{"id":15321,"date":"2016-02-12T11:07:53","date_gmt":"2016-02-12T11:07:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15321"},"modified":"2016-02-12T11:07:53","modified_gmt":"2016-02-12T11:07:53","slug":"crisi-bancaria-debito-pubblico-indebitamento-e-case-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15321","title":{"rendered":"CRISI BANCARIA, DEBITO PUBBLICO, INDEBITAMENTO E CASE DEGLI ITALIANI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per capire a fondo le dinamiche che ci circondano occorre estraniarsi dal rumore della cronaca e porsi sul piano storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo atteggiamento vale anche per capire cosa sta succedendo al sistema bancario italiano.<br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 trattato parte del cambiamento che ha avuto ad oggetto il sistema bancario italiano in altri due articoli che precedono il presente, <strong><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10157\">qui <\/a><\/strong>e <strong><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14983\">qui<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo quindi fatto gi\u00e0 presente come il processo di <strong>privatizzazione <\/strong>e <strong>concentrazione <\/strong>del sistema bancario sia stato imposto dall\u2019ideologia europeista che vuole far prevalere il modello dell\u2019\u201cECONOMIA SOCIALE DI MERCATO\u201d a discapito del modello \u201cKEYNESIANO\u201d contenuto nella Costituzione Italiana del 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 quindi voluto sostituire al modello \u201cdirigista\u201d, cio\u00e8 dello Stato che interviene nell\u2019economia anche attraverso il controllo della finanza e quindi del settore bancario, il modello del <strong><em>subdolo liberismo,<\/em><\/strong> incarnato, appunto, dall\u2019ideologia dell\u2019\u201ceconomia sociale di mercato\u201d teorizzata nel secondo dopoguerra in Germania e <a href=\"https:\/\/youtu.be\/rMkXG7KlTuI\">fatta coattivamente trasmigrare a rate nei trattati europei nel corso degli ultimi 50 anni:<\/a><\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rMkXG7KlTuI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si \u00e8 deciso di ignorare questo cambio di passo \u00e8 inutile continuare a leggere ci\u00f2 che segue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se invece si percepisce che \u201cqualcosa\u201d (leggi tutto) \u00e8 cambiato, allora si spera che il prosieguo della lettura sia utile a spiegare cosa \u00e8 successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era il <strong>1992<\/strong> quando il <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/ecb\/legal\/pdf\/maastricht_it.pdf\">trattato di <\/a><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/ecb\/legal\/pdf\/maastricht_it.pdf\">M<\/a><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/ecb\/legal\/pdf\/maastricht_it.pdf\">aastricht<\/a>, modificando il TCE, introduceva con l\u2019art. 105 n\u00b06 (poi traslato nell\u2019attuale <a href=\"http:\/\/europa.eu\/pol\/pdf\/consolidated-treaties_it.pdf\">art. 127 n\u00b0 6 del TUE<\/a>) questa norma: <em>\u201cIl Consiglio, deliberando all&#8217;unanimit\u00e0 su proposta della Commissione e previa consultazione della BCE, nonch\u00e9 previo parere conforme del Parlamento europeo, <strong>pu\u00f2 affidare alla BCE compiti specifici in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie<\/strong>, escluse le imprese d&#8217;assicurazione.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco spiegate le origini dell\u2019<strong>Unione Bancaria Europea<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovranno passare esattamente <strong>20 anni<\/strong> perch\u00e9 nel 2012, in un periodo caldissimo della storia economico-finanziaria, nonch\u00e9 politica, nella <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_DOC-12-7_it.htm\"><strong>DICHIARAZIONE DEL VERTICE DELLA ZONA EURO del 29 giugno 2012<\/strong><\/a> \u00a0venga deciso che:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><u>Affermiamo che \u00e8 imperativo<\/u><\/em><\/strong><em> <strong>spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. La Commissione presenter\u00e0 a breve proposte relative a un meccanismo di vigilanza unico fondate sull&#8217;articolo 127, paragrafo 6<\/strong>. Chiediamo al Consiglio di prenderle in esame in via d&#8217;urgenza entro la fine del 2012. Una volta istituito, per le banche della zona euro, un efficace meccanismo di vigilanza unico con il coinvolgimento della BCE, il MES potr\u00e0 avere facolt\u00e0, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Questa procedura si baser\u00e0 su un&#8217;appropriata condizionalit\u00e0, ivi compresa l&#8217;osservanza delle regole sugli aiuti di Stato, che dovrebbe essere specifica per ciascun istituto, specifica per settore ovvero applicabile a tutta l&#8217;economia e sar\u00e0 formalizzata in un memorandum d&#8217;intesa.\u201d<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 si sa, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/V3tFE-jtb90\">come ci ricord\u00f2 Mario Monti<\/a> nel febbraio del 2011 in una conferenza alla LUISS:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Non dobbiamo sorprenderci che l&#8217;Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell&#8217;Europa sono per definizione cessione di parti delle sovranit\u00e0 nazionali a un livello comunitario. \u00c8 chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettivit\u00e0 nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una crisi in atto visibile e conclamata [&#8230;] <strong>Ma quando la crisi sparisce rimane un sedimento, perch\u00e9 si sono messe in opera istituzione leggi ecc., per cui non \u00e8 pienamente reversibile.<\/strong><\/em>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 giugno del 2012, oltre al vertice della zona Euro, si tenne il <a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/131416.pdf\">CONSIGLIO EUROPEO <\/a><a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/131416.pdf\">da<\/a><a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/131416.pdf\">lle cui conclusioni leggiamo al punto 4<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>La relazione &#8220;Verso un&#8217;autentica Unione economica e monetaria&#8221; presentata dal presidente del Consiglio europeo, in cooperazione con i presidenti della Commissione, dell&#8217;Eurogruppo e della BCE, illustra i &#8220;quattro elementi costitutivi essenziali&#8221; della futura UEM: un quadro finanziario integrato, un quadro di bilancio integrato, un quadro integrato di politica economica e il rafforzamento della legittimit\u00e0 democratica e della responsabilit\u00e0. A seguito di aperte discussioni, durante le quali sono state espresse diverse opinioni, il presidente del Consiglio europeo \u00e8 stato invitato a <strong>elaborare<\/strong>, in stretta collaborazione con il presidente della Commissione, il presidente dell&#8217;Eurogruppo e il presidente della BCE, <strong>una tabella di marcia specifica e circoscritta nel tempo per la realizzazione di un&#8217;autentica Unione economica e monetaria, che comprenda proposte concrete volte a preservare l&#8217;unit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 del mercato unico dei servizi finanziari e che tenga conto della dichiarazione sulla zona euro e, tra l&#8217;altro, dell&#8217;intenzione della Commissione <u>di presentare proposte a norma dell&#8217;articolo 127<\/u>.