{"id":15832,"date":"2016-05-17T10:24:34","date_gmt":"2016-05-17T08:24:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15832"},"modified":"2016-05-17T10:24:34","modified_gmt":"2016-05-17T08:24:34","slug":"la-moneta-unica-e-il-fu-pensiero-unico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15832","title":{"rendered":"La moneta unica e il fu pensiero unico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em>Di Nicola Di Cesare (Ars Cagliari)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo arrivati al dunque. Anche la stampa pi\u00f9 riottosa e incline a giustificare l\u2019utilit\u00e0 del diavolo, pur di conservare i benefici che il \u201csistema\u201d liberoscambista a moneta privata ha riservato per se e i suoi manovratori, comincia a prendere in considerazione il fatto che il meccanismo di infeudazione dell\u2019economia globale si sia tragicamente inceppato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tesi, fino a qualche tempo fa sostenuta dagli alfieri dell\u2019<em>austerit\u00e0 espansiva<\/em>, secondo la quale il primo problema planetario fosse la propensione degli stati sovrani a generare debito (<em>Schuld <\/em>o colpa secondo i monetaristi di scuola Austriaca e Tedesca), fa acqua da tutte le parti e con essa i dispensatori dell\u2019Eurorigorismo senza se e senza ma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora siamo arrivati alla fase della timida ammissione che il problema sia generato da una \u201ccrisi di domanda\u201d (e non di debito sovrano) e che quindi il tutto abbia origine dalla scarsa quantit\u00e0 di moneta presente nelle tasche dei consumatori (salariati e pensionati), per cui nelle alte sfere ci s\u2019interroga se non sia il caso di stampare dal nulla denaro, in termini tecnici \u201callargare la base monetaria destinata ai consumi\u201d fornito direttamente dalla banca centrale, da mettere in tasca ai cittadini Europei (non si capisce bene ancora come) per consentir loro di far ripartire il motore della produzione e del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto tali ammissioni possano apparire come un passo in avanti, esse s\u2019incentrano ancora su una concezione puramente mercatista, che vede nel libero mercato e nella spinta al consumo l\u2019unica fonte di lubrificazione dell\u2019economia e che ignora furbescamente il tema della sostenibilit\u00e0 sociale e della piena occupazione; si \u00e8 ancora fermi alle cure palliative degli effetti e non all\u2019eradicazione delle cause che nel frattempo si incancreniscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ha pi\u00f9 volte sottolineato il Prof. Bagnai, quella attuale \u00e8 in realt\u00e0 una crisi di debito privato generato nei paesi a deficit di bilancia dalla forza artificiale dell\u2019Euro; una distorsione che in caso di <em>Helycopter money <\/em>(ipotesi di scuola) amplierebbe tali debiti portando i sistemi creditizi dei paesi in difficolt\u00e0 ad esplodere definitivamente; tuttavia questo \u00e8 solo uno degli aspetti \u201cfunzionali\u201d di quella che pi\u00f9 che come una crisi si manifesta come un deficit sistemico strutturale generato dalle politiche tecnocratiche dell\u2019Unione Europea e dell\u2019Eurosistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto \u00e8 bene mettere in fila i concetti per capire chiaramente la realt\u00e0 delle cose senza perdersi in improbabili teorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi attuale prende origine principalmente dalla privazione della capacit\u00e0 di finanziamento autonomo dei bilanci sovrani da parte delle banche centrali nazionali. Tale privazione ha generato negli anni l\u2019esplosione dei debiti sovrani e l\u2019inversione del moltiplicatore della crescita per effetto degli assestamenti di bilancio pubblico operati con sistematici avanzi primari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non potendo contare su politiche fiscali adeguate al sostenimento della competitivit\u00e0 e nemmeno sulla possibilit\u00e0 di un naturale aggiustamento delle parit\u00e0 valutarie, l\u2019unico strumento di correzione possibile \u00e8 stato quello del recupero dei costi produttivi attraverso la riduzione dei salari reali da un lato e la riduzione della base occupazionale dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il taglio del salario disponibile \u00e8 stato determinato in parte da politiche dei redditi rigidissime, sostenute dalla cancellazione dei diritti del lavoro e dall\u2019altra dal poderoso aumento dei carichi fiscali sui redditi medio bassi (cio\u00e8 sulla base imponibile pi\u00f9 ampia e indifesa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa situazione i mercati interni dei paesi del sud Europa sono implosi lasciando campo libero alle produzioni estere maggiormente competitive (e nei paesi del Nord surrettiziamente finanziate dai bilanci pubblici in spregio alle regole imposte agli stati del sud \u2013 Vedere il caso Germania) e al conseguente debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La struttura del credito sud Europeo, capitanata da gruppi bancari dell\u2019Europa settentrionale, ha negli ultimi anni \u201clavorato\u201d a sostegno degli acquisti delle produzioni del nord Europa fornendo capacit\u00e0 di credito al consumo illimitata che \u00e8 andata a sostituire la perdita di effettivo potere di acquisto delle fasce sociali salariate e la