{"id":15987,"date":"2016-06-23T00:19:19","date_gmt":"2016-06-22T22:19:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=15987"},"modified":"2016-06-23T00:19:19","modified_gmt":"2016-06-22T22:19:19","slug":"sovranismo-o-barbarie-difendere-gli-stati-sovrani-dallattacco-della-globalizzazione-neoliberista-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=15987","title":{"rendered":"Sovranismo o barbarie: difendere gli stati sovrani dall\u2019attacco della globalizzazione neoliberista (parte prima)."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>MARTINA CARLETTI<\/strong> (FSI Umbria)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019epoca della globalizzazione, quella che stiamo vivendo e che prosegue la dialettica della modernit\u00e0, sembra aver dispiegato le sue forze verso una negazione della sovranit\u00e0 assoluta degli Stati, finendo per far somigliare le democrazie occidentali ad un \u00abimpero senza vertici e senza centro\u00bb, come descritto da Antonio Negri e Michael Hardt<sup>1<\/sup> : una Babele di identit\u00e0 culturali dominata dal pluralismo degli interessi capitalistici e dal narcisismo degli individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La globalizzazione assume sempre pi\u00f9 il volto di una \u00abideologia che maschera i rapporti di dominio economico avanzando l\u2019immagine di un sistema economico mondiale autoregolamentato e al di fuori dell\u2019intervento da parte dei centri di decisione politica\u00bb<sup>2<\/sup> : ci\u00f2 comporta un\u2019inevitabile indebolimento del ruolo della democrazia, con un\u2019inversione della gerarchia tra politica ed economia, detto altrimenti \u00abuno Stato sotto la sorveglianza del mercato, anzich\u00e9 un mercato sotto la sorveglianza dello Stato\u00bb<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel propagandato \u201cvillaggio globale\u201d la ricchezza \u00e8 in continuo aumento solo per coloro i quali appartengono alle fasce di\u00a0reddito pi\u00f9 alte: la disparit\u00e0 economica e la polarizzazione della ricchezza sono fenomeni dilaganti anche nella ricca Europa<sup>4<\/sup>. In questo orizzonte storico, descritto da alcuni autori con il termine di \u201cnuovo medioevo\u201d, ci\u00f2 che sembra preannunciarsi \u00e8 una \u00absociet\u00e0 piena di istanze intermedie al posto di uno Stato-centrale\u00bb<sup>5<\/sup> : una vera e propria metamorfosi della natura della decisione politica, non pi\u00f9 in grado di esibire una propria intensit\u00e0 qualitativa e di farsi carico della missione democratica e costituzionale affidategli dalla storia del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Neoliberismo nella prospettiva contemporanea<\/strong><br \/>\nLa relazione simmetrica tra chi governa e i destinatari delle decisioni politiche, tipica della tradizionale nozione di sovranit\u00e0 nazionale, \u00e8 andata perduta. Questo processo \u00e8 avvenuto parallelamente all\u2019affermarsi dell\u2019ideologia neoliberista: \u00abla concorrenza diventa l\u2019equivalente degli scambi sociali, ogni relazione giuridica, politica e sociale viene misurata con l\u2019efficacia della concorrenza\u00bb<sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel neoliberismo, teorizzato da Herbert Spencer, conta innanzitutto la potenza socio-economica degli individui: i pi\u00f9 deboli sono destinati a soccombere nella lotta per la sopravvivenza. Il neoliberismo combatte l\u2019interventismo dello Stato, imponendo finanziarizzazione e de-normativizzazione come pilastri fondamentali, ed \u00e8 molto pi\u00f9 potente del liberismo poich\u00e9 utilizza il diritto per promuovere l\u2019impresa economica privata e trasformare la concorrenza in dogma atto a diventare la cifra di ogni azione, individuale e pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La finanziarizzazione, peculiarit\u00e0 fondamentale del neoliberismo contemporaneo, muove il suo