{"id":15527,"date":"2016-03-22T00:52:57","date_gmt":"2016-03-22T00:52:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15527"},"modified":"2016-03-22T00:52:57","modified_gmt":"2016-03-22T00:52:57","slug":"la-fine-di-unepoca-del-cristianesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15527","title":{"rendered":"La fine di un&#039;epoca del Cristianesimo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>MARCO GUZZI<\/strong> (poeta e filosofo)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cristianesimo sta vivendo in Italia, e pi\u00f9 in generale, in Europa, una crisi davvero singolare, che in realt\u00e0 ha radici molto antiche, e che procede e si va aggravando sempre pi\u00f9 velocemente da alcuni decenni. Se non partiamo ogni volta dalla comprensione di questo dato di fatto, rischiamo di avventurarci in considerazioni estremamente generiche e in proposte di rilancio del tutto inefficaci. Il cristianesimo infatti, nonostante molteplici e reiterati successi di superficie, sembra sempre pi\u00f9 appannato, diluito com\u2019\u00e8 negli ambigui convincimenti delle societ\u00e0 secolarizzate; sembra a volte soltanto una leggerissima e quasi evanescente verniciatura di moralit\u00e0 altruistica sulla corazza d\u2019acciaio del mondo tecno-mercantile planetarizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella premessa alla nuova edizione (2000) del suo volume <em>Introduzione al cristianesimo<\/em> (1968), Joseph Ratzinger constatava che, nonostante il persistere di un notevole numero di credenti \u201cin questo momento storico il cristianesimo non \u00e8 riuscito a porsi distintamente come un\u2019alternativa epocale\u201d. La radice di questo fenomeno, come dicevamo, \u00e8 antica e profonda, e si alimenta alla sostanziale e arcaica superficialit\u00e0 di un cristianesimo di massa, ridotto per secoli a consuetudine antropologico-culturale, a ritualit\u00e0 e a devozione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora Ratzinger si chiedeva nello stesso saggio: \u201cChi \u00e8 capace di dire a uno che lo chiede, in modo comprensibile ma conciso, che cosa propriamente significhi \u2018essere cristiani\u2019? Chi sa spiegare a un altro, in maniera comprensibile, perch\u00e9 egli crede, indicando quale sia la direzione chiara, il centro della decisione della fede?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben pochi, davvero pochissimi! Cos\u00ec risponderebbe a queste domande, fatte nel 1968, il recentissimo \u201cRapporto sull\u2019analfabetismo religioso in Italia\u201d , il quale ci informa, ad esempio, che, se ancora il 79,1% degli italiani si dichiara cattolico, il 47% di loro ritiene che a scrivere la Bibbia sia stato Mos\u00e8 o addirittura Ges\u00f9, oltre il 70% non \u00e8 in grado di nominare gli autori dei Vangeli, e solo un incredibile 1,6% sa citare correttamente i 10 comandamenti \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, qui non si tratta di una congiuntura critica tra le altre, qui ci troviamo di fronte ad un fenomeno che mette in discussione un mondo intero,<i> siamo cio\u00e8 nel vortice della fine di un\u2019epoca millenaria della storia del cristianesimo<\/i>.<\/p>\n<p>Ed infatti Papa Francesco arriva a scrivere nell\u2019Esortazione Apostolica <em>Evangelii gaudium<\/em>: \u201cNemmeno possiamo ignorare che, negli ultimi decenni, si \u00e8 prodotta una rottura nella trasmissione generazionale della fede cristiana nel popolo cattolico\u201d (EG n. 70). Ma perch\u00e9 si \u00e8 prodotta una rottura di tali proporzioni? Che cosa sta succedendo nel mondo che rende cos\u00ec difficile per un italiano o per un francese aderire alla fede dei propri avi, e tradurla in parole e opere di nuovo splendide e convincenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risposte a queste domande cruciali non possono pi\u00f9 limitarsi ad individuare una serie di cause, quali la crisi della famiglia o il solito secolarismo o il crescente individualismo tardo-moderno, che a loro volta sono soltanto effetti di processi ben pi\u00f9 radicali, e appunto di portata antropologico-culturale, tutti da investigare con maggiore acutezza e onest\u00e0 intellettuali.