{"id":15731,"date":"2016-05-24T00:34:47","date_gmt":"2016-05-23T22:34:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15731"},"modified":"2016-05-24T00:34:47","modified_gmt":"2016-05-23T22:34:47","slug":"elogio-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15731","title":{"rendered":"Elogio della democrazia"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Articolo apparso sul blog <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\">Il Pedante<\/a> il 23 aprile 2016.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">E sopravvivono soltanto, da una parte, le vittime illuse del fascino appariscente della democrazia, confuso ingenuamente con lo spirito stesso della democrazia, con la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza; e, dall&#8217;altra parte, i profittatori pi\u00f9 o meno numerosi che hanno saputo, mediante la forza del danaro o quella dell&#8217;organizzazione, assicurarsi sugli altri una condizione privilegiata e lo stesso potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Radiomessaggio di Sua Santit\u00e0 Pio XII ai popoli del mondo intero, <a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/pius-xii\/it\/speeches\/1944\/documents\/hf_p-xii_spe_19441224_natale.html\" target=\"_blank\">24 dicembre 1944<\/a>)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso del recente referendum sulle trivellazioni marine, quello in cui un<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/04\/14\/referendum-renzi-e-una-bufala-che-sia-sulle-trivelle-astensione-e-scelta-legittima\/2637901\/\" target=\"_blank\"> presidente del Consiglio<\/a> e un <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/04\/14\/referendum-trivelle-napolitano-legittimo-astenersi-nel-2011-diceva-io-elettore-che-fa-sempre-il-suo-dovere\/2635720\/\" target=\"_blank\">ex presidente della Repubblica<\/a> invitavano i cittadini ad astenersi e un deputato del partito di maggioranza <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/16_aprile_18\/carbone-ciaone-referendum-quel-tweet-l-ha-inventato-mia-figlia-riscriverei-parola-parola-31ec7d28-054a-11e6-9d1f-916c0ba5b897.shtml\" target=\"_blank\">sbeffeggiava<\/a> i votanti, \u00e8 solo l&#8217;ultimo atto di un fenomeno da tempo maturo: <strong>il fastidio, il disgusto, la paura della democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno dei tanti paradossi orwelliani dei nostri tempi, i totalitarismi del passato sono <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/ucraina-auschwitz-l-antifascismo-del-giorno-dopo-parte-i\" target=\"_blank\">condannati nei simboli<\/a> ma rivivono sempre pi\u00f9 fedelmente nel plauso di oligarchie che si dicono illuminate &#8211; i tecnocrati, i burocrati, i mercati finanziari, i salvatori della patria &#8211; in quanto capaci di <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/terapie-tapioco-le-apologie-del-fallimento#resistenza\" target=\"_blank\">scelte impopolari<\/a> (cio\u00e8, etimologicamente, <strong>antidemocratiche<\/strong>) e avversi a tutto ci\u00f2 che \u00e8 populista (cio\u00e8, etimologicamente, <strong>democratico<\/strong>). E nell&#8217;idea che la partecipazione delle masse al potere rappresenti un irrompere di egoismi incompatibili con il progresso generale, tanto che i singoli appartenenti a quelle stesse masse accettano la sacrificabilit\u00e0 del proprio diritto a decidere pur di impedire che decidano anche i barbari e gli irresponsabili: cio\u00e8 gli <em>altri<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo timore serpeggia fin dalle origini nazionali nelle coscienze dei benpensanti (ne abbiamo parlato <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/i-moderati-sive-de-grege\" target=\"_blank\">qui<\/a>). Cos\u00ec si leggeva nel 1876 sull&#8217;editoriale che ne inaugurava il quotidiano di riferimento, il <em>Corriere della Sera<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>E per\u00f2 ci accade [&#8230;] di non voler il suffragio universale, se l\u2019estensione del suffragio deve porci in balia delle plebi fanatiche delle campagne o delle plebi voltabili e nervose delle citt\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una