{"id":15538,"date":"2016-03-25T00:21:44","date_gmt":"2016-03-25T00:21:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15538"},"modified":"2016-03-25T00:21:44","modified_gmt":"2016-03-25T00:21:44","slug":"etica-morale-legalita-rifondare-la-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15538","title":{"rendered":"Etica, morale, legalit\u00e0. Rifondare la Comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>SIMONE GARILLI<\/strong> (ARS Lombardia)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl termine greco <em>ethos<\/em> ed il termine latino <em>mos<\/em>, da cui sono derivati rispettivamente i termini moderni di etica e morale &#8211; <strong>che erano in origine semanticamente identici e la cui separazione sarebbe sembrata agli antichi inutile, se non inconcepibile<\/strong> &#8211; significano entrambi \u201ccostume\u201d, ed il \u201ccostume\u201d era per definizione qualcosa che derivava direttamente da un\u2019<strong>esperienza comunitaria<\/strong>. Il \u201critaglio\u201d di una zona dell\u2019agire umano definibile come \u201cetico\u201d \u00e8 dunque qualcosa che non sarebbe mai avvenuto senza un preliminare processo di sfaldamento di questo insieme sociale precedente di tipo olistico [\u2026] Oggi, invece, quando si parla di etica, oppure di morale, si intende prima di tutto \u201critagliare\u201d dall\u2019insieme dei comportamenti umani individuali e associati una parte, del tutto illusoria, di questi comportamenti stessi, distinti da altri comportamenti ritenuti in vario modo logici, estetici, politici, religiosi\u2026<strong>Questa operazione di \u201critaglio\u201d di una specifica \u201cregione\u201d di tipo etico e\/o morale presuppone un preliminare \u201critaglio\u201d dell\u2019individuo dal suo insieme sociale\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, <strong>nella modernit\u00e0<\/strong> c\u2019\u00e8 la tendenza a rifiutare uno spazio comunitario per l\u2019etica\/morale, e a rifugiarsi nell\u2019etica\/morale individuale. <strong>Non importa pi\u00f9 domandarsi cosa sia la legge<\/strong>, ma \u00e8 sufficiente rispettarla (quando va bene)\u00a0per filo e per segno, come se la legge fosse un dato astratto caduto dal cielo e non, invece, la cristallizzazione (mai definitiva e sempre discutibile) di un\u2019esperienza comunitaria. <strong>La legalit\u00e0 diventa cos\u00ec un vanto individualistico<\/strong> o, ancor peggio, un\u2019arma politica per delegittimare un avversario, un partito o un&#8217;intera classe dirigente, accusati di essere contro la legalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome la precedente unit\u00e0 logica tra etica e morale \u00e8 stata infranta nell\u2019individualismo moderno, \u00e8 bene prendere atto del dato di fatto e distinguere i due termini, dato che oggi non hanno lo stesso significato. L\u2019obiettivo (teorico e politico) \u00e8 di arrivare cos\u00ec a riunirli, sostituendo alla morale moderna individualistica una nuova etica comunitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Oggi<\/u>:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>La morale \u00e8 la dimensione individuale del rispetto delle leggi, intese come portatrici formali di un ordine neutro, volutamente non etico<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>L\u2019etica non \u00e8 ammessa, se non come tentativo fastidioso e autoritario di imporre un costume collettivo a sfavore dell\u2019assoluta libert\u00e0 individuale (che \u00e8 il valore fondante della modernit\u00e0 occidentale)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>In un futuro possibile, <\/u>:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>L\u2019etica \u00e8 l\u2019insieme della riproduzione comunitaria in uno spazio e in un tempo dati, <\/strong><em>a cui seguono <\/em>delle norme di costume collettive, il cui non rispetto da parte dell\u2019individuo comporta la sua emarginazione, definitiva o provvisoria, dalla comunit\u00e0 di appartenenza<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La morale \u00e8 l\u2019introiezione personale della necessit\u00e0 di rispettare le norme etiche<\/strong> seguite all\u2019esperienza comunitaria<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Precisazione fondamentale<\/em>: &#8216;introiezione&#8217; non significa acritica accettazione delle norme etiche comunitarie. Pu\u00f2 significare sia accettazione che rifiuto, e in ogni caso problematizzazione