{"id":15275,"date":"2016-02-24T00:10:38","date_gmt":"2016-02-24T00:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15275"},"modified":"2016-02-24T00:10:38","modified_gmt":"2016-02-24T00:10:38","slug":"putin-contro-lautodeterminazione-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15275","title":{"rendered":"Vladimir Putin e l&#039;autodeterminazione dei popoli"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>STEFANO ZECCHINELLI<\/strong> (giornalista e blogger)<\/em><\/p>\n<div id=\"delete-action\" style=\"text-align: justify;\">Il presidente russo, Vladimir Putin, ha criticato l\u2019operato di Lenin, leader bolscevico ed architetto della Rivoluzione russa. A detta di Putin le teorie leniniste sull\u2019autodeterminazione dei popoli sarebbero \u00a0una \u2018\u2019bomba atomica\u2019\u2019, la vera causa della distruzione dell\u2019Urss. La posizione di Putin \u00e8 impegnativa e non pu\u00f2 essere liquidata con poche battute. Per il capo del Cremlino <em>\u201c\u00e8 stato proprio questo modo di pensare <\/em><em>che ha portato al crollo dell\u2019Unione Sovietica\u201d<\/em>.<em><br \/>\n<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Putin non attacca l\u2019esperienza sovietica, ma rinviene nel leninismo la \u2018bomba\u2019 che ha fatto crollare l\u2019esperimento nazionalcomunista staliniano. Questa contrapposizione Lenin\/Stalin \u2013 contrapposizione reale \u2013 ha una sua precisa genesi storica ma, prima di dare le dovute spiegazioni, \u00e8 bene chiarire cosa intendesse Lenin per \u2018\u2019diritto delle nazioni all\u2019autodecisione\u2019\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per prima cosa chiariamo che cos\u2019\u00e8 una nazione. Una nazione secondo Stalin \u00e8 <em>\u2018\u2019<\/em><em> un\u2019entit\u00e0 stabile di linguaggio, territorio, vita economica, formazione psicologica, che si \u00e8 storicamente evoluta e si manifesta in una cultura comune\u2019\u2019 <\/em>(<em>Il Marxismo sulla Questione Nazionale e Coloniale<\/em>). Questa posizione venne accolta, pochi anni dopo, addirittura dal suo avversario storico, Leon Trotsky, il quale spiega che <em>\u201cla lingua \u00e8 lo strumento pi\u00f9 importante di comunicazione umana, e di conseguenza dell\u2019industria. Diviene nazionale insieme col trionfo dello scambio di merci che integra le nazioni. Su queste fondamenta lo Stato nazionale \u00e8 eretto come l\u2019arena pi\u00f9 conveniente, proficua e normale per il gioco delle relazioni capitaliste\u201d<\/em>\u00a0(<em>Storia della rivoluzione russa<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia Stalin che Trotsky concordarono nel ritenere \u2018\u2019la lingua\u2019\u2019 l\u2019elemento caratterizzante lo Stato nazionale, ma per Lenin i due teorici non coglievano un ulteriore aspetto importante. Nessuno negherebbe mai che la Svizzera sia uno Stato \u2018semi-indipendente\u2019 e sovrano ma \u2013 e faccio parlare il rivoluzionario russo \u2013 <em>\u201cIn Svizzera ci sono tre lingue statali, ma le leggi che sono sottoposte a referendum vengono stampate in cinque lingue, vale a dire, in due dialetti Romanici in aggiunta alle tre lingue statali. Secondo il censimento del 1900 questi due dialetti sono parlati da 38.651 dei 3.315.443 abitanti di Svizzera, cio\u00e8 da un poco al di sopra dell\u20191%. Nell\u2019esercito ufficiali e sottufficiali permettono la pi\u00f9 larga libert\u00e0 ai loro uomini di parlare nel loro linguaggio nativo. Nei cantoni di Graub\u00fcnden e Wallis (ciascuno con una popolazione poco sopra i centomila) entrambi i dialetti godono di un\u2019uguaglianza completa.\u201d <\/em>(<em>Commenti Critici sulla Questione Nazionale,<\/em>\u00a0ottobre-dicembre 1913).