{"id":15687,"date":"2016-04-26T07:30:09","date_gmt":"2016-04-26T05:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15687"},"modified":"2016-04-26T07:30:09","modified_gmt":"2016-04-26T05:30:09","slug":"il-referendum-da-mortati-a-emma-bonino-societa-politica-contro-societa-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15687","title":{"rendered":"Il referendum da Mortati a Emma Bonino: &quot;societ\u00e0 politica&quot; contro &quot;societ\u00e0 civile&quot;"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LORENZO D&#8217;ONOFRIO<\/strong> (ARS Pescara)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"UFICommentBody _1n4g\">Si fa un gran parlare in questi giorni di referendum, quorum e astensione. Spesso si d\u00e0 per scontato che il referendum abrogativo abbia ad oggetto sempre norme &#8220;sbagliate&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"UFICommentBody _1n4g\">Non \u00e8 detto che sia cos\u00ec! <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"UFICommentBody _1n4g\">La disaffezione da inflazione referendaria, il disgusto per la politica in generale e il controllo mediatico sulle masse da parte del grande capitale sono pericoli immensi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"UFICommentBody _1n4g\">Si pu\u00f2 discutere se la determinazione di un quorum sia una scelta opportuna o meno, ma non ci si pu\u00f2 esimere dal cercare di comprendere le motivazioni che hanno spinto i Costituenti a fissare quel principio.<br \/>\nLa storia insegna che in nome delle libert\u00e0 abbiamo abdicato con troppa leggerezza a presidii importanti della nostra democrazia.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8<span data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"UFICommentBody _1n4g\"> sbagliato pensare che la modernit\u00e0 implichi necessariamente soluzione di problemi nuovi: le esigenze di democrazia diretta, ad esempio, non sono nate con il web, ma sono state attentamente valutate dall&#8217;Assemblea Costituente che ha consapevolmente optato per una forma di democrazia rappresentativa parlamentare, seppur con istituti di democrazia diretta.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riporto alcuni stralci delle parole pronunciate da <strong>Costantino Mortati<\/strong> nelle discussioni sull&#8217;art. 75 della Costituzione, prima in Sottocommissione e poi in Assemblea Costituente, perch\u00e9 ritengo molto pericoloso e presuntuoso l&#8217;atteggiamento di chi si arroga il diritto di pretendere modifiche della nostra Carta fondamentale, senza prima adempiere al dovere di conosce<span class=\"text_exposed_show\">rne la genesi ed i principi sottesi.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<blockquote><p>Si deve infine accennare alla funzione da attribuire al popolo come organo del potere legislativo. La tendenza moderna \u00e8 quella di condurre il popolo, da una funzione limitata alla scelta dei suoi rappresentanti, ad una funzione pi\u00f9 ampia, di attiva partecipazione politica, e il mezzo adoperato a questo scopo \u00e8 il referendum, che ha una efficacia diversa a seconda del modo in cui sono congegnati i poteri pubblici [&#8230;]<\/p>\n<p>In ogni caso quello che bisognerebbe curare, ove si introducesse l&#8217;istituto del referendum, sarebbe di congegnarlo praticamente in modo che possa dare il massimo rendimento. <strong>\u00c8 questo un punto molto delicato<\/strong>, che implica particolarit\u00e0 di dettaglio che influiscono sulle funzioni dell&#8217;istituto stesso. <strong>Bisogna aver cura che il popolo risponda nel referendum come entit\u00e0 organizzata, e non come popolo indifferenziato<\/strong> [&#8230;]<\/p>\n<p>Il quesito che occorre proporsi \u00e8 se convenga oppure no instaurare in Italia un regime di puro parlamentarismo, senza, cio\u00e8, che sia accordata alcuna possibilit\u00e0 al popolo di invalidare la volont\u00e0 del Parlamento. Per suo conto ritiene che la possibilit\u00e0 di un veto popolare non solo possa essere utile ai fini dell&#8217;interesse generale, ma possa anche servire benissimo a rafforzare l&#8217;autorit\u00e0 del Parlamento. Il Parlamento pu\u00f2 anche errare e pertanto non riflettere esattamente la volont\u00e0 popolare. Pu\u00f2, quindi, essere opportuno ammettere il referendum come forma di veto popolare, tanto pi\u00f9 che non \u00e8 stato accolto il principio del referendum su iniziativa del Governo. Ora, o si ammette che la sovranit\u00e0 risiede nella volont\u00e0 del popolo, e allora si dovr\u00e0 anche ammettere il veto popolare mediante referendum; o non si ammette quel principio, e in tal caso si pu\u00f2 giustificare la richiesta di coloro che non vogliono il referendum come forma di veto popolare. Ammettere un simile correttivo