{"id":15928,"date":"2016-06-14T00:06:29","date_gmt":"2016-06-13T22:06:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15928"},"modified":"2016-06-14T00:06:29","modified_gmt":"2016-06-13T22:06:29","slug":"imperialismo-colonialismo-e-immigrazione-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15928","title":{"rendered":"Imperialismo, colonialismo e immigrazione (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>MANUEL COSTANZI<\/strong> (FSI Umbria)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&lt;&lt;Per l\u2019imperialismo \u00e8 pi\u00f9 importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale \u00e8 la pi\u00f9 flessibile, la pi\u00f9 efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalit\u00e0&gt;&gt; Thomas Sankara, primo presidente del Burkina Faso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra aveva portato a un generale indebolimento delle grandi potenze europee che avevano colonie in Africa, gli ideali di libert\u00e0 diffusisi in seguito alla vittoria delle democrazie nella seconda guerra mondiale fornirono lo sfondo ideale al malcontento degli africani verso la dominazione coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni intorno al 1950 inizi\u00f2 una spinta autonomistica delle popolazioni delle colonie: i popoli indigeni reclamavano il diritto di essere indipendenti dalla \u2018\u2019madrepatria\u2019\u2019 e di decidere del proprio destino, con insurrezioni e movimenti di protesta in cui si intrecciavano rivendicazioni politiche, economiche e sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molti paesi questa ribellione fu guidata da partiti politici che si ispiravano al \u2018\u2019socialismo africano\u2019\u2019, che si distingueva in modo abbastanza netto dalle ideologie socialiste di matrice occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In genere i leader politici africani rappresentarono il socialismo come rifiuto del sistema economico capitalistico portato dai colonizzatori, a favore del recupero di valori tradizionali africani come il senso della comunit\u00e0, della famiglia, o la dignit\u00e0 del lavoro agricolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti a questa opposizione, la madrepatria europea dovette sempre concedere l\u2019indipendenza delle colonie, talvolta pacificamente, limitandosi a far passare tutta la struttura amministrativa e militare creata nelle colonie nelle mani di funzionari delle \u00e8lite europeizzate, o dopo lunghe lotte, che videro grandi spargimenti di sangue nell\u2019opposizione tra le armate coloniali europee e i guerriglieri africani che erano passati all\u2019aperta ribellione contro il colonialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&lt;&lt;Il modo migliore per imparare a essere uno stato sovrano indipendente \u00e8 quella di essere uno stato sovrano indipendente&gt;&gt; Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2018\u2019Nei decenni successivi all\u2019indipendenza gli stati africani sono caduti nella morsa della guerra fredda e delle dittature, l\u2019adozione del modello occidentale di sviluppo industriale e urbano, da realizzarsi con gli introiti dell\u2019export di materie prime e gli aiuti internazionali, \u00e8 stata un fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I paesi africani sono restati paesi agricoli economicamente dipendenti e al colonialismo politico \u00e8 subentrato un neocolonialismo economico che avvantaggia solo il nord del mondo e le \u00e8lite locali\u2019\u2019 [1]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per neocolonialismo si intende la politica adottata da una ex potenza coloniale, o in genere da un paese sviluppato, per controllare le proprie ex colonie, o pi\u00f9 in generale paesi sottosviluppati, usando strumenti economici e culturali anzich\u00e9 la forza militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine fu coniato proprio da Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana indipendente, ed \u00e8 stato adottato da autori come Jean-Paul Sartre e Noam Chomsky con una connotazione esplicita di critica nei confronti delle politiche occidentali verso il terzo mondo, ad esempio con riferimento allo sfruttamento dei paesi poveri da parte delle grandi multinazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2018\u2019Negli