{"id":15461,"date":"2016-03-24T00:02:40","date_gmt":"2016-03-24T00:02:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15461"},"modified":"2016-03-24T00:02:40","modified_gmt":"2016-03-24T00:02:40","slug":"il-sistema-delle-autonomie-locali-della-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15461","title":{"rendered":"Il sistema delle autonomie locali della Sardegna"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LUCA CANCELLIERE<\/strong> (ARS Sardegna)<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nAl termine di un lungo e travagliato procedimento legislativo, il 4 febbraio 2016 \u00e8 stata promulgata l\u2019attesa legge regionale n. 2\/2016 sul riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna. <\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa legge ha finalmente chiuso una lunga e travagliata fase transitoria iniziata il 6 maggio 2012 e segna senz\u2019altro un momento di particolare importanza storica nella storia politica e amministrativa della Sardegna.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Le autonomie locali nella storia della Sardegna <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non \u00e8 privo di interesse, in questa sede, un breve riepilogo sulle vicende del sistema delle autonomie locali nella storia della Sardegna. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #141823;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">La prima grande riforma in materia di autonomie locali fu adottata da Giambattista Lorenzo Bogino, Ministro per gli Affari di Sardegna dal 1759 al 1773, che nel 1771 istitu\u00ec in tutti i paesi dell\u2019Isola i \u201cConsigli Comunitativi\u201d, presieduti da un Sindaco eletto a turno nei tre ordini di cittadini: primo, mezzano e infimo. Per la prima volta, i sudditi dei feudi venivano coinvolti nella vita politica. Questa fu una novit\u00e0 epocale, poich\u00e9 sino ad allora le sole citt\u00e0 regie di Cagliari, Iglesias, Oristano, Bosa, Alghero, Castelsardo e Sassari godevano di un diritto municipale proprio e non erano soggette al sistema feudale istituito dagli Aragonesi, oltre a essere rappresentate nello Stamento c.d. \u201cregio\u201d (che si affiancava agli altri due stamenti, quello \u201cmilitare\u201d degli aristocratici e quello \u201cecclesiastico\u201d del clero).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con l\u2019editto del 7 ottobre 1814 (poi modificato dai successivi editti del 27 ottobre 1815 e 10 novembre 1818), il sistema degli enti locali venne articolato dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele I di Savoia su quattro livelli amministrativi: divisione, provincia, mandamento e comune. In Sardegna furono istituite le divisioni di Sassari (con le province di Sassari, Alghero, Cuglieri, Ozieri e Tempio) e Cagliari (con le province di Cagliari, Iglesias, Isili, Lanusei, Nuoro e Busachi).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019ottobre del 1847, Re Carlo Alberto di Savoia accolse la richiesta di \u201cFusione perfetta\u201d tra la Sardegna e gli Stati di Terraferma, uniti fino ad allora soltanto dalla persona del Re. In tal modo il Regno di Sardegna, da Stato \u201ccomposto\u201d, divenne Stato \u201cunitario\u201d e conseguentemente furono abolite la carica viceregia e gli antichi Stamenti del Regno. Con il <\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201cRegio editto per l\u2019Amministrazione dei Comuni e delle Provincie\u201d<\/span><\/span><\/em> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">del 27 novembre 1847, fu esteso il sistema amministrativo piemontese all\u2019isola. Divisione e Provincia furono dotati di consigli elettivi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019Isola fu ripartita amministrativamente in tre divisioni: Cagliari (con le province di Cagliari, Oristano, Iglesias e Isili), Nuoro (con le province di Nuoro, Cuglieri e Lanusei) e Sassari (con le province di Sassari, Alghero, Ozieri e Tempio).<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La legge Rattazzi del 23 ottobre 1859 abol\u00ec la ripartizione in divisioni introducendo l\u2019ordinamento provinciale, che poi sarebbe stato esteso a tutta l\u2019Italia unita. In Sardegna furono istituite le due province di Cagliari (con i circondari di Cagliari, Iglesias, Lanusei e Oristano) e Sassari (con i circondari di Sassari, Alghero, Nuoro, Ozieri e Tempio).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927 abol\u00ec i circondari istituendo la Provincia di Nuoro, alla quale venivano assegnati i comuni gi\u00e0 appartenenti ai circondari di Nuoro e Lanusei.