{"id":15022,"date":"2016-02-23T13:08:41","date_gmt":"2016-02-23T13:08:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15022"},"modified":"2016-02-23T13:08:41","modified_gmt":"2016-02-23T13:08:41","slug":"in-pensione-sempre-piu-tardi-ma-ci-aspetta-una-vecchiaia-da-malati-cronici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15022","title":{"rendered":"In pensione sempre pi\u00f9 tardi ma ci aspetta una vecchiaia da malati cronici"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ottimo contributo del nostro lettore <strong>Bruno Lazzarin<\/strong> di Torino<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propongo in forma grafica i dati ufficiali tratti da \u201caperto.comune.torino.it\u201d dei decessi dell\u2019area torinese relativi all\u2019anno 2011 (non ho trovato dati pi\u00f9 recenti). I dati estrapolati sono relativi ai decessi per et\u00e0 compresa tra i 50 e 99 anni, cio\u00e8 quelli relativi alla popolazione prossima alla uscita dal lavoro o gi\u00e0 in pensione, senza distinguere tra popolazione maschile e femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho escluso gli ultra centenari perch\u00e9 rappresentano casi particolari (cio\u00e8 persone che debbono la longevit\u00e0 alla loro eredit\u00e0 genetica, alle\u00a0 condizioni ambientali e stili di vita idonei al conservarsi in salute, oppure malati cronici gravi mantenuti in vita con avanzate tecniche mediche) di cui si pu\u00f2 anche dubitare dell\u2019esattezza del dato anagrafico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente nel 2011 ci sono stati 9211 decessi nella fascia di et\u00e0 presa in considerazione, altri 107 decessi ricadono nella fascia dei centenari. L\u2019incidenza in percentuale dei decessi per et\u00e0 rapportata al numero complessivo porta al seguente grafico:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI-2011TORINO.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15145\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15145\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI-2011TORINO-300x127.jpg\" alt=\"DECESSI 2011TORINO\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI-2011TORINO-300x127.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI-2011TORINO.jpg 634w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto strettamente matematico il 50% dei decessi si raggiunge ad 82 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI_PERC_PER_ETA.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15146\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15146\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI_PERC_PER_ETA-300x159.jpg\" alt=\"DECESSI_PERC_PER_ETA'\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI_PERC_PER_ETA-300x159.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DECESSI_PERC_PER_ETA.jpg 634w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conosco quali siano i parametri utilizzati per definire l\u2019aspettativa di vita. Su alcuni articoli di giornali si parla di 79 anni. Questo significa, ritornando al grafico precedente, che circa il 40% della popolazione anziana non raggiunge questo traguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se aggiungiamo al grafico in questione i riferimenti alla soglia di pensionabilit\u00e0, rappresentata con la linea verde, della Riforma Fornero\/Monti, e la linea di tendenza degli indicatori delle malattie croniche tratti da uno studio di Medicina Sociale dell\u2019et\u00e0 senile (Alessandro Sartorio e Giancarlo Silvestri \u2013 anno 2001), rappresentata con la linea in rosso, per simulare l\u2019incidenza in percentuale dell\u2019insorgenza di patologie gravi con penalizzazione della qualit\u00e0 della vita, perveniamo alla seguente rappresentazione grafica:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/INCIDENZA_MALATTIE-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15148\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15148\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/INCIDENZA_MALATTIE-1-300x156.jpg\" alt=\"INCIDENZA_MALATTIE\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/INCIDENZA_MALATTIE-1-300x156.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/INCIDENZA_MALATTIE-1.jpg 663w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre all\u2019ovvio risparmio da Parte dello Stato nel ritardare per tutti l\u2019et\u00e0 pensionabile di circa 10 anni, si\u00a0 osserva quanto segue:<br \/>\na) Circa il 12% della popolazione\u00a0 muore prima di arrivare alla pensione (ulteriore risparmio\u00a0 alle casse INPS); b) Il 30% della popolazione superstite entra in pensione gi\u00e0 con patologie gravi tra cui cardiopatie e ipertensione arteriosa; c) L\u2019inabilit\u00e0 si accentua con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0: circa il 40% degli anziani tra 65 e 75 anni \u00e8 affetta da cardiopatie di cui il 20% con inabilit\u00e0 totale; d) La prevenzione e cura delle affezioni dell\u2019apparato cardiovascolare richiede attenzione alla qualit\u00e0 della alimentazione e adeguato esercizio fisico, requisiti difficilmente conciliabili con l\u2019impegno lavorativo.