{"id":15769,"date":"2016-05-04T00:43:33","date_gmt":"2016-05-03T22:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15769"},"modified":"2016-05-04T00:43:33","modified_gmt":"2016-05-03T22:43:33","slug":"considerazioni-sulla-globalizzazione-3a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15769","title":{"rendered":"Considerazioni sulla globalizzazione (3a parte)"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>GIUSEPPE GERMINARIO<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/\">Conflitti e Strategie<\/a>)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che nelle rappresentazioni &#8220;creative&#8221; si \u00e8 fatto uscire dalla porta, sta rientrando alla chetichella dalle finestre o di forza DALLE ENTRATE PRINCIPALI in quelle stesse rappresentazioni: lo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, pur in una visione economicista, sono sempre rimaste ben salde specie nei paesi dominanti, anche se in ombra sino a pochi anni fa, correnti di economisti che riconoscono un ruolo decisivo dello Stato non solo in termini di regolazione keynesiana dei cicli ma anche di regolazione normativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A maggior ragione le correnti del realismo politico, incluse quelle liberali, hanno sempre avuto un peso determinante anche se discreto nei centri decisionali delle potenze egemoni. In Europa e nelle regioni periferiche con scarse ambizioni e capacit\u00e0 di autonomia politica hanno prevalso nettamente le tesi sovranazionali, del declino degli stati, della legittimit\u00e0 e della legge senza il corredo della forza, del potere autonomo degli organismi internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel paese dominante ed egemone ha prevalso tutt&#8217;al pi\u00f9 la rappresentazione falsamente egualitaria del multilateralismo tra gli stati all&#8217;ombra di organizzazioni internazionali (FMI, BM, UE, ecc.) senza potere diretto e condizionate dal paese vincitore; la stessa rappresentazione egualitaria dei ventisette paesi europei dell&#8217;UE propinata dai pi\u00f9 eterodiretti, tra i quali ovviamente l&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 per impedire o ritardare la nascita e lo sviluppo di aree di influenza alternative e potenzialmente contrapposte. Tanto \u00e8 vero che, al sorgere di questo pericolo, l&#8217;iniziativa americana ha mutato registro e si \u00e8 rivolta soprattutto alla stipula di trattati di area internazionali (TTP, TTIP, ecc.) con gli Stati Uniti come cerniera e baricentro tra questi gruppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La condizione di uno Stato dipende dalla capacit\u00e0 di tenuta delle relazioni esterne e dal livello di controllo e dalla capacit\u00e0 di coesione della formazione sociale di appartenenza (Huntington: intensit\u00e0 ed estensione del potere). Uno Stato pu\u00f2 quindi sorgere, fallire, rafforzarsi, indebolirsi, estendersi o ridimensionarsi. Esattamente quello che sta avvenendo in questa fase di fine del bipolarismo e di incertezza e volubilit\u00e0 degli schieramenti legata all&#8217;incipienza del multipolarismo che rende i centri strategici decisori di diverse formazioni sociali pi\u00f9 esposti agli interventi esterni e pi\u00f9 fragili rispetto alle mutazioni delle proprie formazioni sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento lo Stato rimane ancora l&#8217;unica istituzione e struttura organizzata in grado di pretendere e garantire in diversa misura quelle prerogative che consentono la tenuta della formazione sociale ed il confronto con le interrelazioni esterne: il controllo territoriale la cui estensione dipende dalle caratteristiche geografiche, dalla sedimentazione storica della popolazione, dalla capacit\u00e0 tecnologica e quindi in particolare dalla capacita dei centri dominanti di gestire i rapporti di cooperazione e conflitto; la pretesa di monopolio dell&#8217;uso della forza all&#8217;interno e la conseguente fondazione del diritto regolatore dei rapporti tra lo Stato e i cittadini e tra i cittadini nei suoi aspetti anche informali; la rappresentazione del bene comune indispensabile alla tenuta e alla motivazione dei componenti la formazione sociale e dell&#8217;insieme; importante per i fautori del conflitto strategico, la delimitazione dell&#8217;azione politica esterna allo stato negli aspetti formali ed informali, comprese le trasgressioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prerogative, lo spazio e l&#8217;intensit\u00e0 degli interventi tendono piuttosto ad estendersi, intensificarsi e complicarsi: l&#8217;estensione del controllo delle acque, la gestione e la manipolazione del flusso dei dati e degli snodi di transito, la dimensione dello spazio aereo, la ricerca scientifica, l&#8217;integrazione delle piattaforme industriali, l&#8217;apparato militare sono tutti fattori tra gli altri che richiedono un utilizzo complesso delle strutture statali e che definiscono le gerarchie e le possibilit\u00e0 di sopravvivenza e autonomia decisionale degli stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le organizzazioni internazionali sono il frutto di accordi diplomatici ed agiscono con il supporto fondamentale degli stati; non possono essere equiparate al funzione degli stati e quindi non si prestano a modello di superamento di essi. Se dovessero sorgere nuove istituzioni, non deriverebbero certamente da queste ultime; piuttosto trarrebbero ispirazione dalla forma pi\u00f9 flessibile, lo Stato Democratico Rappresentativo o per meglio dire lo Stato Poliarchico (Lindbloem).