anni novanta, dopo la fine del bipolarismo, sono sorti movimenti democratici che hanno spinto molti regimi a partito unico a passare al multipartitismo, spesso per\u00f2 il cambiamento ai vertici \u00e8 stato solo di facciata e i vecchi gruppi dominanti sono rimasti al potere. I meccanismi &lt;&lt;democratici&gt;&gt; hanno cos\u00ec finito per alimentare tribalismo e logiche clientelari, mentre il frantumarsi dello stato accresce il rischio della perdita di ogni forma di controllo sulla violenza pubblica e privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso alla base delle guerre africane stanno gli interessi legati alle risorse minerarie e ai preziosi, come per le guerre civili di Sierra Leone, Liberia, Nigeria, Angola, Congo e Uganda, le grandi imprese occidentali si contendono le concessioni minerarie armando le diverse fazioni in guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Congo nel 1960, il Belgio promosse la secessione del Katanga e quindi la guerra civile, per mantenere il controllo della regione; il primo ministro congolese Lumumba veniva assassinato e con un golpe sostenuto dagli Usa, iniziava la lunga dittatura di Mobutu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giacimenti petroliferi scoperti in Nigeria dalla Royal Dutch\/Shell nel 1958, alla vigilia dell\u2019indipendenza, sono stati all\u2019origine di golpe e guerre civili. Nel 1967 scoppiava la guerra del Biafra, in cui le \u00e9lite moderniste del sud (Igbo) tentarono di strappare il potere a quelle tradizionaliste del nord (Hausa) e di controllare i proventi petroliferi della loro zona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le economie africane post coloniali sono estremamente fragili, gravate dagli interessi sui debiti contratti e basate sull\u2019esportazione di pochi generi di materie prime il cui prezzo \u00e8 fissato dalle grandi aziende del nord del mondo. La monocoltura per l\u2019esportazione espone a gravi crisi economiche in caso di caduta dei prezzi e restringe il tempo e la terra disponibile per le coltivazioni alimentari locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sottoalimentazione che colpisce un terzo degli abitanti non \u00e8 tanto conseguenza della mancanza di cibo quanto della miseria, una situazione che si \u00e8 aggravata dopo i piani di aggiustamento strutturale imposti dal Fondo Monetario Internazionale, che, tagliando i fondi statali per la spesa sociale, ha peggiorato le condizioni di vita della gente.\u2019\u2019 [2]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&lt;&lt;Le origini del debito risalgono alle origini del colonialismo. Quelli che ci hanno prestato denaro, sono gli stessi che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri stati e le loro economie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono i colonizzatori che indebitavano l\u2019Africa con i finanziatori internazionali che erano i loro fratelli e cugini. Noi non c\u2019entravamo niente con questo debito, quindi non possiamo pagarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il debito \u00e8 ancora il neocolonialismo, con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici, anzi dovremmo dire assassini tecnici [\u2026]&gt;&gt; Thomas Sankara all\u2019Organizzazione dell\u2019unit\u00e0 africana, 29 Luglio 1987.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai la questione del debito \u00e8 presente anche in Europa e sembra di assistere ad una nuova colonizzazione (del vecchio continente questa volta), da parte di organismi sovranazionali che tengono in ostaggio gli stati attraverso il controllo della moneta e delle finanze, la comparazione nasce spontanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma restiamo sull\u2019economia di saccheggio perpetrata in Africa, sulla questione delle risorse del suolo e del sottosuolo e la lotta per il loro controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2018\u2019In Liberia, Sierra Leone e Guinea (nella regione Conakry) la gomma, i diamanti e il ferro sono la causa, e allo stesso tempo la risorsa,\u00a0 che consentono il proseguimento del conflitto. A parte i diamanti, ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 per il Congo la questione coltan, la famosa colombo-tantalite divenuta un minerale essenziale per l\u2019aereonautica e