{"id":15518,"date":"2016-04-10T00:05:51","date_gmt":"2016-04-10T00:05:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15518"},"modified":"2016-04-10T00:05:51","modified_gmt":"2016-04-10T00:05:51","slug":"un-paese-ormai-disfatto-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15518","title":{"rendered":"Un Paese ormai disfatto (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>GIANFRANCO LA GRASSA<\/strong> (economista)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo periodo [gli anni Novanta, <em>ndr<\/em>], in Italia and\u00f2 portando a termine la fine della prima Repubblica, cio\u00e8 del regime Dc (e Psi) non pi\u00f9 ritenuto necessario, e ci si propose \u2013 non riuscendoci, come gi\u00e0 detto, per l\u2019inettitudine di coloro cui si affid\u00f2 il compito \u2013 di sostituirlo con quello degli ex piciisti ormai \u201cbolliti\u201d (in senso filoamericano) al punto giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si port\u00f2 comunque avanti il progetto di liquidazione dell\u2019industria \u201cpubblica\u201d, che interessava molto a quella \u201cprivata\u201d (guidata da Agnelli), un settore industriale che \u00e8 sempre stato il tramite, fin dalla seconda guerra mondiale, dell\u2019influenza anglosassone in Italia. Del resto, l\u2019indebolimento della parte \u201cpubblica\u201d del sistema economico \u2013 che da sempre aveva costituito un punto di forza di settori decisivi della Dc (e di una opposizione tutto sommato \u201cleale\u201d da parte del Pci) \u2013 era misura coerente con l\u2019ulteriore nostro asservimento alle finalit\u00e0 del paese che, dalla fine della guerra, orient\u00f2 il \u201ccampo occidentale\u201d (diciamo pure capitalistico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il XXI secolo \u2013 per fissare una data, usiamo il famoso episodio delle \u201cdue Torri\u201d dell11 settembre 2001 \u2013 la situazione si fa pi\u00f9 intricata; sia pure lentamente si comincia a notare che la Russia non \u00e8 completamente fuori da ogni gioco, \u00e8 molto indebolita ma con possibilit\u00e0 di ripresa per i tempi a venire. Si ha progressivamente quel mutamento di strategia degli Stati Uniti \u2013 con punto culminante nello sconquasso provocato in Nord Africa e accentuazione della pressione in Medioriente \u2013 di cui non credo si abbia ancora un\u2019idea veramente precisa e coerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuo comunque ad avere molti dubbi sul fatto che si sia alla fine dimostrato quali gravi errori abbiano commesso gli Usa e che da tali vicende stia uscendo sostanziale vincitrice la Russia intervenuta in Siria. In ogni caso, semplificando la questione, si nota il mettersi in moto di una tendenza, tutt\u2019altro che chiara e lineare, al multipolarismo con crescenti difficolt\u00e0 \u2013 ancora tutt\u2019altro che insormontabili \u2013 per il predominio mondiale statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia \u00e8 in fondo meno forte e determinata di quanto qualcuno oggi la ritenga; tuttavia, resto convinto che nel giro dei prossimi anni (non pochissimi) sar\u00e0 ancora l\u2019antagonista principale degli Usa. Inoltre, tale paese, pur sempre predominante, sta giocando in Africa e nel Medioriente una partita abbastanza complessa, in cui cerca di sfruttare non pi\u00f9 la semplice contrapposizione tra Israele e determinati movimenti arabi, bens\u00ec proprio una serie di contraddizioni a questi ultimi interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una situazione di cos\u00ec crescente complessit\u00e0, diventa viepi\u00f9 rilevante la funzione della \u201cportaerei\u201d Italia; la sua posizione geografica \u00e8 sempre pi\u00f9 allettante, ma deve essere supportata da una situazione politica adeguata, che tuttora manca. Si \u00e8 messo fine ad ogni pur assai superficiale e debole \u201cballetto\u201d tra Russia e Italia con proiezione verso la Libia: non era difficile ottenere il risultato poich\u00e9 una certa politica di Berlusconi \u2013 non cos\u00ec allineata come quella degli ignobili ex piciisti e con aperture ai russi, fatte passare per amicizia personale tra questo ambiguo personaggio e Putin \u2013 era semplicemente dovuta ad interessi probabilmente molto personali. Per cui \u00e8 bastato il pericolo di danneggiamenti di altri interessi, o magari ulteriori pericoli ancora pi\u00f9 personali, e quella politica ha fatto acqua da tutte le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 malgrado, non credo si sia giunti per semplice errore al massacro di Gheddafi che ha consegnato quel paese al caos pi\u00f9 indescrivibile. Probabilmente, si \u00e8 evitata ogni possibilit\u00e0 di qualche infiltrazione russa pur avendo \u201cmesso a regime\u201d Berlusconi. Non ci si scordi che il coinvolgimento di quest\u2019ultimo (tramite influenza sull\u2019Eni, di cui si cambi\u00f2 il presidente Mincato con Scaroni per accelerare l\u2019accordo con la Gazprom) \u00e8 avvenuto nell\u2019agosto del 2003 quando Putin si ferm\u00f2 in Sardegna dopo un importante viaggio proprio in Libia e in Algeria (continuo a pensare che l\u2019attuale regime di tale paese si sia salvato, per vari motivi nient\u2019affatto conosciuti, dal subire un trattamento simile a quello di Gheddafi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia \u00e8 oggi confinata a compiere movimenti vari, assai poco trasparenti, nell\u2019area della Siria; e deve tenere almeno il porto di Tartus e qualche altra area d\u2019influenza, ma il tutto \u201ccongelato\u201d in quella zona dove si stanno svolgendo giochi a \u201cgeometria variabile\u201d (e, lo ripeto, per nulla limpida).