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho gi\u00e0 ribadito che una struttura, una rete, una relazione non sono un soggetto. Hanno una dinamica, ma non una volont\u00e0. Sono composte, mosse da soggetti che tutt&#8217;al pi\u00f9 agiscono in nome e per conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono i soggetti, singoli o in gruppo che si muovono, utilizzano e mobilitano, non lo Stato o parti di esso. Lo Stato, campo e strumento di azione politica per eccellenza, nelle sue varie conformazioni, fondamentali nel delineare le modalit\u00e0 della cooperazione e del conflitto tra agenti strategici e della formazione dei blocchi sociali, \u00e8 comunque una struttura su base gerarchica. La competizione politica tra agenti in conflitto dovrebbe quindi ridursi alla conquista del vertice e alla defenestrazione o inglobamento dell&#8217;avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 cos\u00ec in quanto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Il rapporto gerarchico non implica una relazione univoca dall&#8217;alto in basso; trattandosi inoltre di pi\u00f9 livelli nella struttura, le figure intermedie svolgono funzioni di comando e di esecuzione. La biunivocit\u00e0 o &#8220;multiunivocit\u00e0&#8221; \u00e8 determinata dai rapporti informali, dalle competenze, dall&#8217;impossibilit\u00e0 di controllo diretto, dall&#8217;interpretazione e da tanti altri fattori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Lo Stato moderno ha sviluppato una separazione di poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) che implica una prima divisione di strutture e un rapporto di controllo, conflitto e cooperazione tra di essi; la stessa struttura burocratica tende a complicarsi; condizioni straordinarie ed eccezionali creano strutture ad hoc difficilmente revocabili le quali una volta sedimentate duplicano e sovrappongono le competenze; la stessa complessit\u00e0 della macchina spinge a rapporti formali ed informali orizzontali tra i livelli tra i vari settori; le strutture diventano di per s\u00e9 centri autonomi di potere; con il decentramento spesso si tendono a sovrapporre stessi livelli di competenze e sovranit\u00e0 tra potere centrale e periferico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle situazioni di crisi e di transizione si tende a sopperire alle carenze e al mancato controllo di un settore con l&#8217;attribuzione o l&#8217;usurpazione di competenze improprie ad altri ambiti (Althusser, Poulantzas) pagando lo scotto di carenze di gestione e situazioni croniche di instabilit\u00e0 (mani pulite). Il processo pu\u00f2 essere manipolato direttamente, indirettamente o scaturire da dinamiche incontrollate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. I componenti dei centri strategici tendono a creare una cerchia di fedeli, anche esterni ed estranei ai posti di comando (&#8220;cerchio magico&#8221;) come rifugio e consulenza informale e di ultima istanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. La rappresentazione della classe dirigente in regnante, governante e dominante rende ancora pi\u00f9 difficile individuare e stabilizzare le gerarchie di potere per non parlare della funzione del cosiddetto &#8220;Stato Profondo&#8221; (Chauprade).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Nell&#8217;interazione agiscono a pieno titolo importanti centri esterni allo Stato autonomi oppure strettamente collegati a settori di esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono tutte condizioni che agevolano le trame politiche, gli spazi agibili e la provvisoriet\u00e0 delle situazione non ostante l&#8217;apparenza di equilibrio e di definizione dei rapporti di forza; condizioni che allargano lo spettro di azione e le condizioni di conflitto. Quello che si riferisce allo Stato \u00e8, per di pi\u00f9, riproponibile con alcune varianti essenziali all&#8217;intero spazio del conflitto strategico. Ma siamo ancora alla fase propedeutica ad una &#8220;analisi concreta della situazione concreta&#8221;. Il che dice tanto sull&#8217;arretratezza della nostra condizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUSEPPE GERMINARIO (Conflitti e Strategie) Quello che nelle rappresentazioni &#8220;creative&#8221; si \u00e8 fatto uscire dalla porta, sta rientrando alla chetichella dalle finestre o di forza DALLE ENTRATE PRINCIPALI in quelle stesse rappresentazioni: lo Stato. 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