono state un atto giusto da parte dei partigiani: giusto buttare in quelle buche italiani, squadristi, fascisti, un centinaio di preti. Chiss\u00e0 poi cosa c&#8217;entravano i preti con il fascismo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Non basta. Alla luce delle polemiche di quei giorni, alcuni esponenti dell\u2019Anpi hanno tolto all\u2019artista la tessera onoraria, che in passato gli avevano attribuito come riconoscimento \u2018culturale\u2019, a mo\u2019 di esempio per chiunque in futuro faccia deroghe al dettato della <\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>loro<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\"> verit\u00e0 storica. Auspico un paese in cui ci sia possibilmente una memoria condivisa: come esiste sull\u2019Olocausto, dovrebbe esistere anche per queste persone che sono state sotterrate da sessant\u2019anni di silenzio. E l\u2019orrore, sono sicuro, \u00e8 che qualcuno pensi che le foibe siano stato un atto giusto, una conseguenza o una vendetta ai vent\u2019anni di soprusi del Fascismo: questo \u00e8 abominevole. <\/span><span style=\"color: #201f1f;\">N<\/span><span style=\"color: #262626;\">on si pu\u00f2 giustificare un crimine con un altro crimine. Io credo che vadano condannati entrambi i crimini, senza metterli in relazione tra loro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad alcuni non andava gi\u00f9 che questa storia fosse raccontata da un artista vicino alla sinistra. Ma alla sinistra va imputato il fatto di aver lasciato che questa storia diventasse patrimonio della destra. Non \u00e8 una storia di destra o di sinistra. \u00c8 una storia di gente, italiana, che ha davvero pagato per tutti. Ed \u00e8 ora che si conoscano davvero i fatti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Cristicchi si macchia cos\u00ec di una grave colpa: alimenta &#8220;una propaganda anti-partigiana&#8221;.La tragedia degli esuli giuliano-dalmati fa ancora paura, il suo <\/span><span style=\"color: #262626;\"><i>j&#8217;accuse <\/i><\/span><span style=\"color: #262626;\">\u00e8 rivolto a quelli che hanno voluto rimuovere questa storia. La Dc e il Pci, in primis su tutti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #242424;\">Ad un\u2019anziana signora, esule istriana,\u00a0\u00e8 stato chiesto, alla fine dello spettacolo di Scandicci, un<\/span><b> <\/b><span style=\"color: #242424;\">commento :<\/span><span style=\"color: #242424;\"><i>\u201cNoi siamo rimasti senza parole a vedere raccontata la nostra storia rimasta nascosta per pi\u00f9 di cinquant\u2019anni, in questo spettacolo in cui ci rispecchiamo molto. Ci sentiamo <\/i><\/span><span style=\"color: #242424;\"><i><b>italiani<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #242424;\"><i> due volte. Una per essere rimasti attaccati e non aver rinunciato alle nostre origini e due per essere riusciti a ricominciare una nuova vita qui nonostante le sofferenze. <\/i><\/span><span style=\"color: #242424;\"><i><b>I giovani non devono dimenticare<\/b><\/i><\/span><span style=\"color: #242424;\"><i>.\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Occorrerebbe fare un parallelo attuale tra l&#8217;esodo di un popolo e i cosiddetti rifugiati del nostro tempo.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Successe all\u2019epoca che a Bologna in segno di spregio rovesciarono il latte destinato ai bambini stipati in quello che veniva chiamato dai miei concittadini (della allora citt\u00e0 pi\u00f9 rossa d\u2019Italia) &#8220;il treno della vergogna\u201d. Quello che trasportava i profughi istriani in fuga e che sost\u00f2 alla stazione per una notte, sigillato e lugubre, iconografia ormai classica dei deportati, proprio come ci rimandano le stesse immagini dell\u2019olocausto nazista con i carri da bestiame pieni di ebrei destinati ai lager. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oggi per\u00f2 essi non riescono a fare differenze, anche banali, tra chi si traveste da \u2018migrante\u2019 in fuga da una guerra e chi davvero \u00e8 scampato alla morte. I cittadini della citt\u00e0 pi\u00f9 \u201ccomunista\u201d d\u2019Italia (c\u2019\u00e8 da riderne) accolgono tutti e non si sognerebbero mai di versare il latte a terra in segno di offesa. Anzi si sentono \u201cmigliori per tradizione o pedigree\u201d, con idee compiaciute sulla propria umanit\u00e0. Inteneriti da chiunque eserciti con perizia il mestiere del rifugiato. Una retorica infinita.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #262626;\">Se vedono un <\/span><span style=\"color: #262626;\"><b>italiano che rovista nella spazzatura<\/b><\/span><span style=\"color: #262626;\"> non provano nessuna emozione: questa \u00e8 solo l\u2019immagine meritata di un Occidente colpevole e in decadenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICHELE VIETRI (ARS Bologna) \u00abCi chiamavano fascisti \u2013 recita un verso della canzone dello spettacolo \u2013 eravamo solo italiani, italiani dimenticati in qualche angolo della memoria, come una pagina strappata dal grande libro della storia\u00bb. Simone Cristicchi \u00e8 stato insignito alla Camera dei Deputati, ieri 21 dicembre 2015, del premio \u201cNORMA COSSETTO \u2013 10 FEBBRAIO\u201d per il controverso e coraggioso spettacolo teatrale-musicale Magazzino 18 . 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