{"id":15602,"date":"2016-04-05T19:59:37","date_gmt":"2016-04-05T19:59:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15602"},"modified":"2016-04-05T19:59:37","modified_gmt":"2016-04-05T19:59:37","slug":"la-falsa-coscienza-dellestrema-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15602","title":{"rendered":"La falsa coscienza dell&#039;estrema sinistra"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte alla crisi di civilt\u00e0 che ci aspetta, sembrerebbe naturale rivolgerci alle varie realt\u00e0 anticapitalistiche, presenti in tutto il mondo occidentale, per trovarvi almeno i semi di nuove forze sociali e politiche capaci di affrontare gli enormi problemi che si stanno delineando. In particolare sembrerebbe naturale trovare ci\u00f2 che stiamo cercando all&#8217;interno del variegato mondo che fa riferimento al marxismo. Si tratta, dopotutto, di un mondo che fa riferimento alle teorizzazioni di critica al capitalismo che sono le pi\u00f9 profonde e serie attualmente disponibili. Ebbene, la conclusione che si pu\u00f2 ricavare da un esame spassionato di tale mondo \u00e8 che in esso non si trova quello di cui abbiamo oggi realmente bisogno, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di impostare un&#8217;azione politica che si ponga nell&#8217;ottica di contrastare la crisi di civilt\u00e0 che si sta delineando.<br \/>\nIl mondo dell&#8217;estrema sinistra antisistemica \u00e8 una realt\u00e0 talmente complessa, articolata, sfaccettata, con una storia altrettanto complicata alle spalle, che di certo nessuno pu\u00f2 pretendere di conoscerlo fino in fondo. Si tratta di un mondo che ha ormai quasi un secolo di storia alle spalle: possiamo infatti indicarne l&#8217;atto di nascita negli anni Venti del Novecento, quando la sconfitta dei tentativi rivoluzionari in Occidente e l&#8217;affermazione dello stalinismo in URSS portano alla \u201cnormalizzazione staliniana\u201d dei partiti comunisti ufficiali e alla separazione\/contrapposizione fra questi ultimi e la frange di comunisti \u201ceterodossi\u201d.<!--more--><br \/>\nEbbene, di fronte a questa realt\u00e0 cos\u00ec ricca e multiforme, una cosa possiamo affermarla con tranquilla sicurezza: questo mondo, la cui essenza, per definizione, \u00e8 la rivoluzione anticapitalista, non solo non ha mai fatto nessuna rivoluzione, ma non si \u00e8 neppure mai lontanamente avvicinato ad essa, e non \u00e8 neppure riuscito ad avere un qualche peso politico significativo. Non si tratta di rivoluzionari sconfitti: si tratta di rivoluzionari che non sono mai stati neppure nelle condizioni di progettare i primi timidi passi di un processo rivoluzionario. Questo nell&#8217;arco di circa ottanta o novant&#8217;anni, nei paesi e nelle situazioni storiche pi\u00f9 diverse (l&#8217;unica eccezione, che al solito conferma la regola, \u00e8 forse rappresentata dalla guerra civile spagnola). Il mondo della rivoluzione anticapitalista da ottanta o novant&#8217;anni si riproduce in sostanza eguale a se stesso senza minimamente avvicinarsi alla rivoluzione, e senza che nessuno al suo interno sembri disturbato da ci\u00f2.<br \/>\nCi sembra allora evidente che a questo mondo si pu\u00f2 applicare la categoria della \u201cfalsa coscienza\u201d. Si tratta anzi, a nostro avviso, di un caso evidente, solare, di falsa coscienza. Questo mondo rappresenta se stesso come rivoluzionario, ma tutto quello che fa, lungo ottant&#8217;anni, non porta a nulla che possa assomigliare ad una rivoluzione. La rappresentazione di se stessi come rivoluzionari \u00e8 dunque una falsa immagine che copre una verit\u00e0 che non si \u00e8 in grado di dirsi. Per capire la verit\u00e0 di questo mondo, bastano in realt\u00e0 alcune considerazioni di buon senso. Basta guardare con occhio lucido cosa si fa realmente all&#8217;interno di questo mondo. Che cosa fanno le persone nel mondo