{"id":15400,"date":"2016-03-03T00:49:59","date_gmt":"2016-03-03T00:49:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15400"},"modified":"2016-03-03T00:49:59","modified_gmt":"2016-03-03T00:49:59","slug":"la-questione-economica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15400","title":{"rendered":"La questione economica"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>GIUSEPPE MAZZINI<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi siete uomini, e come tali avete facolt\u00e0, non solamente fisiche, ma intellettuali e morali che \u00e8 vostro dovere di sviluppare; dovete essere cittadini, e come tali, dovete esercitare, per il bene di tutti, diritti i quali richiedono un certo grado di educazione, una certa somma di tempo. E&#8217; chiaro che voi dovete lavorar meno e guadagnare pi\u00f9 che oggi non fate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figli tutti di Dio e fratelli in Lui e tra noi, noi siamo chiamati a formare una sola grande famiglia. In questa famiglia possono esistere disuguaglianze generate dalle diverse attitudini, dalle diverse capacit\u00e0, dal diverso desiderio di lavoro ; ma un principio deve signoreggiarla: \u201cchiunque \u00e8 disposto a dare, per il bene di tutti, ci\u00f2 ch&#8217;egli pu\u00f2 di lavoro, deve ottenerne compenso tale che lo renda capace di sviluppare, pi\u00f9 o meno, la propria vita sotto tutti gli aspetti che la definiscono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; questo l&#8217; \u201cideale\u201d al quale dobbiamo tutti studiar modo d&#8217;avvicinarci pi\u00f9 sempre di secolo in secolo. Ogni mutamento, ogni rivoluzione che non vi s&#8217;accosti di un passo, che non faccia corrispondere al progresso \u201cpolitico\u201d un progresso sociale, che non promuova di un grado il miglioramento materiale delle classi pi\u00f9 povere, viola il disegno di Dio, si riduce a una guerra di fazioni contro fazioni in cerca di una dominazione illegittima, \u00e8 una menzogna ed un male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u201cfino a qual punto\u201d possiamo raggiungere oggi lo scopo? E \u201ccome\u201d, per quali vie possiamo raggiungerlo? Alcuni fra i vostri pi\u00f9 timidi amici hanno cercato il rimedio nella \u201cmoralit\u00e0\u201d dell&#8217;operaio. Fondando casse di risparmio o altre simili istituzioni, hanno detto agli operai: \u201crecate qui il vostro soldo; economizzate; astenetevi da ogni eccesso nelle bevande o in altro; emancipatevi dalla miseria con le privazioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sono ottimi consigli perch\u00e9 mirano alla moralizzazione dell&#8217;operaio, senza la quale tutte le riforme riescono inutili. Ma n\u00e9 sciolgono la questione di miseria intorno alla quale io vi parlo, n\u00e9 tengono conto alcuno del dovere \u201csociale\u201d. Pochissimi tra voi \u201cpossono\u201d economizzare quel soldo. E quei pochissimi possono, accumulando lentamente, provvedere in parte agli anni della vecchiaia, mentre la questione economica deve mirare a provvedere agli anni virili, allo sviluppo, all&#8217;espansione possibile della vita quando \u00e8 attiva e potente e pu\u00f2 giovare efficacemente al progresso della Patria e dell&#8217;Umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ci\u00f2 che riguarda i beni materiali, la questione sta nel come \u201caccrescere\u201d la ricchezza, la produzione; e quei consigli neppure vi accennano. Inoltre, la Societ\u00e0 che vive del lavoro e chiede, ogniqualvolta \u00e8 minacciata, tributo di sangue ai figli del popolo, ha debiti sacri verso di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri, non nemici, ma poco curanti del popolo e del grido di dolore che sorge dalle viscere degli uomini del lavoro, paurosi d&#8217;ogni innovazione potente, e legati a una scuola detta degli \u201ceconomisti\u201d che combatt\u00e8 con merito e con vantaggio in tutte le battaglie della libert\u00e0 dell&#8217;industria, ma senza por mente alla necessit\u00e0 di \u201cprogresso\u201d e di \u201cassociazione\u201d inseparabili