<\/p>\n<p>Qui ovviamente non ci possiamo soffermare nell\u2019analisi delle cause radicali della crisi del cristianesimo storico . Ci\u00f2 che possiamo dire per\u00f2, sia pure in estrema sintesi, \u00e8 che sta tracollando e si sta disfacendo un intero sistema religioso, in cui i misteri della fede erano preminentemente rappresentati, ma ben poco realizzati, in cui cio\u00e8 ci si \u00e8 illusi che il teatro sacramentale fosse sufficiente di per s\u00e9 ad assicurare la maturazione della fede personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo cristianesimo, nutrito da una fede quasi sempre pi\u00f9 o meno magica e superstiziosa, e fondato sulla perenne delega ad altri, agli specialisti del sacro, del compito di comprendere il senso delle proprie scelte spirituali, questo cristianesimo inconsapevole \u00e8 per sempre finito, anche se potr\u00e0 continuare a sussistere come residuo antropologico nelle aree meno culturalmente sviluppate del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Speriamo che la Chiesa cattolica non voglia affidare ad esse una sua illusoria ripresa falsamente \u201cpopolare\u201d: il popolo di Dio, infatti, quello vero, \u00e8 fatto di persone sovrane &#8211; sacerdoti, re, e profeti &#8211; che vivono in prima persona e in piena consapevolezza il mistero della propria rigenerazione nello Spirito del Cristo, gustandone ogni giorno un po\u2019 di pi\u00f9 l\u2019infinita potenza creativa.<\/p>\n<p>Dunque in questo faticoso spartiacque tra due epoche millenarie della storia della salvezza, siamo tutti chiamati a cercare un\u2019esperienza pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 intima del Cristo Ges\u00f9, vivo e presente e operante in noi. Tutti infatti aneliamo, che lo sappiamo o meno poco importa, alla realizzazione della vita di Dio in noi, e cio\u00e8 ad una pienezza di vita e di felicit\u00e0, che tanto desideriamo, pur non sapendo nemmeno di cosa propriamente parliamo, come diceva sant\u2019Agostino. Una vera Nuova Evangelizzazione per\u00f2 non pu\u00f2 che essere una Nuova Iniziazione, una maggiore realizzazione personale e quotidiana del mistero della salvezza annunciato e inaugurato da Ges\u00f9 2000 anni fa.<\/p>\n<p>Allora possiamo rapidamente elencare quali elementi ostacolino questo anelito contemporaneo alla maggiore realizzazione dell\u2019unione spirituale con Ges\u00f9, e quali possano favorirlo? Certamente ci\u00f2 che non pu\u00f2 che aggravare questo sfocamento progressivo della fede in Ges\u00f9 \u00e8 ogni forma di ulteriore <i>ignoranza iniziatica<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta che continuiamo a mantenere le persone in un atteggiamento di adesione inconsapevole verso contenuti teologici e dottrinali mai compresi, e cio\u00e8 <i>induciamo le persone a far finta di credere in cose che nemmeno capiscono<\/i>, noi allontaniamo la rivelazione della potenza trasformativa e liberatoria di Ges\u00f9, e ci allontaniamo perci\u00f2 dal suo Spirito. Ogni volta che insistiamo in modo unilaterale, teatrale ed estrinseco, sulle rappresentazioni\/celebrazioni (pi\u00f9 o meno pompose e alienanti) dei misteri, proiettando i fedeli verso concetti e immagini fuori di loro, come se la fede fosse una specie di relazione magica verso immagini o eventi di per s\u00e9 salvifici; ogni volta poi che induciamo una devozione sentimentalistica, o un\u2019attitudine da massa plaudente, pi\u00f9 o meno isterica, entusiastica, e infantile, noi favoriamo, magari senza nemmeno rendercene conto, una regressione psicologico-spirituale, e cos\u00ec allontaniamo le persone da quell\u2019esperienza intima e reale del mistero di Dio nello Spirito di Cristo, che richiede sempre<i> impegno personale e profonda individuazione<\/i>, e cio\u00e8 atteggiamenti opposti a quelli propri di ogni tipo di massificazione.