dell&#8217;estrema sinistra? Fanno tante cose diverse: organizzare incontri e assemblee o partecipare ad essi, gestire realt\u00e0 di vario tipo (centri sociali, circoli culturali, piccole case editrici, pubblicazioni), gestire le relazioni con altre analoghe realt\u00e0 (altri gruppi, altre riviste), partecipare a manifestazioni. Si tratta quasi sempre di attivit\u00e0 che non attirano la grande maggioranza delle persone comuni, che le vivrebbero come impegni gravosi e noiosi. Il pensiero della maggioranza degli esseri umani \u00e8, pi\u00f9 o meno, che tali attivit\u00e0 siano un sacrificio che ha senso fare in nome di uno scopo. In effetti anche le persone interne a quel mondo pensano alle proprie attivit\u00e0 come indirizzate ad uno scopo: la trasformazione del mondo, la giustizia, il socialismo, il comunismo, la rivoluzione e cos\u00ec via. Il punto cruciale, per\u00f2, sta nel fatto che assegnare un tale scopo all&#8217;insieme delle attivit\u00e0 del mondo dell&#8217;estrema sinistra \u00e8 una pretesa priva di ogni fondamento: dopo aver provato per circa ottant&#8217;anni, nei modi pi\u00f9 diversi, nei paesi pi\u00f9 diversi, nelle situazioni storiche pi\u00f9 diverse, e dopo aver constatato la propria totale impotenza politica, il mondo dell&#8217;estrema sinistra non pu\u00f2 pi\u00f9 pensare che le proprie attivit\u00e0 abbiano qualcosa a che fare con la rivoluzione, il socialismo o altri concetti analoghi. A qualsiasi cosa servano quelle attivit\u00e0, l&#8217;unica sicurezza \u00e8 che non servono a cambiare il mondo. Ma allora, se mantenessimo il punto di vista delle persone comuni, dovremmo concludere che il mondo dell&#8217;estrema sinistra dovrebbe essere scomparso, e da tempo. Perch\u00e9 mai infatti continuare in attivit\u00e0 faticose e poco gradevoli, se esse non servono minimamente allo scopo dichiarato? Se per\u00f2 il mondo dell&#8217;estrema sinistra si riproduce uguale a se stesso da circa ottant&#8217;anni, bisogna concludere che le cose non stanno come pensano le persone comuni. Il ragionamento delle persone comuni muove da due premesse: l&#8217;attivit\u00e0 concreta che si svolge in quel mondo \u00e8 faticosa e poco gradevole, ma ha un nobile scopo (prima premessa). Essa per\u00f2 ha rivelato la propria inutilit\u00e0 rispetto allo scopo (seconda premessa). Quindi logicamente andrebbe abbandonata e il mondo dell&#8217;estrema sinistra dovrebbe scomparire. Dove sta l&#8217;errore? Poich\u00e9 la seconda premessa mi sembra indiscutibile, l&#8217;errore sta evidentemente nella prima premessa. Se le persone nel mondo dell&#8217;estrema sinistra continuano in quelle attivit\u00e0 che sono del tutto inutili allo scopo dichiarato, \u00e8 perch\u00e9 non provano per esse quella ripulsa e quel fastidio che provano le persone comuni. Le persone interne al mondo dell&#8217;estrema sinistra trovano una loro soddisfazione nella loro attivit\u00e0 militante, nelle assemblee, nelle manifestazioni, nelle discussioni e in tutto quanto il resto. Se si accetta questo punto, si capisce anche facilmente perch\u00e9 l&#8217;inadeguatezza allo scopo non ha nessuna importanza. Queste attivit\u00e0 vengono perseguite per s\u00e9, non per la rivoluzione. I militanti che gestiscono un circolo che organizza dibattiti sono contenti di questo: di organizzare dibattiti. Gli attivisti che gestiscono i concerti di un centro sociale vogliono solo organizzare concerti, e sono soddisfatti di poterlo fare. I black bloc che si scontrano con la polizia, sfasciano vetrine e lanciano bottiglie molotov, desiderano proprio scontrarsi con la polizia, sfasciare vetrine e lanciare bottiglie molotov. I militanti che vendono \u201cLotta comunista\u201d per strada sono felici di vendere \u201cLotta comunista\u201d per strada, e il fatto che questo non abbia nulla a che fare n\u00e9 con la lotta n\u00e9 col comunismo non ha nessuna importanza.