l\u2019informatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che il sistema economico di sfruttamento delle risorse sia garantito da uno stato o da una occupazione militare, e da una situazione di instabilit\u00e0 permanente non \u00e8 di per se indifferente, ma ha conseguenze sul sistema socio-economico nel suo complesso\u2019\u2019 [3]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2018\u2019La penetrazione coloniale prima, e quella delle religioni monoteiste e rivelate poi, hanno profondamente cambiato quelle forme di vita alle quali la modernizzazione e le migrazioni massicce stanno dando il colpo di grazia. La migrazione dei giovani, allontanati dalla rete in cui erano immessi o alla quale erano destinati, ha rotto la coesione comunitaria e introdotto nuovi modelli e nuove idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 rilevante, \u00e8 che l\u2019introduzione di nuove merci e di nuovi dispositivi tecnici ha messo in crisi le vecchie gerarchie. Le relazioni intergenerazionali diventano pi\u00f9 che problematiche in seguito a un cambiamento nella distribuzione del potere, del sapere e dell\u2019avere in tempi e modi non scelti n\u00e9 maturati dalle comunit\u00e0, ma imposti da un altrove (le regole del commercio, l\u2019avvento di merci e strumenti tecnici fabbricati da altri che richiedono nuove competenze).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 ha acuito la conflittualit\u00e0 tra le generazioni, sostenuta anche dagli interventi delle agenzie internazionali rappresentanti e promotrici dell&#8217;individualismo liberal e competitivo.\u2019\u2019 [4]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai \u00e8 da tempo che l\u2019istanza di autodeterminazione dei popoli \u00e8 sparita dai dibattiti politici, il sovranismo vuole portare alla ribalta proprio questa istanza, dobbiamo avere rispetto per ci\u00f2 che abbiamo, riprenderci ci\u00f2 che ci appartiene, la nostra terra e il nostro diritto\/dovere di esercitare un controllo responsabile sulle nostre risorse, seguendo la via che i padri costituenti hanno tracciato, per lasciarla in eredit\u00e0 ai nostri figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare questo dobbiamo tornare ad occuparci della vita politica del nostro paese, dobbiamo tornare ad essere una vera Nazione, dobbiamo percepirci come una unit\u00e0 etnica cosciente di una propria peculiarit\u00e0 ed autonomia culturale, specialmente in quanto premessa di unit\u00e0 e sovranit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riscopriamo il valore della sovranit\u00e0, ossia di quella \u2018\u2019qualit\u00e0 giuridica pertinente allo Stato in quanto potere originario e indipendente da ogni altro potere, la sovranit\u00e0 popolare \u00e8 il principio secondo il quale la potest\u00e0 ha la sua fonte e la sua giustificazione nella volont\u00e0 del popolo.\u2019\u2019 [5]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Liberiamoci dalla \u2018\u2019dominazione culturale\u2019\u2019 dell\u2019ideologia liberista che vuole imporre gli interessi dei pochi a discapito dei molti, non lasciamo che le regole del commercio prevalgano su quelle delle nazioni, non lasciamoci omologare al pensiero unico che ci vuole sradicare dalle nostre terre di origine, che ci considera alla stregua di una merce, per proiettarci in una dimensione individuale e consumistica della societ\u00e0 globalizzata, ripristiniamo un pensiero plurale, dove ci sia il rispetto per le diversit\u00e0 culturali e sociali, elementi fondamentali per una vera solidariet\u00e0 fra i popoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1], [2] <em>Dizionari delle civilt\u00e0<\/em>, Mondadori Electa 2007<\/p>\n<p>[3] Alberto Sciortino, <em>Le vere ragioni dei conflitti in Africa<\/em>, 2004<\/p>\n<p>[4] Piero Coppo, <em>Le ragioni degli altri<\/em>, 2012<\/p>\n<p>[5] <em>Dizionario della lingua italiana<\/em>, Devoto-Oli 1979<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Fine)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15902\">Qui<\/a> la prima parte dell&#8217;articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MANUEL COSTANZI (FSI Umbria) &lt;&lt;Per l\u2019imperialismo \u00e8 pi\u00f9 importante dominarci culturalmente che militarmente. 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