{"id":16013,"date":"2016-06-22T11:13:41","date_gmt":"2016-06-22T09:13:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16013"},"modified":"2016-06-22T11:13:41","modified_gmt":"2016-06-22T09:13:41","slug":"ne-cosmopoliti-ne-xenofobi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16013","title":{"rendered":"N\u00e9 cosmopoliti n\u00e9 xenofobi"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">di <strong>ALAIN DE BENOIST<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\">\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La questione dell\u2019identit\u00e0 (nazionale, culturale, ecc.) ha un ruolo centrale nel dibattito sull\u2019immigrazione. A questo proposito, si impongono di primo acchito due osservazioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La prima consiste nell\u2019osservare che, se si parla molto dell\u2019identit\u00e0 della popolazione d\u2019accoglienza, si parla in generale molto meno di quella degli immigrati stessi, che sembra tuttavia, e di gran lunga, la pi\u00f9 minacciata dal fatto stesso dell\u2019immigrazione. In quanto minoranza, gli immigrati subiscono infatti direttamente la pressione dei modi di vita della maggioranza. Votata alla cancellazione, o al contrario esacerbata in modo provocatorio, la loro identit\u00e0 il pi\u00f9 delle volte non sopravvive che in maniera negativa (o reattiva) in ragione dell\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019ambiente d\u2019accoglienza, o addirittura del supersfruttamento capitalista che si esercita su lavoratori separati dalle loro naturali strutture di difesa e protezione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Si \u00e8 d\u2019altra parte colpiti nel vedere come la problematica dell\u2019identit\u00e0 sia posta, in certi ambienti, solo in correlazione con l\u2019immigrazione. La principale, se non la sola, \u201cminaccia\u201d che peserebbe sull\u2019identit\u00e0 nazionale francese sarebbe rappresentata dagli immigrati. Ci\u00f2 vuol dire non tenere conto dei fattori che, ovunque nel mondo, nei paesi che contano una forte manodopera straniera come in quelli che non ne comportano alcuna, inducono una disgregazione delle identit\u00e0 collettive: primato del consumo, occidentalizzazione dei costumi, omogeneizzazione mediatica, generalizzazione dell\u2019assiomatica dell\u2019interesse ecc. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 fin troppo facile, in questa percezione delle cose, ricadere nella logica del capro espiatorio. Tuttavia, non \u00e8 certamente colpa degli immigrati se i francesi non sono apparentemente pi\u00f9 capaci di produrre un proprio modo di vita, n\u00e9 di dare al mondo lo spettacolo di una maniera originale di pensare ed esistere. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Nemmeno \u00e8 colpa degli immigrati se il legame sociale si disfa ovunque si diffonde l\u2019individualismo liberale, se la dittatura del privato fa svanire gli spazi pubblici che potrebbero costituire il crogiolo del rinnovamento di una cittadinanza attiva, n\u00e9 se gli individui, che ormai vivono nell\u2019ideologia della merce, diventano sempre pi\u00f9 estranei alla loro natura. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 colpa degli immigrati se i francesi formano sempre meno un popolo, se la nazione diventa un fantasma, se l\u2019economia si mondializza e se gli individui non vogliono pi\u00f9 comportarsi come attori della propria esistenza, ma sempre pi\u00f9 accettano che si decida al loro posto a partire da valori e norme che essi non contribuiscono pi\u00f9 a formare. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non sono gli immigrati, infine, che colonizzano l\u2019immaginario collettivo e impongono alla radio e alla televisione suoni, immagini, preoccupazioni e modelli \u201cvenuti da altrove\u201d. Se c\u2019\u00e8 \u201cmondialismo\u201d, diciamo allora con onest\u00e0 che, fino a prova contraria, \u00e8 dall\u2019altra parte dell\u2019Atlantico che proviene, e non dall\u2019altra parte del Mediterraneo. E aggiungiamo che il piccolo negoziante arabo di generi alimentari contribuisce a conservare, in modo conviviale, l\u2019identit\u00e0 francese pi\u00f9 del parco divertimenti americanomorfo o del \u201ccentro commerciale\u201d con capitali francesi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Le vere cause della disgregazione dell\u2019identit\u00e0 francese sono in effetti le stesse di quelle che spiegano l\u2019erosione di tutte le altre identit\u00e0: esaurimento del modello dello Stato-nazione, disagio di tutte le istituzioni tradizionali, rottura del contratto di cittadinanza, crisi della rappresentazione, adozione mimetica del modello americano ecc. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019ossessione del consumo, il culto del \u201csuccesso\u201d materiale e finanziario, la scomparsa delle idee di bene comune e di solidariet\u00e0, la dissociazione dell\u2019avvenire individuale e del destino collettivo, lo sviluppo delle tecniche, il progresso delle esportazioni di capitali, l\u2019alienazione dell\u2019indipendenza economica, industriale e mediatica, hanno da soli distrutto maggiormente l\u2019\u201comogeneit\u00e0\u201d della popolazione francese di quanto abbiano fatto finora degli immigrati che non sono altro che gli ultimi a subirne le conseguenze. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00abLa nostra identit\u00e0\u00bb, sottolinea Claude Imbert, \u00ab\u00e8 molto pi\u00f9 colpita dal crollo del civismo, pi\u00f9 alterata dall\u2019amalgama culturale internazionale dei mezzi di comunicazione, pi\u00f9 logorata dall\u2019impoverimento della lingua e dei concetti, pi\u00f9 sconvolta soprattutto dalla degradazione di uno Stato un tempo centralizzato, potente e prescrittore che fondava in noi questa famosa \u201cidentit\u00e0\u201d\u00bb. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Insomma, se l\u2019identit\u00e0 francese (ed europea) si disfa, \u00e8 anzitutto a causa di un vasto movimento di omogeneizzazione tecnico-economica del mondo di cui l\u2019imperialismo transnazionale o americanocentrico costituisce il vettore principale, e che generalizza ovunque il non senso, ossia un sentimento di assurdit\u00e0 della vita che distrugge i legami organici, dissolve la socialit\u00e0 naturale e rende ogni giorno gli uomini pi\u00f9 estranei gli uni agli altri. L\u2019immigrazione gioca piuttosto, da questo punto di vista, un ruolo di rivelatore. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 lo specchio che dovrebbe permettere ai francesi di prendere pienamente coscienza dello stato di crisi larvata nel quale si trovano, stato di crisi di cui l\u2019immigrazione, pi\u00f9 che la causa, rappresenta una conseguenza tra le altre. Una identit\u00e0 si sente tanto pi\u00f9 minacciata, in quanto si sa gi\u00e0 vulnerabile, incerta, e, per farla breve, sconfitta. Per questa ragione non \u00e8 pi\u00f9 capace di fare affidamento su un apporto straniero per includerlo nel proprio. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In questo senso, non \u00e8 tanto perch\u00e9 in Francia ci siano degli immigrati che l\u2019identit\u00e0 francese \u00e8 minacciata; piuttosto, \u00e8 perch\u00e9 questa identit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 largamente demolita che la Francia non \u00e8 pi\u00f9 capace di fronteggiare il problema dell\u2019immigrazione, se non dandosi all\u2019angelismo o predicando l\u2019esclusione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Xenofobi e \u201ccosmopoliti\u201d si ritrovano d\u2019altronde, alla fin fine, d\u2019accordo nel credere che esiste una relazione inversamente proporzionale tra l\u2019affermazione dell\u2019identit\u00e0 nazionale e l\u2019integrazione degli immigrati. I primi credono che una Francia pi\u00f9 preoccupata o pi\u00f9 cosciente della sua identit\u00e0 si sbarazzer\u00e0 spontaneamente degli immigrati. I secondi pensano che il modo migliore per facilitare l\u2019inserimento degli immigrati consiste nel favorire la dissoluzione dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Le conclusioni sono opposte, ma la premessa \u00e8 identica. Gli uni e gli altri si sbagliano. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 l\u2019affermazione dell\u2019identit\u00e0 francese ad ostacolare l\u2019integrazione degli immigrati, ma al contrario la sua cancellazione. L\u2019immigrazione costituisce un problema perch\u00e9 l\u2019identit\u00e0 francese \u00e8 incerta. Ed \u00e8 al contrario grazie a un\u2019identit\u00e0 nazionale ritrovata che si risolveranno le difficolt\u00e0 legate all\u2019accoglienza e all\u2019inserimento dei nuovi venuti. Si vede in tal modo quanto sia insensato credere che basterebbe invertire i flussi migratori per \u201cuscire dalla decadenza\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La decadenza ha ben altre cause, e se in Francia non ci fosse un solo immigrato, i francesi si ritroverebbero comunque di fronte alle stesse difficolt\u00e0, ma stavolta senza capro espiatorio. Assillandosi sul problema dell\u2019immigrazione, rendendo gli immigrati responsabili di tutto ci\u00f2 che non va, si annullano nello stesso tempo una quantit\u00e0 di altre cause e di altre responsabilit\u00e0. Si opera, in altri termini, un prodigioso dirottamento d\u2019attenzione. Sarebbe interessante sapere a vantaggio di chi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma bisogna interrogarsi pi\u00f9 profondamente sulla nozione di identit\u00e0. Porre la questione dell\u2019identit\u00e0 francese non consiste fondamentalmente nel chiedersi chi \u00e8 francese (la risposta \u00e8 relativamente semplice), ma piuttosto nel chiedersi cosa \u00e8 francese. A questa domanda molto pi\u00f9 essenziale, i cantori dell\u2019\u201cidentit\u00e0 francese\u201d si limitano in generale a rispondere con reminiscenze commemorative o evocazioni di \u201cgrandi personaggi\u201d ritenuti pi\u00f9 o meno fondatori (Clodoveo, Ugo Capeto, i crociati, Carlo Martello o Giovanna d\u2019Arco), inculcati nell\u2019immaginario nazionale da una storiografia convenzionale e devota. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ora, questo piccolo catechismo di una sorta di religione della Francia (dove la \u201cFrancia eterna\u201d, sempre identica a se stessa, \u00e8 da sempre pronta a ergersi contro i \u201cbarbari\u201d, non definendosi il francese, al limite, altro che come colui che non \u00e8 straniero, senza pi\u00f9 alcuna caratteristica positiva che la sua non-inclusione nell\u2019universo degli altri) ha rapporti abbastanza lontani con la storia di un popolo che in fondo non ha di specifico che il modo in cui ha sempre saputo fronteggiare le sue contraddizioni. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In effetti, non \u00e8 strumentalizzato che per restituire una continuit\u00e0 nazionale sbarazzata di ogni contraddizione in un\u2019ottica manichea dove la mondializzazione (l\u2019\u201canti-Francia\u201d) \u00e8 puramente e semplicemente interpretata come \u201ccomplotto\u201d. I riferimenti storici sono allora situati di primo acchito in una prospettiva antistorica, prospettiva quasi essenzialista che tende meno a dire la storia che a descrivere un \u201cessere\u201d che sarebbe sempre lo Stesso, che si definirebbe solo mediante la resistenza all\u2019alterit\u00e0 o il rifiuto dell\u2019Altro.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019identitario \u00e8 cos\u00ec invincibilmente ricondotto all\u2019identico, alla semplice replica di un \u201ceterno ieri\u201d<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">, di un passato glorificato dall\u2019idealizzazione, entit\u00e0 preconcetta che bisognerebbe solo conservare e trasmettere come una sostanza sacra. Parallelamente, il sentimento nazionale \u00e8 staccato dal contesto storico (l\u2019emergere della modernit\u00e0) che ha determinato la sua apparizione. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La storia diventa dunque non-rottura, mentre non c\u2019\u00e8 storia possibile senza rottura. Essa diventa semplice durata che permette di esorcizzare la differenza, mentre la durata \u00e8 per definizione dissomiglianza, differenza tra s\u00e9 e se stesso, perpetua inclusione di nuove differenze. In breve, ci si serve della storia per proclamarne la chiusura, invece di trovarvi un incoraggiamento a lasciarla proseguire. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 tuttavia mai unidimensionale. Non soltanto associa cerchi di appartenenza multipli, ma combina fattori di permanenza e fattori di cambiamento, mutazioni endogene e rapporti esterni. L\u2019identit\u00e0 di un popolo o di una nazione non \u00e8 nemmeno soltanto la soma della sua storia, dei suoi costumi e dei suoi caratteri dominanti.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Come scrive Philippe Forget, \u00abun paese pu\u00f2 apparire, di primo acchito, come un insieme di caratteri determinati da usi e costumi, fattori etnici, geografici, linguistici, demografici, ecc. Tuttavia, se questi fattori possono apparentemente descrivere l\u2019immagine o la realt\u00e0 sociale di un popolo, non rendono conto di ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019identit\u00e0 di un popolo come presenza originaria e perenne. Dunque, \u00e8 in termini di apertura del senso che bisogna pensare le fondazioni dell\u2019identit\u00e0, il senso non essendo altro che il luogo costitutivo di un uomo o di una popolazione e del loro mondo\u00bb. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Questa presenza, che significa apertura di uno spazio e di un tempo, prosegue Philippe Forget, \u00abnon deve rinviare a una concezione sostanzialista dell\u2019identit\u00e0, ma a una comprensione dell\u2019essere come gioco di differenziazione. Non si tratta di comprendere l\u2019identit\u00e0 come un contenuto immutabile e fisso, suscettibile di essere codificato e oggetto di canoni\u2026 Contrariamente a una concezione conservatrice della tradizione che la concepisce come una somma di fattori immutabili e trans-storici, la tradizione, o piuttosto la tradizionalit\u00e0, deve essere qui intesa come una trama di differenze che si rinnovano e rigenerano nell\u2019humus di un patrimonio costituito da un aggregato di esperienze passate, messo in gioco nel proprio superamento. In questo senso, la difesa non pu\u00f2 e non deve essere legata alla protezione di modi di esistere postulati come intangibili, ma deve piuttosto sforzarsi di proteggere le forze di metamorfosi di una societ\u00e0 a partire da se stessa. La mera ripetizione di un sito o l\u2019azione di \u2018abitare\u2019 secondo l\u2019uso di un altro conducono al deperimento e all\u2019estinzione dell\u2019identit\u00e0 collettiva\u00bb. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non pi\u00f9 della cultura, l\u2019identit\u00e0 non \u00e8 un\u2019essenza che il linguaggio potrebbe irrigidire o reificare. Essa non \u00e8 determinante che in modo dinamico e non si pu\u00f2 comprenderla che tenendo conto delle interazioni (o retro-determinazioni), delle scelte come dei rifiuti personali di identificazione e delle strategie di identificazione che le sottendono. Anche se all\u2019inizio \u00e8 data, \u00e8 indissociabile dall\u2019uso che se ne fa, o che si rifiuta di farne, in un contesto culturale e sociale particolare, ossia nel contesto di una relazione con gli altri. L\u2019identit\u00e0 \u00e8 in tal modo sempre riflessiva. Essa implica, in una prospettiva fenomenologica, di non disgiungere mai costituzione di s\u00e9 e costituzione dell\u2019altro. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il soggetto dell\u2019identit\u00e0 collettiva non \u00e8 un \u201cio\u201d o un \u201cnoi\u201d, entit\u00e0 naturale, costituita una volta per tutte, specchio opaco dove niente di nuovo potrebbe pi\u00f9 venire a riflettersi, ma un \u201cs\u00e9\u201d che richiama incessantemente nuovi riflessi. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La distinzione che si impone \u00e8 quella fatta da Paul Ricoeur tra identit\u00e0 <em>idem<\/em> e identit\u00e0 <em>ipse.<\/em> La permanenza dell\u2019essere collettivo attraverso incessanti cambiamenti (identit\u00e0 <em>ipse<\/em>) non pu\u00f2 ricondursi a ci\u00f2 che appartiene all\u2019ordine dell\u2019evento o della ripetizione (identit\u00e0 <em>idem<\/em>)<em>.