<\/strong> Essi esamineranno ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto nell&#8217;ambito dei trattati vigenti e quali misure richiederebbero una loro modifica. Al fine di garantire la titolarit\u00e0 degli Stati membri, questi saranno strettamente associati alle riflessioni e regolarmente consultati. Sar\u00e0 inoltre consultato il Parlamento europeo. Una relazione intermedia sar\u00e0 presentata nell&#8217;ottobre 2012 e una relazione finale entro la fine dell&#8217;anno.\u201d<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, puntualmente, alla fine del 2012, la tabella di marcia veniva rispettata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo infatti dalle <a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/134369.pdf\">conclusioni del CONSIGLIO EUROPEO del 13\/14 dicembre 2012<\/a>:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"7\">\n<li>\n<blockquote><p><em> <u>Il meccanismo di vigilanza unico segna un passo qualitativamente importante verso un quadro finanziario pi\u00f9 integrato.<\/u> Il Consiglio europeo si compiace dell&#8217;accordo raggiunto in seno al Consiglio il 13 dicembre e invita i colegislatori a raggiungere celermente un accordo in modo da consentirne l&#8217;attuazione quanto prima possibile. <u>Ribadisce altres\u00ec l&#8217;importanza delle nuove norme relative ai requisiti patrimoniali delle banche (CRR\/CRD),<\/u> che costituiscono una priorit\u00e0 assoluta ai fini dell&#8217;elaborazione di un corpus unico di norme, e chiede a tutte le parti di adoperarsi per un accordo al riguardo e una rapida adozione. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><em> Il Consiglio europeo esorta i colegislatori ad approvare, prima di giugno 2013, le proposte di direttive sul <strong>risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sul sistema di garanzia dei depositi;<\/strong> da parte sua il Consiglio dovrebbe raggiungere un accordo entro la fine di marzo 2013. Una volta adottate queste direttive dovranno essere recepite dagli Stati membri in via prioritaria. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><em> Il Consiglio europeo auspica che la Commissione dia rapido seguito alle proposte del gruppo di esperti ad alto livello sulla struttura del settore bancario dell&#8217;UE. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><em> \u00c8 imperativo spezzare il circolo vizioso tra banche e Stati. A seguito della dichiarazione del vertice della zona euro di giugno 2012 e delle conclusioni del Consiglio europeo di ottobre 2012, occorre convenire quanto prima possibile nel primo semestre del 2013 un quadro operativo, compresa la definizione delle attivit\u00e0 preesistenti, cosicch\u00e9, <u>una volta istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico, il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 potr\u00e0 avere facolt\u00e0, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Ci\u00f2 sar\u00e0 fatto nel pieno rispetto del mercato unico.<\/u><\/em><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><em> In un contesto in cui la vigilanza bancaria \u00e8 trasferita effettivamente ad un meccanismo di vigilanza unico <strong><u>sar\u00e0 necessario un meccanismo di risoluzione unico, dotato dei poteri atti ad assicurare che qualsiasi banca in uno Stato membro partecipante possa essere assoggettata a risoluzione mediante gli strumenti opportuni. <\/u>Pertanto occorre accelerare i lavori concernenti le proposte di direttive sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sul sistema di garanzia dei depositi, in modo che possano essere adottate in linea con il punto 8. <\/strong>In tali questioni \u00e8 importante assicurare un giusto equilibrio tra paesi d&#8217;origine e ospitanti. La Commissione presenter\u00e0, nel corso del 2013, una proposta relativa a un meccanismo di risoluzione unico per gli Stati membri partecipanti al meccanismo di vigilanza unico, proposta che sar\u00e0 esaminata in via prioritaria dai colegislatori con l&#8217;intenzione di adottarla durante l&#8217;attuale mandato parlamentare. <strong><u>Questo meccanismo dovr\u00e0 preservare la stabilit\u00e0 finanziaria ed assicurare un quadro efficace per risolvere gli inadempimenti degli istituti finanziari tutelando nel contempo i contribuenti in un contesto di crisi bancaria.<\/u><\/strong> <strong><u>Il meccanismo di risoluzione unico dovrebbe basarsi sui contributi dello stesso settore finanziario e comprendere adeguate ed efficaci misure di sostegno. Queste ultime non dovrebbero avere implicazioni di bilancio nel medio termine assicurando che gli aiuti pubblici siano recuperati attraverso prelievi ex post nel settore finanziario<\/u>.\u201d<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto fin qui riportato evidenzia il fatto che <strong>gi\u00e0 dal 2012<\/strong> &#8211; quando, per chi ha poca memoria, <strong><em>mister<\/em><\/strong> \u201c<em>L\u2019Europa ha bisogno di crisi per fare passi avanti<\/em>\u201d (leggi Mario Monti) era il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana e in quella veste rappresentava in seno al Consiglio Europeo gli \u201cinteressi\u201d italiani \u2013 <strong>era tutto gi\u00e0 deciso su cosa fare del sistema bancario italiano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ci racconta che il percorso di consolidamento del progetto di Unione Bancaria Europea ha proceduto col pilota automatico fino ad oggi, senza che le elezioni politiche del febbraio 2013, i governi Letta e Renzi e l\u2019opposizione volutamente sterile del M5S, abbiano in qualche modo interferito in detto processo palesemente penalizzante per il sistema bancario italiano. Nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 arrivato al perfetto compimento, accompagnato da grottesche manifestazioni di giubilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/clip_image002.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15322\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15322\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/clip_image002.jpg\" alt=\"clip_image002\" width=\"287\" height=\"207\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo arrivati, quindi, tra direttive europee e leggi di recepimento, ad avere la (quasi) piena operativit\u00e0 dell\u2019Unione Bancaria Europea dal 01\/01\/2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in cosa consiste l\u2019Unione Bancaria Europea e quale impatto ha sul sistema bancario italiano?<br \/>\nTeoricamente l\u2019Unione Bancaria si fonda su tre pilastri:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il Codice Unico Europeo.\n<ol>\n<li><strong>Requisiti patrimoniali per il settore bancario<\/strong>: <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32013L0036&amp;from=EN\">Direttiva sull&#8217;accesso all&#8217;attivit\u00e0 degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (&#8220;direttiva sui requisiti patrimoniali &#8221; &#8211; CRD)<\/a> e <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32013R0575&amp;from=EN\">Regolamento relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento<span style=\"text-decoration: underline;\">.<\/span><\/a><\/li>\n<li><strong>Sistema di garanzia dei depositi: <\/strong><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32014L0049&amp;from=EN\">Direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi.<\/a><\/li>\n<li><strong>Risanamento e la risoluzione delle banche: <\/strong><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32014L0059&amp;from=EN\">Direttiva sul risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento.<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<li>Il meccanismo di vigilanza unico: <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32013R1024&amp;from=IT\">Regolamento del Consiglio che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi.