{"id":15361,"date":"2016-02-23T21:20:45","date_gmt":"2016-02-23T21:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15361"},"modified":"2016-02-23T21:20:45","modified_gmt":"2016-02-23T21:20:45","slug":"alberto-biuso-contro-il-sessantotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15361","title":{"rendered":"Alberto Biuso: Contro il Sessantotto"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content o-content-text\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-md-8 col-md-offset-2 col-sm-9\">\n<p><em>di <strong>CATENO TEMPIO<\/strong> (saggista; www.sitosophia.org)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lucido, disincantato, critico: cos\u00ec si presenta <em>Contro il Sessantotto<\/em> di Alberto Biuso [prefazione di E. Mazzarella, Villaggio Maori, Catania 2012 (prima ed. 1998), <em>ndr.<\/em>]. Tuttavia non si tratta di un semplicistico revisionismo storico, ma di molto di pi\u00f9 e di meglio. Infatti, portando alla luce le radici ideologiche, filosofiche ed antropologiche di questo movimento, il saggio si propone di mostrare che \u00abintessuto della dismisura dell\u2019utopia, il Sessantotto \u00e8 l\u2019ultimo rampollo di ogni terrore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostrando una competenza ed una concretezza davvero mirabili, Biuso ci guida alla riscoperta non solo di un periodo controverso e spesso ricordato con nostalgia da chi l\u2019ha vissuto, ma anche delle contraddizioni, delle dismisure, dell\u2019errore di fondo, se vogliamo, di quelle ideologie che credono che l\u2019uomo sia connaturatamente buono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTutto e subito\u00bb, questa la bramosia infantile dei sessantottini, i quali, come \u00e8 descritto nella prima parte, <em>Eventi e persone<\/em>, si mostrano simili a null\u2019altro che a bambini viziati, figli del mondo che combattono ed a cui in realt\u00e0 devono ogni cosa. Tutto diviene sentimentalismo, utopia controproducente (su tutte quella di <em>Lettera ad una professoressa<\/em> della Scuola di Barbiana, su cui il saggio si sofferma diffusamente), intolleranza; diviene dogma persino il motto marxiano: \u00abDa ciascuno secondo le sue capacit\u00e0, a ciascuno secondo i suoi bisogni\u00bb, svuotato per\u00f2 nei suoi presupposti. Infatti, nella loro brama di volere tutto e subito (anche la promozione, il famoso \u201c6 politico\u201d), i sessantottini, tentando di scardinare i principi di casta e di censo, in realt\u00e0 non fanno altro che \u00abdistruggere quelli dell\u2019intelligenza e del talento\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec \u00e8 convinti che tutti gli uomini siano uguali, che tutti siano adatti a tutto, che l\u2019uomo sia interamente plasmabile dall\u2019educazione e che, infine, si possa apprendere senza fatica. E cos\u00ec, a causa della tremenda seriet\u00e0 fideistica, i sessantottini, come riferiscono docenti e intellettuali dell\u2019epoca (per esempio Pasolini), si trasformano in automi conformisti incapaci di ironia e di sorriso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio modo di vedere, per\u00f2, le pagine pi\u00f9 interessanti del saggio, al di l\u00e0 di queste descrizioni puntuali, sono quelle che svelano quale concetto antropologico e quale ideologia stanno dietro il Sessantotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ideologia, ci spiega Biuso, non \u00e8 nient\u2019altro che \u00abla rimozione della realt\u00e0, il disprezzo dei fatti rispetto alla dottrina\u00bb; \u00e8 ci\u00f2 che porta, per esempio, a giustificare un massacro se compiuto dalla sinistra e a condannarlo senza mezzi termini se compiuto dalla destra, o viceversa; ma la grande novit\u00e0 del Novecento, quella che ci ha portato alla \u201cinvenzione\u201d dei totalitarismi, \u00e8 stata il trasformare l\u2019ideologia in religione, con testi sacri, riti, custodi dell\u2019ortodossia e tutto il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La profonda intolleranza, la vuotezza e lo squallore del totalitarismo sono ben espressi da Biuso: \u00abil totalitarismo pu\u00f2 utilizzare qualsiasi strumento al fine di adattare la realt\u00e0 alle sue menzogne poich\u00e9 ritiene non esserci alcuna realt\u00e0 fuori dai suoi pregiudizi. Tutto \u00e8 possibile all\u2019uomo che ritiene nulla esistere se non la propria onnipotente volont\u00e0. Il disprezzo per la cultura, il radicale antintellettualismo sono