{"id":15864,"date":"2016-05-27T00:59:56","date_gmt":"2016-05-26T22:59:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15864"},"modified":"2016-05-27T00:59:56","modified_gmt":"2016-05-26T22:59:56","slug":"il-movimento-francese-del-95-e-quello-attuale-tra-sinistra-ultraliberista-e-post-fascisti-che-mostrano-il-volto-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15864","title":{"rendered":"Il movimento francese del &#039;95 e quello attuale, tra sinistra ultraliberista e post-fascisti che mostrano il volto di sempre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>RICCARDO PACCOSI<\/strong> (ARS Bologna)<\/em><\/p>\n<div id=\"js_4\" class=\"_5pbx userContent\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1995 si apr\u00ec in Francia un ciclo di conflitto sociale pi\u00f9 intenso di quello attuale. Andando a memoria e rischiando quindi qualche imprecisione, possiamo dire che quel movimento dur\u00f2 all&#8217;incirca due anni, gener\u00f2 ampi fenomeni di guerriglia urbana e, malgrado i grossi disagi dovuti agli scioperi a oltranza di trasportatori e controllori di volo, ottenne un certo consenso presso l&#8217;opinione pubblica. Di l\u00ec a poco, il governo Jupp\u00e9 di centrodestra cadde e s&#8217;insedi\u00f2 il PSF guidato da Lionel Jospin. Quest&#8217;ultimo si fece carico di traslare in senso riformista alcune istanze di quel movimento istituendo, fra le altre cose, la giornata lavorativa di 35 ore a parit\u00e0 di salario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa vicenda fu l&#8217;ennesima dimostrazione di come un dato che sarebbe in teoria visibile da chiunque, viene invece negato a causa della sedimentazione di letture ideologiche della realt\u00e0. Il dato, semplicissimo, \u00e8 che rivolta di piazza e riformismo non sono mai stati paradigmi politici autosufficienti: per ottenere risultati parziali ma concreti, l&#8217;una ha bisogno dell&#8217;altro. Se c&#8217;\u00e8 una cosa rispetto alla quale bisognerebbe davvero liberarsi del Novecento, \u00e8 proprio questo mito di autosufficienza che &#8211; riformisti da una parte e antagonisti dall&#8217;altra &#8211; proiettano mendacemente sulle loro rispettive dottrine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale, quella fase della storia francese rappresent\u00f2 l&#8217;unico &#8211; quantunque temporaneo &#8211; contrattacco al liberismo verificatosi in Europa occidentale nell&#8217;ultimo trentennio. Oggi, ancora una volta in Francia, si sta verificando una mobilitazione di massa incentrata sulla contrapposizione alle politiche liberiste. Il punto, per\u00f2, \u00e8 che la situazione appare molto pi\u00f9 disperata giacch\u00e9 non si delinea all&#8217;orizzonte un possibile sbocco politico, una modificazione istituzionale dei rapporti di forza. Lo stesso partito che nel &#8217;95 fece da interlcutore al movimento &#8211; il PSF &#8211; \u00e8 infatti oggi promulgatore dell&#8217;ultra-liberismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 poi il partito politico che raccoglie, attualmente, la maggioranza del voto operaio e proletario in Francia, ovvero il Front National. Ebbene, Marine Le Pen era stata l&#8217;unica leader di storia e formazione culturale fascista a essersi espressa in termini espliciti contro il liberismo. Senonch\u00e9, adesso, dinanzi a una mobilitazione reale contro una legge liberista, la Le Pen non ha trovato di meglio che invocare la repressione contro il movimento perch\u00e9, a suo dire, &#8220;generante violenza e degrado&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quanto pare, alla leader che raccoglie il maggiore consenso presso gli operai interessa assai poco contrastare il liberismo e interessa assai pi\u00f9 &#8211; come da sempre accade con fascisti e post-fascisti &#8211; vellicare gli istinti legge-e-ordine, farsi portavoce del punto di vista piccolo-borghese del genere &#8220;signora mia, dove andremo a finire con tutti questi capelloni&#8221;. Ai miei tanti contatti rossobruni &#8211; cio\u00e8 quelli che sostengono la tesi del superamento della dicotomia fascismo-antifascismo in ragione della presunta e comune matrice anticapitalista di &#8220;rossi&#8221; e &#8220;neri&#8221; &#8211; suggerisco di riflettere e di chiedersi: in quest&#8217;occasione, posta di fronte a una mobilitazione reale di lavoratori reali, Marine Le Pen si \u00e8 forse dimostrata avversa al capitalismo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto, quindi, \u00e8 che questo movimento francese rischia di non lasciare nulla di concreto, di limitarsi alla mera testimonianza. E questo perch\u00e9 esso si trova di fronte allo stesso problema politico immenso, gigantesco, in cui si trova l&#8217;Italia: la causa dei problemi sociali \u00e8 il liberismo, ma nessuna formazione anti-liberista \u00e8 presente sulla scheda elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, la nostra &#8220;scelta&#8221; democratica consta del poter votare quale partito liberista debba governare: possiamo infatti votare per i liberisti duri e puri, per i liberisti compassionevoli, per i liberisti vicini al cittadino e cos\u00ec via. N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di quello che accade in Iran, dove gli elettori sono &#8220;liberi&#8221; di scegliere fra ayatollah progressisti e ayatollah conservatori.<\/p>\n<div class=\"_5wpt\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"_3x-2\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RICCARDO PACCOSI (ARS Bologna) Nel 1995 si apr\u00ec in Francia un ciclo di conflitto sociale pi\u00f9 intenso di quello attuale. Andando a memoria e rischiando quindi qualche imprecisione, possiamo dire che quel movimento dur\u00f2 all&#8217;incirca due anni, gener\u00f2 ampi fenomeni di guerriglia urbana e, malgrado i grossi disagi dovuti agli scioperi a oltranza di trasportatori e controllori di volo, ottenne un certo consenso presso l&#8217;opinione pubblica. 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