<\/a><\/li>\n<li>Il meccanismo di risoluzione unico: <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/it\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32014R0806&amp;from=EN\">Regolamento relativo al meccanismo di risoluzione unico e al Fondo di risoluzione unico.<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La portata della <strong>normativa europea<\/strong> che ha un corpo di circa <strong>600 pagine<\/strong>, viene spiegata nei suoi caratteri essenziali in due documenti ufficiali del Governatore della Banca D\u2019Italia Ignazio Visco, rilasciati\u00a0 in occasione di altrettante audizioni avute presso le due Camere del Parlamento italiano: <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2014\/Visco_15122014.pdf\">alla 6a Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati del 15 dicembre 2014<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2015\/Visco-Audizione-20150422.pdf\">alla 6a Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato della Repubblica, avuta il 22 aprile 2015<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura integrale delle audizioni parlamentari del Governatore Ignazio Visco, agevola il compito di spiegare quale sia, agli effetti pratici, l\u2019adozione di tale complesso normativo, che ha letteralmente stravolto il sistema bancario italiano e che si colloca, come abbiamo accennato all\u2019inizio, nel pi\u00f9 importante quadro che identifica storicamente il cambio di passo ideologico che caratterizza il processo di europeizzazione del popolo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo qualche stralcio che evidenzia da un lato la <strong>forte portata ideologica <\/strong>dell\u2019intervento del Governatore e dall\u2019altro i tratti caratteristici della riforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla relazione alla Camera dei Deputati del 14 dicembre 2014:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Unione bancaria rappresenta un segnale di ripresa e continuit\u00e0 del progetto europeo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Unione racchiude in s\u00e9 benefici di ampia portata: dalla ripresa del processo di <strong><u>integrazione finanziaria tra i paesi membri<\/u><\/strong><u>, al c<strong>onsolidamento transfrontaliero del sistema bancario<\/strong>, all\u2019aumento del grado di <strong>concorrenza <\/strong>nel mercato del credito<\/u>; <u>con la necessaria gradualit\u00e0, <strong>contribuir\u00e0 ad allentare il legame tra banche ed emittenti sovrani<\/strong><\/u>. Questi benefici potranno essere colti pienamente e potranno tradursi in un maggior sostegno creditizio all\u2019economia reale <strong>se si accompagneranno a un ritorno alla crescita e a una decisa accelerazione nel cammino di integrazione europea.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La situazione particolarmente difficile che l\u2019economia italiana vive da sei anni ha pesato anche sul risultato degli stress test. Nello scenario avverso la caduta cumulata del PIL tra il 2008 e il 2016 (l\u2019anno finale dello stress test) sarebbe per l\u2019Italia di quasi 12 punti percentuali, pi\u00f9 elevata di quasi 8 punti rispetto a quella registrata in media dall\u2019area dell\u2019euro dal picco pre-crisi. <u>Sui risultati delle banche italiane, <strong>che posseggono un ammontare rilevante di titoli di Stato<\/strong>, hanno anche inciso le ipotesi particolarmente sfavorevoli <strong>circa le prospettive del mercato dei titoli pubblici<\/strong>, che prevedevano un immediato riacutizzarsi delle tensioni sui debiti sovrani dovuto al riemergere di timori sulla tenuta della moneta unica<\/u>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><u>I risultati dello stress test <strong>hanno inoltre fortemente risentito della parziale rimozione della possibilit\u00e0 di sterilizzare<\/strong> \u2013 attraverso un apposito filtro prudenziale \u2013 <strong>l\u2019effetto delle variazioni di valore dei titoli sovrani classificati nel portafoglio di attivit\u00e0<\/strong> disponibili per la vendita<\/u><\/em><em> (available for sale, AFS); <u>l\u2019impatto sul patrimonio delle banche \u00e8 risultato di circa quattro miliardi, di cui uno concentrato nella sola Banca Monte dei Paschi di Siena<\/u>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non \u00e8 stata invece effettuata alcuna \u201carmonizzazione\u201d delle altre discrezionalit\u00e0 nazionali, tra le quali figura, ad esempio, la possibilit\u00e0 di graduare nel tempo la deduzione degli avviamenti dal capitale di migliore qualit\u00e0 delle banche. <u>\u00c8 stato quindi adottato, <strong>con una decisione da noi non condivisa e contestata per le vie formali<\/strong>, un approccio asimmetrico alle discrezionalit\u00e0 nazionali. <strong>Va infine ancora una volta sottolineato che le banche italiane non hanno beneficiato del sostegno finanziario dello Stato, mentre per gli intermediari di altri paesi il supporto pubblico \u00e8 stato significativo. Secondo i dati pubblicati dall\u2019Eurostat, alla fine del 2013 l\u2019impatto di questi aiuti sul debito pubblico ammontava a quasi 250 miliardi in Germania, quasi 60 in Spagna, circa 50 in Irlanda e nei Paesi Bassi, poco pi\u00f9 di 40 in Grecia. In Italia il sostegno pubblico \u00e8 stato di circa 4 miliardi, 3 dei quali restituiti nel corso del 2014. Gli interventi effettuati all\u2019estero sono stati per lo pi\u00f9 completati prima che fossero adottate le pi\u00f9 stringenti regole europee previste, dal 2013, dalla disciplina sugli aiuti di Stato e dalla 7 direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche. Queste subordinano, di fatto, il sostegno pubblico al coinvolgimento dei creditori privati in caso di crisi (bail in)<\/strong><\/u><strong>.<\/strong> Regole di questa natura, contenute anche nel nuovo meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie, avranno conseguenze sul costo della raccolta bancaria sotto forma di obbligazioni, con implicazioni per il costo e la disponibilit\u00e0 di credito. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il credito a famiglie e imprese ha risentito pesantemente, non solo in Italia, della crisi finanziaria globale e di quella dei debiti sovrani.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla relazione al Senato della Repubblica del 22 aprile 2015:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La creazione del Meccanismo di risoluzione unico (Single Resolution Mechanism, SRM) rappresenta un ulteriore, essenziale tassello nel processo di costruzione dell\u2019Unione bancaria. Ad esso sono affidate sia le attivit\u00e0 di pianificazione (la predisposizione dei cosiddetti piani di risoluzione) \u2013 dirette a individuare, ex ante, le modalit\u00e0 con cui la crisi di ciascuna banca pu\u00f2 essere gestita \u2013 sia le attivit\u00e0 di vera e propria gestione delle crisi, nel caso in cui si manifestino. \u00c8 inoltre previsto un Fondo di risoluzione unico (Single Resolution Fund, SRF) destinato a partecipare al finanziamento degli interventi di risoluzione; il Fondo \u00e8 alimentato da contributi, progressivamente mutualizzati, versati dalle banche dei paesi partecipanti. Il Meccanismo sar\u00e0 pienamente operativo dal 1\u00b0 gennaio 2016. Le attivit\u00e0 preparatorie sono state avviate: il Comitato unico per la risoluzione (Single Resolution Board, SRB), al quale partecipano i rappresentanti delle autorit\u00e0 di risoluzione nazionali, \u00e8 stato costituito; nel corso dei prossimi mesi sar\u00e0 avviata la predisposizione dei piani di risoluzione, un compito che il regolamento istitutivo del Meccanismo prevede, infatti, gi\u00e0 per quest\u2019anno; si stanno definendo le modalit\u00e0 operative concrete. Anche il Meccanismo di risoluzione, come quello di vigilanza, \u00e8 