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019identit\u00e0 nazionale svizzera \u2013 il discorso si potrebbe estendere a tutte le nazioni che tutt\u2019oggi rivendicano la propria indipendenza \u2013 si \u00e8 forgiata durante il conflitto contro l\u2019impero austriaco, compattando i ceti popolari di quel paese, per questa ragione Lenin sostitu\u00ec la categoria staliniana di \u2018\u2019entit\u00e0 stabile\u2019\u2019 con quella di \u2018\u2019entit\u00e0 evoluta\u2019\u2019 facendo del conflitto di classe la forza motrice degli Stati nazionali a venire. La sua posizione, per quanto ne dica Putin, resta di grande attualit\u00e0 ed \u00e8 il punto di partenza per tutti coloro i quali vogliano lavorare ad una progettualit\u00e0 politica che spezzi l\u2019egemonia di Washington e dei suoi vassalli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rivendicazioni autonomiste possono essere definite democratico-borghesi, non socialiste, ma questo non imped\u00ec a Lenin di appoggiarle preservando, sapientemente, l\u2019indipendenza di classe del mondo del lavoro. Dall\u2019altro lato, il \u00a0leader bolscevico individu\u00f2 con grande anticipo nei vuoti slogan sulla \u2018\u2019cultura nazionale\u2019\u2019 un\u2019arma neocolonialista volta a disintegrare le nazioni. Putin ha letto questa eloquente pagina leninista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl risveglio delle masse dal loro torpore feudale, la lotta contro tutte le oppressioni nazionali, per la sovranit\u00e0 del popolo e per la sovranit\u00e0 delle nazioni, \u00e8 progressiva. Quindi, \u00e8 un dovere\u00a0vincolante\u00a0per un marxista mantenere la pi\u00f9 risoluta e coerente democrazia su tutti i punti della questione nazionale. Si tratta di un compito prevalentemente negativo. Ma il proletariato non pu\u00f2 andare oltre questo e appoggiare il nazionalismo, perch\u00e9 oltre a questo punto comincia l\u2019attivit\u00e0 \u201cpositiva\u201d della borghesia che si sforza di rafforzare il nazionalismo. Ecco perch\u00e9 il proletariato si limita, per cos\u00ec dire, alla richiesta negativa del riconoscimento del diritto all\u2019autodeterminazione, senza offrire garanzie ad alcuna nazione, e senza impegnarsi a concedere nulla a danno di altre nazioni.\u201d\u00a0 <\/em>(<em>Commenti critici sulla questione nazionale<\/em>)<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vladimir Putin salva dell\u2019esperienza sovietica due aspetti di cruciale importanza: <em>(1)<\/em> la geopolitica di potenza (da non confondere con l\u2019imperialismo: n\u00e9 l\u2019Urss e nemmeno la Russia, sono mai state imperialistiche ); <em>(2)<\/em> il compromesso con la Chiesa ortodossa. Per dare una coerente ideologia al suo progetto politico, ha dovuto conciliare i settori pi\u00f9 conservatori dello stalinismo russo rappresentati dal <em>Partito comunista della Federazione Russa<\/em> di Zjuganov, con i tradizionalisti, un tempo di destra, di cui il maggior esponente e pensatore \u00e8 Aleksander Dugin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, \u00e8 corretto ribadire l\u2019appoggio di molti progressisti alla lodevole opposizione geopolitica russa contro i progetti imperialistici nord-americani: molti intellettuali antimperialisti ed associazioni socialiste si sono affiancate, giustamente, alla Russia in questa lotta. Gli aspetti bivalenti si susseguono continuamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1922 Lenin si rivolge con grande durezza verso Stalin: <em>\u2018\u2019Perci\u00f2 l\u2019internazionalismo da parte della nazione dominante, o cosiddetta \u201cgrande nazione\u201d, deve consistere non solo nell\u2019osservare la formale uguaglianza tra le nazioni, ma anche una certa ineguaglianza che compensi da parte della nazione dominante, della grande nazione, l\u2019ineguaglianza che si crea di fatto nella realt\u00e0. Chi non l\u2019ha capito, non ha capito l\u2019atteggiamento realmente proletario verso la questione nazionale, ed \u00e8 rimasto, in sostanza, su una posizione piccolo-borghese, e perci\u00f2 non pu\u00f2 non scivolare ad ogni istante nella posizione borghese\u2019\u2019 <\/em>(<em>Sulla questione nazionale o della autonomizzazione<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Stalin ha cozzato frontalmente con la politica di Lenin in nome della salvaguardia \u2018\u2019patriottica\u2019\u2019 dello Stato proletario sovietico (in realt\u00e0 una inedita forma di \u2018socialismo burocratizzato\u2019), Putin mira a riconquistare le antiche sfere di influenza sovietica col fine di rafforzare il capitalismo russo. Scompare, per l\u2019attuale capo del Cremlino, la dicotomia \u2018destra\/sinistra\u2019 