{"id":15905,"date":"2016-06-02T00:18:49","date_gmt":"2016-06-01T22:18:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15905"},"modified":"2016-06-02T00:18:49","modified_gmt":"2016-06-01T22:18:49","slug":"la-coscrizione-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15905","title":{"rendered":"La coscrizione dimenticata"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO<\/strong> (ARS Emilia-Romagna)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine degli anni \u201990, il ceto politico, dopo aver \u201criformato\u201d in senso privatistico e aziendalistico i settori strategici dell\u2019economia italiana, avvi\u00f2 anche il processo di riforma generale delle forze armate con la legge 14 novembre 2000 n. 331.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella relazione che accompagnava il disegno di legge si affermava: <em>\u00abLe forze militari [&#8230;] oltre al tradizionale e perdurante ruolo di difesa della sovranit\u00e0 ed integrit\u00e0 nazionale, sono chiamate ad una <strong>funzione pi\u00f9 dinamica<\/strong> per garantire la stabilit\u00e0 e la sicurezza collettiva con operazioni di gestione delle crisi e di supporto della pace. Ci\u00f2 implica la necessit\u00e0 di <strong>trasformare lo strumento militare dalla sua configurazione statica ad una pi\u00f9 dinamica di proiezione esterna<\/strong>, con pi\u00f9 rapidi tempi di risposta all&#8217;insorgere dell&#8217;esigenza ed una pi\u00f9 completa e complessa preparazione professionale. Il modello <strong>interamente volontario<\/strong> \u00e8 quello che meglio risponde a questa <strong>nuova connotazione e funzione dello strumento militare.<\/strong> (&#8230;) Non si tratta, peraltro, di abolire la coscrizione obbligatoria, ma solo di prevederla in casi eccezionali, quali quelli di guerra o di crisi di particolare rilevanza, che richiedano interventi organici.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli anni un\u2019insistente campagna di stampa, accogliendo strumentalmente le tesi dei movimenti pacifisti e antimilitaristi, descrisse l\u2019esercito popolare di leva, fino allora ovvia e indiscussa istituzione nazionale, come un organismo vessatorio della libert\u00e0 personale, oppure inutile perch\u00e9 sottraeva ai giovani tempo al lavoro o agli studi, e quindi da sciogliere il prima possibile. La societ\u00e0 italiana fu gradualmente pilotata a sentire avversione contro la leva obbligatoria e convinta della necessit\u00e0 di abolire un dovere che i padri costituenti, con la nascita della Repubblica, avevano riaffermato nell\u2019articolo 52 della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Secondo_governo_Berlusconi\">secondo governo Berlusconi<\/a> (11\/6\/<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2001\">2001<\/a>-23\/4\/<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\">2005<\/a>) fu emanata la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_23_agosto_2004,_n._226\">legge 23\/6\/2004, n. 226<\/a>, che sospendeva a partire dal 2005 le chiamate al servizio militare di leva, che formalmente rimase obbligatorio, ma di fatto fu abolito perch\u00e9 trasformato da istituto ordinario a straordinario, da rendere operativo solo in determinate circostanze, molto congetturali se non fantasiose, come ad esempio la dichiarazione di guerra dell\u2019Italia a un paese terzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coscrizione obbligatoria costituiva per il cittadino un periodo di formazione dal punto di vista caratteriale e dello spirito perch\u00e9 educava alla disciplina, al senso del dovere, al sacrificio, alla cooperazione di gruppo e, non ultimo, all\u2019amor di patria che, sotto le armi, non era un discorso n\u00e9 vacuo n\u00e9 retorico. L\u2019opportunit\u00e0 di conoscere coetanei provenienti da aree lontane e disagiate del Paese e, tramite legami di amicizia, realt\u00e0 diverse da quelle quotidiane, coltivava nei giovani l\u2019idea di una comunit\u00e0, il sentimento di appartenenza a un Paese che il condiviso dovere della difesa educava a sentire proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano aspetti importanti per la coesione sociale e nazionale, che riceveva forza e sviluppo anche dall\u2019alta frequenza di situazioni di sicura integrazione linguistica che offriva la vita di caserma. Inoltre, il servizio militare non addestrava solo alle armi ma, potendo essere prestato anche presso corpi dello stato preposti ai servizi civili, assicurava un flusso continuo di giovani che, a seconda delle necessit\u00e0, erano impiegati per compiti i