basato su una ripartizione di competenze fra l\u2019autorit\u00e0 europea \u2013 il SRB \u2013 e quelle nazionali, in relazione alla tipologia degli intermediari. <u>Il SRB avr\u00e0 il compito di gestire le procedure di risoluzione delle banche qualificate come significative ai sensi del regolamento SSM e dei gruppi transfrontalieri; stabilir\u00e0 la strategia di risoluzione e gli strumenti da utilizzare in concreto per gestire la crisi di questi intermediari; in questo ambito, le autorit\u00e0 nazionali svolgeranno un ruolo istruttorio e cureranno l\u2019attuazione del programma di risoluzione. La decisione di avviare la risoluzione e la scelta degli strumenti da utilizzare sono di competenza del SRB, che dovr\u00e0 sottoporre alla Commissione europea il programma di risoluzione. Quest\u2019ultima pu\u00f2 approvare le proposte del SRB oppure chiedere modifiche del programma di risoluzione; ove le modifiche riguardino due aspetti specifici \u2013 l\u2019uso del Fondo di risoluzione e la presenza dell\u2019interesse pubblico \u2013 la Commissione dovr\u00e0 necessariamente interessare il Consiglio europeo, che sar\u00e0 chiamato ad approvare o rigettare la proposta del SRB. <strong>Il coinvolgimento della Commissione e del Consiglio, in quanto istituzioni dell\u2019Unione, tiene conto degli ineliminabili aspetti discrezionali delle scelte che riguardano la risoluzione; il loro ruolo \u00e8 tuttavia limitato all\u2019approvazione delle proposte che provengono dal SRB;<\/strong> <strong>se tali proposte non vengono accolte, dovr\u00e0 essere lo stesso SRB a individuare una nuova soluzione sulla base delle ragioni esposte dalle due istituzioni<\/strong><\/u><strong>.<\/strong> Il SRM rappresenta un passo ulteriore rispetto alla semplice armonizzazione prevista dalla direttiva in materia di risanamento e risoluzione degli enti creditizi (Bank Recovery and Resolution Directive, BRRD). Obiettivo dell\u2019accentramento delle funzioni di gestione delle crisi previsto dal SRM \u00e8 garantire omogeneit\u00e0 nella definizione delle politiche di risoluzione delle banche dell\u2019area; una gestione unitaria della crisi dei grandi gruppi bancari a operativit\u00e0 transfrontaliera consentir\u00e0 inoltre di superare le possibili sovrapposizioni o inefficienze connesse con l\u2019intervento di molteplici autorit\u00e0. Per l\u2019efficacia dell\u2019azione di risoluzione sar\u00e0 necessario evitare che la complessa struttura decisionale, che comunque caratterizza l\u2019SRM, ne rallenti i tempi delle decisioni. Per rendere possibile la risoluzione di intermediari molto grandi e complessi sar\u00e0 necessario dotare il Fondo di risoluzione unico di un adeguato backstop pubblico europeo, attivabile in breve tempo. Le risorse comuni eventualmente anticipate al Fondo dovranno essere comunque recuperate ex post a carico degli intermediari, coerentemente con un quadro normativo che ha l\u2019obiettivo di attribuire al settore privato l\u2019onere di sostenere i costi delle crisi. Il SRM avr\u00e0 a disposizione gli strumenti di risoluzione, alcuni dei quali innovativi, previsti dalla BRRD. <strong><u>Sar\u00e0 possibile procedere al trasferimento dei rapporti della banca in crisi a terzi acquirenti o a veicoli appositamente costituiti dalle autorit\u00e0, che potranno gestire temporaneamente tali rapporti in modo da preservare la continuit\u00e0 delle funzioni essenziali dell\u2019intermediario (\u00e8 il caso di una bridge bank) oppure acquisire le attivit\u00e0 deteriorate dell\u2019intermediario da sottoporre a procedure di realizzo e recupero (bad bank)<\/u>.<\/strong> Altri strumenti, utilizzabili in una fase preventiva, come le procedure di amministrazione straordinaria, gi\u00e0 ampiamente sperimentati nel nostro ordinamento, sono ora riconosciuti e valorizzati dal nuovo quadro regolamentare europeo. <u>Tra i nuovi principi stabiliti dalle regole europee sulla risoluzione quello certamente pi\u00f9 innovativo \u00e8 rappresentato dal <strong>bail-in, che prevede di mettere a carico degli azionisti e dei creditori dell\u2019intermediario le perdite emerse a seguito della crisi, prima di ogni eventuale sostegno pubblico che potr\u00e0 avvenire solo in casi estremi.<\/strong> <strong>Il passaggio da un mondo caratterizzato da un sostegno pubblico implicito a uno in cui sono in primo luogo gli azionisti e i creditori a sopportare le perdite limita gli oneri potenzialmente a carico della collettivit\u00e0<\/strong><\/u><strong>.<\/strong> L\u2019approccio adottato dalla BRRD prevede il potere di assoggettare a bail-in tutte le passivit\u00e0 diverse da quelle espressamente escluse (essenzialmente i depositi protetti, le passivit\u00e0 garantite da attivi emessi dalla stessa banca, i prestiti interbancari con scadenza originaria inferiore a sette giorni). <u>In questo nuovo regime occorrer\u00e0 evitare che si verifichino effetti indesiderati sulla stabilit\u00e0 finanziaria. Il bail-in potr\u00e0 influire sui costi e sulle modalit\u00e0 di raccolta delle banche; <strong>la stessa struttura del passivo andr\u00e0 modificata per assicurare che l\u2019ammontare di passivit\u00e0 potenzialmente oggetto di bail-in sia sufficiente ad assorbire le eventuali perdite<\/strong>, secondo quanto richiesto dalle regole e dalle prassi di risoluzione europee<\/u>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><u>Le banche dovranno, inoltre, adottare un approccio nei confronti della clientela coerente con il cambiamento fondamentale apportato dalle nuove regole, che <strong>non consentono d\u2019ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori. La clientela, specie quella meno in grado di selezionare correttamente i rischi, va resa pienamente consapevole del fatto che potrebbe dover contribuire al risanamento di una banca<\/strong> anche nel caso in cui investa in strumenti finanziari diversi dalle azioni, il che fa venir meno la certezza del mantenimento del valore del capitale investito fino ad ora radicata nella consapevolezza dell\u2019investitore<\/u><\/em><em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><u>In una fase caratterizzata dall\u2019inasprimento delle regole applicabili alle banche, lo sviluppo di fonti di finanziamento alternative al credito renderebbe il settore produttivo meno fragile. In questa direzione vanno le iniziative della Commissione europea, contenute nel libro verde sulla Capital Markets Union recentemente pubblicato, che intendono realizzare, entro il 2019, un mercato europeo dei capitali pi\u00f9 ampio e diversificato. Per realizzarlo bisogner\u00e0 anche porsi, almeno in prospettiva, obiettivi ambiziosi riguardo all\u2019<strong>armonizzazione di norme societarie, fallimentari e fiscali<\/strong>. <strong>Rientrano tra le misure previste dal libro verde la rivitalizzazione del mercato delle cartolarizzazioni di prodotti finanziari semplici, trasparenti e di agevole valutazione, la facilitazione della negoziazione transfrontaliera di titoli, la definizione di standard comuni per i collocamenti privati di alcune tipologie di passivit\u00e0 delle imprese<\/strong><\/u><\/em> <em>[&#8230;]. <\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comprensibile il disagio del lettore che si trova a dover assimilare cos\u00ec tante informazioni in cos\u00ec poco tempo e conseguentemente a cercare di dargli un senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8\u00a0 bene quindi anticipare una sintesi che permetta a chi ha avuto l\u2019avventura di leggere fin qui, di prendere fiato e prepararsi a ci\u00f2 che verr\u00e0 dimostrato pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci\u00f2 che \u00e8 importante capire \u00e8 che in questa delicata fase