breve e imperfetta parentesi, oggi la democrazia \u00e8 ancora considerata un lusso riservato a tempi prosperi e oziosi, <strong>un gioco di societ\u00e0<\/strong> dal <em>pedigree<\/em> nobile e caro agli idealisti, ma da sospendere o limitare al presentarsi di qualsiasi emergenza &#8211; economica, militare, terroristica, finanziaria &#8211; o pi\u00f9 semplicemente se diventa <a href=\"http:\/\/www.eurispes.eu\/content\/quale-democrazia-con-quali-costi-2011-0\" target=\"_blank\">troppo costoso<\/a>. Al pi\u00f9 se ne tollera la versione ludica e minore, quella <strong>democrazia dal basso o bassa democrazia<\/strong> (ne abbiamo parlato <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/democrazia-dal-basso-bassa-democrazia\" target=\"_blank\">qui<\/a>) i cui effetti sono programmaticamente limitati alle modalit\u00e0 applicative di ci\u00f2 che si \u00e8 gi\u00e0 deciso altrove, quando non all&#8217;irrilevanza <em>tout court<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esigenza di mettere una parola pedante su un tema cos\u00ec spesso dibattuto mi \u00e8 sorta conversando con un amico italiano, secondo il quale la trasformazione coatta delle banche popolari in societ\u00e0 per azioni, con il trasferimento del potere decisionale dall&#8217;assemblea capitaria dei soci a pochi grandi azionisti, sarebbe cosa encomiabile perch\u00e9 &#8211; diceva &#8211; non possiamo pi\u00f9 permetterci un&#8217;altra crisi bancaria (?). Negli stessi giorni mi trovavo coinvolto nell&#8217;avviamento di una piccola cooperativa e apprendevo che la principale preoccupazione dei fondatori era quella di scongiurare, con ogni possibile strumento statutario e di legge, l&#8217;effettiva partecipazione dei futuri lavoratori alla gestione dell&#8217;impresa: per evitare &#8211; dicevano &#8211; veti, ribaltoni e ricatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne trassi la conclusione che <strong>il nesso democrazia = caos = dissesto<\/strong> si \u00e8 inoculato nelle menti di molti come un assioma che non abbisogna di dimostrazioni. E ci\u00f2 a dispetto non solo delle migliori intenzioni ma anche dell&#8217;evidenza storica. Al mio giovane interlocutore avrei voluto chiedere se Lehman Brothers fosse stata per caso una cooperativa o un soviet, ma l\u00ec per l\u00ec l&#8217;enormit\u00e0 del suo <em>non sequitur<\/em> mi lasci\u00f2 senza parole. Sicch\u00e9 mi ripropongo qui di impiegare le mie scarsissime forze per convincere me stesso e i miei pochi lettori che forse gli ultimi cent&#8217;anni di storia &#8211; democratica, mutualistica, cooperativa e sindacale &#8211; non sono trascorsi invano, nella speranza che il <strong>morbo della competizione<\/strong> non ci trasformi in individui segregati e paurosi dell&#8217;altro, e quindi alla merc\u00e9 di chi \u00e8 pi\u00f9 forte e organizzato di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va innanzitutto riconosciuto che per risollevare le sorti della democrazia &#8211; casomai si volesse e fosse ancora possibile farlo &#8211; non serve brandirne i simboli e recitarne ossessivamente il catechismo. <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/dementia-symboli-pensiero-simbolico-e-manipolazione\" target=\"_blank\">Si \u00e8 gi\u00e0 dimostrato altrove<\/a> che in politica i simboli hanno quasi sempre la funzione di occultare l&#8217;assenza della realt\u00e0 evocata per veicolare il suo opposto: gli slogan di sinistra per mascherare le politiche di destra, la retorica del lavoro per servire il capitale, i colori della pace per giustificare le guerre, <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/ucraina-auschwitz-l-antifascismo-del-giorno-dopo-parte-ii\" target=\"_blank\">l&#8217;antifascismo per risuscitare il fascismo<\/a> ecc. Sul punto baster\u00e0 del resto osservare che il partito politico che pi\u00f9 si \u00e8 distinto nello smantellamento della democrazia, quello che invita all&#8217;astensione, negozia trattati antidemocratici in segreto, scioglie le cooperative bancarie, progetta lo sfascio degli equilibri costituzionali, predica la cessione della sovranit\u00e0 popolare, l&#8217;annessione <em>ex imperio<\/em> a