{"id":16080,"date":"2016-06-28T00:36:46","date_gmt":"2016-06-27T22:36:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16080"},"modified":"2016-06-28T00:36:46","modified_gmt":"2016-06-27T22:36:46","slug":"il-nuovo-ordine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16080","title":{"rendered":"Il nuovo ordine"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>MARIO PEZZELLA<\/strong> (filosofo; Scuola Normale Superiore di Pisa)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la caduta del muro di Berlino, \u00e8 nata la grande illusione di un capitalismo ormai libero di realizzare compiutamente la sua missione di progresso. L&#8217;Altro, il nemico, il male, non esistevano pi\u00f9. Nel decennio precedente, i limiti e le contraddizioni del mondo libero erano stati giustificati dalla presenza di quell&#8217;ombra minacciosa. Si potevano appoggiare dittature e colpi di stato; si doveva impoverire una parte della popolazione per incrementare le spese militari; non si poteva rinunciare a tecnologie pericolose e distruttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 era reso indispensabile dalla competizione col nemico ed \u00e8 ora divenuto superfluo. Ne \u00e8 sorta una festosa euforia: e poi, rapidamente, una crescente delusione. Infatti, nulla sembra mutato, se non in peggio. L&#8217;ombra a cui prima si attribuiva ogni malessere, \u00e8 passata dall&#8217;esterno all&#8217;interno: la luce della ragione e della democrazia \u00e8 ora &#8211; si dice &#8211; minacciata dai rigurgiti arcaici del razzismo, o dai fondamentalismi emergenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia v&#8217;\u00e8 una sproporzione tra l&#8217;enorme accumulo di risorse, di armi, di tecnologie, accumulate dagli stati occidentali e il nuovo &#8220;nemico&#8221;. Perfino le &#8220;teste rasate&#8221; assumono la dignit\u00e0 di un pericolo, invece di essere rapidamente represse. Gruppi poco pi\u00f9 che folcloristici &#8211; almeno all&#8217;inizio &#8211; divengono i depositari dell&#8217;ombra, i d\u00e8moni del nostro spirito diurno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la societ\u00e0 dello spettacolo propone immagini intimamente sdoppiate. Da un lato le merci mettono in scena il sogno della felicit\u00e0 (e a questo livello letterale di significato credono i popoli dell&#8217;Est, appena liberati); dall&#8217;altro, la fantasmagoria determina il tramonto della vita organica, e dei suoi aspetti qualitativi e comunitari (nell&#8217;Est questa dissoluzione avviene a ritmo accelerato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idee come quelle di &#8220;organismo&#8221; e &#8220;comunit\u00e0&#8221; acquistano un sapore arcaico, vengono espulse dalla coscienza e dal linguaggio razionale, e decadono allora al loro livello pi\u00f9 regressivo: il rozzo ritorno all&#8217;<em>etnos<\/em>, ai vincoli di sangue e di terra.<\/p>\n<p><em>[da<\/em> Narcisismo e societ\u00e0 dello spettacolo<em>, ed. manifestolibri, 1996]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARIO PEZZELLA (filosofo; Scuola Normale Superiore di Pisa) Dopo la caduta del muro di Berlino, \u00e8 nata la grande illusione di un capitalismo ormai libero di realizzare compiutamente la sua missione di progresso. 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