{"id":15419,"date":"2016-05-07T11:55:05","date_gmt":"2016-05-07T09:55:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15419"},"modified":"2016-05-07T11:55:05","modified_gmt":"2016-05-07T09:55:05","slug":"il-suicidio-inglorioso-della-chiesa-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15419","title":{"rendered":"Il suicidio inglorioso della Chiesa cattolica"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>PIER PAOLO PASOLINI<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse qualche lettore \u00e8 stato colpito da una fotografia di Papa Paolo VI con in testa una corona di penne Sioux, circondato da un gruppetto di \u00abPellerossa\u00bb in costumi tradizionali: un quadretto folcloristico estremamente imbarazzante quanto pi\u00f9 l&#8217;atmosfera appariva familiare e bonaria. Non so cosa abbia ispirato Paolo VI a mettersi in testa quella corona di penne e a posare per il fotografo. Ma non esiste incoerenza. Anzi, nel caso di questa fotografia di Paolo VI, si pu\u00f2 parlare di atteggiamento particolarmente coerente con l&#8217;ideologia, consapevole o inconsapevole, che guida gli atti e i gesti umani, facendone \u00abdestino\u00bb o \u00abstoria\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/paolo-vi.jpe\" rel=\"attachment wp-att-15525\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15525\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/paolo-vi.jpe\" alt=\"paolo vi\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella fattispecie, \u00abdestino\u00bb di Paolo VI e \u00abstoria\u00bb della Chiesa. Negli stessi giorni in cui Paolo VI si \u00e8 fatto fare quella fotografia su cui \u00abil tacere \u00e8 bello\u00bb (ma non per ipocrisia, bens\u00ec per rispetto umano), egli ha infatti pronunciato un discorso che io non esiterei, con la solennit\u00e0 dovuta, a dichiarare storico. E non mi riferisco alla storia recente, o, meno ancora, all&#8217;attualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto \u00e8 vero che quel discorso di Paolo VI non ha fatto nemmeno notizia, come si dice: ne ho letto nei giornali dei resoconti laconici ed evasivi, relegati in fondo alla pagina. Dicendo che il recente discorsetto di Paolo VI \u00e8 storico, intendo riferirmi all&#8217;intero corso della storia della Chiesa cattolica, cio\u00e8 della storia umana (eurocentrica e culturocentrica, almeno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo VI ha ammesso infatti esplicitamente che la Chiesa \u00e8 stata superata dal mondo; che il ruolo della Chiesa \u00e8 divenuto di colpo incerto e superfluo; che il Potere reale non ha pi\u00f9 bisogno della Chiesa, e l&#8217;abbandona quindi a se stessa; che i problemi sociali vengono risolti all&#8217;interno di una societ\u00e0 in cui la Chiesa non pi\u00f9 prestigio; che non esiste pi\u00f9 il problema dei \u00abpoveri\u00bb, cio\u00e8 il problema principe della Chiesa ecc. ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho riassunto i concetti di Paolo VI con parole mie: cio\u00e8 con parole che uso gi\u00e0 da molto tempo per dire queste cose. Ma il senso del discorso di Paolo VI \u00e8 proprio questo che ho qui riassunto: ed anche le parole non sono poi in conclusione molto diverse. A dir la verit\u00e0 non \u00e8 la prima volta che Paolo \u00e8 sincero: ma, finora, i suoi impulsi di sincerit\u00e0 hanno avuto manifestazioni anomale, enigmatiche, e spesso (dal punto di vista della Chiesa stessa) un po&#8217; inopportune. Erano quasi dei raptus che rivelavano il suo stato d&#8217;animo reale, coincidente oggettivamente con la situazione storica della Chiesa, vissuta persona1mente nel suo Capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le encicliche \u00abstoriche\u00bb di Paolo VI, poi, erano sempre frutto di un compromesso, fra l&#8217;angoscia del Papa e la diplomazia vaticana: compromesso che non lasciava mai capire se tali encicliche fossero un progresso o un regresso rispetto a quelle di Giovanni XXIII. Un papa profondamente impulsivo e sincero come Paolo VI aveva finito con l&#8217;apparire, per definizione, ambiguo e insincero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora di colpo, \u00e8 venuta fuori tutta la sua sincerit\u00e0, in una chiarezza quasi scandalosa. Come e perch\u00e9? Non \u00e8 difficile rispondere: per la prima volta Paolo VI ha fatto ci\u00f2 che faceva normalmente Giovanni XXIII, cio\u00e8 ha spiegato la situazione della Chiesa ricorrendo a una logica, a una cultura, a una problematica non ecclesiastica: anzi, esterna alla Chiesa; quella