{"id":1541,"date":"2010-04-29T18:18:28","date_gmt":"2010-04-29T17:18:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1541"},"modified":"2010-04-29T18:18:28","modified_gmt":"2010-04-29T17:18:28","slug":"crisi-dopo-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1541","title":{"rendered":"Crisi dopo crisi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Gianfranco La Grassa<\/strong><\/p>\n<p><font size=\"2\">fonte <a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.splinder.com\">conflittiestrategie<\/a><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Per l&rsquo;ennesima volta si acutizza la crisi finanziaria; si leggono sfilze di segni negativi delle borse, pi&ugrave; o meno eguali a quelli di molte altre volte; si parla dei soliti tot (ieri 160 miliardi) volatilizzati. Si fanno di nuovo vivi i soliti &ldquo;esperti&rdquo; (fra cui gli economisti, che un anno fa Tremonti smerd&ograve; in una riunione, se non ricordo male, all&rsquo;Aspen; oggi mi sembra che anche lui se ne sia scordato) che blaterano, cianciano, spiegano come hanno finalmente scoperto l&rsquo;acqua calda; le solite litanie gi&agrave; udite mille volte, ivi compresi i rimedi che bisogna prendere se non si vogliono avere sorprese ancora pi&ugrave; spiacevoli. Tutte cose gi&agrave; fritte e rifritte mille volte. Non voglio atteggiarmi ad esperto, anzi desidero nascondere anche quelle poche nozioni che ho su certi temi per non confondermi con questi &ldquo;geni&rdquo;. Nemmeno voglio sottovalutare la nuova fiammata della crisi.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><br \/>\n\tA me pare comunque di avere detto pi&ugrave; volte che l&rsquo;impressione &egrave; quella di entrare in una delle epoche di &ldquo;grande trasformazione&rdquo;, dolorose quant&rsquo;altre mai se qualcuno ricordasse la storia. Nessuno si sovviene pi&ugrave; del periodo di quella che Marx chiam&ograve; &ldquo;accumulazione primitiva del capitale&rdquo;, della &ldquo;prima rivoluzione industriale&rdquo;, della &ldquo;seconda rivoluzione industriale&rdquo;, che in realt&agrave; fu l&rsquo;epoca policentrica del declino inglese e dell&rsquo;ascesa di Usa, Germania e Giappone, con il loro prolungato scontro per la supremazia. Si tirano solo in ballo le disfunzioni finanziarie dovute a banchieri imbroglioni; i critici critici (i peggiori dei quali sono purtroppo i residui putrefatti del marxismo dottrinario) parlano ancora una volta di collasso del capitalismo; una banalit&agrave; tira l&rsquo;altra, nessuno che tiri fuori un&rsquo;idea meno peregrina, nessuno che sappia ripensare il passato guardando ai connotati nuovi secondo cui esso si presenta.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\"><br \/>\n\tScontiamo ancora due colossali imbecillit&agrave;, entrambe prodotte da gentucola che si &egrave; presentata come &ldquo;progressista&rdquo;, come lanciata verso il futuro. La prima &egrave; stata quella della fine degli Stati nazionali. Oggi, si dice, sono tornati. Tornati un c&hellip;.; non erano mai spariti, solo soffocati dall&rsquo;altra idiozia: l&rsquo;europeismo di una Europa amorfa, senza pi&ugrave; identit&agrave;. L&rsquo;unico proposito che non annullasse la nostra area sociale ed economica fu bollato &ndash; da una massa di perfetti cretini, di cui feci parte anch&rsquo;io, ma solo fino ad un quarto di secolo fa o gi&ugrave; di l&igrave; &ndash; come reazionaria, quasi fascista. Era l&rsquo;Europa delle patrie di De Gaulle, che almeno prendeva atto che l&rsquo;unit&agrave; europea non doveva prescindere dal mantenimento e valorizzazione degli aspetti pi&ugrave; vitali delle diverse formazioni nazionali, con la loro lunga storia alle spalle.<br \/>\n\t<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Il crollo del falso &ldquo;socialismo&rdquo; fece si che una nuova parte d&rsquo;Europa venisse annessa ad un organismo senza storia e nato gi&agrave; spento, forse addirittura morto. Con la solita mentalit&agrave; di tecnici privi di cultura, di vero spessore politico &ndash; che riconosce il valore stimolante della competizione e della composizione degli interessi, non fingendo un&rsquo;unit&agrave; di pura facciata; lasciando invece che essi possano esprimersi perfino nei loro toni a volte accesi &ndash; si &egrave; creduto che formare un&rsquo;area monetaria comune fosse gi&agrave; un gran passo avanti, da corredare con organismi detti unitari di stampo solo burocratico, pienamente anonimi, piatti, ottusi. E&rsquo; ovvio che tale appiattimento consentisse l&rsquo;emergere di gruppi di vertice totalmente distaccati dalle effettive realt&agrave; nazionali, vero tramite quindi dell&rsquo;influenza predominante dell&rsquo;unico Stato nazionale, che funzion&ograve; secondo i suoi caratteri reali di potenza; evidentemente gli Usa.