{"id":16041,"date":"2016-07-01T00:58:39","date_gmt":"2016-06-30T22:58:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16041"},"modified":"2016-07-01T00:58:39","modified_gmt":"2016-06-30T22:58:39","slug":"il-multiculturalismo-forzato-e-limmigrazione-di-massa-rallentano-lintegrazione-considerazioni-sociologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16041","title":{"rendered":"Il multiculturalismo forzato e l&#039;immigrazione di massa rallentano l&#039;integrazione: considerazioni sociologiche"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">di <strong>MARTINA CARLETTI<\/strong>\u00a0(FSI Umbria)<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i parametri etici attraverso i quali si possono valutare i diversi effetti sociali dell\u2019immigrazione di massa? Secondo l\u2019utilitarismo universalista degli economisti, il voler perseguire il massimo della felicit\u00e0 per il massimo numero di persone: quindi, ci\u00f2 che accade alle popolazioni autoctone dei paesi ospitanti non ha alcuna importanza fintanto che nel complesso le migrazioni producano benefici a livello mondiale.<span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">In realt\u00e0, alcune ricerche hanno evidenziato che, a livello sociale, un basso livello di migrazione comporta una serie di vantaggi, mentre un alto livello della stessa porta con s\u00e9 una serie di perdite.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Il valore del senso di identit\u00e0 comune di un popolo \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 predispone le persone ad accettare la redistribuzione del reddito dai ceti pi\u00f9 ricchi verso quelli pi\u00f9 poveri, e a condividerne il patrimonio culturale. L\u2019avversione nei confronti dell\u2019identit\u00e0 nazionale, assiduamente propagandata dai principali mass media, rischia di avere conseguenze molto costose: una ridotta capacit\u00e0 di cooperare e una societ\u00e0 meno equa, cosa che uno Stato sociale come il nostro non pu\u00f2 assolutamente permettersi.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 un caso che con l\u2019affermarsi del neoliberismo e dei vincoli europei, e delle riforme e privatizzazioni volute dall\u2019Unione Europea, l\u2019intervento dello Stato si sia trasformato in una sorta di oppressione fiscale perpetua, ma che dal punto di vista dell\u2019equit\u00e0 abbia creato una polarizzazione della ricchezza, oltre ad una progressiva scomparsa della classe media.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nei paesi ospitanti, i migranti costituiscono colonie che assorbono &#8211; in maniera diversificata, a seconda dell\u2019ampiezza delle diaspore e del\u00a0loro status economico\u00a0&#8211; risorse destinate ai ceti meno abbienti della popolazione locale, con cui entrano in competizione e di cui minano i valori.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Con i migranti aumenta la diversit\u00e0 sociale, il che per alcuni aspetti \u00e8 positivo: una maggiore variet\u00e0 e di conseguenza ricchezza di stimoli e possibilit\u00e0 di scelta. Ma la diversit\u00e0 crea anche alcuni problemi: in un\u2019economia moderna, infatti, il benessere aumenta notevolmente in funzione di quella che potremmo chiamare <strong><em>mutua considerazione<\/em><\/strong>, ovvero qualcosa di pi\u00f9 forte del rispetto, qualcosa di pi\u00f9 simile alla simpatia e alla benevolenza, sentimento alla base dei comportamenti collettivi\u00a0per il buon funzionamento di una societ\u00e0.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Un alto livello di mutua considerazione aumenta inoltre lo stimolo alla cooperazione: spinge gli individui a fornire quei beni pubblici la cui erogazione non potrebbe essere garantita in maniera soddisfacente se affidata unicamente alle leggi di mercato; ma la<em> fiducia<\/em> deve poggiare su una ragionevole <strong><em>presunzione di reciprocit\u00e0<\/em><\/strong>, ed \u00e8 per questo che se i giochi di cooperazione sono spinti all\u2019eccesso, e sono unilaterali, falliscono.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">I sentimenti di fiducia e cooperazione non nascono spontaneamente, come attributi primordiali del \u201cbuon selvaggio\u201d, come sostenne erroneamente Jean Jacques Rousseau<sup>1<\/sup>: al di l\u00e0 del perimetro familiare, fiducia e cooperazione si acquisiscono in quanto parte di una serie di atteggiamenti funzionali ad una societ\u00e0 ricca e moderna. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Uno dei motivi per cui le societ\u00e0 povere sono tali \u00e8 l\u2019assenza, anche indotta, di simili atteggiamenti nella popolazione autoctona: in Africa, ad esempio, si \u00e8 osservato che la violenza degli scontri etnici tra gruppi si \u00e8 tramandata fino ai giorni nostri<sup>2<\/sup>, e che il commercio degli schiavi ha distrutto le reciproche aspettative\u00a0non solo tra i clan, ma anche all\u2019interno delle stesse famiglie, i cui membri non di rado erano soliti vendere ai trafficanti figli e mogli<sup>3<\/sup>. Se la fiducia varia da una societ\u00e0 all\u2019altra, anche i giochi di cooperazione variano di conseguenza.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">I tratti distintivi di una societ\u00e0 ad alto reddito e con uno Stato sociale\u00a0efficiente\u00a0\u00e8 che i sentimenti di mutua considerazione si estendono ad un gruppo allargato di persone, quello dei concittadini. Simili differenze culturali non sono genetiche, ma dipendono da una serie di rivoluzioni intellettuali che hanno progressivamente riconfigurato la maniera in cui gli individui percepiscono i loro simili dopo\u00a0la nascita degli Stati-nazione.