{"id":1593,"date":"2010-05-09T17:17:23","date_gmt":"2010-05-09T16:17:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1593"},"modified":"2010-05-09T17:17:23","modified_gmt":"2010-05-09T16:17:23","slug":"la-tragedia-europea-e-cominciata-un-esperimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1593","title":{"rendered":"Un esperimento"},"content":{"rendered":"<p>Pubblico un articolo di Franco Berardi &quot;Bifo&quot;, per iniziare un esperimento. Chiedo a Marco, Tonino, Tonguessy, Francesca, agli altri collaboratori e ai lettori che intendessero partecipare di soffermarsi su un passaggio dell&#39;articolo e di commentarlo con accortezza , da uno o altro punto di vista,&nbsp;evitando, per quanto possibile,&nbsp;valutazioni di piacere e dispiacere&nbsp;nonch&eacute; proposte alternative: soffermatevi sull&#39;analisi svolta da Bifo, nonch&eacute; sui &quot;presupposti&quot; che l&#39;articolo d&agrave; per scontati. Un passaggio del ragionamento vi convince: dite il&nbsp;perch&eacute;. Un passaggio del ragionamento&nbsp;non vi convince: dite il&nbsp;perch&eacute;. Oppure evidenziate un presupposto che l&#39;autore d&agrave; per pacifico e spiegate perch&eacute; non &egrave; pacifico (qui &egrave; difficile che non entrino le valutazioni). Direi massimo&nbsp;dieci righe, scritte dopo aver riflettuto a fondo: potete postare anche dopo alcuni giorni dalla lettura ma sempre scrivendo al massimo dieci righe. Vediamo cosa andiamo a scoprire&nbsp;(SD&#39;A).<\/p>\n<p><strong>La tragedia Greca &egrave; cominciata<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Franco Berardi &quot;Bifo&quot;<\/strong><\/p>\n<p>fonte <a href=\"http:\/\/www.carta.org\">Carta<\/a><\/p>\n<p><em><strong>La reazione della societ&agrave; greca alla catastrofe e all&#39;umiliazione potrebbe essere l&#39;inizio di una tragedia continentale<\/strong>.<\/p>\n<p>\t<\/em>La tragedia europea &egrave; iniziata. Tre morti in una banca di Atene sono il primo orribile bilancio di una guerra che il capitalismo finanziario ha scatenato contro la societ&agrave;, e da cui la societ&agrave; non sa come liberarsi. La societ&agrave; greca non pu&ograve; sopportare il diktat delle agenzie finanziarie che l&rsquo;hanno spinta nel baratro della crisi, e ora pretendono che a pagare il prezzo siano i lavoratori. Spinta contro il muro della miseria, dell&rsquo;umiliazione e della catastrofe, la societ&agrave; greca potrebbe reagire in maniera folle. Pu&ograve; essere l&rsquo;inizio di una tragedia che non sar&agrave; limitata alla Grecia.<\/p>\n<p>\tQuello che sta succedendo in Europa &egrave; straordinario e terrificante. Straordinario perch&eacute; per la prima volta la costruzione europea entra in una crisi che minaccia di farsi definitiva, e perch&eacute; questa potrebbe essere un&rsquo;opportunit&agrave; per iniziare una trasformazione in senso democratico e sociale di un&rsquo;entit&agrave; che finora non ha avuto i tratti della democrazia, ma piuttosto quelli di una dittatura tecno-finanziaria. Terrificante perch&eacute; mai come oggi ci rendiamo conto del fatto che l&rsquo;intelligenza collettiva &egrave; dissolta, la voce della critica sociale &egrave; muta, la democrazia morta. Di conseguenza, se non accade qualcosa al momento attuale molto difficile da prevedere (il risveglio di una intelligenza collettiva capace di ridiscutere alla radice la ragion d&rsquo;essere dell&rsquo;entit&agrave; europea), l&rsquo;esito di questa crisi rischia di essere una tragedia destinata a distruggere quel che resta della civilt&agrave; sociale moderna nel continente europeo.<\/p>\n<p>\tUn numero della rivista LOOP del maggio 2009 si intitolava Finis Europae, e si chiedeva se l&rsquo;Europa poteva sopravvivere al collasso finanziario. La risposta era che no, l&rsquo;Europa non pu&ograve; sopravvivere al collasso se non si libera dalla dittatura della classe finanziaria che tiene in mano la corda con cui la societ&agrave; europea viene lentamente strangolata. Ma di questo tema ben poco si &egrave; occupata finora l&rsquo;intellettualit&agrave; europea (ma esiste ancora qualcosa che meriti questo nome?) La discussione che si &egrave; svolta fin a questo momento sui giornali e nelle assisi politiche ufficiali &egrave; ridicola, vuota, inconsistente. Sembra che nessuno riesca a vedere che la costruzione europea &egrave; stata fino a questo momento la causa (una delle cause) del