{"id":15104,"date":"2016-01-17T00:30:47","date_gmt":"2016-01-17T00:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15104"},"modified":"2016-01-17T00:30:47","modified_gmt":"2016-01-17T00:30:47","slug":"la-natura-della-moneta-nella-politica-economica-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15104","title":{"rendered":"La natura della moneta nella politica economica dello Stato"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>NICOLA DI CESARE<\/strong> (ARS Cagliari)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo di questo articolo \u00e8 fornire al lettore un quadro sinottico tecnico, non inficiato da opinioni di qualsivoglia natura, utile a identificare le possibilit\u00e0 di utilizzo della moneta e le relative conseguenze macroeconomiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno Stato ha unicamente tre modi per finanziare le proprie spese: tassare, ricorrere al debito, stampare moneta e dunque monetizzare il debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa affermazione \u00e8 tecnicamente corretta ma non dice nulla sulla propriet\u00e0 della moneta; quando ci si riferisce a soluzioni di politica monetaria, \u00e8 infatti indispensabile precisare la natura della moneta in questione perch\u00e9 in funzione del tipo di moneta in gioco gli effetti scaturenti da tali politiche sono enormemente differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo ma non secondario elemento determinante \u00e8 la natura del tessuto produttivo su cui impattano le diverse politiche monetarie; inoltre, come sappiamo, dalla natura della moneta dipende anche l\u2019architettura e il funzionamento del sistema di distribuzione della moneta che partendo dalle funzioni della Banca centrale permeano tutto il sistema degli intermediari creditizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La moneta pu\u00f2 essere dunque di due tipi: Privata o Pubblica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla di moneta privata quando una legge dello Stato cede la propriet\u00e0 della moneta (cartacea o elettronica) in forma prevalente a delle persone giuridiche, imprese di tipo creditizio, la cui propriet\u00e0 pu\u00f2 anche non afferire a gruppi industriali di varia natura. In questo caso la moneta cessa la sua natura di \u201cbene pubblico\u201d e si comporta esattamente come un qualsiasi bene-merce privato. Per essere pi\u00f9 chiari, la moneta \u00e8 posseduta solo da alcuni soggetti privati che in regime di economia aperta non sono necessariamente cittadini nazionali ma pi\u00f9 spesso stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la moneta \u00e8 di tipo privato, come nei casi verificatisi fino ad oggi, i suoi proprietari decidono, in totale autonomia dagli stati che l\u2019adottano, in che quantit\u00e0, quando e a che prezzo emetterla e le loro decisioni sono totalmente influenzate dalle forze agenti sui mercati finanziari e dei beni.<br \/>\nIn questo caso non si pu\u00f2 parlare di politica monetaria, in quanto gli agenti pubblici non possono agire in alcun modo sulla gestione del bene-moneta ma sono dei semplici \u201cpolicy-taker\u201d, anche nel caso in cui il concessionario privato decidesse di non rispettare le regole fissate per la concessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esempio pi\u00f9 lampante di moneta privata \u00e8 quello dell\u2019Euro la cui propriet\u00e0 \u00e8 stata ceduta gratuitamente a una societ\u00e0 privata, la BCE, da un pool di banche centrali nazionali, anch\u2019esse di natura privata, tramite norme nazionali imposte da accordi governativi di carattere internazionale di natura non democratica (mai votate su base popolare e mai delegate a nessuna autorit\u00e0 di carattere elettivo). A testimonianza di ci\u00f2 potrete osservare il simbolo di Copyright \u00a9 stampato sui biglietti che avete in tasca; se fossero di propriet\u00e0 pubblica non avrebbero necessit\u00e0 di essere tutelati dalle leggi sul diritto di autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora torniamo al primo capoverso e analizziamo gli effetti delle possibili politiche di finanziamento delle spese di uno Stato in regime di adozione di una moneta privata; in questo caso lo schema \u00e8 moneta privata\/banche private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A) Tassare<\/strong>. Non disponendo di moneta propria, lo Stato decide di sottrarre quota parte del reddito disponibile dei cittadini per sopportare interamente le proprie spese e di agire unicamente in regime di pareggio di bilancio. I cittadini devono ridurre spese e investimenti e approvvigionarsi di denaro sul mercato della moneta ai tassi che il mercato impone. Questo schema \u00e8 sostenibile solo nel caso in cui il tasso di crescita del PIL \u00e8 superiore al tasso d\u2019 interesse reale imposto dal mercato. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo in regime di economia aperta di stampo mercantile e cio\u00e8 di un\u2019economia in costante forte avanzo di bilancia e attraverso il continuo impoverimento dei salari sui quali sono scaricate eventuali guerre di competitivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>B) Ricorrere al debito<\/strong>. Lo Stato non pu\u00f2 mai garantire la restituzione del debito e dunque \u00e8 il mercato a decidere i tassi reali di interesse per l\u2019approvvigionamento di moneta. Tali tassi sono crescenti al crescere dello stock di debito. Considerato che i proprietari della moneta richiedono tassi di interesse reali positivi, ad ogni esercizio lo Stato, con sistematici avanzi primari, \u00e8 costretto, per onorare gli oneri sul debito, a sottrarre al sistema economico risorse che non possono essere reinvestite nel sistema stesso e che in genere finiscono per alimentare la speculazione all\u2019esterno dei confini del paese. Anche in questo caso lo schema \u00e8 insostenibile nel lungo periodo a meno che il tasso di crescita del PIL sia superiore ai tassi di interesse reali praticati dal mercato. In tal caso l\u2019aumento del gettito sarebbe in grado di ripagare il maggior servizio sul debito. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire solo in presenza di forti e costanti avanzi della bilancia (vedi caso A). Ogni piccola crisi internazionale manda a gambe per aria tutto il sistema economico per effetto delle pretese speculative dei mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C) Monetizzare il debito<\/strong>. Impossibile. Non \u00e8 lo Stato a poter emettere moneta in quanto non ne \u00e8 proprietario. In questo caso lo Stato non pu\u00f2 assurgere a garante di ultima istanza nei casi di crisi di debito pubblico o privato, fallimento del sistema bancario o di fallimenti a catena nell\u2019economia reale. Tutto il sistema economico \u00e8 sotto il ricatto dei mercati e pu\u00f2 essere spazzato via senza possibilit\u00e0 di salvezza. Ci\u00f2 comporta l\u2019espropriazione dei beni dello Stato da parte dei creditori privati: banche, riserve auree, terre, giacimenti, acque, porti, aeroporti, aziende, opere d\u2019arte, monumenti, strutture ospedaliere, universit\u00e0 e tutto ci\u00f2 che abbia un valore di mercato (vedere caso Grecia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ognuno di questi casi, il tasso d\u2019inflazione \u00e8 deciso dal mercato ovvero \u00e8 di natura comunque esogena. L\u2019agente pubblico non pu\u00f2 definire nessuna politica industriale ne\u2019 salariale ne\u2019sociale. L\u2019unico salario possibile \u00e8 quello compatibile con la competitivit\u00e0 sui mercati data dal livello di produttivit\u00e0 del sistema produttivo; l\u2019unica politica industriale possibile \u00e8 quella decisa a livello microeconomico sulla base delle convenienze dell\u2019investitore privato e dunque tendente alla delocalizzazione dei fattori meno efficienti; l\u2019unica politica sociale possibile \u00e8 quella compatibile con la capacit\u00e0 di spesa pressoch\u00e9 nulla. Allo Stato \u00e8 inoltre impedito di intervenire a correzione dei fallimenti di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo stesso schema rientra anche il caso di moneta nazionale privata, introdotto in Italia con la privatizzazione del sistema bancario che in cascata si \u00e8 riflessa nella privatizzazione della Banca d\u2019Italia i cui proprietari sono appunto le banche privatizzate. (<em>Legge Amato 30 luglio 1990, n. 218 e legge Dini 30 luglio 1994, n. 474<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora analizziamo gli effetti delle possibili politiche di finanziamento delle spese di uno Stato in caso di adozione di una moneta di natura pubblica. In questo schema la Banca centrale o Banca di emissione pu\u00f2 essere o meno partecipata dal sistema bancario nazionale che \u00e8 di prevalente propriet\u00e0 Statale ed ha la natura di Ente economico strumentale dello stato con poteri di vigilanza e di emissione di moneta ad alto potenziale con funzioni pi\u00f9 o meno derivanti dagli indirizzi del Ministero del Tesoro. (Schema adottato in Italia prima del 1981).