la conseguenza di questo culto della volont\u00e0 che nulla riconosce o apprezza al di fuori di quanto essa stessa crea\u00bb. L\u2019ideologia, dunque, porta a ricusare la concretezza di un\u2019etica, di \u00abuna filosofia del tragico\u00bb che di fronte alla realt\u00e0 non si propone di raggiungere l\u2019assolutezza del bene, ma il minor male; che ci fa accettare il limite e la misura della nostra finitezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre e sul presupposto dell\u2019ideologia e parimenti alle filosofie da cui prende le mosse (cio\u00e8 quelle di Rousseau e Marx), pure il Sessantotto ha puntato sul <em>numero<\/em>, sul soffocamento dell\u2019individuo, sulle <em>masse<\/em>. Nella massa il gusto \u00e8 involgarito, ma tanto pi\u00f9 \u00e8 accresciuto il narcisismo di alcuni dei leader sessantottini, se \u00e8 vero che molti di costoro \u00absono stati pronti a schierarsi con le forze pi\u00f9 reazionarie e volgari dell\u2019industria culturale\u00bb: i <em>media<\/em>, e su tutti la televisione, col loro potere di rendere reale solo ci\u00f2 che viene detto da essi o addirittura di fare esistere solo chi appare. L\u2019involgarimento \u00e8 compreso nell\u2019idea che, in fin dei conti, tutto deve essere reso accessibile a tutti e perci\u00f2 il linguaggio deve essere semplice e piatto, con la conseguenza che la televisione e l\u2019immagine manipolano \u00abi bisogni per conto di interessi costituiti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo \u00e8 semplicemente un manipolato; v\u2019\u00e8 una contraddizione strana tra l\u2019affrancamento dell\u2019individuo, di cui il Sessantotto pare essere stato l\u2019ultimo atto, e il crescente affermarsi della massa. L\u2019uomo \u00e8 smarrito e perso: le sue azioni, in questa ottica, paiono essere frutto di tutti tranne che di se stesso. In fondo anche questo, ce lo spiega bene Biuso, \u00e8 un portato del Sessantotto, che con la sua pedagogia totalmente inadeguata fondata su una antropologia completamente sbagliata azzera la volont\u00e0 e la predisposizione genica, naturale, corporea dell\u2019individuo, attribuendo ogni fallimento scolastico alla societ\u00e0, ai genitori, alle istituzioni: di tutti \u00e8 la colpa tranne che del ragazzo che non studia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, il Sessantotto vive nell\u2019illusione della profonda bont\u00e0 della natura umana: la malvagit\u00e0 sarebbe solo frutto delle malvagie istituzioni. In questo confuso e puerile anarchismo, che considera \u00abi singoli una semplice variabile dipendente dall\u2019ambiente, del tutto determinata dall\u2019epoca storica e dalle sue strutture economiche\u00bb; in questo oblio del fatto che una natura umana esiste e che bisogna guardarla in faccia per scoprirvi aggressivit\u00e0, desiderio di possesso, volont\u00e0 di potenza; in questa fiabesca illusione sta dunque la <em>hybris<\/em>, l\u2019eccesso, la tracotanza, la dismisura; qui sta la dimenticanza di ogni finitezza, limite e imperfezione. Solo considerando tutto questo, invece, le istituzioni hanno un senso, e precisamente quello di limitare l\u2019innata \u201cmalvagit\u00e0\u201d umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, Biuso \u00e8 consapevole che nel suo libro il Sessantotto \u00e8 visto anche con ingiustizia, ma egli la ritiene necessaria \u00abse si vuole cogliere l\u2019evento nel suo significato storico-epocale\u00bb. Per\u00f2 non si pu\u00f2 non concordare sul fatto che col Sessantotto le masse acquistino il loro definitivo peso e potere, a scapito della fatica del concetto, del godimento della solitudine, della finezza del gusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto \u00e8 grazie a questa visione vuota e volgare che osanna le masse ed il conformismo, a questo clima di narcisismo e tracotanza che promette subito il paradiso di una societ\u00e0 perfetta, \u00e8 grazie a questo che \u00e8 stato facile \u00abtransitare dalla societ\u00e0 senza classi e senza infelicit\u00e0 immaginata dai padri del socialismo, alla societ\u00e0 immaginaria della televisione e dei suoi padri-prestigiatori. Ecco perch\u00e9 il Sessantotto ha vinto\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CATENO TEMPIO (saggista; www.sitosophia.org) Lucido, disincantato, critico: cos\u00ec si presenta Contro il Sessantotto di Alberto Biuso [prefazione di E. 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