{"id":16090,"date":"2016-06-28T10:07:32","date_gmt":"2016-06-28T08:07:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16090"},"modified":"2016-10-14T21:54:52","modified_gmt":"2016-10-14T19:54:52","slug":"il-nostro-no-le-ragioni-del-fsi-contro-la-riforma-costituzionale-renzi-boschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16090","title":{"rendered":"Il nostro NO: le ragioni del FSI contro la riforma costituzionale Renzi-Boschi"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La <a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2016\/04\/15\/16A03075\/sg\"><b>riforma Renzi-Boschi<\/b><\/a> rappresenta solo l\u2019ennesimo attacco alla Costituzione repubblicana operato da una classe politica liberista, esterofila, insofferente ed avversa, nonostante le dichiarazioni di facciata, al modello economico-sociale ed istituzionale delineato dai Padri Costituenti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un attacco che, pur ricalcando l\u2019analogo tentativo respinto nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Referendum_costituzionale_del_2006_in_Italia\" target=\"_blank\">2006<\/a> dal Popolo italiano con la bocciatura referendaria della riforma promossa dalla coalizione di centro-destra, vede fra i suoi fautori e sostenitori personaggi, anche di alto livello istituzionale, e formazioni politiche che allora si schierarono a difesa della Costituzione, adducendo quelle stesse argomentazioni che oggi disprezzano ritenendole come insensatamente refrattarie a un cambiamento necessario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La riforma, peraltro, giunge a pochi anni di distanza da un gravissimo colpo inferto a quel che rimaneva della sovranit\u00e0 dello Stato italiano, con compromissione definitiva della residua possibilit\u00e0 per la Repubblica di programmare ed attuare una politica economica volta all\u2019adempimento dei compiti inderogabili ad essa assegnati dai Costituenti e, quindi, alla soddisfazione delle esigenze dei propri cittadini: il <i>vulnus<\/i> fu la costituzionalizzazione del <a href=\"http:\/\/leg16.camera.it\/465?area=8&amp;tema=496&amp;Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione\" target=\"_blank\"><b>pareggio di bilancio<\/b><\/a> (art. 81), introdotto dalla Legge costituzionale n. 1 del 2012, che ha addirittura anticipato le riforme imposte a livello europeo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Va stigmatizzata, in proposito, la concordanza di tutti gli schieramenti parlamentari su tale scelta, approvata in brevissimo tempo e con una maggioranza che imped\u00ec il passaggio referendario, cos\u00ec come la assoluta carenza di mobilitazione, lungo l\u2019iter parlamentare, di quelle forze e personaggi, autorevoli costituzionalisti <i>in primis<\/i>, che oggi si ergono a paladini della Carta fondamentale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il FSI \u2013 Fronte Sovranista Italiano, il cui scopo statutario \u00e8 il ripristino e l\u2019attuazione della Costituzione repubblicana del 1948, si schiera con forza contro la riforma Renzi-Boschi e quindi prende ufficialmente posizione <b>invitando a votare NO<\/b> in occasione del referendum costituzionale, sia pure sulla base di ragioni parzialmente differenti rispetto a quelle sviluppate dai <a href=\"http:\/\/www.iovotono.it\/\" target=\"_blank\"><span lang=\"zxx\"><u><b>comitati per il NO<\/b><\/u><\/span><\/a> gi\u00e0 costituitisi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il FSI ritiene infatti che tali ragioni presentino delle fondamentali carenze basilari e che una vera difesa del modello costituzionale debba andare oltre il rigetto della riforma, cogliendo l\u2019occasione per <b>estendere il dibattito<\/b> all\u2019attuale stato di sostanziale disapplicazione del modello voluto dai Padri Costituenti e alla denuncia dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5334\" target=\"_blank\"><span lang=\"zxx\"><u><b>insanabile contrasto tra Costituzione della Repubblica italiana e Trattati dell\u2019Unione europea<\/b><\/u><\/span><\/a>, tema sul quale il FSI prende una netta posizione nel suo <a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/analisi-e-proposte\" target=\"_blank\"><span lang=\"zxx\"><u><b>Documento di Analisi e Proposte<\/b><\/u><\/span><\/a>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Una vera difesa della Costituzione<\/b> deve necessariamente comportare, pertanto, il <b>rifiuto del modello liberista, globalista, mercantilista, sancito dai Trattati europei e, quindi, il rifiuto dell\u2019Unione europea<\/b> stessa, organizzazione internazionale che invece molti autorevoli sostenitori del NO vorrebbero preservare, nonostante tale loro scelta collida evidentemente con la proclamata difesa della Costituzione. Quest\u2019ultima, di fatto, \u00e8 stata progressivamente soppiantata, annullata e in definitiva disapplicata, per effetto della nostra partecipazione al processo di unificazione europea e delle scelte effettuate a livello sovranazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto con il quasi unanime e colpevole sostegno del mondo accademico, politico ed istituzionale, complici anche numerosi autorevoli attuali sostenitori del fronte del NO, dai quali il FSI aspetta, alla luce della forte presa di posizione referendaria, una chiara e definitiva scelta fra la Costituzione della Repubblica italiana e i Trattati europei.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In caso contrario riteniamo non remoto il pericolo che la campagna referendaria possa finire per oscurare le reali <b>origini liberiste della crisi costituzionale, economica ed istituzionale in atto<\/b>, rimanendo vittima della Propaganda governativa. Questo anche in virt\u00f9 del fatto che alcuni aspetti della riforma Renzi-Boschi, come la garanzia della c.d. governabilit\u00e0, il preteso superamento del bicameralismo perfetto e l\u2019asserito risparmio di spesa, l\u2019implementazione (pur truffaldina e di facciata) degli strumenti di democrazia diretta attraverso l\u2019obbligo di esame e discussione delle proposte di legge di iniziativa popolare, il quorum ridotto per i referendum abrogativi sostenuti da 800mila firme, l\u2019introduzione del referendum propositivo e di indirizzo, potrebbero essere agevolmente sfruttati dal fronte del s\u00ec per addolcire la pillola e rendere le modifiche accettabili agli occhi di un elettorato che, per troppi anni, \u00e8 stato mediaticamente:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 ossessionato dall\u2019esigenza di ammodernamento istituzionale;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 terrorizzato dal fantasma della spesa pubblica;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 ammaliato dal mito della democrazia diretta.<span id=\"more-4740\"><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>1) LA RIFORMA \u00c8 GI\u00c0 QUI: IL DDL RENZI-BOSCHI \u00c8 SOLO UNA RATIFICA<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Argomento principale della campagna referendaria per il NO, che il FSI condivide, \u00e8 che le modifiche costituzionali, combinate con la nuova legge elettorale (Italicum), comportano uno stravolgimento della democrazia rappresentativa e, quindi, del modello istituzionale sancito nella Costituzione, elidendo definitivamente il principio della rappresentativit\u00e0 ed esautorando una volta per tutte il Parlamento, dal momento che il Potere Legislativo verrebbe concentrato nelle mani dell\u2019Esecutivo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con la definitiva approvazione della riforma vi sarebbe la probabile attribuzione ad un partito unico, anche laddove espressione di una ristretta minoranza di elettori, di entrambi i poteri legislativo ed esecutivo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 influirebbe anche sull\u2019elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, fondamentali organi di garanzia e di controllo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La riforma Renzi-Boschi tuttavia, sotto questo aspetto, non \u00e8 altro che la <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=106\" target=\"_blank\"><span lang=\"zxx\"><u><b>ratifica di una situazione ormai da anni cristallizzata nella prassi parlamentare e governativa<\/b><\/u><\/span><\/a>, sia