<\/p>\n<p>In aggiunta all\u2019insorgenza delle patologie debilitanti pocanzi citati, occorre considerare che dai 60 anni in poi sopraggiungono patologie come l\u2019artrosi, l\u2019osteoporosi, deficit visivo ed uditivo ecc. (riassumibili con l&#8217;espressione &#8220;acciacchi dell\u2019et\u00e0&#8221;) che fanno aumentare il rischio di incidenti: ad esempio il calo uditivo e della vista fanno aumentare l\u2019incidenza di infortunio\/morte sul lavoro; includerei anche l\u2019aumento del rischio negli spostamenti da e per il lavoro con auto propria (situazione generalmente diffusa per l\u2019inadeguatezza dei trasporti pubblici e la tendenza delle aziende a ricollocarsi sul territorio pi\u00f9 facilmente della possibilit\u00e0 del lavoratore di cambiare il proprio domicilio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggiore propensione dell\u2019anziano alle affezioni dell\u2019apparato respiratorio lo mettono a rischio per le condizioni climatiche e lavorative, l\u2019ipertrofia prostatica, che incide per il 50% degli uomini oltre i 50 anni, tende a peggiorare nei lavori prevalentemente sedentari aumentando il rischio di tumori maligni. Il diabete mellito colpisce il 20% dei soggetti con pi\u00f9 di 60 anni ed \u00e8 al 6^ posto tra le cause di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, a partire dai 60 anni si innesca tutta una serie di patologie che, se diagnosticate in tempo, non portano alla morte\u00a0 grazie alle cure mediche e chirurgiche (ad es. carcinoma alla mammella, dell\u2019endometrio, della prostata) ma che comportano, comunque, una grave penalizzazione della qualit\u00e0 della vita e una stretta dipendenza alla somministrazione di farmaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consentitemi una malignit\u00e0: pare proprio che in ambito della politica e del Governo si ragioni in termini puramente ragionieristici nel far quadrare il bilancio dell\u2019INPS dopo averlo saccheggiato senza nessun ritegno con una politica pensionistica iniqua e clientelare: ma dietro ai tagli di bilancio, alle riforme del lavoro e quant\u2019altro ci stanno le persone con il loro bagaglio di aspettative, di sofferenza, di malattia, di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il business che ruota intorno alla sanit\u00e0 ed alle spese assistenziali \u00e8 una voce con cui si determina il PIL di una nazione, quindi, paradossalmente, pi\u00f9 c\u2019\u00e8 gente bisognosa di medicine, ospedali, assistenza domiciliare e maggiore \u00e8 il PIL. Il welfare di una nazione dovrebbe essere valutato sulle condizioni di benessere della popolazione e non sulle condizioni di sofferenza e di indigenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cdiscutibile\u201d riforma pensionistica, fatta perch\u00e9 l\u2019Europa lo chiede (Deus vult!) sembra favorire l\u2019incremento ed il complessivo aggravamento di quel bacino di soggetti bisognosi di assistenza sanitaria, il quale, in considerazione della inconsistenza del Servizio Sanitario Pubblico, alimenta con i propri redditi e risparmi, il giro di affari delle assicurazioni sanitarie integrative, degli onorari dei medici e delle strutture di diagnostica nonch\u00e9 il settore dell\u2019assistenza domiciliare (coadiuvanti domestiche, badanti, servizi infermieristici e riabilitativi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare di pensione anticipata per i lavori usuranti (che certamente ci sono) apre la problematica della identificazione quali siano i criteri discriminanti: se ci sono indubbiamente delle remore a far lavorare sui tetti un carpentiere ultrasessantenne, ci sono anche problemi per l\u2019impiegato, che deve inserire ed elaborare dati al computer, per l\u2019impatto che l\u2019attivit\u00e0 ha sulla vista, lo stress e le difficolt\u00e0 di concentrazione oltre a dover stare\u00a0 seduto per tantissime ore, oppure per l\u2019insegnante sopraffatto dalla turbolenza delle scolaresche e dalle problematiche della \u201cbuona scuola\u201d; persino gli operatori dello spettacolo (che per me fanno un mestiere bellissimo a condizione di averne la capacit\u00e0) possono vantare ragioni per una pensione anticipata (e mi pare lo abbiano ottenuto).