<\/em> Essa \u00e8 al contrario legata a tutta una ermeneutica di s\u00e9, a tutto un lavoro di narratologia destinato a far apparire un \u201cluogo\u201d, uno spazio-tempo che configura un senso e forma la condizione stessa della appropriazione di s\u00e9. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In una prospettiva fenomenologica, dove niente \u00e8 dato naturalmente, l\u2019oggetto procede infatti sempre da una elaborazione costituente, da un racconto ermeneutico caratterizzato dall\u2019affermazione di un punto di vista che organizza retrospettivamente gli eventi per dare loro un senso. \u00abIl racconto costruisce l\u2019identit\u00e0 narrativa\u00bb, dice Ricoeur, \u00abcostruendo quella della storia raccontata. \u00c8 l\u2019identit\u00e0 della storia a fare l\u2019identit\u00e0 del personaggio\u00bb. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Difendere la propria identit\u00e0 non significa dunque accontentarsi di enumerare ritualmente dei punti di riferimento storici ritenuti fondanti, n\u00e9 cantare il passato per meglio evitare di fronteggiare il presente. Vuol dire comprendere l\u2019identit\u00e0 come ci\u00f2 che si conserva nel gioco delle differenziazioni: non come il medesimo, ma come il nodo sempre singolare di cambiare o di non cambiare. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non si tratta allora di scegliere l\u2019identit\u00e0 <em>idem<\/em> contro l\u2019identit\u00e0 <em>ipse,<\/em> o l\u2019inverso, ma di coglierle entrambe nei loro reciproci rapporti mediante una narrazione organizzatrice che tenga conto al contempo della determinazione di s\u00e9 e della determinazione dell\u2019altro. Ricreare le condizioni nelle quali ridiventi possibile produrre un tale racconto costituisce la propriazione di s\u00e9. Ma una propriazione che non \u00e8 mai fissa, poich\u00e9 la soggettivazione collettiva procede sempre da una scelta pi\u00f9 che da un atto, e da un atto pi\u00f9 che da un \u201cfatto\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Un popolo si conserva grazie alla sua narrativit\u00e0, adattando il suo essere in successive interpretazioni, diventando soggetto narrando se stesso ed evitando cos\u00ec di perdere la sua identit\u00e0, ossia di diventare l\u2019oggetto della narrazione di un altro. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00abUna identit\u00e0\u00bb, scrive ancora Philippe Forget, \u00ab\u00e8 sempre un rapporto da s\u00e9 a s\u00e9, una interpretazione di s\u00e9 e degli altri, di s\u00e9 attraverso gli altri. In definitiva, \u00e8 il racconto di s\u00e9, elaborato nel rapporto dialettico con l\u2019altro, che perfeziona la storia umana e consegna una collettivit\u00e0 alla storia\u2026 \u00c8 attraverso l\u2019atto del racconto che l\u2019identit\u00e0 personale perdura e concilia stabilit\u00e0 e trasformazione. L\u2019identit\u00e0 personale di un individuo, di un popolo, si costruisce e conserva con il movimento del racconto, con il dinamismo dell\u2019intrigo che fonda l\u2019operazione narrativa, come dice Ricoeur\u00bb. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ci\u00f2 che oggi minaccia di pi\u00f9 l\u2019identit\u00e0 nazionale possiede insomma una forte dimensione endogena, rappresentata dalla tendenza all\u2019implosione del sociale, ossia alla destrutturazione interna di tutte le forme di socialit\u00e0 organica. Roland Castro ha potuto a giusto titolo parlare a questo proposito di societ\u00e0 dove \u201cnessuno sopporta pi\u00f9 nessuno\u201d, dove tutti escludono tutti, dove ogni individuo diventa potenzialmente estraneo a ogni altro. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019individualismo liberale ha a questo riguardo la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grande. Come parlare di \u201cfraternit\u00e0\u201d (a sinistra) o di \u201cbene comune\u201d (a destra) in una societ\u00e0 dove ciascuno si impegna nella ricerca di una massimizzazione solo dei suoi interessi, in una rivalit\u00e0 mimetica senza fine che assume la forma di una fuga in avanti, di una concorrenza permanente priva di ogni finalit\u00e0? <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Come ha notato Christian Thorel, \u00e8 \u00abl\u2019importanza attribuita