del mondo laico, razionalista, magari socialista &#8211; sia pur ridotto e anestetizzato attraverso la sociologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fulmineo sguardo dato alla Chiesa \u00abdal di fuori\u00bb \u00e8 bastato a Paolo VI a capirne la reale situazione storica: situazione storica che rivissuta poi \u00abdal di dentro\u00bb \u00e8 risultata tragica. Ed \u00e8 qui che \u00e8 scoppiata, stavolta sinceramente, la sincerit\u00e0 di Paolo VI: anzich\u00e9 prendere la falsariga del compromesso, della ragion di Stato, dell&#8217;ipocrisia, sia pure postgiovannea, le parole \u00absincere\u00bb di Paolo VI hanno seguito la logica della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ammissioni che ne sono seguite sono dunque ammissioni storiche nel senso solenne che ho detto: tali ammissioni infatti delineano la fine della Chiesa, o almeno la fine del ruolo tradizionale della Chiesa durato ininterrottamente duemila anni. Certamente &#8211; magari attraverso le illusioni che non potr\u00e0 non dare l&#8217;Anno Santo &#8211; Paolo VI trover\u00e0 modo di ritornare (in buona fede) insincero. Il suo discorsetto di questa fine d&#8217;estate a Castelgandolfo, sar\u00e0 formalmente dimenticato, saranno alzate intorno alla Chiesa nuove rassicuranti barriere di prestigio e speranza ecc. ecc. Ma si sa che la verit\u00e0, una volta detta, \u00e8 incancellabile; e irreversibile la nuova situazione storica che ne deriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, a parte i particolari problemi pratici (come la fine delle vocazioni religiose) sulla cui soluzione il Papa \u00e8 apparso impotente a fare qualsiasi ipotesi, \u00e8 su tutta la drammatica situazione della Chiesa che egli si dimostra del tutto irrazionale (cio\u00e8, ancora una volta in altro modo, sincero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione infatti che egli propone \u00e8 \u00abpregare\u00bb. Il che significa che dopo aver analizzato la situazione della Chiesa \u00abdal di fuori\u00bb, e averne intuito la tragicit\u00e0, la soluzione che egli propone \u00e8 riformulata \u00abdal di dentro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque non solo tra impostazione e soluzione del problema c&#8217;\u00e8 un rapporto storicamente illogico: ma c&#8217;\u00e8 addirittura incommensurabilit\u00e0. A parte il fatto che il mondo ha superato la Chiesa (in termini ancora pi\u00f9 totali e decisivi di quanto abbia dimostrato il \u00abreferendum\u00bb) \u00e8 chiaro che tale mondo, appunto, non \u00abprega\u00bb pi\u00f9. Quindi la Chiesa \u00e8 ridotta a \u00abpregare\u00bb per se stessa. Cos\u00ec Paolo VI, dopo aver denunciato, con drammatica e scandalosa sincerit\u00e0 il pericolo della fine della Chiesa, non d\u00e0 alcuna soluzione o indicazione per affrontarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse perch\u00e9 non esiste possibilit\u00e0 di soluzione? Forse perch\u00e9 la fine della Chiesa \u00e8 ormai inevitabile, a causa del \u00abtradimento\u00bb di milioni e milioni di fedeli (soprattutto contadini, convertiti al laicismo e all&#8217;edonismo consumistico) e della \u00abdecisione\u00bb del potere, che \u00e8 ormai sicuro, appunto, di tenere in pugno quegli ex fedeli attraverso il benessere e soprattutto attraverso l&#8217;ideologia imposta loro senza nemmeno il bisogno di nominarla? Pu\u00f2 darsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo \u00e8 certo: che se molte e gravi sono state le colpe della Chiesa nella sua lunga storia di potere, la pi\u00f9 grave di tutte sarebbe quella di accettare passivamente la propria liquidazione da parte di un potere che se la ride del Vangelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prospettiva radicale, forse utopistica, o, \u00e8 il caso di dirlo, millenaristica, \u00e8 chiaro dunque ci\u00f2 che la Chiesa dovrebbe fare per evitare una fine ingloriosa. Essa dovrebbe passare all&#8217;opposizione. E, per passare all&#8217;opposizione, dovrebbe prima di tutto negare se stessa. Dovrebbe passare all&#8217;opposizione contro un potere che l&#8217;ha cos\u00ec cinicamente abbandonata, progettando, senza tante storie, di ridurla a puro folclore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovrebbe negare se stessa, per riconquistare i fedeli (o coloro che hanno un \u00abnuovo\u00bb bisogno di fede) che proprio per quello che essa \u00e8 l&#8217;hanno abbandonata. Riprendendo una lotta che \u00e8 peraltro nelle sue tradizioni (la lotta del Papato contro l&#8217;Impero), ma non per la