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ogni diaspora di migranti, ovvero ogni gruppo nazionale o culturalmente definito, che si insedia in paesi ospitanti, importa anche il modello sociale (ovvero l\u2019insieme delle istituzioni, delle regole e delle organizzazioni di un paese). Questo ci dovrebbe mettere in guardia dalle facili affermazioni in difesa del multiculturalismo: se un tenore di vita decente \u00e8 qualcosa da apprezzare, allora in base a questo parametro dovremmo riconoscere che esistono societ\u00e0 pi\u00f9 disfunzionali di altre, e non tutte le culture si equivalgono.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 quindi possibile ottenere un incremento del livello di benessere nei paesi di provenienza dei migranti, diffondendo modelli sociali funzionali allo sviluppo economico: questo \u00e8 per\u00f2 un compito che prima di tutto investe i cittadini di quegli Stati, poich\u00e9 farci carico di questo obiettivo potrebbe facilmente scadere nelle innumerevoli forme di imperialismo che i nostri governi hanno posto in essere nel corso degli ultimi secoli.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multiculturalismo1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-16047\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16047\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multiculturalismo1-300x200.jpg\" alt=\"multiculturalismo1\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multiculturalismo1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multiculturalismo1-768x513.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/multiculturalismo1.jpg 1010w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Ulteriori timori derivano da un interessante studio di Robert Putnam, sociologo di Harvard<sup>4<\/sup>; \u00e8 stato dimostrato che pi\u00f9 grande \u00e8 la diaspora rispetto alla popolazione autoctona, minori saranno i rapporti con i locali; questo perch\u00e9 esiste un limite pratico al numero totale delle relazioni che le persone sono in grado di gestire. Di conseguenza, maggiore sar\u00e0 il numero di migranti della diaspora, pi\u00f9 lento sar\u00e0 il ritmo di integrazione: questo \u00e8 stato verificato, ad esempio, attraverso uno studio del 2013 in Germania sulle diaspore turca e serba<sup>5<\/sup>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, pi\u00f9 aumenta la quota di immigrati, pi\u00f9 calano i livelli di fiducia reciproca: sia quelli tra immigrati ed autoctoni, che quella tra diversi gruppi di stranieri. Abbiamo in questo caso un \u201ceffetto tartaruga\u201d: i cittadini autoctoni di una comunit\u00e0 ad alta densit\u00e0 di immigrati tendono a chiudersi in se stessi, a diffidare di altri che li circondano, ad impegnarsi di meno in attivit\u00e0 sociali, ad allontanarsi dagli amici e a restare incollati ore ad internet o alla televisione.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Tra gli altri esiti, possiamo citare: una ridotta disponibilit\u00e0 a cooperare all\u2019erogazione di beni pubblici ed una maggiore segregazione spaziale, provocati dalla scarsa padronanza della lingua nazionale; il sistema sociale generoso ha l\u2019effetto di rallentare l\u2019integrazione, poich\u00e9 i migranti potrebbero trovare conveniente rimanere agli ultimi gradini della scala sociale; la somma di multiculturalismo e leggi anti-discriminazione pu\u00f2 generare un paradosso, ovvero che gli immigrati sono autorizzati ed anzi stimolati a costruire comunit\u00e0 estremamente unite che difendono la propria cultura di origine, mentre gli autoctoni sono scoraggiati dal farlo.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La composizione qualitativa dunque, oltre a quella quantitativa, sono fondamentali, perch\u00e9 incidono sulla rapidit\u00e0 con cui gli stranieri si integreranno realmente nella nostra societ\u00e0.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La distanza culturale \u00e8 un concetto importante, ed \u00e8 possibile misurarla oggettivamente in base al numero di rami che separano le lingue di due culture secondo l\u2019albero linguistico: credere che l\u2019impatto sociale dell\u2019immigrazione di massa non sia una variabile da tenere in considerazione significa perpetrare una politica globalista sconsiderata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sub>1.\u00a0Jean-Jacques Rousseau, <em>Discorso sull&#8217;origine e i fondamenti dell&#8217;ineguaglianza tra gli uomini (Discours sur l&#8217;origine et les fondements de l&#8217;in\u00e9galit\u00e9 parmi les hommes)<\/em><br \/>\n2. T. Besley, M. Reynal-Querol, 2012b, <em>The legacy of historical conflict: evidence from Africa<\/em>, CEPR Discussion Papers 8850<br \/>\n3. N. Nunn, L. Wantchekon, 2011, <em>The slave trade and the origins of mistrust in Africa<\/em><br \/>\n4. R. Putnam, 2007, <em>E Pluribus Unum: diversity and community in the 21st century<\/em><br \/>\n5. Z. Koczan, 2013, <em>Does identity matter?<\/em>, Mimeo, University of Cambridge<\/sub><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARTINA CARLETTI\u00a0(FSI Umbria) Quali sono i parametri etici attraverso i quali si possono valutare i diversi effetti sociali dell\u2019immigrazione di massa? Secondo l\u2019utilitarismo universalista degli economisti, il voler perseguire il massimo della felicit\u00e0 per il massimo numero di persone: quindi, ci\u00f2 che accade alle popolazioni autoctone dei paesi ospitanti non ha alcuna importanza fintanto che nel complesso le migrazioni producano benefici a livello mondiale. 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