<\/p>\n<p>Ogni volta inoltre che sproniamo le persone all\u2019attivismo frenetico, insistendo ancora una volta su motivazioni moralistiche o sociologistiche, e cio\u00e8 in definitiva sul senso di colpa che affligge ogni uomo, noi allontaniamo le persone dalla liberazione interiore che opera in noi il Cristo, alimentando al contrario le loro difese nevrotiche, e cio\u00e8 le loro strutture psichiche di alienazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta infine che favoriamo la distrazione, la deconcentrazione, la chiacchiera, pure \u201creligiosa\u201d, e la dissipazione mentale, come ogni giorno fa la cultura mass-mediologica dominante, noi feriamo e indeboliamo la nostra anima, che anela ad unirsi allo Spirito di Cristo, e a godere della sua vita sempre nuova e sempre creativa.<\/p>\n<p>Se queste tre sono le carenze, vuol dire che se desideriamo rilanciare il mistero gaudioso della nostra intimit\u00e0 con il Cristo, e cio\u00e8 della nostra unit\u00e0 di Spirito con lo Spirito del Creatore, dobbiamo operare su tutte queste tre aree deficitarie <i>al contempo<\/i>.<\/p>\n<p>E partiamo perci\u00f2 dal cuore di tutto, e cio\u00e8 proprio dall\u2019esperienza contemplativa, che \u00e8 la dimensione primaria e fondamentale, entro la quale tutti i contenuti della nostra fede diventano appunto esperienza, si fanno palpito cardiaco, emozione, luce intellettuale, corpo vibrante, e visione.<\/p>\n<p>La nostra per\u00f2 \u00e8 una societ\u00e0 organizzata purtroppo per rendere queste esperienze semplicemente impossibili. Le nostre menti sono educate, fin da bambini, alla pi\u00f9 estrema frammentazione, alla velocit\u00e0 dello zapping e del link telematico. Stiamo diventando inadatti a qualsiasi forma di concentrazione prolungata, e quindi lontani mille miglia da qualunque stato contemplativo, che presuppone la concentrazione, il silenzio, e una certa quiete mentale.<\/p>\n<p>Anche nella Chiesa a volte prevale l\u2019attivismo, ci si perde in mille opere, magari pie e caritatevoli, senza pi\u00f9 curarci del cuore che le compie queste opere, dimenticando per\u00f2 che \u00e8 proprio la tonalit\u00e0 emotiva del cuore che rende il nostro operare benedetto o meno. Dovremmo invece, proprio noi cristiani, ricordare al mondo che senza una costante educazione al silenzio e all\u2019ascolto, finiamo nella frenesia nevrotica che \u00e8 sempre una fuga da s\u00e9, e che in un modo o nell\u2019altro inesorabilmente ci ammala.<\/p>\n<p>Eppure mancano terribilmente scuole di meditazione e di contemplazione, mancano le giuste verifiche che dovremmo compiere di tutte le pratiche spirituali che spesso continuiamo a svolgere per pura inerzia. Manca inoltre una chiara predicazione in questo senso, si finisce quasi sempre per dare per scontata questa centralit\u00e0 contemplativa, come fosse cosa ovvia e da tutti ossequiata, senza dire con chiarezza che la crisi della fede in cui stiamo precipitando \u00e8 innanzitutto <i>una crisi di spiritualit\u00e0 e di pratiche spirituali davvero efficaci<\/i>.<\/p>\n<p>Qui il lavoro \u00e8 immenso ed entusiasmante, si tratta di riscoprire tutti i patrimoni della nostra tradizione cristiana, e di riattualizzarli, rendendoli praticabili dall\u2019uomo e dalla donna del XXI secolo e dei successivi. Si tratta di verificare esistenzialmente le forme di preghiera vissute nella Chiesa, e si tratta anche di metterle a confronto con le pratiche di altre tradizioni spirituali, che possono aiutarci a predisporci meglio al silenzio e all\u2019ascolto orante della Parola di Dio.