dell&#8217;azione spiegata dal Parlamento da parte dell&#8217;opinione pubblica potr\u00e0 essere utile al Parlamento stesso. Il Parlamento, infatti, sapendo in precedenza che un dato disegno di legge da esso approvato potr\u00e0 non incontrare il favore dell&#8217;opinione pubblica, sar\u00e0 pi\u00f9 cauto e scrupoloso nelle deliberazioni che dovr\u00e0 adottare. <strong>Ci\u00f2 verr\u00e0, in ultima analisi, a limitare i casi di applicazione del referendum<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tenga anche presente che, mediante il referendum, si rende possibile fare interessare maggiormente il popolo a questioni che possono essere di vitale importanza per il Paese. <strong>Con il referendum quindi si potr\u00e0 conseguire una maggiore educazione politica delle masse popolari, cosa da tutti auspicata, e lo sviluppo di una sana democrazia in Italia<\/strong> [&#8230;]<\/p>\n<p>Ritornando a quanto dicevo, osservo che precisamente la constatazione di uno scarto fra partiti e opinione pubblica viene a giustificare ancora di pi\u00f9 l&#8217;adozione di questo istituto, perch\u00e9 questo contrasto fra rappresentanti e rappresentati pu\u00f2 significare o una deficienza dei primi o una deficienza dei secondi. O sono i primi che interpretano male la volont\u00e0 popolare e i bisogni reali del popolo, e allora \u00e8 giusto che la loro attivit\u00e0 sia arrestata dal popolo; o \u00e8 il popolo che \u00e8 scarsamente educato, e allora \u00e8 ai partiti che si deve imputare tale situazione, ed il rimedio non pu\u00f2 essere quello di escludere il popolo, bens\u00ec di eccitare il suo spirito politico, la sua sensibilit\u00e0 ai problemi politici, la sua capacit\u00e0 di intendere gli interessi generali, il che \u00e8 compito specifico dei partiti, che non possono rigettare i mezzi per facilitare il raggiungimento di tali fini.<\/p>\n<p>Proprio a ci\u00f2 giova la politicizzazione degli interessi nei quali il popolo vive la sua vita di ogni giorno; ed \u00e8 anche col servirsi delle varie associazioni spontanee e col loro <strong>inserirle nella vita politica<\/strong> che si pu\u00f2 agevolare la sensibilit\u00e0 popolare alla voce degli interessi collettivi.<\/p>\n<p>Il referendum \u00e8 in sostanza una garanzia di libert\u00e0, in quanto pu\u00f2 preservare da riforme non sentite o affrettate, ma non pu\u00f2 certamente pregiudicare l&#8217;adozione di quelle che rispondano alla coscienza collettiva. Perch\u00e9 dovrebbe impedire in Italia le riforme sociali, l&#8217;attuazione per esempio della riforma agraria, come diceva ieri l&#8217;onorevole Corbi? Affermazioni di questo genere non si capiscono perch\u00e9, o queste riforme incontrano l&#8217;opposizione delle masse, e allora giustamente dovrebbero essere impedite, o sono aderenti a bisogni sentiti dalla maggioranza, e allora il referendum non pu\u00f2 agire sul loro esplicarsi.<\/p>\n<p>In pratica, la stessa difficolt\u00e0 di attuazione del referendum in un organismo cos\u00ec complesso come \u00e8 un grande Stato moderno, si pone come un ostacolo di fatto al suo impiego frequente. C&#8217;\u00e8 una remora precisamente nella difficolt\u00e0 di mettere in moto una macchina cos\u00ec complicata. <strong>La importanza del referendum sta, dunque, pi\u00f9 nell&#8217;azione potenziale <\/strong>che pu\u00f2 esercitare col frenare le tentazioni di intemperanza dei partiti al potere, col renderli pi\u00f9 meditativi circa la convenienza delle riforme proposte in confronto ai bisogni del popolo,<strong> che non nel suo impiego effettivo.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.nascitacostituzione.it\/03p2\/01t1\/s2\/075\/index.htm\" target=\"_blank\"><strong>Qui<\/strong> <\/a>si pu\u00f2 leggere la discussione integrale sull&#8217;articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1947 Mortati individuava nell&#8217;istituto referendario un efficace correttivo dell&#8217;azione parlamentare, concepito come un veto popolare destinato ad attivarsi nel caso in cui il Parlamento non riflettesse la volont\u00e0 popolare su questioni fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un istituto, dunque, finalizzato da una parte a rafforzare l&#8217;autorit\u00e0 del Parlamento stesso, responsabilizzandolo circa la continua ed effettiva rispondenza delle normative proposte alla volont\u00e0 del popolo rappresentato, dall&#8217;altra voluto come strumento in grado di agevolare la fondamentale funzione dei partiti (di educazione politica e formazione della classe dirigente) e di favorire\u00a0 la partecipazione dei cittadini alla vita politica, sia come singoli che attraverso le formazioni sociali nelle quali si svolge la loro personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;appello di Mortati ad &#8220;<strong><em>aver cura che il popolo risponda nel referendum come entit\u00e0 organizzata, e non come popolo indifferenziato<\/em><\/strong>\u201d, il suo invito alla &#8220;<em>politicizzazione degli interessi nei quali il popolo vive la sua vita di ogni giorno<\/em>\u201d, ad inserire le associazioni spontanee nella vita politica, costituiscono\u00a0 un evidente rifiuto del concetto oggi troppo in voga di &#8220;<strong>societ\u00e0 civile<\/strong>\u201d\u00a0 apartitica e la riaffermazione della necessit\u00e0 di una &#8220;<strong>societ\u00e0 politica<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quest&#8217;ultima che va ricostruita attraverso la riscoperta della militanza, anche partecipando alla costruzione di nuovi partiti che rispondano alle proprie convinzioni ed ai propri ideali, poich\u00e9 il partito politico (art. 49 Cost.) \u00e8 l&#8217;unica forma aggregativa attraverso la quale il cittadino pu\u00f2 tornare ad incidere sulle sorti del proprio paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;societ\u00e0 civile\u201d delle manifestazioni e dei referendum ha palesato tutta la sua carica sostanzialmente individualista e una conclamata incapacit\u00e0 di generare un cambiamento, dimostrandosi spesso funzionale agli interessi dei globalizzatori <span class=\"text_exposed_show\">(&#8220;&#8230;<a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/azione\/apologia-della-politica\" target=\"_blank\"><strong><em>le proteste del XXI secolo somigliano, per alcuni versi, a quelle medioevali. A quel tempo le persone non scendevano in piazza con l\u2019ambizione di rovesciare il re o di sostituirlo con un altro a loro pi\u00f9 gradito; manifestavano per obbligare il sovrano a fare qualcosa in loro favore, o per impedirgli di far loro del male<\/em><\/strong><\/a>\u201d<\/span>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La deriva individualista, antipolitica ed antistatalista generata dall&#8217;illusione referendaria \u00e8 ben rappresentata dal delirio globalista di <a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/exagora\/bozza-dellintervento-di-emma-bonino-ad-arezzo-del-19-novembre-1999\" target=\"_blank\"><strong>Emma Bonino<\/strong><\/a> del 1999, al momento della proposizione dei venti referendum \u00abliberali\u00bb (fra i quesiti c&#8217;era anche la richiesta di abrogazione dell&#8217;art. 18 dello Statuto dei Lavoratori):<\/p>\n<blockquote><p>In questi ultimi anni &#8211; pur senza dimenticare i diritti civili, l\u2019antiproibizionismo e via discorrendo &#8211; l\u2019iniziativa politica radicale \u00e8 stata improntata alle <strong>riforme economiche<\/strong>. Per l\u2019Italia di oggi sono le riforme economiche &#8211; pi\u00f9 libert\u00e0 di impresa, <strong>meno Stato<\/strong> nell\u2019economia, <strong>flessibilit\u00e0<\/strong> e autonomia contrattuale nel mercato del lavoro, <strong>meno spesa pubblica<\/strong>, rottura dei monopoli, <strong>liberalizzazione <\/strong>dei mercati &#8211; la chiave della <strong>modernizzazione<\/strong>. Qualcosa di analogo, appunto, ai <strong>diritti civili<\/strong> negli anni settanta. Dico questo perch\u00e9 deve essere chiaro a tutti che la libert\u00e0 da affermare per gli <strong>europei del duemila<\/strong> sar\u00e0 sempre pi\u00f9 quella di potere avere libert\u00e0 di scelta come <strong>consumatori<\/strong> ed utenti tra una molteplicit\u00e0 di opzioni in un <strong>mercato concorrenziale<\/strong>. Attraverso la <strong>scelta \u00abliberista\u00bb<\/strong> vogliamo affermare la libert\u00e0 di impresa, certo, ma anche la <strong>libert\u00e0 del consumatore<\/strong> di ottimizzare la propria utilit\u00e0 orientandosi tra offerte davvero in concorrenza. Gli economisti parlano, nella teoria, \u201cdi <strong><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=8082\" target=\"_blank\">sovranit\u00e0 del consumatore<\/a><\/strong>\u201d. Noi vorremmo che, almeno un po\u2019, questa fosse anche \u201cla pratica\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le campagne referendarie moderne (<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15498\" target=\"_blank\">anche laddove condivisibili negli obiettivi come nel caso dell&#8217;acqua pubblica<\/a>) sono allora il sintomo, non la cura, di una grave crisi democratica: il ricorso continuo ai referendum \u00e8 chiaro indice di inceppamento della democrazia e dell&#8217;occupazione del potere legislativo da parte dei poteri privati, mentre non \u00e8 pensabile che gli attuali gravi problemi di partecipazione possano essere risolti con ulteriori modifiche costituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lezione della storia \u00e8 quanto accaduto con <strong>i 4 referendum del 2011<\/strong>:<br \/>\nil 12 e 13 giugno 2011 ben 26 milioni di italiani diedero, a detta di molti, una grande prova di maturit\u00e0 civica, sostenendo con un fragoroso S\u00cc una campagna referendaria caricata di una fortissima valenza politica, anche per la presenza di un quesito sul famigerato legittimo impedimento (&#8220;<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Repubblica-referendum-2011.jpg\"><em>Valanga di s\u00ec, schiaffo a Berlusconi<\/em><\/a>\u201d titolava Repubbl<span class=\"text_exposed_show\">ica).