e Dugin diventa un ideologo di primo piano in questo progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come possiamo sintetizzare il pensiero di Dugin, quali sono i suoi aspetti pi\u00f9 importanti ? Lo storico Pier Francesco Zarcone ci ha fornito una sintesi eloquente del \u2018\u2019Dugin pensiero\u2019\u2019:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2018\u2019Giacch\u00e9 la Russia deve essere il motore (non immobile) della zona di \u201csua pertinenza\u201d per una vasta irradiazione lungo assi ben determinati e per l\u2019Europa occidentale, Dugin privilegia gli assi Mosca-Berlino e Mosca-Parigi. Per l\u2019Europa orientale (in senso lato), dato per scontato l\u2019inserimento di Bielorussia e Ucraina nell\u2019area russa, gli assi di Dugin sono due:\u00a0l\u2019asse Mosca-Ankara e quello Mosca-Caucaso. Dalla Turchia non si pu\u00f2 prescindere, anzi va valorizzata la sua alterit\u00e0 rispetto ai paesi dell\u2019Unione Europea. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli interessi turchi e gli obiettivi regionali di Ankara implicano che la Turchia entri in una dimensione multipolare, ed essi sarebbero meglio tutelati attraverso una partnership con la Russia (appianando i contrasti storici) e con l\u2019Iran.\u00a0L\u2019asse caucasico\u00a0riguarda un\u2019area oggettivamente difficile, per la pluralit\u00e0 di popoli con diverse religioni e culture, in virt\u00f9 delle quali il Caucaso \u00e8 un mosaico di elementi di civilt\u00e0 diverse. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Qui la soluzione prospettata da Dugin consiste nell\u2019abbandono dell\u2019opzione per Stati mono-etnici, e nel favorire invece la creazione di organismi federativi che lui definisce \u201cflessibili\u201d; un elemento a suo dire idoneo a favorire le coesistenze etico\/culturali al loro interno sarebbe l\u2019integrazione di questi organismi nel progetto strategico euroasiatico della Russia, la quale a tal fine realizzerebbe un sistema di semi-assi portanti:\u00a0 Mosca-Tbilisi, Mosca-Baku, Mosca-Erevan, e cos\u00ec via, e poi ulteriori semi-assi che si diramino non pi\u00f9 da Mosca ma dai singoli centri del Caucaso, come Baku-Ankara, Erevan-Teheran eccetera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per\u00a0l\u2019Asia Centrale\u00a0Dugin prevede la vera e propria integrazione strategica ed economica con la Russia onde farne un ponte verso paesi islamici come il Pakistan e l\u2019Afghanistan. L\u2019asse\u00a0Mosca-Teheran\u00a0nell\u2019ottica progettuale in questione \u00e8 di importanza primaria, in s\u00e9 e come punto di partenza per un\u2019irradiazione ulteriore. Con Teheran va quindi realizzata una partnership di lunga durata e un\u2019integrazione economica e militare da cui muovere in direzione di Islamabad e Kabul. L\u2019obiettivo sarebbe puntare a una vera e propria confederazione pakistano\/afghana legata sia a Mosca sia a Teheran. E per finire\u00a0l\u2019asse Mosca-Nuova Delhi, per stimolare un pi\u00f9 organico assetto federale coinvolgente tutti i gruppi religiosi ed etnici indiani\u2019\u2019.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I grandi blocchi geopolitici \u2013 se si vuole blocchi egemonici alternativi \u2013 prendono il posto della lotta antimperialista finalizzata a superare il capitalismo. La Russia \u00e8 uno Stato borghese ma il suo riposizionamento geopolitico \u00e8 utile alle Resistenze antimperialiste in Medio Oriente, e questo \u00e8 un dato di fatto che va riconosciuto. Putin \u00e8 in antitesi col leninismo: il leader russo ha ben fuso la \u2018\u2019dottrina Breznev\u2019\u2019 sulla \u2018\u2019geopolitica di potenza\u2019\u2019 con la difesa della grande cultura cristiano-ortodossa. Una elaborazione teorica e politica tutta interna al \u2018\u2019mondo post-sovietico\u2019\u2019.<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/esteri\/3173\/\">Qui<\/a> l&#8217;articolo completo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO ZECCHINELLI (giornalista e blogger) Il presidente russo, Vladimir Putin, ha criticato l\u2019operato di Lenin, leader bolscevico ed architetto della Rivoluzione russa. 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