potere capitalista in settori che fuggono il controllo dello Stato. Analogamente, la deregolamentazione di capitali, principio sancito dai trattati costitutivi dell\u2019Unione europea, permette agli investitori di subentrare nei settori pi\u00f9 redditizi e strategici degli Stati nazionali, conquistandone il monopolio di spesa e, attraverso la coercizione che le autorit\u00e0 statali possono porre in atto, requisendo parti considerevoli delle ricchezze pubbliche dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>De-costituzionalizzazione<br \/>\n<\/strong>Il declino del carattere assoluto della sovranit\u00e0 ha coinciso con la progressiva \u201cde-costituzionalizzazione\u201d degli Stati: dalla subordinazione dei poteri politici a costituzioni scritte e rigide, per mezzo della funzione di garanzia dell\u2019impianto statale, allo smembramento dello stesso, in funzione di quella che Legendre chiama \u00abri-feudalizzazione del legame sociale\u00bb<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre Schmitt scriveva che \u00abl\u2019essenza della sovranit\u00e0 statale sta nella possibilit\u00e0 di monopolio sulla decisione ultima\u00bb, ora, gli stessi Stati nazionali, privati della sovranit\u00e0 monetaria e della libera decisione sulle leggi di spesa per mezzo dei trattati europei, non possono considerarsi Stati, poich\u00e9 essi non hanno pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di riconoscersi come \u00abil punto di Archimede nel pensiero costituzionalista, n\u00e9 sul piano nazionale, n\u00e9 su quello regionale o universale\u00bb<sup>8<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma che, alla luce delle tragiche esperienze del Novecento, vollero\u00a0mettere in atto i costituenti in Italia, auspicava quella che Mortati defin\u00ec \u00abdemocrazia necessitata\u00bb<sup>9<\/sup>: l\u2019unico modo in cui fu possibile fissare dei principi di regolazione del conflitto sociale, poich\u00e9 il capitalismo tende a schiacciare la massa dei cittadini, fu enunciare come prioritarie e fondamentali guide delle politiche pubbliche la stabilit\u00e0 della tutela del lavoro, e l\u2019uguaglianza sostanziale dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La restaurazione di quello che Massimo Severo Giannini definisce \u00abstato monoclasse\u00bb<sup>10<\/sup>, caratterizzato da una concentrazione dei poteri nelle mani di una ristrettissima oligarchia, \u00e8 l\u2019obiettivo mal celato che spinge il capitalismo finanziario alla liquidazione delle Costituzioni democratiche: attraverso la teoria delle banche centrali indipendenti e il vincolo monetario, in Europa \u00e8 esploso quello che veniva descritto da Karl Popper come \u00abcapitalismo sfrenato\u00bb<sup>11<\/sup>. Il capitalismo diventa assoluto nella misura in cui si assolutizza la logica del capitale: tutto diventa merce, sia nel paradigma reale, che in quello simbolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La globalizzazione, nella sua forma merce, assume movimento sinergico di assolutizzazione simbolica dell\u2019immaginario. Ed ecco che si realizza ci\u00f2 che Gramsci chiam\u00f2 \u00abcretinismo economico\u00bb, a voler cos\u00ec significare l\u2019ossessione secondo cui l\u2019economia e le leggi di mercato dovrebbero impersonare dogmi incriticabili ed imprescindibili, e a cui la politica, la societ\u00e0 e l\u2019uomo dovrebbero sottostare. La logica di sviluppo del capitale assoluto si basa sulla \u00abspoliticizzazione dell\u2019economia\u00bb, ovvero sullo \u00abannientamento della forza di una politica ancora in grado di agire sull\u2019economico\u00bb da parte dei mercati (istituzioni senza volto e non elette),\u00a0in grado di disciplinarla e governarla<sup>12<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza della politica, altro principio evidentemente contrario alla Costituzione italiana, specificatamente agli articoli 49 e 1, che