per effetto dell\u2019introduzione del sistema elettorale maggioritario a scapito del proporzionale, sia per l\u2019utilizzo sempre pi\u00f9 smodato ed illegittimo della decretazione governativa d\u2019urgenza e della fiducia parlamentare. Ma la questione davvero cruciale consiste nel progressivo <b>adeguamento dell\u2019ordinamento italiano, in maniera sempre pi\u00f9 automatica, alle decisioni prese a livello europeo<\/b>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019introduzione del sistema elettorale maggioritario e il conseguente avvento del bipolarismo, insieme alla scomparsa dei partiti tradizionali per effetto del fenomeno della c.d. antipolitica seguito all\u2019ondata di Tangentopoli, materializzatosi da ultimo nel M5S, e il collocamento degli eredi della Prima Repubblica su posizioni dichiaratamente liberiste, hanno determinato una <b>assoluta omogeneit\u00e0 delle due coalizioni<\/b> <b>alternatesi al governo del Paese<\/b>, su tutti i temi fondamentali soprattutto di carattere macroeconomico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Di fatto, in Italia da oltre un ventennio abbiamo un Governo ma non il Parlamento.<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Parlamento \u00e8 morente. Non \u00e8 il luogo dove si ragiona sulle modalit\u00e0 e i tempi di attuazione della Costituzione. N\u00e9 \u00e8 il luogo dove si scelgono chiari principi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Parlamento, abbandonata la strada indicata dai Costituenti, non \u00e8 pi\u00f9 chiamato a scegliere tra principi, bens\u00ec, al pi\u00f9, tra norme di dettaglio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La legislazione avviene sempre pi\u00f9 mediante decreti legislativi e regolamenti con deleghe in bianco ovvero mediante decreti legge con cui vengono attuate le famose ed infinite riforme chieste a livello sovranazionale, sostanziali applicazioni delle direttive europee e dei principi dei Trattati UE: libera concorrenza, dogma della privatizzazione delle imprese pubbliche, precariet\u00e0 del lavoro subordinato, contenimento della spesa pubblica entro i rigidi parametri sanciti dal patto di stabilit\u00e0, assoluta libert\u00e0 di circolazione, in particolar modo dei capitali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Proprio per il ruolo di esecutrici, le due coalizioni sono state e sono omogenee. E non potrebbe essere diversamente. Quando si tratta di eseguire ordini o direttive ovvero quando si tratta di applicare e non di legiferare veramente, \u00e8 naturale che debba esservi un comune consenso sui presupposti \u2013 ideali, economici, politici \u2013 delle direttive e dei vincoli \u201cgiuridici\u201d internazionali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Conseguenza \u00e8 che i cittadini, quando discutono di politica, discutono di questioni secondarie, di norme applicative di principi dati per scontati, di svolgimenti di presupposti impliciti (e taciuti) ovvero della applicazione di quelle direttive alle quali si \u00e8 accennato. Principi, presupposti e direttive che invece dovrebbero essere l\u2019oggetto del dibattito politico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>2) LE RIFORME ISTITUZIONALI IN TEMPO DI CRISI SONO DEMAGOGICA FOLLIA<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A partire da tali considerazioni il FSI rifiuta decisamente il ruolo prioritario attribuito dall\u2019attuale Governo alle riforme istituzionali, non solo per il metodo (scarsa condivisione parlamentare, per di pi\u00f9 frutto di una maggioranza eletta con una legge dichiarata incostituzionale), ma anche perch\u00e9 ritiene che le priorit\u00e0 per il Paese, al fine di uscire da una interminabile e devastante crisi, siano la riscoperta della democrazia parlamentare e l\u2019attuazione di <span lang=\"it-IT\"><b>misure economiche<\/b><\/span> <span lang=\"it-IT\">che sarebbero imposte dai principi costituzionali, ma che, in quanto <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>vietate dai Trattati europei<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">, saranno <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>adottabili