storica il sistema bancario italiano si trova schiacciato tra:<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>la voracit\u00e0 dei cannibali di Wall Street, che hanno da tempo fiutato il sangue versato nelle sofferenze bancarie, i cosiddetti NPL (no performing loan &#8211; crediti non performanti) e lo sgonfiamento della bolla immobiliare italiana che porter\u00e0 capitali stranieri a saccheggiare il patrimonio immobiliare italiano;<\/strong><\/li>\n<li><strong>la bramosia tedesca di fagocitare il sistema bancario italiano (dopo aver fatto strage di quello industriale) ritornando a fare terrorismo sul nostro debito pubblico, attraverso i titoli di Stato detenuti dalle banche a fronte della propria capitalizzazione. <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci\u00f2 che si \u00e8 deciso a Bruxelles con l\u2019adozione dell\u2019Unione Bancaria, ci ha quindi portato nel bel mezzo di una guerra tra gli Stati Uniti e la Germania, dove il campo di battaglia e il territorio da conquistare sono rappresentati dalla ricchezza degli italiani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attenzione a questo punto va rivolta principalmente ai seguenti temi, che impattano direttamente con l\u2019applicazione della riforma.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La gestione delle sofferenze bancarie &#8211; NPL (no performing loan &#8211; crediti non performanti).<\/strong>\n<ol style=\"list-style-type: lower-alpha;\">\n<li>Con la legge 130 del 1999 il legislatore italiano introduceva nel nostro ordinamento la possibilit\u00e0 di cartolarizzare i crediti. \u00c8 fondamentale leggere la <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg13\/lavori\/stampati\/pdf\/50580A.pdf\">relazione con cui veniva illustrato alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati<\/a> il disegno di legge del <strong>Governo Prodi<\/strong>, presentato dall\u2019allora ministro del Tesoro <strong>Carlo Azeglio Ciampi:\u00a0<\/strong><br \/>\n<blockquote><p><em>&#8220;ONOREVOLI COLLEGHI! \u2014 I recenti interventi legislativi nel settore del credito si sono realizzati su tre terreni: privatizzazione degli istituti di credito, riforma delle Fondazioni bancarie, disciplina della cartolarizzazione. [&#8230;] <u>Le operazioni di cartolarizzazione sono largamente e da tempo praticate nelle <strong>economie anglosassoni<\/strong><\/u>. Il tipo di crediti oggetto di cartolarizzazione sono stati dapprima i mutui fondiari, poi i contratti di leasing, quindi i debiti contratti con carte di credito ed altri ancora. Il trasferimento di attivit\u00e0 finanziarie da un intermediario ad un altro, a risparmiatori individuali o a fondi di investimento, <u>risponde all\u2019obiettivo di migliorare l\u2019efficienza allocativa del sistema finanziario<\/u>. Infatti, questa operazione consente una ricomposizione del portafoglio delle banche e una migliore specializzazione degli istituti di credito. <strong><u>Se la banca \u00e8 sottopatrimonializzata ai fini della vigilanza ed \u00e8 prossima al suo limite operativo, la cartolarizzazione e l\u2019alienazione di alcuni suoi crediti libera risorse finanziarie<\/u><\/strong> che la banca potr\u00e0 reinvestire in impieghi che essa stessa valuta possano avere un miglior rapporto rischio\/rendimento, senza che questo le faccia perdere il rapporto con il cliente suo creditore.<br \/>\n[&#8230;] Nelle esperienze estere, come si \u00e8 detto, i crediti oggetto di cartolarizzazione sono prevalentemente relativi a contratti standardizzati e crediti \u00ab buoni \u00bb, cio\u00e8 non incagliati o inesigibili. La cartolarizzazione non \u00e8 impiegata per lo smobilizzo dei crediti ad alto rischio o in sofferenza, ma come strumento per migliorare la struttura creditizia del mercato. <strong><u>Il disegno di legge, tuttavia, lascia ampio margine discrezionale nella scelta dei crediti che possono essere cartolarizzati, non escludendo la cessione di titoli di credito scarsamente solvibili.<br \/>\n<\/u><\/strong>[&#8230;] <u>La <strong>cartolarizzazione <\/strong>(securitization) consiste nella cessione di crediti che producono flussi di interessi pluriennali (cash flows) e nella successiva conversione di tali crediti in titoli negoziabili (cartolarizzazione in senso proprio) collocabili sul mercato (mercato secondario). A monte di tutta l\u2019operazione c\u2019\u00e8 un soggetto che contrae un debito con un altro soggetto, in genere una banca o un intermediario finanziario, ma che potrebbe anche essere un\u2019impresa industriale o commerciale. Il soggetto creditore che avvia il processo di cartolarizzazione \u00e8 detto cedente (in inglese originator). Quest\u2019ultimo aliena il titolo ad un altro soggetto, detto concessionario o socie\u00e0 veicolo (special purpose vehicle in inglese). La societ\u00e0 cessionaria, direttamente o attraverso un\u2019altra societ\u00e0, detta di emissione, emette titoli sul mercato secondario. La societ\u00e0 cessionaria-emittente, che chiameremo veicolo, ha personalit\u00e0 giuridica (di essa tratta l\u2019articolo 3). La societ\u00e0 veicolo \u00e8 costituita solo per emettere titoli sul mercato, il cui valore e il cui rendimento \u00e8 determinato esclusivamente dai crediti oggetto di cartolarizzazione. Se la societ\u00e0 veicolo realizza pi\u00f9 operazioni di cartolarizzazione (come \u00e8 consentito nel caso del disegno di legge in esame) ciascuna emissione di titoli ha a suo fondamento un lotto di crediti, in gergo detti \u00ab segregati \u00bb, acquistati dalla societ\u00e0 veicolo, ben definito, non modificabile e riferito esclusivamente ad ogni specifica emissione di titoli. Quindi, il titolo emesso dalla societ\u00e0 emittente non \u00e8 garantito dal capitale della societ\u00e0 stessa, il quale \u00e8 infatti di modesta entit\u00e0, ma dai crediti segregati. Gli acquirenti sul mercato secondario sono in genere investitori istituzionali, come fondi pensioni o altre banche, ma i titoli possono anche essere collocati in Borsa ed essere acquistati dal pubblico.<br \/>\n<\/u>[&#8230;]Il disegno di legge in discussione <strong>merita di essere urgentemente approvato<\/strong> perch\u00e9, come dicevo,<strong> l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese europeo a non disporre di una normativa sulla cartolarizzazione,<\/strong> con la conseguenza che tali operazioni, anzich\u00e9 avvenire in Italia, hanno gi\u00e0 cominciato e continueranno sempre pi\u00f9 ad essere realizzate all\u2019estero.<br \/>\nI vantaggi che tale operazione offre sono di due tipi: uno \u00e8 di carattere allocativo, l\u2019altro di sviluppo. Il vantaggio allocativo consiste nell\u2019ampliamento per le banche del ventaglio di scelta rischio-rendimento e delle possibili combinazioni di durata della struttura dell\u2019attivo; nel miglioramento dei loro ratios patrimoniali; infine, nella possibilit\u00e0 di disporre di una provvista alternativa, pi\u00f9 a buon mercato del capitale proprio. <u>Il secondo vantaggio deriva dalla possibilit\u00e0 che si sviluppino in Italia mercati connessi alle operazioni di cartolarizzazione, i quali, in assenza di una normativa che consenta tali operazioni, rimarrebbero asfittici o non nascerebbero neppure: penso al mercato delle <strong>societ\u00e0 cessionarie dei crediti e alle societ\u00e0 di rating<\/strong>.