{"id":15510,"date":"2016-03-28T00:05:43","date_gmt":"2016-03-28T00:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15510"},"modified":"2016-03-28T00:05:43","modified_gmt":"2016-03-28T00:05:43","slug":"il-conflitto-di-classe-dietro-lo-scontro-generazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15510","title":{"rendered":"Il conflitto di classe dietro lo scontro generazionale"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>MATTEO VOLPE<\/strong> (<cite class=\"_Rm\"><a href=\"http:\/\/nuovalira.blogspot.com\">nuovalira.blogspot.com<\/a><\/cite>)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riforme delle pensioni negli ultimi vent\u2019anni in Italia sono state un fattore decisivo nel processo di smantellamento dello Stato sociale, di polarizzazione della societ\u00e0 e di privatizzazione delle funzioni statali. Con il passaggio al sistema contributivo e la parziale privatizzazione del sistema previdenziale si \u00e8 avuta una riconfigurazione dei rapporti di forza a vantaggio del capitale, in particolare di quello finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo processo, che \u00e8 passato attraverso una certa gestione del consenso politico, ha imposto un fatalismo diffuso che vedeva la ristrutturazione del sistema previdenziale (che rientra nel pi\u00f9 ampio fenomeno di compressione dell\u2019apparato statale) come necessit\u00e0 derivante da tendenze incontrollabili dell\u2019economia e dall\u2019indebitamento pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto si sia cercato di mascherare questo fatalismo dietro un velo di tecnicismo risulta evidente in esso l\u2019elemento ideologico; in realt\u00e0 non \u00e8 l\u2019economia a essere di per s\u00e9 incontrollabile, ma \u00e8 la rinuncia della politica alle sue prerogative di intervento che la fa apparire tale. Neanche l\u2019indebitamento pubblico \u00e8 un problema insolvibile, qualora lo Stato conservi gli strumenti di azione politico-economica (la cui dismissione, invece, \u00e8 stata spinta fino alla rinuncia del monopolio della moneta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma una mitologia in particolare \u00e8 servita allo scopo di creare consenso attorno a questo nuovo dominio economico, soprattutto per ci\u00f2 che riguarda il sistema pensionistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pensioni, si \u00e8 detto, sono eccessive, perch\u00e9 sottraggono ricchezza alle generazioni future, che non potranno ricevere un reddito accettabile quando saranno diventate inattive. Inoltre, la \u201cgenerosit\u00e0\u201d dello Stato verso i pensionati dilapiderebbe le ricchezze disponibili per gli anni avvenire. Pertanto, il ridimensionamento del sistema previdenziale sarebbe una questione di etica pubblica, ispirato a un \u201cprincipio di responsabilit\u00e0\u201d, come direbbe Hans Jonas, verso il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carattere ideologico di queste proposizioni si evince dalla totale assenza dal discorso invalso presso i mezzi di comunicazione di massa di un analogo criterio nella distribuzione della ricchezza tra le classi. Ammesso che questa sia strutturalmente ridotta rispetto al passato, che quindi non possa essere incrementata e che si renda necessario un suo razionamento, perch\u00e9 non si richiede un\u2019identica redistribuzione dai ceti privilegiati (in particolare l\u2019aristocrazia finanziaria) verso quelli pi\u00f9 deboli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questo c\u2019\u00e8, peraltro, una mistificazione anche sul piano tecnico. L\u2019attuale generazione, da questo punto di vista, non ha alcun debito con la prossima, giacch\u00e9 quest\u2019ultima dipender\u00e0 soltanto dalla ricchezza che sar\u00e0 in grado di produrre (eccetto per le \u201cfondamenta\u201d del sistema economico, come la rete infrastrutturale e per il risparmio privato che non \u00e8 legato direttamente a scelte di politica economica). Ci\u00f2 vuol dire che i futuri pensionati percepiranno un reddito solo dai futuri lavoratori e non da \u201criserve\u201d monetarie accumulate attraverso i contributi. Tutto dipender\u00e0, quindi, dalla capacit\u00e0 dell\u2019apparato produttivo dei prossimi anni di generare ricchezza sufficiente. Il sistema pensionistico non comporta alcuna \u201cipoteca\u201d sul futuro, ma \u00e8 soltanto un metodo di ripartizione della ricchezza prodotta tra la popolazione attiva e quella inattiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto la mitologia del \u201cconflitto generazionale\u201d \u00e8 una finzione che serve a mascherare il conflitto reale di classe, quello che vede un\u2019aristocrazia finanziaria, coadiuvata dal grande capitale industriale, muovere guerra alla classe media risparmiatrice e agli strati popolari gi\u00e0 impoveriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cConflitto generazionale\u201d \u00e8, in un certo senso, una <em>contradictio in adjecto<\/em>, esso pu\u00f2 darsi, al pi\u00f9, sul piano culturale, ma non su quello economico. L\u2019elemento conflittuale della societ\u00e0 continua ad essere quello di classe, come dimostrano le tendenze polarizzatrici che riemergono (dopo che, negli anni dello stato keynesiano, sembravano superabili in favore di un tendenziale livellamento) e che interessano tanto le generazioni pi\u00f9 giovani quanto quelle pi\u00f9 anziane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 darsi piuttosto una competizione tra generazioni limitata al controllo di alcune posizioni di potere (inserita nella polemica dei media come scontro tra meritocrazia e gerontocrazia) come si d\u00e0 competizione nel capitalismo, ma essa non \u00e8 interclassista e non riguarda la struttura o la conformazione particolare dell\u2019organizzazione sociale nel suo complesso, i rapporti di forza e la distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio generazionale resta un artificio retorico e ideologico che cerca di occupare il vuoto lasciato nei discorsi dalla scomparsa del principio di classe, il quale tuttavia continua ancora ad essere il pi\u00f9 adatto a spiegare i fenomeni socio-economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/\">L&#8217;intellettuale dissidente<\/a>]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MATTEO VOLPE (nuovalira.blogspot.com) Le riforme delle pensioni negli ultimi vent\u2019anni in Italia sono state un fattore decisivo nel processo di smantellamento dello Stato sociale, di polarizzazione della societ\u00e0 e di privatizzazione delle funzioni statali. 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