{"id":15390,"date":"2016-03-01T00:10:55","date_gmt":"2016-03-01T00:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15390"},"modified":"2016-03-01T00:10:55","modified_gmt":"2016-03-01T00:10:55","slug":"profezie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15390","title":{"rendered":"Profezie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>Mauro Poggi<\/strong> (Ars Liguria)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5650 aligncenter\" src=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2016\/02\/the-phoenix_phixr2.jpg\" alt=\"The Phoenix_phixr2\" width=\"424\" height=\"561\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 19 ottobre 1987\u00a0 \u00e8 ricordato come il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2015-08-04\/i-peggiori-crolli-wall-street-lunedi-nero-19-ottobre-1987-dow-rosso-226percento-un-giorno-195443.shtml?uuid=ACDAIqc\">peggior luned\u00ec nero<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>delle borse mondiali. L&#8217;indice Down Jones di Wall Street perse in una sola seduta oltre il 22%. Tuttavia la borsa di New York non fu nemmeno fra le peggiori: Hong Kong lasci\u00f2 sul terreno il 46%, Londra il 26%, Madrid 31% e via dicendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno dopo sull&#8217;Economist, giornale finanziario della famiglia Rotschild, usc\u00ec un curioso articolo in cui si prevedeva che nel giro di trent&#8217;anni (quindi entro il 2018) la maggior parte delle principali valute &#8211; americana, giapponese, europee e buona parte di altre minori &#8211; sarebbe stata sostituita da una moneta unica (il Phoenix) capace finalmente di mettere fine alle ricorrenti crisi economiche. L&#8217;implementazione del nuovo ordine monetario avrebbe comportato la cessione della sovranit\u00e0 monetaria da parte degli stati nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che l&#8217;articolo non diceva esplicitamente \u00e8 che essendo la sovranit\u00e0 monetaria una delle prerogative pi\u00f9 qualificanti di uno stato sovrano, questa cessione non potrebbe che preludere a un nuovo ordine politico mondiale, dove gli stati nazionali sarebbero solo delle entit\u00e0 amministrative territoriali. Un po&#8217; come sta avvenendo con gli stati dell&#8217;Eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A chi e come verrebbe attribuito il potere sovrano in questo nuovo ordine non \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;articolo saltano all&#8217;occhio le somiglianze \u00a0tra Euro e Phoenix, tanto che potrebbe benissimo essere letto come la prefigurazione del progetto europeo. Le salvifiche qualit\u00e0 del phoenix replicano quelle della \u00a0nostra moneta unica quale ci era stata rappresentata: l&#8217;assenza di rischio cambio stimola il commercio, gli investimenti e l&#8217;occupazione; una Banca centrale mondiale controlla l&#8217;inflazione planetaria come \u00a0la BCE controlla quella europea; la necessit\u00e0 per gli Stati di ricorrere ai mercati finanziari per i loro fabbisogni sprona i governi a comportamenti virtuosi (nell&#8217;accezione che il neo-liberismo d\u00e0 al termine &#8220;virtuoso&#8221;): come nella narrazione eurocomunitaria, tutti poi vivrebbero felici e contenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma di tutte le miracolose implicazioni, l&#8217;unica che trova davvero riscontro nella realt\u00e0 dell&#8217;eurozona \u00e8 la cessione della sovranit\u00e0 nazionale, senza contropartite, a favore di organismi tecno-burocratici che non vantano alcuna legittimazione popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo processo di alienazione dei poteri nazionali subir\u00e0 una prossima ulteriore accelerazione con la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/2016\/02\/01\/ttip-la-dirittura-darrivo\/\">chiusura dell&#8217;accordo TTIP<\/a>, prevista entro quest&#8217;anno, e la successiva ratifica da parte dei parlamenti. Qui la cessione\u00a0 sar\u00e0 direttamente a favore delle multinazionali, senza nemmeno il tramite dei tecno-burocrati.<br \/>\nVista la prossimit\u00e0 della data, viene allora da chiedersi se non sia proprio questo il nuovo ordine Phoenix profetizzato dall&#8217;articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Economist, 01\/09\/1998 &#8211; Vol 306 pag 9-10]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Fra trent&#8217;anni] I prezzi saranno quotati non in dollari, yen o marchi tedeschi, bens\u00ec in una nuova valuta &#8211; che potremmo chiamare provvisoriamente Phoenix. Il phoenix sar\u00e0 preferito da imprese e consumatori perch\u00e9 pi\u00f9 conveniente delle valute nazionali, che per allora saranno viste come essere state la causa della maggior parte delle perturbazioni economiche del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi del 1988 questa pu\u00f2 sembrare una predizione azzardata. Le proposte di un&#8217;unione monetaria negli ultimi dieci anni hanno proliferato, ma nessuna di esse aveva previsto la battuta d&#8217;arresto del 1987. I governi delle grandi economie hanno cercato di avvicinarsi a un sistema pi\u00f9 gestibile di cambi, preliminare a una radicale riforma monetaria. Per mancanza di cooperazione hanno fatto terribili pasticci e provocato l&#8217;innalzamento dei tassi di interesse che hanno portato al crollo borsistico dell&#8217;ottobre scorso. Il crollo ha insegnato ai fautori dei cambi fissi che una finta cooperazione pu\u00f2 essere peggiore di una rivalit\u00e0 esplicita; finch\u00e9 