<\/u> <u>La possibilit\u00e0 di cartolarizzare i crediti bancari consentirebbe poi di affrontare <strong>un problema tipicamente italiano<\/strong>, che \u00e8 poco frequente all\u2019estero: la cartolarizzazione dei bad loans, vale a dire dei crediti incagliati o in sofferenza. Se la legge consentir\u00e0 di sciogliere questo nodo, tutelando il risparmio dei prenditori finali dei titoli, avr\u00e0 dato un contributo importante alla rivitalizzazione del sistema del credito, soprattutto nelle zone pi\u00f9 deboli del paese, nelle quali questo problema si presenta con maggior gravit\u00e0<\/u><\/em>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Un breve commento a questa relazione va fatto. Credo che questo sia l\u2019esempio pi\u00f9 lampante dello <strong>spirito anti-italiano<\/strong> che ha colpito il legislatore negli anni \u201890. Uno spirito prono agli <strong>interessi stranieri<\/strong> e alla <strong>legislazione anglosassone<\/strong>, che ha permesso lo smembramento prima dell\u2019industria pubblica e successivamente del sistema bancario italiani. \u00c8 una vergogna che una <strong>classe dirigente esterofila<\/strong> <strong>e traditrice<\/strong> abbia calpestato gli interessi nazionali con cos\u00ec tanta insolenza e nel silenzio generale.<br \/>\n<u>Dal 1999, comunque sia, lo schema anglosassone delle cartolarizzazioni venne recepito dalla legislazione italiana ponendo le basi normative per il <strong>futuro saccheggio straniero nelle sofferenze bancarie italiane<\/strong><\/u>.<\/li>\n<li>Abbiamo gi\u00e0 fatto notare come <strong>gi\u00e0 dal 2012 era tutto gi\u00e0 stabilito in seno al Consiglio Europeo su cosa fare del sistema bancario italiano.<br \/>\n<\/strong>Nel frattempo gli squali di Wall Street avevano gi\u00e0 fiutato il sangue a miglia e miglia di distanza e si preparavano ad azzannare alla giugulare il sistema bancario italiano sanguinante sotto i colpi dell\u2019Unione Bancaria Europea.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.pwc.com\/it\/it\/publications\/assets\/docs\/npl-market-1303.pdf\">Questa brochure del <\/a><a href=\"https:\/\/www.pwc.com\/it\/it\/publications\/assets\/docs\/npl-market-1303.pdf\"><strong>2013<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.pwc.com\/it\/it\/publications\/assets\/docs\/npl-market-1303.pdf\"> di una delle tante compagnie di consulenza chiarisce cosa intendo dire<\/a><a href=\"https:\/\/www.pwc.com\/it\/it\/publications\/assets\/docs\/npl-market-1303.pdf\">:<br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NPL-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15325\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-15325 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NPL-1-724x1024.jpg\" alt=\"NPL\" width=\"520\" height=\"735\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NPL-1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NPL-1-212x300.jpg 212w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NPL-1-768x1086.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NPL-1.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><\/li>\n<li>La voglia di speculazione delle banche d\u2019affari straniere, in particolare quelle USA, sulle sofferenze bancarie italiane, si \u00e8 chiaramente manifestata quando la <a href=\"https:\/\/www.fortress.com\/Default.aspx\">Fortress <\/a>ha acquistato, nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/14_agosto_10\/fortress-miliardo-sofferenze-banche-0ad1caf0-20a3-11e4-b059-d16041d23e13.shtml?refresh_ce-cp\">agosto del 2014, 1 miliardo di tali sofferenze <\/a><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/14_agosto_10\/fortress-miliardo-sofferenze-banche-0ad1caf0-20a3-11e4-b059-d16041d23e13.shtml?refresh_ce-cp\">e nel <\/a><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/notizie-ultima-ora\/Economia\/Uccmb-attesa-Bankitalia-pronto-business-plan\/07-07-2015\/1-A_018377933.shtml\">2015 ha addirittura assorbito il ramo di gestione crediti dell\u2019Unicredit<\/a>, che come sappiamo \u00e8 una delle due principali banche italiane.<br \/>\nMa anche <a href=\"https:\/\/www.blackrock.com\/investing?locale=en_US&amp;switch=y\">BlackRock<\/a>, il pi\u00f9 grande fondo di investimento al mondo, ha palesato il suo interesse nel settore bancario italiano <a href=\"http:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/blackrock-torna-a-farsi-vedere-tra-gli-azionisti-rilevanti-di-unicredit-201509251226523664\">diventando il primo azionista del gruppo Unicredit<\/a>.<\/li>\n<li>Risale al febbraio 2015, invece, <a href=\"https:\/\/www.imf.org\/external\/pubs\/ft\/wp\/2015\/wp1524.pdf\">un paper del Fondo Monetario Internazionale <\/a>dal titolo inequivocabilmente orientato: <strong>\u201c<em>Una strategia per sviluppare un mercato per Crediti in sofferenza in Italia\u201d.<br \/>\n<\/em><\/strong><strong><em><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/FMI.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15324\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-15324 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/FMI-791x1024.jpg\" alt=\"FMI\" width=\"520\" height=\"673\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/FMI-791x1024.jpg 791w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/FMI-232x300.jpg 232w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/FMI-768x994.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/FMI.jpg 1275w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/strong>Appare chiaro come dopo Wall Street &#8211; o forse su suo impulso &#8211; il FMI abbia ritenuto di intervenire nella vicenda del sistema bancario italiano mettendo nero su bianco dei \u201cconsigli\u201d normativi al Governo italiano, il cui dicastero economico era all\u2019epoca del paper, e ancora oggi, affidato ad una vecchia conoscenza del Fondo Monetario Internazionale: Pier Carlo Padoan.<br \/>\nUna <a href=\"http:\/\/www.nomisma.it\/index.php\/it\/newsletter\/focus-on\/item\/764-11-febbraio-2015-un-mercato-italiano-degli-npls\/764-11-febbraio-2015-un-mercato-italiano-degli-npls\">buona sintesi di questi consigli li ritroviamo in un focus sul paper redatto da Nomisma<\/a>, del quale riportiamo alcuni importanti passaggi:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em><u>una strategia per affrontare il <strong>problema della lunghezza delle procedure legali <\/strong>in modo da non penalizzare le banche.<\/u><\/em><em> L\u2019obiettivo di tali misure dovrebbe essere quello di rimuovere dai bilanci delle banche NPLs molto vecchi (ad esempio superiori a cinque anni); <u>Inoltre tali politiche dovrebbero consentire di <strong>liquidare pi\u00f9 facilmente le imprese non pi\u00f9 vitali<\/strong> (che non generano pi\u00f9 cash flow) e di ristrutturare quelle che, ancorch\u00e9 in difficolt\u00e0, siano considerate capaci di generare cassa per coprire il pagamento degli interessi.<\/u> <strong><u>Per queste imprese le banche potrebbero cancellare parzialmente i loro debiti oppure trasformare i loro crediti in partecipazioni.<\/u><\/strong><u><br \/>\n[&#8230;] <strong>Rimozione di impedimenti fiscali alla ristrutturazione dei crediti<\/strong>: l\u2019innalzamento del limite di deducibilit\u00e0 fiscale introdotto nel 2013 ha rappresentato un importante passo nella direzione di incentivare gli accantonamenti. <strong>Il sistema fiscale potrebbe andare oltre consentendo rettifiche e svalutazioni fiscali pienamente deducibili nello stesso esercizio come succede in altri paesi<\/strong> (non proprio attuabile visti i nostri problemi di gettito fiscale ndr). <strong>Inoltre le istituzioni pubbliche (istituti previdenziali, Equitalia, etc.) che vantano crediti verso debitori insolventi dovrebbero partecipare alla ristrutturazione (giudiziale e stragiudiziale) dei debiti. Mettere sullo stesso piano pubblico e privato dovrebbe incentivare tutte le parti ad ottimizzare gli sforzi di recupero del credito e promuovere una pi\u00f9 ordinata risoluzione delle insolvenze.<br \/>\n<\/strong><\/u><strong>Riforme legali per promuovere ristrutturazioni del debito giudiziali e stragiudiziali<\/strong>: <u>il pacchetto di riforme della giustizia proposto dal governo va nella giusta direzione.