{"id":15516,"date":"2016-04-09T00:41:05","date_gmt":"2016-04-09T00:41:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15516"},"modified":"2016-04-09T00:41:05","modified_gmt":"2016-04-09T00:41:05","slug":"un-paese-ormai-disfatto-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15516","title":{"rendered":"Un Paese ormai disfatto (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>GIANFRANCO LA GRASSA<\/strong> (economista)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ringraziamo il prof. La Grassa per averci gentilmente permesso di pubblicare questo interessantissimo scritto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 indubbio che l\u2019esperienza fascista \u2013 dopo essere stata, checch\u00e9 se ne dica, piuttosto seguita dalla popolazione italiana negli anni \u201930 del \u2018900 \u2013 ha lasciato esiti negativi in seguito alla brutta esperienza della seconda guerra mondiale, in cui il Paese, malgrado le sue capacit\u00e0 di compiere indegne \u201ccapriole\u201d, \u00e8 uscito di fatto sconfitto. In effetti, \u00e8 stata quell\u2019esperienza che ci ha consegnato \u2013 tuttavia come tutta l\u2019Europa occidentale, ivi compresi i paesi vincitori: l\u2019Inghilterra e la Francia \u2013 al culto e ammirazione della \u201cdemocrazia\u201d americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ammirazione poco comprensibile, in verit\u00e0, visto che negli Usa met\u00e0 della popolazione non fa sentire la sua voce in nessun senso; e il resto vota due partiti assai poco dissimili, in mano a potenti <em>lobbies<\/em> che profondono soldi a volont\u00e0 per condurre campagne elettorali assai variopinte e carnascialesche, in cui tutto si dice salvo quali sono i reali intendimenti poi messi in atto dai vincitori della <em>kermesse h\u00e9roique<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lezione Usa \u00e8 stata fra l\u2019altro mal appresa, anche perch\u00e9 il tutto si \u00e8 dovuto per oltre 40 anni adattare alla presenza di un mondo bipolare con l\u2019Urss pensata quale paese di tipo socialista, quindi alternativo al capitalismo. La presenza del nemico \u201canticapitalista\u201d \u2013 unita a quella del pi\u00f9 forte partito comunista dell\u2019area capitalistica; comunista tanto quanto era socialista l\u2019Unione sovietica, e tuttavia sempre pensato quale pericolo incombente per il sistema sociale e politico in auge \u2013 ha fatto s\u00ec che esistesse di fatto nel nostro paese un unico grosso partito al governo (la DC), circondato da partiti minori (a parte il Psi di dimensioni medie) facenti parte dello stesso orientamento, salvo differenze abbastanza marginali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Pci rappresentava un\u2019opposizione cospicua, ma era pur sempre soltanto opposizione; la presenza della Nato (cio\u00e8 degli Usa, paese predominante dell\u2019intera area capitalistica) impediva ogni possibilit\u00e0 di ricambio. Il Pci accett\u00f2 fin da subito, dopo essere stato cacciato nel 1947 dal governo di unit\u00e0 nazionale, tale situazione di minorit\u00e0 costante; successivamente, a partire dagli anni \u201970, come abbiamo rimarcato pi\u00f9 volte, inizi\u00f2 il suo coperto, piuttosto segreto, spostamento di campo, preparando un quadro dirigente che poi apertamente rovesci\u00f2 le sue alleanze internazionali non appena il campo \u201csocialista\u201d e l\u2019Urss implosero in modo piuttosto\u00a0 subitaneo. E le rovesci\u00f2 continuando a trascinarsi dietro un veramente ormai ottuso e spento corpo elettorale in buona parte ancora convinto di stare seguendo un partito favorevole alla trasformazione sociale dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crollata l\u2019Urss \u2013 e quindi senza pi\u00f9 alcun pericolo per un campo capitalistico, ampliato di tutta l\u2019Europa orientale, divenuta del tutto succube degli Usa \u2013 venne condotta in Italia, per via giudiziaria e senza alcuna chiarezza politica, l\u2019operazione di sostituzione del regime fondato sulla Dc (con appoggio sostanziale del Psi craxiano) con un altro, assai pi\u00f9 prono ai voleri americani e poggiante sugli ignobili personaggi che ormai guidavano il partito (plurinominato nel giro di pochi anni: Pds, Ds, Pd) erede del \u201cPci voltagabbana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo fu abbastanza malamente condotto, coinvolgendo anche alcune parti (\u201cdi sinistra\u201d; tutto da ridere) della Dc e qualche dirigente del Psi. Tuttavia, l\u2019inettitudine dei personaggi in questione, e l\u2019improprio e impolitico modo di mettere in piedi questa finzione di schieramento di \u201csinistra\u201d, fecero fallire l\u2019intenzione di mettere in piedi un altro regime abbastanza solido come il precedente. Intervenne un altro personaggio, tutt\u2019altro che di ottima caratura, ma del tutto sufficiente a mettere in crisi il progetto preparato fin dai viaggi di esponenti del \u201cfu\u201d Pci negli Stati Uniti (gi\u00e0 a partire dai primi anni \u201970).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec inizi\u00f2 un periodo, durato circa un quarto di secolo, di situazione molto confusa ed estremamente negativa per l\u2019Italia, sempre pi\u00f9 allo sbando. In ogni caso, il nostro paese \u00e8 stato sempre, pi\u00f9 o meno, una base operativa della Nato, cio\u00e8 di coloro che comandano realmente in questa organizzazione: gli Stati Uniti evidentemente. Dopo il crollo dell\u2019Urss, per una decina d\u2019anni almeno questo paese ormai nettamente predominante si \u00e8 sentito sicuro di non avere pi\u00f9 effettivi competitori. Ci sono state azioni di consolidamento della situazione condotte, ad es., in Irak (prima guerra del \u201991, ancora sussistente l\u2019Urss per pochi mesi) e in Serbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto sommato, direi che si \u00e8 trattato di accentuare l\u2019influenza Usa in Medioriente (tenuto, fra l\u2019altro, conto della presenza di paesi non fidati come l\u2019Iran) e di stoppare ogni velleit\u00e0 anche soltanto futura di paesi come la Germania, che si stava espandendo economicamente in molti paesi dell\u2019Europa orientale e nei Balcani. Del resto, bloccare tale Paese fin da subito \u2013 assai prima che rappresentasse effettivamente un concorrente di pur minima pericolosit\u00e0 \u2013 significava nel contempo l\u2019arresto di ogni prospettiva di sua pur lontana proiezione verso est, verso magari un\u2019alleanza con una Russia che poteva rimettersi in piedi, soprattutto appunto in simbiosi con i Tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[continua]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO LA GRASSA (economista) Ringraziamo il prof. La Grassa per averci gentilmente permesso di pubblicare questo interessantissimo scritto. 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