una federazione eterodiretta e la sottomissione a poteri mai eletti n\u00e9 contemplati dagli ordinamenti democratici (i mercati finanziari, le banche centrali indipendenti, le combriccole europee, i <em>think tank<\/em>), ebbene quel partito <strong>\u00e8 lo stesso che si dice Democratico anche nel nome<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onorare la democrazia come una medaglia coniata in tempi gloriosi o una suppellettile da esibire agli ospiti \u00e8 la via migliore per farne un <strong>reperto<\/strong> e spalancare le porte al suo superamento. Pi\u00f9 che accodarsi alla retorica museale di coloro che, appunto, vorrebbero rinchiuderla in un museo o in un marchio, sarebbe perci\u00f2 utile interrogarsi sulla sua opportunit\u00e0 al netto di ogni vincolo storico e identitario: come se non fosse mai esistita, come se non se ne fosse mai scritto n\u00e9 parlato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei vantaggi riconosciuti al metodo democratico \u00e8 la sua natura di <strong>mutua concessione<\/strong>, in virt\u00f9 della quale ciascun membro della comunit\u00e0 ammette la partecipazione altrui al processo decisionale affinch\u00e9 ne sia egli stesso ammesso. \u00c8, questa, una concezione della democrazia come &#8220;male necessario&#8221;, un <em>do ut des<\/em> dove le decisioni altrui, e quindi anche i bisogni e le visioni che le esprimono, sono tollerate cos\u00ec come ne sono tollerati i faticosi processi di vaglio, discussione e approvazione. Non \u00e8 difficile intuire come questa concezione intimamente antagonista (&#8220;la partecipazione degli altri \u00e8 un fastidio, ma mi tocca sopportarla se voglio partecipare anch&#8217;io&#8221;) ponga la sopravvivenza della democrazia su basi assai fragili, che coincidono di fatto con la debolezza dei suoi membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non appena un soggetto acquisisca la forza &#8211; economica, coercitiva o altro &#8211; per imporre le proprie decisioni senza nulla concedere agli altri, il patto sociale si spezza e la democrazia scivola verso l&#8217;oligarchia. Che \u00e8 <strong>ci\u00f2 che sta accadendo oggi<\/strong>, con uno sparuto gruppo di individui la cui disponibilit\u00e0 di capitali si traduce non tanto in ricchezza quanto anche e soprattutto nel potere di condizionare la vita della comunit\u00e0 e dettarne le politiche e le leggi, con la tacita approvazione di <strong>chi non pu\u00f2 permetterselo ma vorrebbe<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la democrazia come &#8220;male necessario&#8221; ha gi\u00e0 in s\u00e9 i semi della sua estinzione, per recuperarla occorre quindi liquidarne l&#8217;idea di concessione coatta, per quanto mutua ed eventualmente nobilitata dall&#8217;altruismo, e concentrarsi sui suoi vantaggi diretti che, a parere di chi scrive, esistono e sono confortati dagli esempi storici. Quello che segue ne \u00e8 un elenco, per quanto imperfetto e da integrare. Al costo di ripetere l&#8217;ovvio &#8211; come \u00e8 nella missione di questo blog &#8211; lo propongo alla riflessione dei lettori che hanno avuto la pazienza di seguirmi fin qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;estensione della base partecipativa alle decisioni di una comunit\u00e0 costituisce prima di tutto un&#8217;<strong>assicurazione contro gli errori dei singoli<\/strong>. Dopo la guerra quasi tutti riconobbero gli errori del nazifascismo, ma prima di allora &#8211; quando cio\u00e8 sarebbe servita &#8211; quella consapevolezza era appannaggio di pochi e perseguitati oppositori. Se la voce di questi ultimi non fosse stata repressa dalla dittatura si sarebbero forse evitati gli eccidi che caratterizzarono gli ultimi anni di quei regimi. In tempi pi\u00f9 recenti e nominalmente democratici, il governo sedicente tecnico di Mario Monti &#8211; nei fatti una dittatura, con tanto di <a href=\"http:\/\/www.byoblu.com\/post\/2012\/01\/12\/il-colpo-di-stato-di-mario-monti.aspx\" target=\"_blank\">colpo di stato<\/a> iniziale &#8211; fu salutato da molti come una liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un anno il gradimento degli italiani per