<\/p>\n<p>Ebbene oggi possiamo e dobbiamo conoscere noi stessi, i movimenti interiori della nostra anima, e i meccanismi pi\u00f9 o meno inconsapevoli della nostra mente, in modo nuovo e ben pi\u00f9 profondo. Anche qui possiamo servirci di un patrimonio immenso che ci arriva da diverse fonti: innanzitutto dalla grande sapienza spirituale cristiana, dai Padri del deserto fino a San Giovanni della Croce, per intenderci; ma poi anche dagli studi e dalle pratiche millenarie intorno ai meccanismi della mente svolti dalle tradizioni asiatiche, sia hindu che buddhiste; e infine dalle elaborazioni della psicologia del profondo dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo chiamati a estrarre da tutta questa ricchezza quelle forme di conoscenza di noi stessi che ci aiutino a capire come entrare in contatto sempre pi\u00f9 intenso e vivo con lo Spirito della nostra Nuova Umanit\u00e0, proprio individuando sempre meglio e dissolvendo tutti gli strati di alienazione, di menzogna, e di distorsione, anche religiosa, che continuano a tenerci a grande distanza dalla comunione d\u2019amore col Cristo vivente.<\/p>\n<p>Sul piano dell\u2019elaborazione culturale infine il nodo centrale che dobbiamo affrontare \u00e8 tuttora <i>il rapporto tra tradizione cattolica e svolta moderna<\/i>. Dobbiamo ancora capire bene e spiegare che cosa sia successo in questi ultimi cinque secoli. Come e perch\u00e9 insorga l\u2019anelito moderno ad una nuova libert\u00e0, di conoscenza, di pensiero, e politica, proprio nel terreno della cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come e perch\u00e9 questa svolta abbia creato una scissione tremenda entro il medesimo tronco cristiano, fino agli esiti nichilistici di molte correnti, originariamente cristiane, della modernit\u00e0. Come e perch\u00e9 poi la Chiesa cattolica si sia cos\u00ec radicalmente opposta a queste correnti. Come e perch\u00e9, a partire dal Concilio Vaticano II, la Chiesa abbia invece incominciato ad assorbire molti contenuti moderni, fino a quel momento in gran parte osteggiati. Quali siano insomma i contenuti della modernit\u00e0, intrinsecamente cristiani, da assorbire, e quali invece siano da rigettare. E in che modo la Chiesa, lungo questo processo, che \u00e8 di conversione, debba cambiare. Su tutti questi punti c\u2019\u00e8 ancora una grande confusione, che ostacola il nostro libero contatto con lo Spirito di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, dunque, per approfondire la nostra comunione con Cristo, nostra Nuova Umanit\u00e0, dobbiamo impegnarci <i>insieme e contemporaneamente<\/i> sia sul piano spirituale e contemplativo, sia su quello dell\u2019autoconoscimento interiore, che su quello di una nuova creativit\u00e0 culturale. Solo questo impegno integrato pu\u00f2 disporre tutto il nostro essere, lo spirito, la mente, e il cuore, a quella trans-figurazione sempre pi\u00f9 profonda che Cristo Ges\u00f9 vuole operare dentro ciascuno di noi, per trasformare ogni cellula del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.marcoguzzi.it\/index.php3?cat=nuove_visioni\/visualizza.php&amp;giorno=2015-05-28\">Qui <\/a>la versione integrale dell&#8217;articolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO GUZZI (poeta e filosofo) Il cristianesimo sta vivendo in Italia, e pi\u00f9 in generale, in Europa, una crisi davvero singolare, che in realt\u00e0 ha radici molto antiche, e che procede e si va aggravando sempre pi\u00f9 velocemente da alcuni decenni. 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