perdita di capacit\u00e0 finanziaria delle piccole e medie imprese, storicamente sottocapitalizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il meccanismo si \u00e8 inceppato di fronte all\u2019evidenza del fatto che i debiti contratti a favore di enti creditizi privati prima o poi vanno ripagati, soprattutto se regole sempre pi\u00f9 stringenti sul controllo del credito lo impongono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La morale di questa tragica storia \u00e8 la seguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La generazione di moneta ad alto potenziale non pu\u00f2 essere messa nelle mani di un Ente privato quale \u00e8 la BCE che non risponde alle logiche pubbliche di governo dell\u2019economia reale senza che questo generi gli squilibri disastrosi che abbiamo dinanzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati sovrani possono definirsi tali se e solo se sono in grado di soddisfare la propria domanda di moneta in modo autonomo, socializzandone il corrispondente valore, senza ricorrere al credito privato come sono costretti a fare oggi gli pseudo Stati (non pi\u00f9 Stati) dell\u2019eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sistema del credito, interamente privato, \u00e8 soggetto a crisi di sistema che non possono essere risolte nell\u2019ambito del mercato senza compromettere l\u2019esistenza di milioni di persone incolpevoli ed \u00e8 pertanto evidente che debba esistere un risolutore di ultima istanza pubblico che possa ricreare l\u2019equilibrio tra valore della moneta e livello di occupazione, facendosi carico della creazione della moneta mancante, la quale tuttavia non pu\u00f2 andare a beneficio dei soggetti privati falliti ma che deve essere ricompresa nella creazione di valore pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati, privati della capacit\u00e0 di autofinanziamento, non possono operare in regime di pareggio di bilancio senza ricorrere ad avanzi primari e quindi a una spirale recessiva per l\u2019inevitabile effetto matematico del conseguente demoltiplicatore del reddito e del servizio sul debito (questo incontrovertibile fenomeno lo pu\u00f2 comprendere anche uno studente del primo anno di economia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una moneta come l\u2019Euro non ha la capacit\u00e0 di ricostruire l\u2019equilibrio delle bilance di pagamento dei vari stati aderenti utilizzando il riallineamento del cambio, a meno che queste non siano ripianate \u201cesternamente\u201d cio\u00e8 attraverso opportuni trasferimenti \u201ca perdere\u201d di risorse dagli stati in surplus agli stati in deficit, pertanto tali bilance sono soggette prima o poi ad essere insolventi trasmettendo la loro insolvenza ai bilanci pubblici in una spirale recessiva senza fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019incapacit\u00e0 di autonomo finanziamento degli stati e il divieto per gli stati di investire direttamente nell\u2019economia reale, genera una crisi strutturale di domanda nel mercato interno e una conseguente disoccupazione oltre i limiti di tollerabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La disoccupazione generata dall\u2019incapacit\u00e0 di finanziamento autonomo degli stati sovrani con l\u2019adozione di una moneta unica e \u201crigida\u201d (cio\u00e8 costruita sul presupposto della \u201cstabilita\u201d dei prezzi), il cui monopolio di emissione appartiene a societ\u00e0 private, genera a sua volta consistenti buchi di bilancio dovuti al mancato gettito da un lato e dalle spese sociali di sostegno dall\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I fenomeni combinati di dilagante disoccupazione e di tagli ai sistemi sanitari e pensionistici hanno gi\u00e0 presentato il conto in Italia con il repentino abbassamento dell\u2019aspettativa di vita e un poderoso passivo nel saldo tra nascite e morti<sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto queste considerazioni finali riconducono a soluzioni che ripropongono il modello sociale ed economico previsto dalla costituzione Italiana del 1948 e attuato con pieno successo fino al 1981, anno in cui i poteri finanziari privati, infiltrandosi tra le maglie dei governi dell\u2019epoca, hanno dato avvio alla stagione dello smantellamento della capacit\u00e0 autonoma di finanziamento dello Stato Italiano, cominciato con la piena autonomia della Banca d\u2019Italia dal Ministero del Tesoro\u00a0 e proseguito poi con la privatizzazione del sistema pubblico del credito, il divieto di intervento dello Stato nell\u2019economia reale,\u00a0 l\u2019adozione della moneta unica e l\u2019inserimento in costituzione del pareggio di bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, in Italia e non solo, siamo vittime del peggiore degli errori a cui la storia economica abbia mai assistito e che nessuno, se non il corpo sociale sovranista, \u00e8 in grado di risolvere portandosi al governo del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">____________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2016\/01\/12\/news\/demografia_calo_record_abitanti-131104745\/\">http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2016\/01\/12\/news\/demografia_calo_record_abitanti-131104745\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Nicola Di Cesare (Ars Cagliari) Siamo arrivati al dunque. 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