{"id":15668,"date":"2016-04-23T00:13:42","date_gmt":"2016-04-23T00:13:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15668"},"modified":"2016-04-23T00:13:42","modified_gmt":"2016-04-23T00:13:42","slug":"dallo-stato-sociale-allo-stato-penale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15668","title":{"rendered":"Dallo Stato sociale allo Stato penale"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>DANILO ZOLO<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto nei paesi occidentali nuove sfide stanno alterando i rapporti fra quella che un tempo veniva chiamata <i>civil society<\/i> e le strutture centralizzate del potere statale. Due sono a mio parere i fenomeni pi\u00f9 evidenti e pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 il processo di sfaldamento degli istituti della rappresentanza politica che erano alla base del tradizionale modello &#8220;democratico&#8221;. I suoi principali assiomi &#8211; il pluralismo dei partiti, la competizione fra programmi politici alternativi, la libera scelta elettorale fra <i>\u00e9lites<\/i> concorrenziali &#8211; sono ormai degli enunciati sfuggenti, puramente formali. Anche il parlamento non svolge pi\u00f9 alcuna funzione rappresentativa e legiferante, sostituito dal &#8220;governo&#8221; che tende a concentrare in s\u00e9 tutti i poteri dello Stato di diritto (o <i>rule of law<\/i>) e a praticare una permanente <i>ignorantia legis<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La volont\u00e0 del potere esecutivo si sostituisce di fatto alla volont\u00e0, puramente presunta, del &#8220;popolo sovrano&#8221; e alla dottrina della &#8220;sovranit\u00e0 popolare&#8221; non resta che il ruolo di una &#8220;maschera totemica&#8221;, come lo stesso Kelsen ha sostenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo fenomeno \u00e8 la pressione crescente che il potere esecutivo esercita sui cittadini. La vita pubblica \u00e8 dominata dall&#8217;egemonia di alcune <i>\u00e9lites<\/i> politico-economico-finanziarie al servizio di intoccabili interessi privati. \u00c8 la cosiddetta &#8220;nuova classe capitalistica transnazionale&#8221; che domina i processi di globalizzazione dall&#8217;alto delle torri di cristallo di metropoli come New York, Washington, Londra, Francoforte, Nuova Delhi, Shanghai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto il sistema dei partiti \u00e8 un ristretto apparato &#8220;autoreferenziale&#8221;, che opera circolarmente come fonte della propria legittimazione e della promozione degli interessi delle grandi imprese produttive e degli enti finanziari, come le banche d&#8217;affari, gli investitori istituzionali, i fondi pensione, le compagnie di assicurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa veste il potere &#8220;post-democratico&#8221; svolge un ruolo di controllo e di repressione dei comportamenti privati. Nei paesi occidentali &#8211; USA ed Europa occidentale in particolare &#8211; il <i>Welfare State<\/i> sta scomparendo mentre avanzano sempre pi\u00f9 il controllo poliziesco pubblico e privato, la segregazione degli strati pi\u00f9 poveri della cittadinanza (la <i>Zero tolerance<\/i> newyorkese), l&#8217;incontenibile espansione della popolazione carceraria, in particolare in paesi come gli Stati Uniti, l&#8217;Italia, la Francia, l&#8217;Inghilterra. Stiamo passando, ha scritto Lo\u00efc Wacquant, dallo Stato sociale allo Stato penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina della &#8220;democrazia pluralistica&#8221;, assieme alla cosiddetta <i>responsiveness<\/i> e <i>accountability<\/i> del potere esecutivo, \u00e8 di fatto sostituita da forme di populismo autoritario che si giova largamente degli strumenti di comunicazione di massa. I partiti politici, operanti come apparati burocratici dello Stato, si accordano fra di loro e con gli altri soggetti della poliarchia corporativa, sottraendosi a qualsiasi efficace regolazione normativa, controllo o sanzione e garantendosi fra l&#8217;altro un imponente auto-finanziamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vedo alcuna possibilit\u00e0 di recupero nel breve periodo di un rapporto fra cittadini ed &#8220;<i>\u00e9lites<\/i> democratiche&#8221; che operino come veicoli delle aspettative popolari e siano sostenute dai propri militanti ed elettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La globalizzazione ha favorito il costituirsi di regimi che, pur sventolando ancora, opportunisticamente, la bandiera della democrazia, sono in realt\u00e0 oligarchie elitarie, tecnocratiche e repressive che vivono all&#8217;ombra del mercato globale. Sono regimi orientati alla pura efficienza economico-politica, al benessere della classe dominante e alla discriminazione dei cittadini non abbienti e dei migranti provenienti dall&#8217;Africa e dall&#8217;Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo decisivo nella trasformazione della &#8220;democrazia&#8221; occidentale \u00e8 stato svolto dai mezzi di comunicazione di massa, in modo tutto particolare dalla televisione. Come \u00e8 noto, gli sviluppi della tecnologia informatica vengono esaltati nel mondo del <i>business<\/i> multimediale come l&#8217;avvento della comunicazione interattiva. Una delle conseguenze positive, si assicura, \u00e8 l&#8217;accrescimento della cultura e della competenza politica e, soprattutto, l&#8217;affermarsi di nuove forme di partecipazione popolare. Grazie all&#8217;uso di sofisticate apparecchiature elettroniche &#8211; <i>teleconferencing, opinion-polling systems, automated feedback programmes, two-way cable television<\/i>, etc. &#8211; i cittadini sono in grado di impegnarsi in un quotidiano <i>bricolage<\/i> politico. L&#8217;<i>agor\u00e0<\/i> elettronica uscir\u00e0 dal mito e si incarner\u00e0 nelle forme di una <i>instant referendum democracy<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta a mio parere di un ottimismo senza fondamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carattere asimmetrico, selettivo e non-interattivo della comunicazione elettronica non potr\u00e0 subire in futuro alcuna attenuazione. E non crescer\u00e0 la capacit\u00e0 degli utenti di selezionare la comunicazione ricevuta, n\u00e9 la loro capacit\u00e0 critica nei confronti dei suoi contenuti. Al contrario, la loro autonomia sar\u00e0 probabilmente esposta a rischi pi\u00f9 gravi poich\u00e9 le strategie della comunicazione multimediale punteranno sempre pi\u00f9 consapevolmente su forme di persuasione &#8216;subliminale&#8217;, a cominciare dalla pubblicit\u00e0 commerciale, dai sondaggi di opinione e dalla propaganda politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunicazione politica, dominata dal codice televisivo del successo, della spettacolarit\u00e0 e della personalizzazione, tender\u00e0 a svuotarsi ancora di pi\u00f9 dei suoi contenuti argomentativi e razionali e ad alimentare nuove forme di delega plebiscitaria. Usando sistematicamente lo strumento televisivo, i leader politici continueranno a rivolgersi ai cittadini-consumatori esibendo, secondo precise strategie di <i>marketing<\/i> televisivo, i propri prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tele-democrazia dispotica e grottesca \u00e8 destinata cos\u00ec a convivere con un tele-populismo servile all&#8217;ombra del tramonto della democrazia rappresentativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.juragentium.org\/topics\/wlgo\/it\/populism.htm\">Jura Gentium<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DANILO ZOLO Soprattutto nei paesi occidentali nuove sfide stanno alterando i rapporti fra quella che un tempo veniva chiamata civil society e le strutture centralizzate del potere statale. Due sono a mio parere i fenomeni pi\u00f9 evidenti e pi\u00f9 rilevanti. 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