enunciano la sovranit\u00e0 del popolo, ha l\u2019effetto di ratificare tutto ci\u00f2 che viene deciso in altra sede da oligarchie economiche e finanziarie: la conseguente distruzione dello Stato sociale si inserisce macabramente in questa condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assoluta sottomissione della politica all\u2019economia determina, secondo Balibar, un \u00abestremismo di centro\u00bb in cui scompaiono forze politiche realmente caratterizzate, per lasciar spazio ad un amalgama di schieramenti intercambiabili<sup>13<\/sup>. In questa prospettiva, dato l\u2019evidente oligopolio del potere mass-mediatico che diffonde senso di colpa e che propugna la deflazione salariale come <em>condicio sine qua non<\/em> di suggestivi \u201cvalori comunitari\u201d, i cittadini non hanno avuto dapprima la sensazione del contenuto sostanziale e divergente dell\u2019ordinamento europeo: le politiche neoliberiste sono, in altre parole, un illecito permanente che prefigura una rottura dell\u2019ordinamento giuridico costituzionale.&#8221;<\/p>\n<p><sub>1. A. Negri, M. Hardt, Impero: il nuovo ordine della globalizzazione, Rizzoli, Milano 2013. <\/sub><br \/>\n<sub>2. A. Touraine, Libert\u00e0, uguaglianza, diversit\u00e0, il Saggiatore, Milano 2009, p. 39. <\/sub><br \/>\n<sub>3. M. Foucault, Nascita della biopolitica. Corso al Coll\u00e8ge de France (1978-1979), Feltrinelli, Milano 2005, p. 108<\/sub><br \/>\n<sub>4. Undp (United nations development programme), 1998. <\/sub><br \/>\n<sub>5. W. Reinhard, Storia del potere politico in Europa, il Mulino, Bologna 2001, p. 623. <\/sub><br \/>\n<sub>6. Foucault, Nascita della biopolitica, cit., p. 110.<\/sub><br \/>\n<sub>7. P. Legendre, Remarques sur la ref\u00e9odalisation de la France, in Etudes offertes \u00e0 Georges Dupuis, Lgdj, Paris 1997, pp. 201 e ss. <\/sub><br \/>\n<sub>8. P. H\u00e4berle, Diritto costituzionale, unioni regionali fra Stati e diritto internazionale come diritto universale dell\u2019umanit\u00e0: convergenze e divergenze, Conferenza tenuta a Citt\u00e0 del Messico e Bologna tra febbraio e aprile 2004, in \u00abarchivio.rivistaaic.it\u00bb [http:\/\/archivio.rivistaaic.it\/materiali\/anticipazioni\/diritto_universale\/index.html].<\/sub><br \/>\n<sub>9. Si veda: L. Barra Caracciolo, Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile tra Costituzione e trattati europei, Dike giuridica, Roma 2013, pp. 64 e ss. <\/sub><br \/>\n<sub>10. M.S. Giannini, Il pubblico potere. Stati e amministrazioni pubbliche, il Mulino, Bologna 2001, pp. 35 e ss. <\/sub><br \/>\n<sub>11. K. Popper, La societ\u00e0 aperta e i suoi nemici, Armando, Roma 1974, p. 232.<\/sub><br \/>\n<sub>12. Si veda: D. Fusaro, Antonio Gramsci. La passione di essere nel mondo, Feltrinelli, Milano 2015. <\/sub><br \/>\n<sub>13. Democrazia fine corsa: la Grecia, l\u2019Europa e noi. Intervista a Etienne Balibar, in \u00abSinistrainrete.info\u00bb, 21 giugno 2015 [http:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/5338-etienne-balibar-democrazia-fine-corsa-la-grecia-leuropa-e-noi.html].<\/sub><\/p>\n<p><em>Prefazione al libro <\/em>Moneta e Impero &#8211; Benessere, sovranit\u00e0, democrazia: come e perch\u00e9 li stiamo perdendo<em>, di Luca Frontini, editrice Zefiro (Fermo)<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARTINA CARLETTI (FSI Umbria) \u00abL\u2019epoca della globalizzazione, quella che stiamo vivendo e che prosegue la dialettica della modernit\u00e0, sembra aver dispiegato le sue forze verso una negazione della sovranit\u00e0 assoluta degli Stati, finendo per far somigliare le democrazie occidentali ad un \u00abimpero senza vertici e senza centro\u00bb, come descritto da Antonio Negri e Michael Hardt1 : una Babele di identit\u00e0 culturali dominata dal pluralismo degli interessi capitalistici e dal narcisismo degli individui. 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