{"id":15891,"date":"2016-06-12T00:19:25","date_gmt":"2016-06-11T22:19:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15891"},"modified":"2016-06-12T00:19:25","modified_gmt":"2016-06-11T22:19:25","slug":"il-tramonto-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15891","title":{"rendered":"Il tramonto della rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em>di <strong>UGO BOGHETTA<\/strong> (Direzione nazionale PRC)<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Socialismo2017<\/em> nasce dall\u2019esigenza impellente di riproporre con forza la questione del socialismo e della rivoluzione. Senza questo obiettivo si brancola nel buio. Non abbiamo criteri per valutare cosa sia giusto e cosa sbagliato. Non c\u2019\u00e8 egemonia possibile. A rigor di teoria non potremmo nemmeno dirci comunisti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Proprio a causa di questa esigenza ho incontrato il libro <em>Il tramonto della rivoluzione <\/em>[ed. Il Mulino, 2015,<em> ndr<\/em>] dello storico cattolico Paolo Prodi (s\u00ec, fratello di Romano).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Paolo Prodi non si riferisce alla rivoluzione proletaria. Pone il problema ad un livello pi\u00f9 generale: la rivoluzione in quanto tale. Ed ancora: la rivoluzione come tratto originario dell\u2019Europa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gi\u00e0 dall\u2019inizio viene chiarito che si intende la rivoluzione come progetto di societ\u00e0 a prescindere da come questa si realizzi. La rivoluzione, dunque, non rivolta, colpo di stato, movimenti, visioni, transizioni. Ah potesse fare qualche lezioni ai tanti movimentisti e \u201cconflittisti\u201d che si pensano di sinistra o rivoluzionari!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Prodi afferma che l\u2019origine della rivoluzione cos\u00ec intesa nasce da molto lontano: dalla profezia: la profezia come voce di Dio, storia della salvezza dell\u2019umanit\u00e0. Essa veniva evocata dagli outsider, dagli esclusi dal tempio. Era contrapposta al potere che dominava il mondo. In questo senso, dunque, la profezia non \u00e8 conoscere il futuro, n\u00e9 parlare con l\u2019aldil\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo avviene fino a dopo Cristo quando la profezia si istituzionalizza nella Chiesa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ad un certo punto, tuttavia, la profezia istituzionalizzata nella Chiesa si sdoppia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da una parte c\u2019\u00e8 il millenarismo astorico che non si pone il problema della storia come salvezza e dall\u2019altra la secolarizzazione che diventa utopia e progetto rivoluzionario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vari sono i nomi e paesi di queste rivoluzioni: Papa Gregorio, Lutero, inglese, americana, francese, russa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Noto \u00e8 lo scontro fra papato e imperatore. In questo processo si modifica anche l\u2019investitura del potere: dall\u2019unzione si passa al giuramento. Quest\u2019ultimo d\u00e0 vita al ruolo del basso e della rappresentanza. Ci\u00f2 introduce anche il diritto di rivolta quando il giuramento non \u00e8 rispettato. Era quanto una minoranza cattolica ha tentato di introdurre, invano, anche nella Costituzione del \u201948. Come sarebbe utile oggi!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il processo, accanto alla creazione degli stati prima e delle nazioni-patrie poi, porta alla laicizzazione politica, alle norme morali divise dalla legge, al peccato separato dal reato. Nasce anche una dialettica fra il diritto positivo e quello naturale. Nasce poi un altro potere, un potere de-territorializzato: quello economico. Prodi lo chiama: \u201cla Repubblica internazionale del denaro\u201d. C\u2019\u00e8 poi il capitale ed il proletariato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questa processo la storia cessa di essere circolare come il moto degli astri per puntare la freccia verso il futuro: salvezza e progresso. Dalla profezia, dunque, si passa all\u2019utopia. Si parte da Savonarola che concretizza la profezia nell\u2019utopia del progetto di un \u201cgoverno popolare\u201d contro il moderno principe.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma ci sono anche le utopie sono senza luogo e senza tempo alla Thomas More.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma le utopie, ci avverte l\u2019autore, si possono sacralizzare come \u00e8 avvenuto per il comunismo. Questo avviene quando utopia e potere vengono a coincidere. In questo senso, afferma Prodi, non si coglie il problema del potere, del male e della violenza insita nel pensiero utopico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tuttavia la profezia, l\u2019utopia, lo scontro fra sacro-politico-economico danno vita ad una rivoluzione permanente che sarebbe, appunto, il tratto originale dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Prodi analizza anche il presente pi\u00f9 o meno prossimo. Il \u201968, ad esempio, non sarebbe stato n\u00e8 utopico n\u00e8 rivoluzionario. L\u2019utopia, infatti, \u00e8 diventata debole invocazione di una societ\u00e0 giusta, una visione. Infatti, dopo le guerre mondiali, la Shoa, le atomiche, intere generazioni hanno decretato il tramonto dell\u2019Occidente fuggendo in due direzioni: le rivoluzioni culturali e la fede nello sviluppo tecnologico. Vale a dire: nessuna progettazione di futuro. Oggi siamo al passaggio dal 2.0 al 2.1 ecc. ecc. della \u201crivoluzione tecnologica\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto ci\u00f2 porta alla fine del mito della rivoluzione e della modernit\u00e0. Prodi afferma poi che se tutto \u00e8 concorrenza, costi, mercato: abbiamo perso l\u2019una e l\u2019altra. E per quanto riguarda l\u2019Europa \u00e8 critico perch\u00e8 si parla di identit\u00e0, radici culturali e non di interessi. La democrazia, al contrario, rappresenta il welfare e il lavoro. Spinelli, dunque, non basta pi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma tutto ci\u00f2 \u00e8 sintomo di qualcosa di pi\u00f9 grave: i dualismi non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019attualit\u00e0 sembra portare allo sviluppo di un monopolio del potere economico-politico che vaga sopra i confini. Mentre, nel mito della tecnica, lo strumento diviene fine. Cos\u00ec siamo alla rottura fra scienza e tecnologia. La tecnologia domina sull\u2019uomo e la natura. Mentre ci si divide sulla lunghezza della vita, non si parla di temi etici. I poteri pubblici e privati, a loro volta, alimentano solo il progresso tecno\/genetico. E, fatto grave, La storia diviene unl peso. Se non capisco male, \u00e8 quello che noi chiamiamo: \u201cpensiero unico\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ad oriente la rinascita del confucianesimo esprime questa tendenza. La fine della contraddizione, direbbe Mao. Mentre la forza attuale dell\u2019Islam \u00e8 dovuta alla crisi del dualismo occidentale sostituito dal monismo del consumo. Ma sull\u2019Islam il testo avanza altre riflessioni interessanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 dunque rotta la simbiosi fra progettazione razionale della libert\u00e0: alcuni valori (vedi Rivoluzione francese) e la politica concreta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo modo si aprono fratture enormi: l\u2019individuo europeo non sarebbe assimilabile al nuovo corso. La rete, ad esempio, \u00e8 basata sul gruppo e non sull\u2019individuo occidentale. Secondo l\u2019autore bisogna prendere coscienza che l\u2019era della tecnica rende desueta la nostra cultura politica e che controllarla con le nostre istituzioni \u00e8 illusorio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per altro verso, i giovani cancellano il passato perch\u00e9 non intravedono il futuro. E qui si torna ad Orwell: chi controlla il passato controlla il futuro, ma chi controlla il presente controlla il passato. Per Prodi il futuro delle nuove generazioni dipende, dunque, dalla conservazione da parte dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente del potenziale rivoluzionario, contro l\u2019annullamento dell\u2019individuo e la non responsabilit\u00e0 della scelta fra bene e male.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ed ermeticamente conclude che:\u201d Cos\u00ec la rivoluzione per sopravvivere avr\u00e0 bisogno di altri obiettivi\u201d. Non so se allude alle religioni abramitiche. Per l\u2019autore, la frattura che si sta aprendo sarebbe infatti fra le religioni di Abramo e il capitalismo finanziario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di questo testo si possono criticare molte cose. Una sostanziale \u00e8 la sostituzione del rapporto fra forse produttive e rapporti sociali di produzione con la lotta della salvezza. Fino a qualche secolo fa, tuttavia, la religione \u00e8 stata l\u2019unico ambito in cui \u00e8 stato possibile pensare il cambiamento. E sul loro ruolo anche oggi non si scherza. Ma \u00e8 anche discutibile dimenticare il ruolo narcotico delle religioni. Discutibile anche che tutte le religioni abramitiche abbiano quella carica rivoluzionaria che vi si attribuisce. Tuttavia, lo stesso Woitjla, dopo il crollo dei paesi dell\u2019est, rivolse lo sguardo verso il vero pericolo: il capitalismo. Oggi la palla \u00e8 passata a papa Francesco.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ad ogni modo la riproposizione del concetto di rivoluzione, della rivoluzione come progetto, del dualismo e della dialettica, della lotta fra poteri e interessi, ne fanno un testo interessante. Prodi infatti afferma che si tratta di cogliere il dualismo occidentale non come pensiero di filosofi ma come processo storico. Il dualismo porta alla modernit\u00e0 come movimento, mentre il postmoderno si e ci chiude nel qui ed ora, nell\u2019eterno presente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riguardo alla sacralizzazione dell\u2019utopia in campo marxista, in effetti, ci fu una discussione fra il comunismo come utopia ed il socialismo come realizzazione storica. Il fondo che ha dato avvio a Socialismo2017: \u201critorno al futuro\u201d si pone in qualche modo anche questo tema.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma il testo pone anche altre domande. L\u2019idea della salvezza e del progresso come freccia verso il futuro e come accumulo sempre positivo non \u00e8 stato un errore filosofico che ha comportato anche errori storici?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Comunque sia \u00e8 un testo interessante. Chiunque ponga il problema della rivoluzione \u00e8 benvenuto. Quello che fa incazzare (non vedo altro termine pi\u00f9 appropriato) \u00e8 che ci\u00f2 non accada da parte di chi si pensa rivoluzionario, comunista. Ma forse non \u00e8 cos\u00ec strano. Per questo chiudiamo con la citazione di una frase che vale il libro: \u201dNiente ideologia, niente rivoluzione\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2016\/05\/29\/non-tutti-i-prodi-vengono-per-nuocere\/#more-223\">Socialismo2017<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di UGO BOGHETTA (Direzione nazionale PRC) Socialismo2017 nasce dall\u2019esigenza impellente di riproporre con forza la questione del socialismo e della rivoluzione. Senza questo obiettivo si brancola nel buio. Non abbiamo criteri per valutare cosa sia giusto e cosa sbagliato. Non c\u2019\u00e8 egemonia possibile. A rigor di teoria non potremmo nemmeno dirci comunisti. Proprio a causa di questa esigenza ho incontrato il libro Il tramonto della rivoluzione [ed. 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