il premier <a href=\"http:\/\/www.youtrend.it\/2012\/02\/03\/tabella-fiducia-premier\/\" target=\"_blank\">sfiorava ancora il 50%<\/a> ma gi\u00e0 alle successive elezioni il suo partito prese poco pi\u00f9 dell&#8217;8% e, in seguito, sempre pi\u00f9 persone compresero la portata dei danni inflitti dall&#8217;austerit\u00e0 montiana. Se invece di essere imposto dall&#8217;estero con la <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/\/2013-12-14\/la-sorpresa-debito-sostenibile-082749.shtml?uuid=ABx6l0j\" target=\"_blank\">bugia dell&#8217;emergenza<\/a>, quel governo avesse democraticamente incluso anche la rappresentanza di chi ne aveva compreso per tempo la pericolosit\u00e0, probabilmente il suo impatto distruttivo sarebbe stato pi\u00f9 limitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, <strong>\u00e8 sempre possibile che chi la pensa diversamente da noi abbia in realt\u00e0 capito prima di noi ci\u00f2 che noi capiremmo troppo tardi<\/strong>. E poich\u00e9 solo gli stupidi non cambiano mai idea, escludere dalle decisioni chi ha idee diverse dalle proprie \u00e8 una soluzione che lasciamo agli stupidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va anche considerato il caso che chi partecipa al processo democratico sia mosso non solo da idee, ma anche da interessi diversi. Nella retorica oggi in voga ci\u00f2 diventa spesso un pretesto di scontro sociale e di limitazioni all&#8217;inclusione democratica. Ne \u00e8 un esempio il caso dei giovani che lamentano la caparbiet\u00e0 con cui gli anziani difenderebbero i propri insostenibili (?) trattamenti pensionistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;essere un Paese demograficamente vecchio &#8211; dicono &#8211; fa s\u00ec che i pensionati sfruttino il loro peso elettorale per costringere la politica a tutelare i loro privilegi (?) a danno delle giovani generazioni. Il che non spiega perch\u00e9 quella politica, la stessa che subirebbe il ricatto democratico delle maggioranze gerontocratiche, sia invece smaniosa di <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2016\/04\/19\/news\/boeri_generazione_perduta-137948917\/\" target=\"_blank\">raccogliere il grido d&#8217;aiuto<\/a> della giovent\u00f9 depauperata (<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/questo-sistema-non-regge-pi-soluzione-privatizzare-previdenz-1186382.html\" target=\"_blank\">clicca qui<\/a> per la risposta esatta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci vuole un genetista per capire che <strong>anche i giovani diventeranno vecchi<\/strong> e che nel volgere di pochi decenni godranno dei diritti e della dignit\u00e0 minima difesi dai padri &#8211; sempre che prima non ne abbiano ottenuta la revoca derogando in un sol colpo alla democrazia e al proprio istinto di conservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;inclusione di bisogni e condizioni a s\u00e9 estranei nel processo decisionale ha quindi il vantaggio di <strong>tutelare il proprio interesse potenziale<\/strong>, oltre che quello immediato. Il discorso si pu\u00f2 estendere ad ammalati, carcerati, imputati, disoccupati, sfrattati, proprietari, inquilini ma anche alle professioni, ai settori di attivit\u00e0 e ai luoghi di residenza, insomma a tutte quelle condizioni per il cui miglioramento altri stanno lottando e che oggi non ci raggiungono &#8211; o che addirittura ignoriamo &#8211; ma alle quali i casi della vita possono presto o tardi avvicinarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo vantaggio che ci piace richiamare \u00e8 quello che colloca la democrazia nel compimento di un processo umanistico millenario sui cui frutti si innesta &#8211; o si dovrebbe innestare &#8211; la civilt\u00e0 che ci vantiamo di insegnare nelle scuole. In democrazia il voto democratico \u00e8 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Voto_capitario\" target=\"_blank\">capitario<\/a>, vi si premia cio\u00e8 la numerosit\u00e0 dei votanti senza distinguerne censo, ruolo, importanza politica ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In democrazia un uomo \u00e8 un uomo e l&#8217;essere umano vale in quanto tale<\/strong>. E