<br \/>\n\t<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">Non cerco di sostenere che la crisi nasce da questa Europa invertebrata. Constato semmai una semplice coincidenza: l&rsquo;inversione della tendenza geopolitica all&rsquo;inizio del secolo (tra il 2001 e il 2003) &ndash; caratterizzata soprattutto dal ritorno (questo, si, un ritorno) della Russia quale potenza, sia pure ancora di secondo piano, con l&rsquo;avvio di una nuova fase multipolare (non ancora veramente policentrica) &ndash; ha di poco preceduto la crisi, esplosa nel 2008 (dopo un periodo non breve di incubazione) e che continua a ripresentarsi perch&eacute; mai riconosciuta come espressione di un&rsquo;autentica epoca di trasformazione della struttura politica (dei rapporti di forza) a livello mondiale. Data questa situazione internazionale, la crisi &egrave; occasione da sfruttare. E la deve sfruttare soprattutto l&rsquo;Europa, in cui i vari Stati nazione (i principali ovviamente) hanno l&rsquo;opportunit&agrave; di ripresentarsi per quello che sono. Qualche sussulto esiste in alcuni paesi; qualche sussulto si nota perfino in Italia.<br \/>\n\t<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">E&rsquo; ormai necessario parlare sempre pi&ugrave; chiaramente. I tecnici devono essere messi a cuccia; chi insiste &ndash; e non a caso &egrave; oggi soprattutto Obama; et pour cause &ndash; nel parlare di economia e finanza vuole semplicemente protrarre la piattezza e assenza di caratteri specifici della sedicente Europa Unita, per continuare a dominarla tramite le torme di parassiti che ivi allignano; come sempre in un&rsquo;epoca di &ldquo;grande trasformazione&rdquo;. Bisogna rimettere la politica al posto di comando. Termini che furono di Lenin e di Mao. Non dico questo per banale orgoglio di appartenenza, ma solo perch&eacute; c&rsquo;&egrave; gentaglia che si finge erede di quel passato, e tuttavia sbava per dimostrare che tutto &egrave; legato agli andamenti della crisi economica. Sono quelli della &ldquo;sinistra&rdquo;, sia &ldquo;progressista&rdquo; sia &ldquo;anticapitalistica e antimperialistica&rdquo;, che usano le loro liturgie menzognere &ndash; la prima ossequiosa ai propositi di riforma della finanza, di nuova etica, ecc., la seconda fingendo il fallimento del capitalismo &ndash; per sostenere la predominanza del fattore economico, con ci&ograve; appoggiando il predominio statunitense sull&rsquo;Europa anonima priva di storia e cultura.<br \/>\n\t<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">La situazione &egrave; complessivamente pessima. Tuttavia, si tratta anche di un&rsquo;occasione &ndash; se prevale l&rsquo;opzione politica &ndash; per cominciare a giostrare, seguendo anche propri interessi, nel conflitto multipolare solo all&rsquo;inizio. Devono per&ograve; essere spazzate via le organizzazioni dell&rsquo;europeismo livellatore, &ldquo;progressista&rdquo;. La crisi dovrebbe essere motivo per scatenare una lotta accanita contro di esse, che assicurano soltanto il nostro asservimento con definitiva perdita di identit&agrave;. Lotta culturale, certo; con la consapevolezza, per&ograve;, che la svolta arriver&agrave; solo quando si former&agrave; una forza politica capace di potenza, da opporre a quella dei sicari degli Usa: gli europeisti &ldquo;progressisti&rdquo; (termine usato sempre ironicamente, spero lo si sia capito). In ogni caso, vi &egrave; un preciso segno indicatore della direzione che verr&agrave; presa nell&rsquo;ambito dei vari paesi europei, una volta che essi ritrovino la vocazione nazionale: la politica estera nei confronti delle potenze in crescita a est, ma soprattutto verso la Russia.<br \/>\n\t<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">E che ciancino pure i banditi dell&rsquo;antimperialismo indifferenziato e unico, che invitano a mettere tutti sullo stesso piano &ndash; ma poi sputano speciale veleno sugli incontri tra Berlusconi e Putin &ndash; perch&eacute; sono solo dei piccoli imbroglioni del gioco delle tre carte. Appoggiano in realt&agrave; gli Stati Uniti, molti di loro sono pagati dalle fondazioni e organizzazioni varie di tale paese; sono sicari e banditi, di piccolo taglio, ma non per questo da ignorare del tutto.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianfranco La Grassa fonte conflittiestrategie Per l&rsquo;ennesima volta si acutizza la crisi finanziaria; si leggono sfilze di segni negativi delle borse, pi&ugrave; o meno eguali a quelli di molte altre volte; si parla dei soliti tot (ieri 160 miliardi) volatilizzati. Si fanno di nuovo vivi i soliti &ldquo;esperti&rdquo; (fra cui gli economisti, che un anno fa Tremonti smerd&ograve; in una riunione, se non ricordo male, all&rsquo;Aspen; oggi mi sembra che anche lui se ne&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,2,3,6],"tags":[120,65,104,321],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oR","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1541"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1541"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1541\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}