solo previa uscita dell\u2019Italia dall\u2019Unione europea<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I cittadini italiani stanno vivendo un ormai decennale livellamento verso il basso delle condizioni economiche e sociali e subendo la distruzione della ricchezza e delle risorse edificate nel trentennio glorioso di attuazione della Costituzione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una crisi che ha poco a che fare con il sistema istituzionale che si vorrebbe modificare, ma che \u00e8 invero dipendente dalla natura stessa e dai principi fondanti l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">La moneta unica, utilizzata da Paesi con strutture produttive, tassi di inflazione e di interesse disomogenei, unita alla libera circolazione dei capitali, ha favorito il formarsi di squilibri commerciali notevoli. Questi, allo scatenarsi della crisi, prima finanziaria e poi economica, si sono potuti fronteggiare soltanto tramite lo strumento residuale rimasto in capo ai governi, ovvero quello delle cosiddette riforme del mercato del lavoro, visti i crescenti vincoli alla politica fiscale sanciti a partire dal Trattato di Maastricht e cristallizzati con la riforma dell\u2019articolo 81 della Costituzione, che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio strutturale nel nostro ordinamento. Tali riforme hanno portato ad una progressiva compressione dei diritti dei lavoratori, con il fine di ridurre il loro salario reale, lasciando che i Paesi dell\u2019area euro competessero tra loro riducendo la domanda interna. Si \u00e8 cos\u00ec innescata una crisi ancora pi\u00f9 profonda e durevole nei Paesi dell\u2019area periferica, data l\u2019impossibilit\u00e0, all\u2019interno dell\u2019Unione europea, di adottare efficaci misure di politica economica e stante l\u2019assoluta refrattariet\u00e0 dei Paesi dell\u2019area centrale a sostenere la domanda e la crescita dei salari. La politica deflazionistica ha conseguentemente colpito ampi settori e categorie di piccoli professionisti, imprenditori e artigiani, che vivono di domanda interna.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Il sistema disfunzionale, derivante dai Trattati europei e dalle misure imposte dall\u2019Unione, promuove, quindi, la crescente disuguaglianza sociale, priva lo Stato italiano della possibilit\u00e0 di programmare una propria ed autonoma politica economica ed industriale, lo spinge a perseguire continue dismissioni di patrimonio e servizi pubblici e a praticare politiche fiscali restrittive, quando ci sarebbe disperato bisogno di massicci investimenti pubblici per condurre stabilmente il Paese fuori dalla lunga crisi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019effetto combinato degli aumenti delle imposte in modo regressivo, dei tagli alla spesa pubblica, con conseguente riduzione, o maggiore costo, dei servizi essenziali, delle privatizzazioni e delle misure volte ad aumentare l\u2019insicurezza sociale dei lavoratori, non ha prodotto un sistema economico pi\u00f9 competitivo, bens\u00ec ha promosso il trasferimento di ricchezza dai ceti bassi e medi a quelli pi\u00f9 alti e favorito, data anche l\u2019impossibilit\u00e0 del controllo dei movimenti dei capitali, l\u2019acquisizione estera delle imprese e delle risorse nazionali da parte degli investitori stranieri.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Ulteriore minaccia deriva dai trattati di libero scambio dell\u2019Unione europea con Paesi terzi, che vanno ad esporre a forte concorrenza estera le imprese agricole ed interi settori produttivi nazionali, gi\u00e0 fortemente danneggiati dalle regole europee, producendo ulteriore disoccupazione oltre ad un peggioramento degli standard qualitativi dei prodotti commerciabili.