individuale delle norme etiche. In una comunit\u00e0 di questo tipo, quindi, non \u00e8 sacrificato l\u2019individuo libero, ma l\u2019individualismo inteso come patologia. <strong>La libert\u00e0<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 la caricatura moderna dei diritti individuali assoluti e capricciosi, al riparo dagli altri individui (considerati nemici e <em>competitor<\/em>) e dalla comunit\u00e0, ma <strong>\u00e8 la libera e problematica produzione comunitaria di norme etiche che garantiscano l\u2019armonia sociale<\/strong>. Questa libert\u00e0 \u201cmatura\u201d comporta per l\u2019individuo una dialettica incessante tra diritti e doveri, nei quali i secondi sono indispensabili\u00a0almeno quanto i primi. In una societ\u00e0 di questo tipo si \u00e8 coscienti che la sottovalutazione dei doveri comunitari (etica) sfalder\u00e0 il tessuto comunitario e riporter\u00e0 in vita <strong>le patologie dell\u2019individualismo, insieme alla quali non \u00e8 possibile alcuna reale realizzazione dell\u2019Uomo e alcuna concreta legalit\u00e0,\u00a0<\/strong>che non sia virtuosismo fine a s\u00e9 stesso o moralismo spicciolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sar\u00e0 inutile una seconda precisazione, considerata la facilit\u00e0 con cui oggi &#8211; in epoca (post)moderna e quindi ancora intensamente positivistica &#8211; si bollano riflessioni filosofiche di questo tipo come &#8220;idealistiche&#8221; &#8220;intuitive&#8221; &#8220;inutili&#8221; &#8220;non scientifiche&#8221;. E&#8217; evidente a chi scrive che una comunit\u00e0 olistica in cui l&#8217;unit\u00e0 logica tra etica e morale sia ripristinata non sia una meta finale, ma una tensione senza soluzione di continuit\u00e0, e che questa tensione non si attiva, nelle nostre condizioni sociali, senza un aspro e duraturo <strong>conflitto<\/strong>, non certo solo ideale e teorico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto \u00e8 per cosa decideremo di combattere. Per i diritti umani individuali slegati dal contesto sociale? No, grazie. Per una libert\u00e0 ristretta, confinata al circolo di amici epicurei illuminati, e chiusa a riccio rispetto ad un ambiente sociale divenuto irrimediabilmente ostile? Neppure. Combattiamo per la realizzazione delle <strong>possibilit\u00e0<\/strong> umane, nel loro campo di realt\u00e0 concreto, che non \u00e8 l&#8217;individuo, ma la societ\u00e0 di individui tra loro legati da rapporti, vincoli e sentimenti universali. In altri termini combattiamo per la comunit\u00e0, e pi\u00f9 precisamente, date le coordinate storiche e geografiche in cui ci troviamo, combattiamo per la <strong>comunit\u00e0 nazionale<\/strong>, intesa quale punto di appoggio sia\u00a0per la realizzazione particolare delle potenzialit\u00e0 umane (l&#8217;uomo e le comunit\u00e0 ristrette di uomini, a partire dalla famiglia) che per quella universale (il pacifico e costruttivo dialogo tra <strong>diverse<\/strong> comunit\u00e0 nazionali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui e solo da qui, poi, possiamo ragionare intorno al come e al chi combattere. Tattica, strategia e rapporti di forza saranno il nostro pane quotidiano, per la felicit\u00e0 dei &#8220;materialisti concreti e scientifici&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sto parlando, evidentemente, di un successione temporale: prima la filosofia e l&#8217;etica e poi, una volta risolte queste pratiche fastidiose, la tattica e la strategia politica. Parlo, invece, di una <strong>dialettica<\/strong>, categoria che andrebbe recuperata con seriet\u00e0, respingendone sia gli usi semplicistici che le critiche materialiste, spesso indecorose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Costanzo Preve, <em>Storia dell\u2019etica<\/em>, Petite Plaisance, Pistoia, 2007, p. 7. La citazione \u00e8 stata leggermente rivista per renderla pi\u00f9 immediata e leggibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (ARS Lombardia) \u201cIl termine greco ethos ed il termine latino mos, da cui sono derivati rispettivamente i termini moderni di etica e morale &#8211; che erano in origine semanticamente identici e la cui separazione sarebbe sembrata agli antichi inutile, se non inconcepibile &#8211; significano entrambi \u201ccostume\u201d, ed il \u201ccostume\u201d era per definizione qualcosa che derivava direttamente da un\u2019esperienza comunitaria. 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