peggioramento sistematico delle condizioni di vita dei lavoratori. Nonostante le bugie e le cazzate raccontate dalla sinistra, la politica fanaticamente monetarista dell&rsquo;Unione ha prodotto una stretta della spesa pubblica che ha peggiorato la qualit&agrave; della vita delle popolazioni, e contemporaneamente ha imposto un vero e proprio blocco salariale che si &egrave; accompagnato con un aumento sistematico del costo della vita. <\/p>\n<p>\tIl fanatismo monetarista della BCE (vero organo di comando sulla vita politica europea) ha scelto alcuni bersagli preferiti. Quello delle pensioni &egrave; forse il pi&ugrave; evidente. Allungare il tempo di lavoro-vita &egrave; una delle ossessioni del Neoliberismo, e si fonda su un accumulo di menzogne pure e semplici. Si dice che l&rsquo;aumento del tempo di vita media mette in pericolo la possibilit&agrave; di mantenere un equilibrio economico, dimenticando che la produttivit&agrave; media sociale &egrave; aumentata di cinque volte negli ultimi quaranta anni, per cui non cambia niente il fatto che il numero dei produttori possa diminuire leggermente. Si dice che i vecchi debbono lavorare pi&ugrave; a lungo per solidariet&agrave; nei confronti dei giovani, e non c&rsquo;&egrave; menzogna pi&ugrave; ripugnante di questa: il prolungamneto del tempo di lavoro degli anziani ha infatti come conseguenza un aumento della disoccupazione giovanile, e una condizione di ricatto sul mercato del lavoro che ha reso possibile un aumento smisurato della precariet&agrave; lavorativa.<\/p>\n<p>\tLa politica della BCE &egrave; all&rsquo;origine della miseria europea. Se L&rsquo;Unione &egrave; questo, che muoia.<br \/>\n\tMa la morte dell&rsquo;Unione, che ogni giorno si fa pi&ugrave; probabile, sarebbe l&rsquo;inizio di un inferno inimmaginabile. Lo scatenamento di tutti i demoni che negli ultimi decenni si sono tenuti sotto controllo sarebbe dietro l&rsquo;angolo. Non solo segnerebbe il riemergere dei nazionalismi, ma anche il precipitare della guerra civile interetnica, nei paesi mediterranei spinti nel baratro di un immiserimento pericoloso.<\/p>\n<p>\tSolo un movimento del lavoro precario e del lavoro cognitivo, un movimento che ponga al centro della discussione politica il salario unico di cittadinanza pu&ograve; salvare l&rsquo;Unione europea, modificandone radicalmente la forma e la sostanza. Ma un simile movimento sembra oggi quanto di pi&ugrave; improbabile, quanto di pi&ugrave; lontano dai comportamenti psicopatici e conformisti di una generazione di disperati il cui futuro sembra segnato senza vie d&rsquo;uscita. Un futuro di precariet&agrave;, di schiavismo, di immiserimento materiale e psichico.<br \/>\n\tUna generazione cui rimarr&agrave; solo Facebook &ndash; sfiatatoio dell&rsquo;impotenza e del narcisismo &ndash; per avere la sensazione di poter parlare liberamente. <\/p>\n<p>\t<i>&ldquo;British students seem resigned to their fate. But this is a matter not of apathy, nor of cynicism, but of reflexive impotence. They know things are bad, but more than that, they know they can&rsquo;t do anything about it. But that &ldquo;knowledge&rdquo;, that reflexivity, is not a passive observation of an already existing state of affairs. It is a self-fulfilling prophecy.&quot; (Mark Fisher: Capitalist Realism) [Gli studenti britannici sembrano rassegnati al loro destino. Ma non &egrave; questione di apatia o di cinisimo, quanto piuttosto di impotenza riflessiva. Sanno che le cose vanno male, ma pi&ugrave; di questo sanno di non poterci fare nulla. Ma questa &lsquo;conoscenza&rsquo;, questa riflessione, non &egrave; una contemplazione passiva di uno stato di cose esistente. E&rsquo; una profezia che si auto-avvera, Mark Fisher, Realismo capitalista]<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico un articolo di Franco Berardi &quot;Bifo&quot;, per iniziare un esperimento. Chiedo a Marco, Tonino, Tonguessy, Francesca, agli altri collaboratori e ai lettori che intendessero partecipare di soffermarsi su un passaggio dell&#39;articolo e di commentarlo con accortezza , da uno o altro punto di vista,&nbsp;evitando, per quanto possibile,&nbsp;valutazioni di piacere e dispiacere&nbsp;nonch&eacute; proposte alternative: soffermatevi sull&#39;analisi svolta da Bifo, nonch&eacute; sui &quot;presupposti&quot; che l&#39;articolo d&agrave; per scontati. 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