poich\u00e9 i poveri sono tanti e i ricchi sono pochi, i sottoposti una massa e i potenti un&#8217;\u00e9lite, la democrazia \u00e8 anche uno strumento di redistribuzione, se non della ricchezza, del potere che ad essa si associa limitandone gli eccessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo vantaggio &#8211; il pi\u00f9 temuto dai suddetti benpensanti, che per qualche risibile motivo si reputano ai vertici della catena economica e sociale &#8211; non \u00e8 ovviamente universale come quelli prima esposti. Che ricchi e potenti cerchino di far valere il proprio vantaggio sul numero \u00e8 nella natura delle cose. \u00c8 invece <strong>contronatura<\/strong> che chi non ha patrimoni o eserciti per imporre la propria voce &#8211; cio\u00e8 io che scrivo, tu che mi leggi &#8211; desideri spogliarsi della sua unica forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La democrazia \u00e8 anche una <strong>garanzia di ordine sociale<\/strong>. Distribuendo il potere a tutti si limita il ricorso alla sovversione e alla violenza propria degli esclusi. In quest&#8217;ottica, \u00e8 anche un metodo di legittimazione e spersonalizzazione del potere in cui i rappresentanti politici, per quanto odiati, possono farsi scudo del consenso dei milioni che li hanno votati e opporre ai propri detrattori la forza di una legittima maggioranza. Un aspetto, questo, che merita un inciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha interesse a limitare e sospendere le garanzie democratiche vuole al contempo preservare l&#8217;ordine sociale garantito (anche) dall&#8217;inclusione democratica. Solo cos\u00ec pu\u00f2 infatti raccogliere in sicurezza i frutti dell&#8217;immenso potere acquisito, ad esempio assicurandosi che i cittadini rispettino le leggi che ha fatto approvare nel proprio interesse, accettino i debiti che ha fatto loro contrarre, riconoscano la legittimit\u00e0 dei burattini <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/03\/05\/matteo-renzi-e-la-democrazia-come-optional-ma-chi-sono-i-mandanti\/2521210\/\" target=\"_blank\">che ha messo alla guida dei governi<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parere di chi scrive, \u00e8 sul fragile filo di questa doppia e contraddittoria esigenza che vanno interpretati i fenomeni gi\u00e0 descritti in questo blog sotto l&#8217;etichetta di <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/democrazia-dal-basso-bassa-democrazia\" target=\"_blank\">&#8220;bassa democrazia&#8221;<\/a>: essi servono appunto a creare nei cittadini l&#8217;illusione di essere ancora protagonisti delle decisioni comuni. Dalla &#8220;democrazia dal basso&#8221; movimentista e padronale al rito privato delle primarie, dai referendum consultivi ai sondaggi, dalla libert\u00e0 vigilata di internet alle rivoluzioni colorate e pentagonali, le iniziative messe in campo rispondono tutte all&#8217;intento cosmetico di coltivare un&#8217;illusione democratica manovrabile e impotente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le decisioni importanti debbono avvenire <a href=\"http:\/\/www.byoblu.com\/post\/2015\/05\/03\/al-riparo-dal-processo-elettorale.aspx\" target=\"_blank\">al riparo dal processo elettorale<\/a>, occorre distrarre le popolazioni con il <em>videogame<\/em> delle democrazie-giocattolo. A chiusura di questa abbozzata rassegna non deve mancare il <strong>nesso empirico tra democrazia e prosperit\u00e0 nazionale<\/strong>. Domenica 13 e luned\u00ec 14 aprile 2008 si votava con il sistema elettorale detto &#8220;Porcellum&#8221; che, con l&#8217;eliminazione delle preferenze e l&#8217;assegnazione di un premio di maggioranza irragionevolmente generoso, segnava tecnicamente l&#8217;inizio del declino democratico e della restaurazione verticista nel nostro Paese. Cinque mesi dopo &#8211; il 15 settembre &#8211; il fallimento della banca d&#8217;affari Lehman Brothers apriva la crisi finanziaria mondiale e gettava nel panico gli speculatori, che reagivano <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/articlegallery\/finanza-e-mercati\/2013\/ciclo-frenkel-\/\" target=\"_blank\">scaricando sugli Stati i propri crediti