<br \/>\nTutti ricordiamo i festeggiamenti per un presunto riscatto degli italiani, la solita Norma Rangeri che dalle pagine del <strong><a href=\"http:\/\/www.controlacrisi.org\/notizia\/Politica\/2011\/6\/14\/13569-Massa-critica---Con-i-referendum-svolta-storica\/\" target=\"_blank\">Manifesto<\/a><\/strong> celebrava finalmente l&#8217;avvento della tanto attesa &#8220;MASSA CRITICA\u201d ed altri sproloqui del genere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Manifesto-referendum-2011.gif\" rel=\"attachment wp-att-15701\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-15701 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Manifesto-referendum-2011.gif\" alt=\"Manifesto referendum 2011\" width=\"350\" height=\"484\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\">Cosa accadde dopo?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\">NULLA! Berlusconi rest\u00f2 in sella fino a quando non accett\u00f2 la destituzione a colpi di spread (in realt\u00e0 con un potente attacco a Mediaset), fra scroscianti applausi di quella massa critica, scesa in piazza esultante a celebrare con rituali brindisi la &#8220;liberazione\u201d.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/dimissioni-di-berlusconi-le-foto-dellarrivo-a-L-Nc0LjS.jpeg\" rel=\"attachment wp-att-15703\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-15703 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/dimissioni-di-berlusconi-le-foto-dellarrivo-a-L-Nc0LjS.jpeg\" alt=\"dimissioni-di-berlusconi-le-foto-dellarrivo-a-L-Nc0LjS\" width=\"460\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/dimissioni-di-berlusconi-le-foto-dellarrivo-a-L-Nc0LjS.jpeg 460w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/dimissioni-di-berlusconi-le-foto-dellarrivo-a-L-Nc0LjS-300x161.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\">Quella stessa massa critica, la &#8220;societ\u00e0 civile\u201d, accoglieva poco dopo il sobrio &#8220;liberatore\u201d <strong>Mario Monti<\/strong>, ovvero mister &#8220;<em>abbiamo bisogno di crisi per fare passi avanti\u201d<\/em>, mister &#8220;<em>la Grecia \u00e8 il pi\u00f9 grande successo dell&#8217;euro\u201d<\/em>, mister &#8220;<em>stiamo distruggendo la domanda interna con il consolidamento fiscale\u201d<\/em> e tante altre nefandezze costate a questo paese parecchi suicidi, insieme a pezzi importanti di democrazia e di tessuto produttivo.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto sempre la storia ci ricorda come, proprio attraverso l&#8217;istituto referendario, la volont\u00e0 popolare sia stata trasformata in un grimaldello per scardinare uno dei capisaldi della democrazia costituzionale, la rappresentativit\u00e0 parlamentare: sono state cos\u00ec\u00a0 spalancate le porte all&#8217;avvento di quel sistema elettorale <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/online\/dossier\/refe\/refe1\/refe1.html\" target=\"_blank\"><strong>maggioritario<\/strong><\/a> che ha consentito l&#8217;affermazione del <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=106\" target=\"_blank\"><strong>Partito Unico<\/strong><\/a> unionista e globalista, fanatico dello &#8220;Stato minimo\u201d ed artefice del sovvertimento dell&#8217;impianto costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa deriva possiamo reagire solo con una scelta, rinunciando alla nostra condizione di consumatori per tornare ad essere cittadini, sapendo che abbiamo di fronte una lunga e dura lotta, ma avendo ben chiaro che la nostra prospettiva deve essere storica e che pu\u00f2 esistere un&#8217;unica linea del fronte: la nostra Costituzione repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CI LIBEREREMO!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LORENZO D&#8217;ONOFRIO (ARS Pescara) Si fa un gran parlare in questi giorni di referendum, quorum e astensione. Spesso si d\u00e0 per scontato che il referendum abrogativo abbia ad oggetto sempre norme &#8220;sbagliate&#8221;. Non \u00e8 detto che sia cos\u00ec! La disaffezione da inflazione referendaria, il disgusto per la politica in generale e il controllo mediatico sulle masse da parte del grande capitale sono pericoli immensi. 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