anch&#8217;esse dalla natura umana, sostennero e sostengono, come i \u201cfilantropi\u201d dei quali or ora parlai, che ciascuno pu\u00f2, anche nella condizione di cose attuale, edificare colla propria attivit\u00e0 la propria indipendenza; che ogni mutamento nella costituzione del lavoro riuscirebbe superfluo o dannoso; e che la formula \u201cciascuno per s\u00e9, libert\u00e0 per tutti\u201d \u00e8 sufficiente a creare a poco a poco un equilibrio approssimativo di agi e conforti fra le classi che costituiscono la Societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Libert\u00e0 di traffichi interni, libert\u00e0 di commercio fra le nazioni, abbassamento progressivo delle tariffe daziarie specialmente sulle materie prime, incoraggiamenti dati generalmente alle grandi imprese industriali, alla moltiplicazione delle vie di comunicazione, alle macchine che rendono pi\u00f9 attiva la produzione: questo \u00e8 quanto, secondo gli \u201ceconomisti\u201d, pu\u00f2 farsi dalla Societ\u00e0: ogni suo intervento al di l\u00e0, per essi, sorgente di male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci\u00f2 fosse vero, la piaga della miseria sarebbe insanabile; e Dio tolga, o fratelli miei, che io possa mai gettare, convinto, come risposta ai vostri patimenti e alle vostre aspirazioni, questa risposta disperata, atea, immorale. Dio ha statuito per voi un migliore avvenire che non \u00e8 quello contenuto nei rimedi degli economisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei rimedi non mirano infatti che ad accrescere possibilmente e per un certo tempo la \u201cproduzione\u201d della ricchezza, non a farne pi\u00f9 equa la \u201cdistribuzione\u201d. Mentre i \u201cfilantropi\u201d contemplano unicamente l&#8217;\u201duomo\u201d e si affannano a renderlo pi\u00f9 morale senza farsi carico di accrescere, per dargli campo a migliorarsi, la ricchezza comune, gli \u201ceconomisti\u201d non guardano che a fecondare le sorgenti della \u201cproduzione\u201d senza occuparsi dell&#8217;\u201duomo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto il regime esclusivo di libert\u00e0 ch&#8217;essi predicano e che ha pi\u00f9 o meno regolato il mondo economico nei tempi a noi pi\u00f9 vicini, i documenti pi\u00f9 innegabili ci mostrano aumento d&#8217;attivit\u00e0 produttrice e di capitali, non di prosperit\u00e0 universalmente diffusa: la miseria delle classi operaie \u00e8 la stessa di prima. La libert\u00e0 di concorrere per chi nulla possiede, per chi, non potendo risparmiare sulla giornata, non ha di che iniziare la concorrenza, \u00e8 menzogna, com&#8217;\u00e8 menzogna la libert\u00e0 politica per chi mancando di educazione, d&#8217;istruzione, di mezzi e di tempo, non pu\u00f2 esercitarne i diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;accrescimento delle facilit\u00e0 dei traffici, i progressi nei modi di comunicazione emanciperebbero a poco a poco il lavoro dalla tirannide del commercio, dalla classe intermedia fra la produzione e i consumatori; ma non giovano a emanciparlo dalla tirannide del capitale, non danno i mezzi del lavoro a chi non li ha. E per difetto di un&#8217;equa distribuzione della ricchezza, d&#8217; un pi\u00f9 giusto riparto dei prodotti, d&#8217;un aumento progressivo della cifra dei consumatori, il capitale stesso si svia dal suo vero scopo economico, s&#8217;immobilizza in parte nelle mani dei pochi invece di spandersi tutto nella circolazione, si dirige verso la produzione d&#8217;oggetti superflui, di lusso, di bisogni fittizi, invece di concentrarsi sulla produzione degli oggetti di prima necessit\u00e0 per la vita, o si avventura in pericolose e spesso immorali speculazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il \u201ccapitale\u201d &#8211; e questa \u00e8 la piaga della Societ\u00e0 economica attuale &#8211; \u00e8 despota del lavoro. Delle tre classi che oggi formano, economicamente, la Societ\u00e0 \u2013 \u201ccapitalisti\u201d, cio\u00e8 detentori dei mezzi o strumenti del lavoro, terre, fattorie, numerario, materie prime &#8211; imprenditori, capi-lavoro, commercianti, che rappresentano o dovrebbero rappresentare l&#8217;intelletto &#8211; e operai che rappresentano il lavoro manuale &#8211; la prima, sola, \u00e8 padrona del campo, padrona di promuovere, indugiare, accelerare, dirigere verso certi fini di lavoro. E la sua parte negli utili del lavoro, nel valore della produzione, \u00e8 comparativamente determinata: la locazione degli strumenti del lavoro non varia se non tra limiti noti e ristretti; e il tempo, fino a un certo segno almeno, \u00e8 suo, non in bal\u00eca dell&#8217;assoluto bisogno. La parte dei secondi \u00e8 incerta, dipendente dal loro intelletto, dalla loro attivit\u00e0, ma segnatamente dalle circostanze, dallo sviluppo maggiore o minore della concorrenza e dal rifluire o ritirarsi, in conseguenza d&#8217;eventi non calcolabili, dei capitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte degli ultimi, degli \u201coperai\u201d, \u00e8 il \u201csalario\u201d, determinato \u201canteriormente\u201d al lavoro e senza riguardo agli utili maggiori o minori che usciranno dall&#8217; impresa; e i limiti fra i quali il salario s&#8217;i aggira, sono determinati dalla relazione che esiste fra il lavoro offerto e il lavoro richiesto, in altri termini, tra la \u201cpopolazione\u201d degli operai ed il \u201ccapitale\u00bb. Ora la prima tendendo all&#8217;aumento e ad un aumento che supera generalmente, non fosse che di poco, l&#8217;aumento del secondo, il salario tende, dove altre cause non si interpongano, a scendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il tempo non \u00e8 nelle mani dell&#8217;operaio: le crisi finanziarie o politiche, la sub\u00ecta applicazione di nuove macchine ai rami diversi dell&#8217;attivit\u00e0 industriale, le irregolarit\u00e0 nella produzione e il suo frequente soverchio accumularsi in un&#8217;unica direzione inseparabile da una poco illuminata concorrenza, il riparto ineguale del popolo dei lavoranti su certi punti o su certi rami d&#8217;attivit\u00e0, e dieci altre cause interrompendo il lavoro, non lasciano all&#8217;operaio la libera scelta delle sue condizioni. Da un lato sta per lui l&#8217;assoluta miseria, dall&#8217;altro l&#8217;accettazione d&#8217;ogni patto che gli venga proposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizione siffatta di cose ha, ripeto, il germe in s\u00e9 di una piaga che bisogna curare. I rimedi preposti dagli economisti sono inefficaci per questo. E nondimeno, vi \u00e8 progresso nella condizione della classe alla quale voi appartenete : progresso storico, continuo, che ha superato ben altre difficolt\u00e0. Voi foste schiavi, voi foste servi, voi siete in oggi \u201cassalariati\u201d. Vi emancipaste dalla schiavit\u00f9, dal servaggio; perch\u00e9 non vi emancipereste dal giogo del salario per diventare produttori liberi, padroni della totalit\u00e0 del valore della produzione ch&#8217;esce da voi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e8 tra l&#8217;opera vostra e l&#8217;opera della Societ\u00e0 che ha doveri sacri verso i suoi membri, non si compirebbe pacificamente la pi\u00f9 grande, la pi\u00f9 bella rivoluzione che possa idearsi, quella che, dando come base economica al consorzio umano, il lavoro, come base alla propriet\u00e0 i frutti del lavoro, raccoglierebbe, sotto una sola legge d&#8217;equilibrio tra la produzione e il consumo, senza distinzione di classi, senza predominio tirannico d&#8217;uno degli elementi del lavoro sull&#8217;altro, tutti i figli della stessa madre, la PATRIA?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[<\/em>I doveri dell&#8217;uomo<em>, 1860]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUSEPPE MAZZINI Voi siete uomini, e come tali avete facolt\u00e0, non solamente fisiche, ma intellettuali e morali che \u00e8 vostro dovere di sviluppare; dovete essere cittadini, e come tali, dovete esercitare, per il bene di tutti, diritti i quali richiedono un certo grado di educazione, una certa somma di tempo. 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