deteriorati<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora in Italia si sono avuti almeno tre governi che, se non direttamente imposti dagli investitori, ne hanno agevolato senza limiti il rischio e l&#8217;arricchimento a spese dell&#8217;economia nazionale. Di questi, due si sono materializzati al potere <strong>senza alcuna effettiva legittimazione elettorale<\/strong>, e l&#8217;ultimo sta osando l&#8217;inosabile: sbaraccare la democrazia direttamente <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/03\/06\/referendum-costituzionale-gustavo-zagrebelsky-spiega-i-15-motivi-per-dire-no-alla-riforma-voluta-da-renzi\/2522863\/\" target=\"_blank\">alla fonte costituzionale<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo abbiamo perso <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2016-03-04\/perche-2008-l-italia-ha-perso-10percento-l-eurozona-e-ferma-usa-sono-cresciuti-10percento-102139.shtml?uuid=AChc5UhC\" target=\"_blank\">il 10% di prodotto nazionale<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2014\/07\/06\/news\/crisi_produzione_industriale-90869726\/\" target=\"_blank\">oltre un quarto dell&#8217;output industriale<\/a>, centomila imprese e <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2015\/02\/16\/crisi-con-le-imprese-fallite-perso-un-milione-di-posti-lavoro-_361a2f65-192f-40bc-9520-e7918d2f8986.html\" target=\"_blank\">1 milione di posti di lavoro<\/a>, mentre <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2014\/10\/07\/news\/migrantes_pi_partenze_che_arrivi-97541785\/\" target=\"_blank\">decine di migliaia di giovani<\/a> faticosamente formati con le risorse della collettivit\u00e0 continuano a lasciare il Paese nella certezza di non trovarvi un futuro dignitoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 solo un caso o c&#8217;\u00e8 anche un nesso causale tra <em>deficit<\/em> democratico e recessione? <strong>C&#8217;\u00e8, e bisogna essere ciechi per non vederlo<\/strong>. Laddove sono rappresentati gli interessi di tutti \u00e8 pi\u00f9 difficile che qualcuno imponga il proprio a danno degli altri. Oggi invece i prestatori di denaro e gli enti sovranazionali che li rappresentano dettano legge liquidando le opposizioni in nome delle emergenze che di volta in volta si inventano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8<\/strong><strong> normale che si prendano tutto<\/strong>. Che impongano il credito a interesse come norma dell&#8217;economia (ne abbiamo <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-elefante-nella-stanza\" target=\"_blank\">scritto qui<\/a>), che limitino il ricorso al denaro che non possono controllare n\u00e9 gravare di interessi (v. <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-incubo-no-cash-e-il-teorema-di-pangloss\" target=\"_blank\">L&#8217;incubo no cash<\/a>), che svalutino il lavoro e deprimano l&#8217;inflazione per rivalutare i propri capitali, che diano un prezzo ai diritti umani e <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2015\/05\/02\/pensioni-forse-la-corte-costituzionale-preferiva-la-troika\/25739\/\" target=\"_blank\">costituzionali<\/a>, che sognino valute e mercati sempre pi\u00f9 globali per ampliare la platea dei loro investimenti, che mettano gli Stati a garantire i rischi delle loro speculazioni. E pazienza se tutti gli altri ci rimettono. In fondo, se a governare senza opposizioni non ci fossero i banchieri, ma i fornai, <strong>pagheremmo il pane 100 euro al chilo<\/strong>. Perch\u00e9 stupirsi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa lunga pedanteria si \u00e8 visto come l&#8217;attacco alla democrazia &#8211; e la speculare fuga da essa &#8211; incroci molti temi trattati in questo piccolo blog e richiamati da pi\u00f9 autorevoli osservatori, integrandosi perfettamente nella strategia in corso di concentrazione ed emancipazione del potere nelle mani di pochi <em>non<\/em> eletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi aggredisce la democrazia svuotandola e lasciandone la scorza simbolica alle masse merita certamente la nostra censura morale, ma quantomeno gli va riconosciuta <strong>l&#8217;attenuante del raziocinio<\/strong>. Gli