conquista del potere, la Chiesa potrebbe essere la guida, grandiosa ma non autoritaria, di tutti coloro che rifiutano (e parla un marxista, proprio in quanto marxista) il nuovo potere consumistico che \u00e8 completamente irreligioso; totalitario; violento; falsamente tollerante, anzi, pi\u00f9 repressivo che mai; corruttore; degradante (mai pi\u00f9 di oggi ha avuto senso l&#8217;affermazione di Marx per cui il capitale trasforma la dignit\u00e0 umana in merce di scambio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo rifiuto che potrebbe dunque simboleggiare la Chiesa: ritornando alle origini, cio\u00e8 all&#8217;opposizione e alla rivolta. O fare questo o accettare un potere che non la vuole pi\u00f9: ossia suicidarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio un solo esempio, anche se apparentemente riduttivo. Uno dei pi\u00f9 potenti strumenti del nuovo potere \u00e8 la televisione. La Chiesa finora questo non lo ha capito. Anzi, penosamente, ha creduto che la televisione fosse un suo strumento di potere. E infatti la censura della televisione \u00e8 stata una censura vaticana, non c&#8217;\u00e8 dubbio. Non solo, ma la televisione faceva una continua r\u00e9clame della Chiesa. Per\u00f2, appunto, faceva un tipo di r\u00e9clame totalmente diversa dalla r\u00e9clame con cui lanciava i prodotti, da una parte, e dall&#8217;altra, e soprattutto, elaborava il nuovo modello umano del consumatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La r\u00e9clame fatta alla Chiesa era antiquata e inefficace, puramente verbale: e troppo esplicita, troppo pesantemente esplicita. Un vero disastro in confronto alla r\u00e9clame non verbale, e meravigliosamente lieve, fatta ai prodotti e all&#8217;ideologia consumistica, col suo edonismo perfettamente irreligioso (macch\u00e9 sacrificio, macch\u00e9 fede, macch\u00e9 ascetismo, macch\u00e9 buoni sentimenti, macch\u00e9 risparmio; macch\u00e9 severit\u00e0 di costumi ecc. ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata la televisione la principale artefice della vittoria del \u00abno\u00bb al referendum, attraverso la laicizzazione, sia pur ebete, dei cittadini. E quel \u00abno\u00bb del referendum non ha dato che una pallida idea di quanto la societ\u00e0 italiana sia cambiata appunto nel senso indicato da Paolo VI nel suo storico discorsetto di Castelgandolfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la Chiesa dovrebbe continuare ad accettare una televisione simile? Cio\u00e8 uno strumento della cultura di massa appartenente a quel nuovo potere che \u00abnon sa pi\u00f9 cosa farsene della Chiesa\u00bb? Non dovrebbe, invece, attaccarla violentemente, con furia paolina, proprio per la sua reale irreligiosit\u00e0, cinicamente corretta da un vuoto clericalismo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente si annuncia invece un grande exploit televisivo proprio per l&#8217;inaugurazione dell&#8217; Anno Santo. Ebbene, sia chiaro per gli uomini religiosi che queste manifestazioni pomposamente teletrasmesse, saranno delle grandi e vuote manifestazioni folcloriche, inutili ormai politicamente anche alla destra pi\u00f9 tradizionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho fatto l&#8217;esempio della televisione perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 spettacolare e macroscopico. Ma potrei dare mille altri esempi riguardanti la vita quotidiana di milioni di cittadini: dalla funzione del prete in un mondo agricolo in completo abbandono, alla rivolta delle \u00e9lites teologicamente pi\u00f9 avanzate e scandalose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in definitiva il dilemma oggi \u00e8 questo: o la Chiesa fa propria la traumatizzante maschera del Paolo VI folcloristico che \u00abgioca\u00bb con la tragedia, o fa propria la tragica sincerit\u00e0 del Paolo VI che annuncia temerariamente la sua fine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[Articolo apparso sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; del 22 settembre 1974 con il titolo <\/em>Lo storico discorsetto di Castelgandolfo<em>]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIER PAOLO PASOLINI \u00a0 Forse qualche lettore \u00e8 stato colpito da una fotografia di Papa Paolo VI con in testa una corona di penne Sioux, circondato da un gruppetto di \u00abPellerossa\u00bb in costumi tradizionali: un quadretto folcloristico estremamente imbarazzante quanto pi\u00f9 l&#8217;atmosfera appariva familiare e bonaria. 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