<\/u> <strong><u>Tuttavia ulteriori provvedimenti potrebbero ridurre l\u2019arretrato giudiziale ed accelerare le azioni esecutive. Per esempio si potrebbe ridurre il ruolo dei tribunali, attribuendo poteri di gestione della procedura di liquidazione ad amministratori senza la necessit\u00e0 di approvazione da parte del tribunale per quelle decisioni minori che non ledono i diritti dei creditori. I notai potrebbero essere abilitati a determinare i valori immobiliari e supervisionare le aste giudiziali, usando procedure standard e strumenti online.<\/u><\/strong> Seguire best practice guidelines per la ristrutturazione dei debiti potrebbe ulteriormente <strong>incentivare le soluzioni stragiudiziali.<\/strong> <strong><u>Come altri paesi hanno fatto, potrebbero essere utilizzati incentivi fiscali e di vigilanza per incentivare istituzioni finanziarie e debitori a raggiungere soluzioni stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti. La conversione dei crediti in partecipazioni (debt equity swap) dovrebbe essere incentivata<\/u>.\u201d<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Appare quindi cristallino quanto chiesto dal <strong>FMI<\/strong> al Governo Italiano per \u201crisolvere\u201d (virgolette d\u2019obbligo) il problema del nostro sistema bancario: <strong>operare sulle procedure esecutive immobiliari e sui fallimenti \u201cstribunalizzandoli\u201d, permettere alle banche di fagocitare le aziende dei propri debitori e introdurre agevolazioni fiscali per chi opera nel mercato degli NPL<\/strong>.<br \/>\nVerr\u00e0 fatto dal Governo Italiano quanto richiesto dal Fondo Monetario Internazionale (e da Wall Street)? S\u00ec, <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/europa\/notizie\/rubriche\/altrenews\/2016\/01\/27\/banche-ue-intesa-incentiva-a-liberarsi-di-npl-in-fretta_954d7c56-deaa-4ceb-910a-438f7b26cb19.html\" target=\"_blank\">dopo il parere favorevole dalla Commissione europea<\/a>, nel <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nL-LUcpfg-g\" target=\"_blank\">febbraio 2016<\/a><\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Considerazioni lato debitore.<\/strong>\n<p>Il gran fermento fin qui descritto relativo alle sofferenze bancarie italiane, scatenato dalle nuove norme sull\u2019Unione Bancaria Europea, ha finora considerato gli interessi dei creditori.<br \/>\nMa quale impatto avr\u00e0 tale sistema sui debitori italiani? La risposta non pu\u00f2 che essere lapidaria: <strong>catastrofico<\/strong>.<br \/>\nLa cartolarizzazione degli NPL, che dal lato creditore dovr\u00e0 produrre una speculazione sotto forma di rendita pluriennale da distribuire agli investitori, dal lato debitore comporter\u00e0 una pi\u00f9 pressante azione di recupero che, calata in un contesto di forte crisi economica e occupazionale, costringer\u00e0 ad una vita di stenti una moltitudine di cittadini italiani. E stiamo parlando sia dei crediti garantiti da ipoteca (senior) che di quelli non garantiti (junior).<br \/>\nTutti coloro che si troveranno ad avere un debito verso il sistema finanziario saranno destinati a diventare mucche da mungere fino al completo saldo di quanto dovuto. L\u2019era delle famose soluzioni a \u201csaldo &amp; stralcio\u201d sta per terminare, cedendo il passo all\u2019era delle \u201clacrime &amp; sangue\u201d.<\/li>\n<li>Se consideriamo che il passaggio dal sistema bancario precedente alla riforma degli anni \u201890 a quello attuale ha determinato una crisi da sovra-indebitamento (drogata a dismisura dall\u2019afflusso di capitali esteri), non sostenuta da una adeguata politica di sostegno dei redditi, dovuta a ricercate crisi occupazionali indotte dal sostegno dogmatico a politiche deflazionistiche, possiamo tranquillamente affermare che il disegno di espoliazione della ricchezza italiana, oltre ad essere unitario, \u00e8 doloso, studiato e perseguito da una classe dirigente esterofila e traditrice, sostanzialmente criminale.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<li><strong>I nuovi scenari relativi all\u2019assetto proprietario del patrimonio immobiliare italiano.<br \/>\n<\/strong>Se le sofferenze bancarie rappresentano un mercato estremamente appetibile per la finanza, non da meno \u00e8 l\u2019altro grosso affare costituito dal collegato mercato immobiliare.<br \/>\nSi tratta, nello specifico, degli immobili posti a garanzia dei debiti contratti.<br \/>\nL\u2019appetibilit\u00e0 \u00e8 dovuta anche al fatto che la bolla immobiliare italiana si sta sgonfiando velocemente e la forte disponibilit\u00e0 di immobili in vendita, dei quali una fetta consistente nell\u2019ambito delle\u00a0 numerosissime procedure esecutive e fallimentari pendenti presso tutti i tribunali del Paese, ne fa scendere il prezzo a livelli bassissimi.<br \/>\nIn questo scenario i fondi di investimento possono fare incetta di immobili in un mercato, quello italiano, unico al mondo per storia cultura e, quindi, valore.<br \/>\nComprare interi blocchi immobiliari a prezzi stracciati, magari approfittando di interventi normativi volti ad alleggerire il carico giudiziario delle aste e a favorire fiscalmente determinate procedure di vendita, rappresenta il miglior investimento per il capitale finanziario che vuole ancorare a solide fondamenta &#8211; \u00e8 proprio il caso di dirlo &#8211; una rendita derivante dalla gestione degli immobili (affitto).<br \/>\nQuesto scenario non \u00e8 affatto lontano dalla sua realizzazione, in quanto <a href=\"http:\/\/www.nomisma.it\/index.php\/it\/press-area\/comunicati-stampa\/item\/349-18-febbraio-2014-nomisma-e-real-capital-analytics-stipulano-un-accordo\/349-18-febbraio-2014-nomisma-e-real-capital-analytics-stipulano-un-accordo\">gi\u00e0 da tempo, chi deve fare consulenze agli investitori sta studiando al microscopio il mercato immobiliare italiano:<br \/>\n<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<blockquote><p><em>\u201cIl contributo di Nomisma sulle transazioni immobiliari italiane alla piattaforma globale di RCA ha consentito di accendere un faro sull\u2019attivit\u00e0 di mercato. Dicembre \u00e8 stato in Italia un mese inequivocabilmente ricco di transazioni immobiliari commerciali di alto profilo. <u>Ci\u00f2 rappresenta un importante passo nella giusta direzione al fine di rendere il mercato italiano pi\u00f9 trasparente per la platea internazionale, che a sua volta <strong>rafforzer\u00e0 le attivit\u00e0 di investimento e l\u2019afflusso di capitale<\/strong><\/u><strong>.<\/strong>\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>Il portafoglio dei titoli pubblici italiani nei bilanci bancari (l\u2019attacco da Francoforte).<\/strong>\n<ol>\n<li><a href=\"http:\/\/sep.luiss.it\/sites\/sep.luiss.it\/files\/EuroItalia.pdf\">Il 21 gennaio 2016 \u00e8 stato pubblicato dalla Luiss un paper<\/a>, a firma di economisti che hanno ricoperto o che ricoprono ruoli governativi e istituzionali, che mette in evidenza la posizione tedesca in merito alla questione dei titoli di stato detenuti dalle banche: \u201c<br \/>\n<blockquote><p><em>La <strong>Bundesbank <\/strong>in particolare <u>richiede che non si proceda ai previsti istituti di condivisione dei rischi bancari prima che sia completato il processo di allentamento del legame tra rischio sovrano e rischio bancario. L&#8217;assicurazione comune dei depositi bancari europei verrebbe cos\u00ec rinviata nel tempo perch\u00e9, nella visione tedesca, condividere i rischi di banche cariche di titoli di stato significherebbe condividere i rischi del debito degli stati<\/u>. [&#8230;] Per la stessa logica ma applicata ai debitori privati, viene poi chiesto che la comune assicurazione sui depositi venga varata <u>solo dopo che siano state armonizzate le norme che regolano <strong>il diritto fallimentare<\/strong><\/u>.