{"id":15871,"date":"2016-05-31T00:54:05","date_gmt":"2016-05-30T22:54:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15871"},"modified":"2016-05-31T00:54:05","modified_gmt":"2016-05-30T22:54:05","slug":"stati-uniti-limpero-senza-sovranita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15871","title":{"rendered":"Stati Uniti, l&#039;impero senza sovranit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>CARLO GALLI<\/strong> (filosofo della politica; Universit\u00e0 di Bologna)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;agire militare americano non sembra una manifestazione tradizionale di sovranit\u00e0, quanto piuttosto di una necessit\u00e0, un&#8217;opera di supplenza continua di un ordine mondiale che non c&#8217;\u00e8, un lavoro da pompieri o da poliziotti globali, piuttosto che da politici. La lotta armata contro il terrorismo \u00e8 uno dei modi con cui gli Usa partecipano alla guerra globale, ed \u00e8 la prosecuzione con altri mezzi della mancanza di politica, in senso tradizionale, tipica dell&#8217;et\u00e0 globale: \u00e8 la prosecuzione della nuova politica dell&#8217;immediatezza, del cortocircuito fra ragioni dell&#8217;economia e manifestazioni della violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risucchiati nella palude globale, gli Usa non sembrano avere un disegno strategico preciso, quanto piuttosto molti immediati interessi da difendere e molte paure da compensare; anche se l&#8217;Impero americano non \u00e8 in declino, catturato nel vortice dell&#8217;Impero globale, forse \u00e8 davvero l&#8217;Impero del caos, condannato a combattere per sempre, a vincere, certo, ma anche a non avere mai pace e non dare mai pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, una bonifica preventiva delle fonti del terrorismo implicherebbe che gli Usa costruissero o riformassero radicalmente l&#8217;ordine interno di un&#8217;ottantina di paesi poveri e de-istituzionalizzati: il che \u00e8 un&#8217;impresa eccessiva persino per una potenza che ha basi militari in 100 dei 180 paesi del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, si pu\u00f2 ben dire che anche da parte americana c&#8217;\u00e8 grande disordine sotto il cielo, e che l&#8217;iperpotenza degli Usa non \u00e8 &#8216;sovranit\u00e0&#8217; in senso classico: infatti, la sovranit\u00e0 trae il proprio senso dall&#8217;essere plurale, dal riconoscere altri centri sovrani, mentre gli Usa non riconoscono alcun nemico fuori di loro, non hanno <em>iusti hostes<\/em>, ma vedono nei propri avversari solo dei criminali, degli Stati-canaglia, un &#8216;asse del male&#8217;. E cos\u00ec rendono evidente che oggi non esiste, propriamente, un &#8216;sistema internazionale&#8217;, con attori precisamente distinguibili e interdipendenti, ma appunto un asistematico &#8216;sistema globale&#8217; in cui esiste solo la dimensione &#8216;interna&#8217; della &#8216;polizia&#8217;, o meglio di una politica deterritorializzata che insegue l&#8217;economia, e porta immediatamente in s\u00e9 la guerra.<\/p>\n<p><em>[da<\/em> La guerra globale<em>, ed. Laterza 2002]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO GALLI (filosofo della politica; Universit\u00e0 di Bologna) L&#8217;agire militare americano non sembra una manifestazione tradizionale di sovranit\u00e0, quanto piuttosto di una necessit\u00e0, un&#8217;opera di supplenza continua di un ordine mondiale che non c&#8217;\u00e8, un lavoro da pompieri o da poliziotti globali, piuttosto che da politici. 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