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I. Tassare<\/strong>. In questo schema lo strumento della tassazione \u00e8 orientato unicamente ai seguenti obiettivi: il controllo del tasso di inflazione e del livello di crescita dell\u2019economia. Nel caso di mancata copertura delle proprie spese lo Stato pu\u00f2 agire con le modalit\u00e0 successivamente esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II. Ricorrere al debito<\/strong>. Lo Stato sceglie il ricorso al debito quando intenda mantenere costanti i livelli della massa monetaria. Lo Stato raccoglie moneta dal mercato o dal sistema bancario pubblico a un tasso reale deciso dallo Stato stesso in quanto debitore perfettamente garante; la raccolta \u00e8 prevalentemente interna e prevalentemente proveniente dal risparmio; lo Stato reimmette nel sistema economico la moneta raccolta secondo le linee di politica industriale, salariale e occupazionale desiderate. Il debito \u00e8 contratto in genere a tassi reali negativi ed \u00e8 nel lungo periodo autoestinguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>III. Monetizzare il debito<\/strong>. Lo Stato acquista direttamente dalla banca centrale la moneta necessaria alle proprie esigenze. La Banca Centrale espande il proprio bilancio stampando moneta e ricevendo in cambio dallo stato titoli di debito pubblico; il rendimento su questi titoli \u00e8 fittizio in quanto, essendo la BC di propriet\u00e0 dello stesso debitore gli oneri del servizio sul debito tornano nelle casse dello stato cos\u00ec come gli eventuali proventi da signoraggio. Un modo pi\u00f9 diretto \u00e8 utilizzare la stampa di moneta da parte della BC per finanziare direttamente il Conto Corrente di Tesoreria dello Stato senza l\u2019intermediazione del ricorso al mercato dei titoli di debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IV. Monetizzazione con biglietti di Stato<\/strong>. Lo Stato emette moneta cartacea senza ricorrere alla Stampa di Banconote da parte della Banca centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei casi III e IV lo Stato deve valutare attentamente se l\u2019espansione sconsiderata della base monetaria possa o meno provocare un eccessivo livello di sviluppo dell\u2019economia tale da provocare aumenti speculativi del livello dei prezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo presente la netta differenza tra un livello di inflazione voluto e controllato, quale motore di una economia in fase dinamica, e un aumento incontrollato del livello generale dei prezzi (fasi inflattive in accelerazione) si pu\u00f2 ricordare che quest\u2019ultimo pu\u00f2 avere due principali cause derivanti da un eccesso di liquidit\u00e0 nell\u2019economia reale; la prima scaturisce in conseguenza di situazioni in cui la domanda di lavoro \u00e8 superiore all\u2019offerta le quali generano tensioni rialziste dei livelli salariali che si ripercuotono poi sul tasso di inflazione; la seconda \u00e8 un aumento incontrollato dei prezzi degli input di processo di provenienza estera, ci\u00f2 che accadde in Italia con le due ravvicinate crisi petrolifere degli anni \u201973 e \u201979 del novecento. Moderatamente influente risulta invece essere l\u2019effetto inflattivo delle bolle speculative sulle attivit\u00e0 mobiliari e immobiliari le quali, semmai, possono indurre effetti fortemente deflattivi durante la loro fase di scoppio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tasso d\u2019inflazione controllato e voluto, costantemente superiore ai tassi di inflazione esteri \u00e8 sopportabile attraverso continue svalutazioni del cambio le quali hanno tre effetti principali. Il primo \u00e8 quello di aggiustamento della bilancia attraverso la riduzione delle merci importate; il secondo \u00e8 quello di rendere