<\/p>\n<p>Il problema, secondo me, consiste piuttosto nella non\u00a0 idoneit\u00e0 a svolgere determinate mansioni con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 e la necessit\u00e0 di dedicare maggior tempo alle cure\u00a0 personali come il riposo e l\u2019adeguata attivit\u00e0 fisica. Vorrei sottolineare infine che le politiche aziendali mirano ad alleggerirsi dei lavoratori pi\u00f9 anziani sia perch\u00e9 vengono in parte sostituiti con giovani meno retribuiti e facilmente assoggettabili alle pretese aziendali, sia perch\u00e9 una azienda con prevalenza di giovani acquista maggiori apprezzamenti nel mercato azionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 50 anni si inizia un percorso lavorativo di emarginazione che tende ad escludere il lavoratore dalle fasi di formazione interna e di carriera e da quei settori di maggiore rilevanza per l\u2019azienda. Sintetizzando il concetto: le aziende tendono a liberarsi del lavoratore ancora prima che abbia raggiunto la condizione contributiva e di et\u00e0 precedenti alla riforma Fornero, mentre l\u2019entrata effettiva in pensione slitta sempre pi\u00f9 in l\u00e0 in funzione di una ipotetica aspettativa di vita (chiss\u00e0 cosa pu\u00f2 importare agli ammalati di cancro, che vanno sempre pi\u00f9 aumentando per l\u2019inquinamento e le porcherie che ci fanno mangiare, sapere che sono degli \u201csfigati\u201d mentre gli \u201caltri\u201d vivono pi\u00f9 a lungo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questo periodo di transizione di diversi anni, senza stipendio od ammortizzatori sociali, senza possibilit\u00e0 di trovare o svolgere in proprio del lavoro, al disoccupato (ormai non possiamo pi\u00f9 chiamarlo &#8220;esodato&#8221;) con pi\u00f9 di 60 anni di et\u00e0 ed pi\u00f9 di 35 anni di contributi non rimane altro che attingere ai propri risparmi e fare qualche lavoretto, rigorosamente in nero (stupendo!), nella prospettiva di ottenere un giorno (forse!) una pensione inadeguata, paragonabile quasi a quella sociale, decisamente squilibrata rispetto i versamenti effettuati ed iniqua confrontandola con quella\u00a0 dei pensionati di\u00a0 qualche anno prima che con 55 anni di et\u00e0 e 35 anni di contributi ricevono una pensione netta quasi uguale al loro ultimo stipendio (forse occorre fare qualche riflessione in merito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per quelli che potranno continuare a lavorare e andranno in pensione con i requisiti della \u201cFornero\u201d la situazione non sar\u00e0 poi molto pi\u00f9 rosea perch\u00e9 la pensione, rispetto all\u2019ultima retribuzione, sar\u00e0 fortemente penalizzata nonostante pi\u00f9 di 40 anni di contribuzione, con una verosimile prospettiva di \u201csopravvivenza\u201d (checch\u00e9 ne dicano gli analisti) ormai agli sgoccioli (perch\u00e9 non eliminare questo \u201cfastidioso\u201d problema con l\u2019eutanasia programmata?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se le persone anziane, che tanto sono di intralcio a certe aziende ed imprenditori, non possono ritirarsi dal mondo del lavoro, cosa succede ai giovani? Restano disoccupati, ovvio! O meglio, svolgono lavori saltuari (spesso nel sommerso) sottopagati, senza contributi e copertura contrattuale (\u00e8 questo il parametro con cui si misura il potenziale di sfruttamento, di dominio\u00a0 e di manipolazione delle masse).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico elemento di stabilit\u00e0 sociale, ora come ieri, risiede nella copertura economica dei genitori che posseggono una pensione ancora vecchia maniera, garantendo cos\u00ec ai giovani (e non pi\u00f9 tanto giovani) un tetto e da vivere, ma per quanto tempo ancora? Chi in una situazione di questo genere pu\u00f2 pensare di metter su famiglia? Poi diciamo che l\u2019accoglienza degli extracomunitari non solo \u00e8 un dovere sociale ma anche un business. Un affare? Si, certo, per gli affamatori dell\u2019alta finanza, per i banchieri e per i politicanti di mestiere corrotti e collusi, per le lobby e massonerie che stanno distruggendo la societ\u00e0 e perseguono la soppressione di tutti i diritti civili e della libert\u00e0 raggiunta in tanti anni di sacrifici, sofferenza e lotta.<\/p>\n<p>Sia ben chiaro, non ho nulla contro l\u2019accoglienza dei profughi e l\u2019impegno sociale, ma non posso non notare l\u2019ipocrisia di fondo tra chi pontifica la compassione e propugna l\u2019esigenza dei sacrifici, mentre briga per il proprio tornaconto, qui come altrove, massimizzando lo sfruttamento senza remore n\u00e9 morale, mettendo le basi per la povert\u00e0, l\u2019ingiustizia, l\u2019iniquit\u00e0 sociale, le dittature e le guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mando queste mie riflessioni nella speranza di riscuotere le coscienze. Il mio \u00e8 un caloroso invito al risveglio morale e di prendere coscienza della colossale menzogna che ci viene propinata ogni giorno dai nostri leader e dalla stampa. E\u2019 assolutamente indispensabile convergere su un fronte unico, costituito da quanti credono veramente nei principi e nei valori della Libert\u00e0 e della Democrazia, per intraprendere senza indugi una azione di ferma contrapposizione\u00a0 al decorso degli eventi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ottimo contributo del nostro lettore Bruno Lazzarin di Torino Propongo in forma grafica i dati ufficiali tratti da \u201caperto.comune.torino.it\u201d dei decessi dell\u2019area torinese relativi all\u2019anno 2011 (non ho trovato dati pi\u00f9 recenti). 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