all\u2019individuo a scapito del sociale [che] conduce alla scomparsa dello sguardo sull\u2019altro\u00bb. Il problema dell\u2019immigrazione rischia precisamente di cancellare questa evidenza. Da una parte, l\u2019esclusione di cui sono vittime gli immigrati rischia di far dimenticare che viviamo sempre pi\u00f9 in una societ\u00e0 dove l\u2019esclusione \u00e8 la regola anche tra gli stessi \u201cautoctoni\u201d. Sopportandosi gi\u00e0 sempre meno tra di loro, perch\u00e9 i francesi dovrebbero sopportare gli stranieri? <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Alcuni rimproveri, d\u2019altra parte, cadono da soli. Si dice spesso ai giovani immigrati che \u201cnutrono odio\u201d che dovrebbero avere rispetto del \u201cPaese che li accoglie\u201d. Ma perch\u00e9 i giovani <em>beurs<\/em> [i figli, nati in Francia, degli immigrati di origine nordafricana, <em>ndr<\/em>] dovrebbero essere pi\u00f9 patrioti dei giovani di stirpe francese che non lo sono pi\u00f9? <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il rischio pi\u00f9 grande, insomma, consisterebbe nel far credere che la critica dell\u2019immigrazione, in s\u00e9 legittima, sar\u00e0 facilitata dalla crescita degli egoismi, mentre \u00e8 questa crescita a disfare pi\u00f9 profondamente il tessuto sociale. Del resto, qui \u00e8 tutto il problema della xenofobia. Si crede di fortificare il sentimento nazionale fondandolo sul rifiuto dell\u2019Altro. Dopodich\u00e9, una volta presa l\u2019abitudine, si finisce con il trovare normale il rifiuto dei propri compatrioti. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Una societ\u00e0 cosciente della sua identit\u00e0 non pu\u00f2 essere forte che quando fa passare il bene comune davanti all\u2019interesse individuale, la solidariet\u00e0, la convivialit\u00e0 e la generosit\u00e0 verso l\u2019altro davanti all\u2019ossessione della concorrenza e al trionfo dell\u2019io. Non pu\u00f2 durare che quando si impone regole di disinteresse e gratuit\u00e0, solo modo per sfuggire alla reificazione dei rapporti sociali, ossia all\u2019avvento di un mondo in cui l\u2019uomo si produce come oggetto dopo aver trasformato in artefatto tutto ci\u00f2 che lo circonda. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ora, \u00e8 ben evidente che non \u00e8 predicando l\u2019egoismo, fosse anche in nome della \u201clotta per la vita\u201d (semplice ritrasposizione del principio individualista della \u201cguerra di tutti contro tutti\u201d), che si pu\u00f2 ricreare la socialit\u00e0 conviviale e organica senza la quale non c\u2019\u00e8 popolo degno di questo nome. Non si ritrover\u00e0 la \u201cfraternit\u00e0\u201d in una societ\u00e0 dove ciascuno ha il solo obiettivo di avere pi\u00f9 \u201csuccesso\u201d dei suoi vicini. Non si restituir\u00e0 il voler vivere insieme facendo appello alla xenofobia, ossia a un\u2019avversione di principio dell\u2019Altro che, a poco a poco, finisce con l\u2019estendersi a tutti.<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.barbadillo.it\/57108-cultura-di-alain-de-benoist-per-una-ridefinizione-delle-identita\/\">Barbadillo<\/a><\/strong><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALAIN DE BENOIST La questione dell\u2019identit\u00e0 (nazionale, culturale, ecc.) ha un ruolo centrale nel dibattito sull\u2019immigrazione. A questo proposito, si impongono di primo acchito due osservazioni. La prima consiste nell\u2019osservare che, se si parla molto dell\u2019identit\u00e0 della popolazione d\u2019accoglienza, si parla in generale molto meno di quella degli immigrati stessi, che sembra tuttavia, e di gran lunga, la pi\u00f9 minacciata dal fatto stesso dell\u2019immigrazione. In quanto minoranza, gli immigrati subiscono infatti direttamente la pressione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,6],"tags":[4849,3452,4850,3454,4851,126,4852,4853,2603,4854,4476],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4ah","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16013"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16013\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}