<u>Una volta<strong> spinti i titoli del debito pubblico di un paese fuori dai bilanci bancar<\/strong>i<\/u> di quello stesso paese, <u>al sopravvenire di una crisi sarebbe possibile procedere alla <strong>ristrutturazione del suo debito<\/strong><\/u> senza devastare il suo sistema bancario e senza troppo condizionare \u2013 in linea teorica \u2013 la sua attivit\u00e0 economica privata.<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Purtroppo per noi (italiani) gli economisti (di origine italiana) di cui sopra non si limitano ad esporre la versione tedesca, ma nelle conclusioni arrivano ad appoggiarla subdolamente:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201c[&#8230;] Il completamento dell\u2019unione bancaria, mediante una pi\u00f9 rapida messa a regime del \u2018Single Resolution Fund\u2019 e la creazione dell\u2019assicurazione europea sui depositi, <u>richieder\u00e0 progressi significativi nell\u2019allentare il legame tra rischio sovrano e rischi bancari.<\/u> <strong>Per l\u2019Italia si tratta di scelte difficili<\/strong>, ma in grado di portare benefici nel medio termine. Nella percezione di molti tra i paesi membri dell\u2019unione monetaria, d\u2019altronde, uno dei rischi pi\u00f9 sentiti \u00e8 rappresentato dall\u2019elevato debito pubblico che stenta a ridursi. <strong><u>La politica di bilancio italiana non potr\u00e0 dunque trascurare l\u2019obiettivo della riduzione del debito<\/u>.<\/strong> L\u2019applicazione sistematica di clausole di flessibilit\u00e0 senza attento riguardo all\u2019andamento del rapporto tra debito e Pil sarebbe infatti di ostacolo al rafforzamento del processo di condivisione dei rischi.<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>Dal <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/01\/basta-un-invito-non-esagerare-quando-ti.html\">blog \u201cOrizzonte48\u201d traiamo una spiegazione che riteniamo condivisibile e che ci aiuta a inquadrare correttamente il problema<\/a>:<br \/>\n<blockquote><p>\u201c<em>Una ricostruzione della progressione germanico-euro-tecnocratica, che mostra i passi intrapresi per concretizzare lo scenario in questione, la traggo poi dalla mail che periodicamente mi invia L&#8217;EIR- Executive Strategic Review- Strategic Alert:&#8221;<strong>Il 19 gennaio sia il capo dell&#8217;Eurogruppo Jerome Dijsselbloem che il membro del Consiglio della Bundesbank Andreas Dombret hanno proposto<\/strong>, autonomamente l&#8217;uno dall&#8217;altro, <strong>di allineare agli altri strumenti finanziari i titoli di stato detenuti dalle banche dell&#8217;Eurozona<\/strong>. Il viceministro tedesco del Tesoro, Jens Spahn, aveva trasmesso una simile proposta al Bundestag nel dicembre scorso prima di proporla a livello europeo. <strong>Se passasse, la regola costringerebbe molte banche della periferia, che detengono una quota consistente di titoli di stato dei rispettivi paesi, ad aumentare le riserve di capitale. Un&#8217;altra tegola sulle banche italiane, che sembra si voglia spingere apposta in una situazione critica.<\/strong> <strong><u>Essa rivela anche l&#8217;intenzione di schiacciare le nazioni che stanno dietro quei titoli sovrani.<\/u><\/strong> &#8220;<u>C&#8217;\u00e8 bisogno di un trattamento regolatorio pi\u00f9 realistico dei titoli di stato detenuti dalle banche. La crisi ha chiaramente mostrato che tale esposizione non \u00e8 scevra da rischi<\/u>&#8220;, ha scritto <strong>Dijsselbloem <\/strong>in un articolo sul <strong>Wall Street Journal il 18 gennaio<\/strong>. Dombret ha affermato nello stesso giorno in un&#8217;intervista che &#8220;\u00e8 divenuto pi\u00f9 che ovvio che i titoli sovrani non sono esenti da rischi. Dal mio punto di vista, questo \u00e8 un tema che va finalizzato, possibilmente dopo le riforme Basel III&#8221;. Dijsselbloem ha anche difeso il regime di bail-in &#8211; dopotutto, fu lui a coniare il termine &#8220;modello cipriota&#8221; per universalizzare l&#8217;esproprio dei risparmi dei cittadini al fine di salvare gli speculatori &#8211; e ha proposto di accelerare il processo di costruzione dell&#8217;Unione dei Mercati di Capitale (UMC) in modo da stabilire gli standard per &#8220;cartolarizzazioni semplici e trasparenti&#8221;.<\/em> <em>I<u>n parole povere, verrebbe attribuito un \u20ac-rating ai <strong>titoli del debito pubblico<\/strong>, massicciamente detenuti dalle nostre <strong>banche<\/strong>, <strong>che obbligherebbe le stesse a ponderarne il valore attualmente iscritto in bilancio<\/strong> per un fattore di rischio che, appunto, <strong>ne diminuirebbe il valore nominale<\/strong> (ai corsi attuali di piena solvibilit\u00e0 dello Stato italiano)<\/u>.<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong>Le cessioni e le concentrazioni di propriet\u00e0 degli istituti di credito.<br \/>\n<\/strong>Lo scenario appena delineato aprirebbe la strada ad una crisi bancaria che si risolverebbe con il meccanismo della concentrazione tipico dei sistemi capitalistici e quindi con la fagocitazione delle banche italiane sotto attacco speculativo da parte sia delle \u201cvirtuose\u201d banche tedesche che di quelle statunitensi.<br \/>\nRisulta quindi vano ed ipocrita <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2016-01-27\/question-time-4-ministri-padoan-poletti-franceschini-e-delrio--131842.shtml?uuid=ACGL6JIC\">il declamato tentativo di salvare le banche italiane chiedendo loro di ingrandirsi<\/a><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2016-01-27\/question-time-4-ministri-padoan-poletti-franceschini-e-delrio--131842.shtml?uuid=ACGL6JIC\">.<\/a> Anzi una concentrazione a livello nazionale, se non protetta dalla Stato italiano, risulterebbe funzionale al disegno di saccheggio straniero.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra di rivivere il periodo tra il 1943 e il 1945, quando l\u2019Italia era zona di guerra assediata dall\u2019ex alleato tedesco e bombardata dall\u2019ex nemico USA.<br \/>\nCome ne usciremo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci aspettano anni difficili che solo lo studio della Storia pu\u00f2 lasciarci intravedere, ma se la volont\u00e0 del popolo italiano si indirizzer\u00e0 verso la riconquista della sovranit\u00e0 nazionale,\u00a0 potremo tornare ad immaginare, anche nel settore bancario, un futuro di prosperit\u00e0 e benessere diffuso, come quello che abbiamo vissuto fino all\u2019avvento delle devastanti leggi bancarie degli anni \u201890 targate Amato, Ciampi e Carli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CI LIBEREREMO!<br \/>\n<strong><em>Andrea Franceschelli &#8211; ARS Pescara<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per capire a fondo le dinamiche che ci circondano occorre estraniarsi dal rumore della cronaca e porsi sul piano storico. Questo atteggiamento vale anche per capire cosa sta succedendo al sistema bancario italiano. Abbiamo gi\u00e0 trattato parte del cambiamento che ha avuto ad oggetto il sistema bancario italiano in altri due articoli che precedono il presente, qui e qui. Abbiamo quindi fatto gi\u00e0 presente come il processo di privatizzazione e concentrazione del sistema bancario sia&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":91694,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rMkXG7KlTuI.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3Z7","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15321"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15321\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}