{"id":15058,"date":"2016-01-02T00:07:30","date_gmt":"2016-01-02T00:07:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15058"},"modified":"2016-01-02T00:07:30","modified_gmt":"2016-01-02T00:07:30","slug":"lalienazione-culturale-e-geopolitica-di-un-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15058","title":{"rendered":"L\u2019alienazione culturale e geopolitica di un popolo"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO<\/strong> (ARS Emilia-Romgna)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte della Patria consumatasi l\u20198 settembre del \u201943 il popolo italiano \u00e8 entrato in una sorta di patologia, un disturbo che gli impedisce di percepire la propria continuit\u00e0 storico-culturale e la propria concretezza geo-politica, come se vivesse dentro una perenne irrealt\u00e0 dove la sua identit\u00e0 e la sua \u00a0indipendenza sono costantemente minacciate. Nonostante che lo sviluppo economico e le conquiste sociali, che dal dopoguerra lo accompagnarono fino agli anni \u201980, avrebbero dovuto rivelargli come autentica ed eroica la stoffa di cui \u00e8 fatto, il popolo sembra incapace di liberarsi da una continua insicurezza ontologica, come se una pluridecennale ipnosi collettiva avesse disgiunto la sua identit\u00e0 dalla sua esistenza e lo costringesse ad agire in modo contrario ai suoi interessi. Omologato dalle potenze vincitrici a una societ\u00e0 \u201caltra\u201d, il popolo si \u00e8 alienato, smarrito in una indifferente estraneit\u00e0 alla sua Costituzione e ai suoi ordinamenti, quasi ostile a se stesso, colpevolizzandosi fino ad abbandonarsi a degradanti manifestazioni di autorazzismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito di quel trauma l\u2019Italia, perdendo progressivamente la coscienza della continuit\u00e0 temporale e il senso della propria coerenza e coesione, s\u2019\u00e8 lasciata espropriare della sua storia pre e post unitaria, a cominciare dalle sue conquiste risorgimentali che, agevolate all\u2019epoca dalla potenza inglese, sono state minacciate dalla nuova potenza d\u2019oltreatlantico che, negli anni del dopoguerra, mise in atto il tentativo di sottrarre la Sicilia all\u2019Italia. Dopo aver privato il popolo, tramite gli apparati mass-mediatici, anche della libert\u00e0 di professare il suo amor patrio \u00a0se non come colpa di cui vergognarsi, un\u2019oligarchia di eurounionisti non eletti sta cancellando, poco alla volta e ambiguamente, anche i simboli unitari, come prova la loro silenziata decisione di eliminare, da poco pi\u00f9 di un anno, dallo stemma delle forze armate i nastri tricolori e le sciabole incrociate, simbolo a ricordo dell\u2019epopea risorgimentale: l\u2019iniziativa genera il sospetto che si voglia indurre il popolo a doversi quasi vergognare\u00a0 di essersi dato uno Stato unitario, o avvertirlo di rinunciare a una nuova missione storica a cui la geografia e la politica lo destinerebbero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpa e vergogna che sembrano diventare assolute e metastoriche allorquando ci vengono imputate estendendole dalla storia recente fino a quella pi\u00f9 remota di significativo valore. L\u2019antica Roma repubblicana a cui, cinque secoli or sono, guard\u00f2 Machiavelli per riscoprire un fondamento alla patria, allo stato e all\u2019esercito popolare di leva, oggi \u00e8 stata quasi fatta scomparire dai libri di testo per una sorta di piaggeria culturale nei confronti della storiografia anglosassone, che ha distorto la nostra storia civile e istituzionale fin quasi ai nostri giorni. Infatti, quella che era ed \u00e8 l\u2019autentica tradizione autonomistica italiana delle Province e dei Comuni \u00e8 stata soffocata da una masnada di quisling designati da oligarchie straniere che ci ha imposto le regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto diktat angloamericano, le regioni, che la Costituzione del \u201948 con equilibrio aveva previste come unit\u00e0 di decentramento amministrativo, furono \u201cdegenerate\u201d in repubblichette-covo di corruttela e malaffare, e come tali accreditate con uffici autonomi presso l\u2019Unione europea per inchiodarci a una fragilit\u00e0 istituzionale permanente e al ricatto costante di balcanizzazione. Altro e non meno allarmante sintomo di questa alienazione civile e culturale \u00e8 l\u2019espulsione strisciante della nostra lingua dalle aule universitarie da parte di baronie politico-accademiche che impongono, provincialmente civettuole, la lingua straniera nelle lezioni, invitando al malvezzo \u00a0ora anche gli istituti superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non soltanto sul piano socio-culturale ma anche e soprattutto su quello geopolitico e militare agisce una pesante dissociazione che ha rimosso politicamente e diplomaticamente l\u2019Italia dalla sua intrinseca collocazione mediterranea e \u00a0l\u2019ha coartata ad aderire innaturalmente a una realt\u00e0 nord-atlantica, nei cui ranghi il nostro esercito \u00e8 stato obbligatoriamente coscritto. Questa alleanza, artificiosamente imposta, ci ha obbligati a intervenire militarmente su scenari africani e asiatici per difendere interessi stranieri come se fossero nostri, e addirittura a vantarci di queste intromissioni ostili e incostituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assurdi e vaniloquenti dibattiti sulla grande stampa ci hanno presentato come un vanto l\u2019appartenenza a un indefinito Occidente, costrutto anglosassone e nordamericano volto a diffondere la dottrina economica liberista e a difendere l\u2019economia di mercato spinta agli estremi. Ci viene imposto in maniera arbitraria e truffaldina di riconoscerci dentro una indeterminata identit\u00e0 \u201coccidentale\u201d di discutibile esistenza, proposta come altra rispetto a una \u201corientale\u201d, quando \u00e8 noto che l\u2019idea di Occidente \u00e8 stata partorita dal pensiero politico statunitense (dottrina Monroe) proprio per affermare e rafforzare l\u2019espandersi della potenza americana contro gli stati europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di questi specchi deformanti un popolo, creatore storico di concetti e istituzioni universali, stanziato al centro di un Mare su cui affacciano tre masse continentali con relative culture di cui per secoli ha costituito geniale sintesi, avrebbe il diritto e il dovere di\u00a0 respingere come insensati, estranianti e pericolosi schieramenti geo-politici e militari denotati Occidente e Oriente, di \u00a0sottrarsi ad appartenenze nordatlantiche o euroasiatiche, di ritrovare in se stesso le forze per liberarsi e riconquistare la sovranit\u00e0. L\u2019alienazione, insinuatasi subdolamente nel sentire comune, ha sospeso la capacit\u00e0 di autopercepirci come popolo, fino al punto da lasciarci paralizzati, incapaci di reagire davanti al dramma della Patria \u201c\u2026senz&#8217;ordine, battuta, spogliata, lacera \u2026\u201d di leggi e ordinamenti, di lavoro e giustizia, di lingua e di studi, di territorio e di esercito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (ARS Emilia-Romgna) Dopo la morte della Patria consumatasi l\u20198 settembre del \u201943 il popolo italiano \u00e8 entrato in una sorta di patologia, un disturbo che gli impedisce di percepire la propria continuit\u00e0 storico-culturale e la propria concretezza geo-politica, come se vivesse dentro una perenne irrealt\u00e0 dove la sua identit\u00e0 e la sua \u00a0indipendenza sono costantemente minacciate. 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