{"id":15547,"date":"2016-03-27T00:47:43","date_gmt":"2016-03-27T00:47:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15547"},"modified":"2016-03-27T00:47:43","modified_gmt":"2016-03-27T00:47:43","slug":"la-questione-meridionale-e-morta-e-sepolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15547","title":{"rendered":"La questione meridionale? Ai mass-media non interessa"},"content":{"rendered":"<div id=\"article\" class=\"post-190089 post hentry category-italia tag-libri tag-top\">\n<div class=\"article-content container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>TONINO PERNA<\/strong> (economista e sociologo; <span class=\"st\">Universit\u00e0 di Messina)<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 noto, almeno agli addetti ai lavori, che la lunga recessione (2008\/2014) ha causato un aumento spettacolare del divario Nord\/Sud nel nostro paese. Eppure, a eccezione della giornata che una volta l\u2019anno i media dedicano al Sud d\u2019Italia dopo la lettura del Rapporto Svimez, \u00e8 almeno da venti anni che il Mezzogiorno \u00e8 uscito fuori dall\u2019informazione che conta. Vale a dire un terzo del territorio e degli abitanti del nostro paese sono sistematicamente ignorati dai media o hanno un ruolo marginale. \u00c8 quanto emerge da una ricerca di grande valore condotta da Valentina Cremonesi e Stefano Cristante, sociologi dell\u2019Universit\u00e0 di Lecce, che di recente hanno pubblicato un saggio di grande interesse, <em>La parte cattiva dell&#8217;Italia: Sud, Media e Immaginario Collettivo<\/em> (Mimesis, 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il Mezzogiorno sia ormai uscito da tempo dal focus dei mass media \u00e8 un fatto noto e scontato, ma leggere che nel <em>Tg1<\/em> delle 20, nel periodo 1980\u20132010, lo spazio riservato al Mezzogiorno sia pari al 9% delle notizie, fa un certo effetto. Parimenti, sappiamo che sulla grande stampa monopolistica l\u2019interesse per il nostro Sud \u00e8 scemato da molto tempo. Constatare per\u00f2 che dal nuovo secolo <em>Corsera<\/em> e <em>Repubblica<\/em> hanno dedicato al Mezzogiorno uno spazio sempre pi\u00f9 marginale ci deve far riflettere: oltre 2.000 articoli pubblicati dal 1980 al 2000, contro solo 500 pubblicati nel decennio successivo.E, soprattutto, gli articoli sono legati quasi esclusivamente a due sole categorie \u00abcriminalit\u00e0\/cronaca nera\u00bb e \u00abmeteo\/natura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dire: \u00abBello il Sud!\u00bb\u2026 peccato che ci vivano i meridionali. Per altro questa rappresentazione del nostro Sud \u00e8 prevalente anche nei Tg e nella gran parte dei media nel ventennio 1980-2000. Ed \u00e8 una rappresentazione che \u00e8 stata interiorizzata dagli stessi \u00abterroni\u00bb che sono i primi a denigrare se stessi purch\u00e9 non lo facciano gli \u00abstranieri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo volume, molto ricco e articolato, i due capitoli finali sono riservati alla rappresentazione del Mezzogiorno nel cinema e nei siti web. Sui siti web emerge il fenomeno inedito del \u00ableghismo meridionale\u00bb, ovvero di un Sud che rimpiange i Borboni e addebita alla monarchia sabauda, a una feroce colonizzazione che chiamiamo Unit\u00e0 d\u2019Italia, i mali di cui soffre questo territorio. Questo crescente sentimento antiunitario, questa nostalgia per un mitico passato glorioso (il Regno delle Due Sicilie), la dice lunga sulla disperazione di un popolo che non vede e non crede pi\u00f9 nel futuro e si rifugia in un afflato nostalgico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra faccia della stessa medaglia \u00e8 la rappresentazione sui siti di una natura meridionale selvaggia, di una grande storia testimoniata da innumerevoli monumenti, di una gastronomia eccellente e sconosciuta. Insomma, anche nelle nuove generazioni ritorna il leit motiv di sempre: abbiamo le risorse naturali e culturali ma non le sappiamo sfruttare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben diverso \u00e8 lo sforzo fatto nel nuovo secolo dal nuovo cinema meridionale, dai giovani registi meridionali, di cui ci offrono una approfondita carrellata i sociologi Cremonesi e Cristante. E\u2019 un cinema che prova a modificare la struttura classica del narrare e che rompe con i clich\u00e9 del passato nella rappresentazione del Mezzogiorno. Dal grande Tornatore ai nuovi autori (Crialese, Frammartino, Marra, Mollo, Winspeare, ecc) \u00e8 il Sud come magia, mito, fiaba che si va affermando sul grande schermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il Sud diventa protagonista anche nelle fiction televisive che fanno il giro del mondo, modificando lentamente la sua immagine: dal Sud criminale di <em>Piovra<\/em> e <em>Gomorra<\/em> si passa felicemente a Montalbano, dove il crimine \u00e8 un pretesto per far emergere la ricchezza, variet\u00e0, e fascino di questa terra, a partire dalla ricchezza della lingua siciliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado lo sforzo di alcuni intellettuali meridionali, come ad esempio l\u2019antropologo Vito Teti , l\u2019economista Gianfranco Viesti e il sociologo Franco Cassano, la questione meridionale \u00e8 ormai definitivamente morta e sepolta a dispetto del fatto che il divario Nord\/Sud non sia mai stato cos\u00ec grande e insopportabile come in questi anni. La crisi economica, infatti, ha avuto un impatto sul territorio meridionale, in termini di reddito, occupazione, ecc, pi\u00f9 del doppio di quello che si \u00e8 registrato nel Nord del nostro paese. Ma ormai \u00e8 risultata vincente la rassegnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna forza politica crede ancora che sia possibile fare qualcosa per ribaltare questa situazione, qualcosa che abbia a che fare con il \u00abriscatto\u00bb morale, civile ed economico della popolazione meridionale. Forse, come tentano di spiegare alcuni giornalisti e scrittori, \u00e8 tutta l\u2019Italia che si \u00e8 meridionalizzata ed \u00e8 per questo che \u00e8 scomparsa la specificit\u00e0 della questione meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero che mafie e corruzione fanno ormai parte del patrimonio nazionale, che sono presenti da Milano a Trapani, ma \u00e8 altrettanto vero che in termini di servizi pubblici, di tasso d\u2019occupazione, di opportunit\u00e0 di vita e di lavoro c\u2019\u00e8 ormai un abisso tra le due parti del paese. In realt\u00e0 una questione meridionale non esiste pi\u00f9 come questione nazionale ma \u00e8 da tempo diventata una questione europea, del divario crescente tra il Nord e il Sud Europa che rischia di far saltare definitivamente questa precaria costruzione istituzionale che \u00e8 l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<\/div>\n<p><em>[&#8220;il manifesto&#8221;, 22.3.2015]<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"inline-hype container\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TONINO PERNA (economista e sociologo; Universit\u00e0 di Messina) \u00c8 noto, almeno agli addetti ai lavori, che la lunga recessione (2008\/2014) ha causato un aumento spettacolare del divario Nord\/Sud nel nostro paese. Eppure, a eccezione della giornata che una volta l\u2019anno i media dedicano al Sud d\u2019Italia dopo la lettura del Rapporto Svimez, \u00e8 almeno da venti anni che il Mezzogiorno \u00e8 uscito fuori dall\u2019informazione che conta. Vale a dire un terzo del territorio e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[115,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-42L","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15547"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15547\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}