competitive le esportazioni senza dover attuare riduzioni dei salari che penalizzerebbero la domanda interna. Il terzo riguarda le scelte degli agenti economici che sono indotti a detenere meno liquidit\u00e0 e a investire maggiormente in un\u2019 economia reale dinamica con ridotti rischi di fallimento, creando cos\u00ec lavoro e sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado i rischi suesposti, il ricorso alle politiche III e IV \u00e8 tuttavia necessario all\u2019attuazione di politiche di sviluppo in situazioni di sottoccupazione, di fallimenti di mercato o carenza nei livelli infrastrutturali, nei casi in cui la scarsit\u00e0 di moneta ne precluda la possibilit\u00e0 di innesco, anche se da considerarsi molto delicate per l\u2019equilibrio economico del sistema in quanto conferiscono all\u2019agente pubblico un potere che pu\u00f2 essere utilizzato in senso speculativo e degenerare in malversazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo del potere di emissione da parte dell\u2019esecutivo va accuratamente definito con la costruzione di un giusto sistema di bilanciamento di poteri che devono tuttavia restare all\u2019interno dell\u2019alveo del controllo istituzionale di natura pienamente pubblica. Cionondimeno uno Stato sovrano pu\u00f2 comunque correggere eventuali effetti distorsivi ricorrendo ad operazioni monetarie di mercato aperto e ridefinendo politiche di bilancio attraverso il perseguimento di temporanei avanzi primari e secondari tali da raffreddare le tensioni speculative. A tale scopo lo Stato deve poter attuare politiche di limitazione delle manovre speculative finanziarie attraverso il pieno controllo dei mercati dei titoli e della moneta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al 1981, quando ingerenze politiche di carattere internazionale imposero l\u2019impossibilit\u00e0 per i governi di utilizzare a propria scelta la Banca d\u2019Italia come acquirente di ultima istanza sul mercato primario dei titoli di Stato, il debito pubblico dell\u2019Italia era stabile intorno al 68% del PIL, la met\u00e0 dell\u2019attuale; il resto si abbatt\u00e9 sull\u2019Italia nel 1992, con il Trattato di Maastricht, il quale , per consentire ai paesi dell\u2019Eurozona di entrare a far parte della moneta unica, viet\u00f2 esplicitamente alle Banche Centrali di concedere scoperti di conto corrente alle amministrazioni pubbliche, o di acquistare direttamente titoli di debito pubblico. Ci\u00f2 testimonia della bont\u00e0 e dell\u2019efficacia delle politiche monetarie sovrane adottate dall\u2019Italia fino ad allora, periodo in cui i bilanci pubblici si finanziavano a tassi reali negativi con indubbio vantaggio per l\u2019intero sistema economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa breve disamina \u00e8 stato tralasciato il ruolo regolatorio del Tasso ufficiale di sconto. La fissazione del TUS ha ovviamente dirette conseguenze sui tassi praticati sui titoli di Stato; in caso di moneta privata esso \u00e8 esogenamente imposto e non pu\u00f2 essere manovrato dai governi i quali devono accettarlo cos\u00ec com\u2019\u00e8; in caso di moneta pubblica risulta essere uno strumento di regolazione della domanda di moneta e influenza direttamente il costo del servizio sul debito da contrarre con operazioni di mercato aperto, rappresentando un ulteriore utile strumento per l\u2019attuazione delle politiche di bilancio e di politica economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 comprendere da quanto esposto, la privatizzazione della moneta che tutti oggi subiamo e di cui solo alcuni settori economici beneficiano in modo speculativo, presuppone di pari passo l\u2019estinzione dello Stato sovrano e la sua sostituzione con un regime dittatoriale basato sul potere delle forze di mercato anonime e apolidi che prescindono da qualunque sistema normativo giuridico costituzionalmente fondato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NICOLA DI CESARE (ARS Cagliari) L\u2019obiettivo di questo articolo \u00e8 fornire al lettore un quadro sinottico tecnico, non inficiato da opinioni di qualsivoglia natura, utile a identificare le possibilit\u00e0 di utilizzo della moneta e le relative conseguenze macroeconomiche. 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