pi\u00f9 vari: dall&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ordine_pubblico\">ordine pubblico<\/a> alla protezione civile. Impediva infine che la parte delle forze armate costituite da non coscritti creasse una sorta di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Casta\">casta<\/a>, o di corpo separato dalla vita nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il superamento della coscrizione obbligatoria la legge 226\/2004 determinava una progressiva riduzione degli effettivi e riformava anche Il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Servizio_civile\">servizio civile<\/a> che diventava del tutto volontario. La legge venne poi integrata nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Decreto_legislativo\">d.lgs.<\/a> 15\/3\/2010, n. 6 (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Codice_dell%27ordinamento_militare\">codice dell&#8217;ordinamento militare<\/a>) che sanc\u00ec definitivamente l\u2019avvenuta modifica delle funzioni e dei compiti delle forze armate: <em>\u201cLo strumento militare \u00e8 volto a consentire la permanente disponibilit\u00e0 di strutture di comando e controllo di Forza armata e interforze, <strong>facilmente integrabili in complessi multinazionali,<\/strong> [\u2026] <strong>\u00e8 finalizzato, altres\u00ec, alla partecipazione a missioni anche multinazionali per interventi a supporto della pace\u201d (<\/strong><\/em>art. 88 &#8211; Principi in materia di organizzazione). <em>\u201cLe Forze armate hanno altres\u00ec il compito di operare al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, in conformit\u00e0 alle regole del diritto internazionale e <strong>alle determinazioni delle organizzazioni internazionali<\/strong> delle quali l&#8217;Italia fa parte.\u201d<\/em> (art. 89 c. 2- Compiti delle Forze armate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla lettura di queste norme emerge come, nell\u2019arco di un decennio, il ceto politico atlantista ed eurounionista abbia deciso di relegare la difesa della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 nazionale, compito istituzionale prioritario delle forze armate, in secondo piano. Infatti, la \u201cconfigurazione statica\u201d era funzionale alla difesa della Patria, mentre la \u201cfunzione dinamica\u201d piegava lo \u201cstrumento militare\u201d al modello interamente volontario, cio\u00e8 mercenario, \u201cfacilmente integrabile in complessi multinazionali\u201d, per utilizzarlo in operazioni al limite della legalit\u00e0 costituzionale (art. 11 Cost.). La storia insegna che l\u2019arruolamento dei volontari mercenari contraddistingue i periodi di decadenza e procede sincrono all\u2019emergere di collaborazionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>quisling<\/em> italiani hanno modificato funzioni e compiti delle forze armate, proiettandole prioritariamente all\u2019esterno, cio\u00e8 in \u201coperazioni di pace\u201d all\u2019estero, per avviare le quali ovviamente non si emettono dichiarazioni di guerra e dunque non ricorrono le circostanze eccezionali per la coscrizione obbligatoria. Per invadere e aggredire territori di stati sovrani \u2013 ch\u00e9 tali sono gli interventi dei \u201ccomplessi multinazionali\u201d \u2013 \u00e8 necessario spostare rapidamente reparti di mestiere e corpi professionalizzati su scenari di guerra dove \u00e8 arduo rinvenire l\u2019interesse della difesa nazionale, ma molto agevole veder gravitare vantaggi e tornaconti di stati e potentati stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSospendere \u201c la coscrizione obbligatoria rientrava dunque nel disegno di utilizzare prioritariamente le nostre forze armate al servizio di strategie politiche e militari estranee agli interessi nazionali e, solo in subordine, alla difesa della Patria. \u00a0Per attuare questo piano si \u00e8 violata e si continua a violare la Costituzione (art. 52) impedendo ai cittadini di assolvere il loro \u201csacro\u201d dovere e alla Repubblica di mantenere in vita un\u2019istituzione che, cos\u00ec come la scuola di Stato o la piena occupazione, o come la tutela del lavoro o del risparmio, \u00e8 un obbligo costituzionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (ARS Emilia-Romagna) Alla fine degli anni \u201990, il ceto politico, dopo aver \u201criformato\u201d in senso privatistico e aziendalistico i settori strategici dell\u2019economia italiana, avvi\u00f2 anche il processo di riforma generale delle forze armate con la legge 14 novembre 2000 n. 331. 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