<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo Statuto Speciale di Autonomia della Regione Sardegna approvato con Legge Costituzionale n. 3 del 26 febbraio 1948, all&#8217;art. 3 b), come modificato dall\u00b4art. 4 della Legge Costituzionale n. 2 del 23 settembre 1993, riconobbe alla Regione Autonoma competenza legislativa esclusiva in materia di &#8220;ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni&#8221;.<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con legge statale 16 luglio 1974, n. 306 veniva istituita la quarta provincia sarda, Oristano.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine, con un procedimento avviato con la legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4 e concluso con la legge regionale 12 luglio 2001, n. 9, veniva istituite quattro nuove province: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio, in aggiunta alle quattro preesistenti province di istituzione statale.<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 il caso di rammentare che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 230 del 6 luglio 2001, aveva dichiarato infondata la questione di legittimit\u00e0 costituzionale relativa alla presunta incompetenza della Regione Sardegna a istituire nuove province nel suo territorio, precisando che non esisteva per\u00f2 alcun nesso necessario tra l&#8217;istituzione di una provincia e l\u2019istituzione di uffici statali decentrati nel suo territorio, materia rientrante nella discrezionalit\u00e0 del legislatore statale.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con il referendum abrogativo (per quanto concerne le quattro province istituite con legge regionale: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio) e consultivo (per quanto concerne le quattro province istituite con legge statale: Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano) del 6 maggio 2012, i cittadini sardi esprimevano una volont\u00e0 favorevole all\u2019abolizione di tutte le province esistenti in Sardegna. <\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La volont\u00e0 dell\u2019elettorato veniva immediatamente recepita dal legislatore regionale con la legge regionale 25 maggio 2012, n. 11 che avviava un procedimento di riforma del sistema delle autonomie locali che per\u00f2 si \u00e8 concluso con quasi quattro anni di ritardo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo quasi quattro anni, il processo si \u00e8 concluso con la legge regionale 4 febbraio 2016 n. 2.<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Le legge regionale 4 febbraio 2016 n. 2<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La nuova legge regionale di riordino del sistema delle autonomie locali richiama espressamente l\u2019ipotesi di abolizione delle province oggetto del relativo disegno di legge costituzionale di iniziativa governativa. Il territorio regionale viene pertanto diviso, in via provvisoria e all\u2019esito dell\u2019intervenuta abrogazione delle quattro province istituite con legge regionale, tra le quattro circoscrizioni provinciali corrispondenti alle quattro province istituite con legge statale e la citt\u00e0 metropolitana di Cagliari di nuova istituzione.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quest\u2019ultima viene ad includere il comune di Cagliari e altri 16 comuni limitrofi, assumendo le competenze previste dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. Ferma restando la possibilit\u00e0 per la citt\u00e0 metropolitana di Cagliari di prevedere nel proprio Statuto l\u2019elezione diretta del sindaco metropolitano, le suddette funzioni vengono assunte in via transitoria dal sindaco di Cagliari. Gli altri organi della citt\u00e0 metropolitana sono la conferenza metropolitana (composta dal sindaco metropolitano, che la convoca e la presiede, e dai sindaci dei comuni appartenenti alla citt\u00e0 metropolitana) e il consiglio metropolitano (eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della citt\u00e0 metropolitana).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Citt\u00e0 metropolitana a parte, le quattro province della Sardegna saranno pertanto quelle di Sassari (cui sono uniti l\u2019ex provincia di Olbia-Tempio e i comuni di San Teodoro e Budoni), Nuoro (cui \u00e8 unita l\u2019Ogliastra), Oristano (cui sono uniti Laconi, Bosa e gli altri comuni della Planargia) e la neo-costituita \u201cprovincia del Sud Sardegna\u201d, costituita dai territori gi\u00e0 appartenenti alle province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano e Cagliari (con l\u2019eccezione dei 17 comuni entrati a far parte della citt\u00e0 metropolitana di Cagliari), pi\u00f9 i comuni di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Escalaplano, Escolca, Esterzili, Gergei, Isili, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Sadali, Serri, Seulo, Seui, Genoni e Villanovatulo. Secondo quanto gi\u00e0 previsto dal D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 e dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, presidente della provincia e consiglio provinciale sono organi di secondo grado, eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali della provincia. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In particolare la legge regionale sul riordino delle autonomie locali prevede la ripartizione delle province scaturite dalla confluenza di pi\u00f9 province soppresse in \u201czone omogenee\u201d<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">come ambito operativo dei servizi provinciali e circoscrizioni per l&#8217;elezione dei consigli provinciali, fino alla definitiva soppressione delle province.<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo la soppressione delle province la regione istituir\u00e0 \u201cambiti territoriali strategici\u201dai fini del programma regionale di sviluppo e per esercitare funzioni di area vasta direttamente, per il tramite di enti o agenzie o mediante delega a comuni e unioni di comuni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019organo su cui la legge sul riordino delle autonomie locali affida un ruolo propulsivo nel nuovo assetto ordina mentale \u00e8 per\u00f2 l\u2019unione dei comuni, i cui \u201cambiti territoriali ottimali\u201d sono determinati dal piano di riordino territoriale regionale. Sono organi dell&#8217;unione di comuni, conformemente alla legislazione statale, l&#8217;assemblea dei sindaci, il presidente e la giunta.<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti i comuni della Sardegna sono obbligati ad aderire a un\u2019unione di comuni, che pu\u00f2 essere costituita secondo le tre seguenti modalit\u00e0: <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<p class=\"western\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">da quattro o pi\u00f9 comuni contermini, con popolazione complessiva non inferiore a 10.000 abitanti, fatte salve le unioni di comuni con popolazione inferiore gi\u00e0 costituite alla data dell&#8217;entrata in vigore della legge;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">da una \u201ccitt\u00e0 media\u201d (comune con pi\u00f9 di 30.000 abitanti) e da un comune contermine, con popolazione complessiva di almeno 50.000 abitanti, assumendo in tal caso il nome di \u201crete urbana\u201d; <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">da almeno due \u201ccitt\u00e0 medie\u201d contermini, con popolazione complessiva di almeno 150.000 abitanti e e nel cui territorio siano presenti sistemi di trasporto, quali porti e aeroporti, di interesse nazionale, assumendo in tal caso il nome di \u201crete metropolitana\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fermo restando che le province, fino alla loro soppressione, continueranno a svolgere le funzioni loro attribuite dalla legge 7 aprile 2014, n. 56 e dalla legge regionale, la legge sul riordino delle autonomie locali prevede sin d\u2019ora il trasferimento alle unioni di comuni o alla regione di alcune competenze provinciali. Alle unioni di comuni passeranno funzioni gi\u00e0 conferite alle province nei seguenti settori: industria, energia, fiere e commercio, turismo, agricoltura, risorse idriche, istruzione, spettacolo e attivit\u00e0 culturali, sport, cultura e lingua sarda, beni culturali. Alla Regione, invece, passeranno funzioni di programmazione gi\u00e0 conferite alle province nei seguenti settori: artigianato, industria, miniere e risorse geotermiche, fiere e commercio, turismo, trasporti, formazione professionale e sport.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La legge regionale sul riordino delle autonomie locali prevede infine norme transitorie per il trasferimento di funzioni, beni e personale dalle province agli enti subentranti, per la nomina degli amministratori straordinari delle province di Sassari, Nuoro e Oristano e del Sud Sardegna e per l\u2019adozione dell\u2019atto costitutivo e dello statuto della Citt\u00e0 Metropolitana di Cagliari, fino all\u2019entrata a regime degli organi istituzionali previsti dalla legge di riforma.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA CANCELLIERE (ARS Sardegna) Al termine di un lungo e travagliato procedimento legislativo, il 4 febbraio 2016 \u00e8 stata promulgata l\u2019attesa legge regionale n. 2\/2016 sul riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna. 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