enormi vantaggi conseguiti valgono lo sforzo distruttivo intrapreso. Pi\u00f9 preoccupante \u00e8 la massa sottostante, quella che non avendo altra via per rappresentare i propri interessi schifa la democrazia o ne tollera l&#8217;attenuazione. Perch\u00e9 lo fa? Da dove nasce il fastidio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere, mi piace rimandare l&#8217;eventuale e residuo lettore all&#8217;ipotesi, altrove formulata, dell&#8217;<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/terapie-tapioco-le-apologie-del-fallimento#infantilizzazione\" target=\"_blank\">infantilizzazione<\/a>. Chi teme la democrazia sembra presupporre che, al di sopra della marmaglia scomposta e popolare che si azzuffa per difendere i propri miopi interessi, al di sopra della cagnara degli egoismi e dell&#8217;analfabetismo civico dei connazionali (cio\u00e8 degli <em>altri <\/em>connazionali), al di sopra dell&#8217;inconcludente, esasperante, immobile gioco degli equilibri democratici (mentre fuori-c&#8217;\u00e8-la-Cina, lo <em>spread<\/em> incalza, il debito esplode, l&#8217;Europa ci chiede le riforme ecc.), ebbene <em>al di sopra<\/em> di tutto questo riposino galantuomini capaci e di buon senso, estranei alle facili glorie elettorali e, magari proprio perch\u00e9 ricchi, immuni dal clientelismo e disinteressatamente dediti al bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ritratto letterario, di norma riservato agli schivi frequentatori degli olimpi della finanza e ai loro diletti, evoca la rassicurazione che nell&#8217;assordante asilo della democrazia ci siano anche dei tutori, delle persone adulte che sanno discernere il bene dei pargoli e ai quali \u00e8 saggio affidarsi nei frangenti pi\u00f9 pericolosi. Sicch\u00e9 se ne brama la guida e <strong>all&#8217;occorrenza il castigo<\/strong>, li si evoca pur di non affogare nell&#8217;anarchia degli infanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa deriva psicologica affonda nelle insicurezze dei singoli ed \u00e8 accuratamente coltivata nelle retoriche dell&#8217;informazione. \u00c8 difficile, ma urgente e necessario, rendersi conto che se le comunit\u00e0 umane non si discostano in effetti di molto dai branchi o dai giardini d&#8217;infanzia, i sedicenti sobri esponenti del capitale internazionale, dei <em>think tank<\/em>, delle istituzioni economiche e dei sedicenti prestigiosi atenei non sfuggono alla regola. Anzi. <strong>Abituati a ben pi\u00f9 generosi appetiti<\/strong>, nel perseguire i loro interessi deprivano popoli interi facendo impallidire le ruberie di amministratori corrotti, imprenditori disonesti, funzionari fannulloni e tutta la ciurma dei furbi, dei ladri e degli indifferenti a cui ci piace attribuire il declino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinunciare alla democrazia per affidarsi a costoro e ai loro vassalli significa semplicemente far vincere a tavolino un partito: il pi\u00f9 piccolo e minoritario, quello dei ricchissimi, che non solo non potrebbe mai vincere in una democrazia senza trucchi, ma \u00e8 anche l&#8217;unico che non ne avrebbe bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo apparso sul blog Il Pedante il 23 aprile 2016. E sopravvivono soltanto, da una parte, le vittime illuse del fascino appariscente della democrazia, confuso ingenuamente con lo spirito stesso della democrazia, con la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza; e, dall&#8217;altra parte, i profittatori pi\u00f9 o meno numerosi che hanno saputo, mediante la forza del danaro o quella dell&#8217;organizzazione, assicurarsi sugli altri una condizione privilegiata e lo stesso potere. (Radiomessaggio di Sua Santit\u00e0 Pio XII ai popoli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[261,6],"tags":[2575,174,4764,1050,300,4765,4766,1378,3863],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-45J","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15731"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15731"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15731\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15731"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}