<br \/>\nLa falsa coscienza di questo mondo non sta, ovviamente, nel fatto che in esso varie persone si dedichino a varie attivit\u00e0 per esse gratificanti. Sta nel fatto che queste attivit\u00e0 vengono surrettiziamente definite come politica, e addirittura come politica rivoluzionaria. La falsa coscienza sta nel sovrapporre a queste attivit\u00e0 uno scopo col quale esse non hanno il minimo collegamento.<br \/>\nIl mondo dell&#8217;estrema sinistra \u00e8 in definitiva realmente interessato a quello che esso realmente fa: gestire un centro sociale, un circolo, un giornale, un gruppo di spaccatori di vetrine. Trova in questo la sua soddisfazione e il senso della propria esistenza. Il resto, la giustizia, la rivoluzione, il comunismo, \u00e8 un insieme di parole vuote.<br \/>\nA partire da queste osservazioni \u00e8 forse pi\u00f9 agevole inquadrare una serie di fenomeni che hanno sempre colpito tutti coloro che hanno avuto a che fare con questo mondo. Uno di questi fenomeni \u00e8 quello della sua estrema litigiosit\u00e0 interna, il fatto cio\u00e8 che esso si frammenta di continuo in piccole cerchie ostili l&#8217;una all&#8217;altra, e sembra incapace di una azione unitaria. Si tratta di un fenomeno apparentemente di non facile comprensione. Infatti questo mondo sembrerebbe condividere una impostazione culturale generale e una serie di finalit\u00e0 fondamentali, che sono quelle che dovrebbero strutturarlo (appunto la rivoluzione, il comunismo, la giustizia). Su queste basi non dovrebbe essere impossibile costruire un movimento unitario. Si pensi ad un gruppo di persone che hanno una finalit\u00e0 comune da realizzare, per esempio, in una comunit\u00e0 contadina, costruire una casa o coltivare un terreno. Ci possono essere divergenze e antipatie che rendono penoso il lavoro comune, ma \u00e8 difficile che esse blocchino tale lavoro, se esso \u00e8 considerato vitale: perch\u00e9 un compito da svolgere nella realt\u00e0 struttura e impone una prassi precisa, che i litigi e gli scontri non possono mettere in questione, se si vuole che il lavoro sia portato a termine. Queste osservazioni ci chiariscono cosa succede nel mondo dell&#8217;estrema sinistra: succede che ci\u00f2 che dovrebbe rappresentare lo scopo comune del lavoro comune (la rivoluzione, il comunismo) \u00e8 un nulla, un vacuo suono, che non pu\u00f2 minimamente strutturare l&#8217;azione comune, appunto per la sua nullit\u00e0. Poich\u00e9 il vincolo comune in realt\u00e0 non esiste, lo spazio \u00e8 totalmente libero per le antipatie, le vanit\u00e0, le nevrosi, le tante piccole cose meschine di cui \u00e8 fatto il legno storto dell&#8217;umanit\u00e0. Tanto pi\u00f9 libero, tale spazio, quanto pi\u00f9 alto il tasso di falsa coscienza: cio\u00e8, tanto pi\u00f9 spessa sar\u00e0 la nebbia di parole altisonanti e vuote (rivoluzione, comunismo) calata sulle reali motivazioni dell&#8217;agire, tanto pi\u00f9 facile sar\u00e0 che queste reali motivazioni agiscano inconsciamente facendo fallire i tentativi di lavoro comune.<br \/>\nStante queste caratteristiche strutturali di tale mondo, \u00e8 chiaro che da esso non pu\u00f2 sortire nulla che sia d&#8217;aiuto nella difficile crisi di civilt\u00e0 verso la quale ci stiamo incamminando.<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 pubblicato anche sul blog Badiale&amp;Tringali: http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2016\/04\/la-grande-estinzione-delle-speranze-iii.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte alla crisi di civilt\u00e0 che ci aspetta, sembrerebbe naturale rivolgerci alle varie realt\u00e0 anticapitalistiche, presenti in tutto il mondo occidentale, per trovarvi almeno i semi di nuove forze sociali e politiche capaci di affrontare gli enormi problemi che si stanno delineando. 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