una vera cooperazione non sar\u00e0 possibile (<em><strong>cio\u00e8 f<\/strong><\/em><i><b>inch\u00e9 i governi non cederanno parte della loro sovranit\u00e0 economica<\/b><\/i>) ulteriori tentativi di agganciare le valute falliranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 grande novit\u00e0 nell&#8217;economia planetaria dall&#8217;inizio degli anni &#8217;70 \u00e8 data dal fatto che i flussi di denaro hanno rimpiazzato i flussi di merce come forza di determinazione dei valori di cambio. A seguito della crescente integrazione del mercato finanziario mondiale, le differenti politiche economiche nazionali riescono solo marginalmente a influenzare i tassi di interesse o le loro aspettative, ma possono scatenare enormi trasferimenti finanziari da un paese all&#8217;altro. Questi trasferimenti prevalgono sui flussi commerciali nel determinare la domanda e l&#8217;offerta di valuta, e quindi nella determinazione dei cambi. Con il progredire delle tecnologie, le transazioni finanziarie diventano pi\u00f9 rapide e pi\u00f9 e a buon mercato. Senza politiche economiche coordinate, la volatilit\u00e0 dei cambi non pu\u00f2 che aumentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto i vincoli economici nazionali si stanno lentamente dissolvendo. A mano a mano che questo processo si consolida, una moneta unica per almeno i principali paesi industrializzati diventer\u00e0 auspicabile per chiunque, eccetto i cambia-valute e i governi. Nell&#8217;area Phoenix gli aggiustamenti economici si ripercuoterebbero sui prezzi in modo automatico e graduale, al contrario di quel che succede oggi. L&#8217;assenza di ogni rischio nel cambio stimolerebbe il commercio, gli investimenti e l&#8217;occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zona Phoenix imporrebbe stretti vincoli ai governi nazionali. Non esisterebbero pi\u00f9 le politiche monetarie nazionali. L&#8217;offerta mondiale di moneta sarebbe stabilita da una nuova Banca centrale globale, derivata forse dal Fondo Monetario Internazionale, che gestirebbe l&#8217;inflazione mondiale e quindi &#8211; salvo piccoli margini &#8211; quella dei singoli stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni paese, per le proprie politiche economiche, potrebbe agire su tasse e spesa pubblica, ma dovrebbe ricorrere ai mercati per coprire il proprio deficit eventuale. Sia i governi che i loro creditori sarebbero costretti a valutare con molta pi\u00f9 attenzione i bilanci statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo comporta una grossa perdita di sovranit\u00e0 per gli Stati nazionali, che comunque la vedono ridimensionata dalla tendenza generale che rende il Phoenix: in un mondo di cambi pi\u00f9 o meno fluttuanti, l&#8217;indipendenza dei governi nazionali \u00e8 costantemente minacciata da un mondo ostile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;avvicinarsi del nuovo secolo, le forze naturali che spingono il mondo verso l&#8217;integrazione economica offrono ai governi ampie opportunit\u00e0. Essi possono seguire la corrente o costruire barricate. \u00a0Aprire la strada al Phoenix produrr\u00e0 minori accordi formali e maggiori accordi sostanziali. Significher\u00e0 permettere e promuovere attivamente l&#8217;uso privato della moneta comune in parallelo con quelle nazionali. A questo punto sar\u00e0 la gente, con il proprio portafoglio, ad esprimersi sul passaggio alla definitiva unione monetaria. Il Phoenix rappresenter\u00e0 inizialmente una combinazione di monete nazionali, un po&#8217; come i Diritti Speciali di Prelievo oggi; ma col tempo il suo valore in relazione alle diverse valute non avr\u00e0 pi\u00f9 alcuna importanza perch\u00e9 la gente lo avr\u00e0 scelta per la sua convenienza e stabilit\u00e0 di potere d&#8217;acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;alternativa &#8211; preservare una propria autonoma politica economica &#8211; condurrebbe alla proliferazioni di controlli draconiani sui commerci e sui flussi di capitale. I governi \u00a0potrebbero [continuare a] manipolare i movimenti di cambio, adottare politiche monetarie e fiscali senza freni, affrontare l&#8217;inflazione che ne deriverebbe con politiche di controllo dei prezzi e dei redditi: una prospettiva di crescita economica paralizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segnatevi l&#8217;arrivo del Phoenix per il 2018, e preparatevi a dargli il benvenuto quando sar\u00e0 il momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/socioecohistory.wordpress.com\/2014\/07\/26\/flashback-1988-get-ready-for-a-world-currency-by-2018%E2%80%B3-the-economist-magazine\/\">https:\/\/socioecohistory.wordpress.com\/2014\/07\/26\/flashback-1988-get-ready-for-a-world-currency-by-2018%E2%80%B3-the-economist-magazine\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/lesakerfrancophone.net\/la-chute-de-lamerique-signale-la-montee-du-nouvel-ordre-mondial\/\">http:\/\/lesakerfrancophone.net\/la-chute-de-lamerique-signale-la-montee-du-nouvel-ordre-mondial\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.newdawnmagazine.com\/Article\/A_Global_Central_Bank_Global_Currency_World_Government.html\">http:\/\/www.newdawnmagazine.com\/Article\/A_Global_Central_Bank_Global_Currency_World_Government.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mauro Poggi (Ars Liguria) Il 19 ottobre 1987\u00a0 \u00e8 ricordato come il\u00a0peggior luned\u00ec nero\u00a0delle borse mondiali. 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