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bene, tornando all\u2019Italia, tutto questo ambaradan \u2013 complicato ulteriormente sia dalla rivalit\u00e0 tra Turchia ed Iran e dai problemi che si stanno creando in Europa per la questione dei migranti, da cui sembra derivare un certo rafforzamento dei settori euroscettici \u2013 esige cambiamenti notevoli nel nostro paese, in una situazione in cui il passato quarto di secolo ha condotto ad un pauroso abbassamento di ogni qualificazione politica dei partiti composti da autentici mediocri e meri opportunisti, che cambiano casacca ad una velocit\u00e0 supersonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ormai indispensabile, per i predominanti Usa, sostituire gli ex piciisti dimostratisi degli autentici incapaci e in fase di forte perdita di credibilit\u00e0 e consenso. Bisogna per\u00f2 dire che i nuovi settori (diciamo, per semplicit\u00e0, \u201crenziani\u201d) sono pi\u00f9 o meno indecenti quanto i precedenti; semplicemente hanno il 90% dei media, in mano a venduti di ogni sorta, che li incensano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una simile copertura non \u00e8 per\u00f2 del tutto sufficiente a dare popolarit\u00e0 adeguata a simili buffoni. Essi godono pure della coperta complicit\u00e0 di quel laido personaggio che \u00e8 Berlusconi, evidente solo a chi capisce qualcosa di politica (molto pochi in verit\u00e0). E i suoi \u201calleati\u201d del \u201ccentrodestra\u201d, sempre pi\u00f9 convinti di doverlo mettere da parte, non chiariscono affatto il suo ruolo di tradimento, indebolendo cos\u00ec il loro comportamento e consentendo al \u201cnano d\u2019Arcore\u201d di figurare come fosse lui il tradito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente, per gli interessi americani si sta rivelando molto utile l\u2019inettitudine e poca coerenza dell\u2019opposizione in Italia. I cosiddetti pentastellati sono un ammasso abbastanza caotico di incompetenti pronti, io credo, a porsi al servizio degli Usa se questi decidessero di sfruttarli per la solita necessit\u00e0 di avere un paese ridotto a semplice area geografica delle loro operazioni; non solo verso Africa e Medioriente, ma pure per ostacolare i movimenti euroscettici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E anche le forze dette di centro-destra, incapaci come gi\u00e0 detto di regolare definitivamente i conti con i forzaitalioti berlusconiani, danno l\u2019impressione di dover rimanere sempre all\u2019opposizione. Il vero difetto di tutti questi partiti \u00e8 di essere alla disperata ricerca di voti; il culto settantennale della finta \u201cdemocrazia all\u2019americana\u201d gioca sempre brutti tiri. Non ci si rende conto che una siffatta \u201cdemocrazia\u201d esige la presenza di forti lobbies, dotate di mezzi per strapagare media e corrompere tutto e tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un paese come il nostro \u2013 in cui i gruppi di potere e gli apparati di servizio agli stessi (l\u2019Intelligence in primo luogo) sono subordinati ad interessi predominanti (degli Usa appunto); e in cui anche i gruppi industriali e bancari, soprattutto dopo il forte indebolimento dei settori \u201cpubblici\u201d, giocano nello stesso senso \u2013 le lobbies, cos\u00ec essenziali alla \u201cdemocrazia\u201d da burletta, sono o straniere o al servizio di queste ultime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le povere opposizioni, se semplicemente si adattano alla ricerca dei voti, non riescono ad emergere. E qualora si rafforzassero un po\u2019, subito si formerebbero gruppi di meschini opportunisti venduti (alle lobbies in questione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">[continua]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15516\">Qui<\/a> la prima parte dell&#8217;articolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO LA GRASSA (economista) In questo periodo [gli anni Novanta, ndr], in Italia and\u00f2 portando a termine la fine della prima Repubblica, cio\u00e8 del regime Dc (e Psi) non pi\u00f9 ritenuto necessario, e ci si propose \u2013 non riuscendoci, come gi\u00e0 detto, per l\u2019inettitudine di coloro cui si affid\u00f2 il compito \u2013 di sostituirlo con quello degli ex piciisti ormai \u201cbolliti\u201d (in senso filoamericano) al punto giusto. 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