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"it-IT\">Il fatto che il Parlamento italiano non possa, nemmeno all\u2019unanimit\u00e0, emanare le leggi ordinarie indispensabili per sottrarci alla crisi in corso, perch\u00e9 su di esse e sulle norme costituzionali prevale di fatto il diritto europeo, esprime icasticamente la paralisi della democrazia politica. In ragione di questa prevalenza, la quale sta ad indicare che il grande capitale ha espropriato il potere del Popolo di disciplinare la propria vita economica, anche la Costituzione della Repubblica italiana \u00e8, da almeno due decenni, totalmente disapplicata dai governi e dal Parlamento nelle sue norme pi\u00f9 programmaticamente avanzate, volte a disciplinare i rapporti economici (artt. 35-47).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A fronte di tali evidenze la riforma Renzi-Boschi viene presentata dal Governo come una necessaria semplificazione istituzionale che, grazie allo snellimento delle procedure legislative e alla assicurata garanzia di governabilit\u00e0, dovrebbe rendere possibile l\u2019adozione di misure volte a rilanciare il Paese.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>In verit\u00e0 l\u2019attuale sistema non ha assolutamente impedito, n\u00e9 a questo Governo peraltro con una parossistica accelerazione, n\u00e9 ai precedenti governi nel corso dell\u2019ultimo ventennio, di adottare in misura massiccia ed indiscriminata, oltre che in tempi ridotti, tutti i provvedimenti desiderati e richiesti dall\u2019Unione europea, attraverso i quali \u00e8 stato modificato ogni ambito dell\u2019ordinamento.<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La <b>governabilit\u00e0<\/b>, per di pi\u00f9, <b>non \u00e8 un valore costituzionale<\/b> e storicamente non \u00e8 mai stata fondamentale per l\u2019applicazione della Costituzione ed il perseguimento degli interessi dei cittadini.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Costituzione non prevede alcun Governo di legislatura. <strong>Tutta la nostra storia, sia anteriore alla Costituzione, sia successiva, \u00e8 storia di governi brevi<\/strong>. Nove governi durante l\u2019ordinamento provvisorio e la Costituente; tre governi nella prima legislatura della Repubblica; sei nella seconda; cinque nella terza e quattro nella quarta; sei nella quinta e cinque nella sesta; tre nella settima e sei nell\u2019ottava; tre nella nona e quattro nella decima.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La media di durata dei governi, pertanto, \u00e8 sempre stata inferiore ad un anno. Ciononostante, o forse proprio grazie a questo, il Paese, durante il trentennio glorioso di attuazione della Costituzione, ha ottenuto livelli ineguagliati di crescita per durata e qualit\u00e0, perseguito la redistribuzione della ricchezza in un\u2019ottica di giustizia sociale, garantito ai cittadini progresso, tutela crescente dei diritti e mobilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Proprio per il tramite delle leggi elettorali volte a garantire la governabilit\u00e0 mediante promozione del bipolarismo con i collegi uninominali o dichiaratamente maggioritarie, si \u00e8 voluta diffondere, difendere e realizzare l\u2019ideologia falsa, mistificatoria, mortifera e acostituzionale (se non incostituzionale) del \u201cgoverno di legislatura\u201d, ferendo gravemente la Repubblica parlamentare. L\u2019ideologia del governo di legislatura in una Costituzione che prevede la forma di governo parlamentare \u00e8 un disastro logico, morale e materiale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>3) NON BASTA UN NO: LA COSTITUZIONE VA RIPRISTINATA E ATTUATA<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per tutte queste ragioni il Fronte Sovranista Italiano ritiene che il semplice, anche se doveroso, NO alla riforma Renzi-Boschi, non sia sufficiente a salvare la Costituzione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 necessario che tale rifiuto sia accompagnato da una reale presa di coscienza del fatto la Costituzione repubblicana del \u201948 va innanzitutto ripristinata, attraverso la rimozione delle riforme che ne hanno snaturato l\u2019impianto originario, con particolare riferimento all\u2019introduzione del pareggio di bilancio, e quindi attuata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 fondamentale ampliare il dibattito politico ponendo l\u2019accento sull\u2019effettivo rapporto fra Costituzione e Trattati europei <span lang=\"it-IT\">e sulla necessit\u00e0 della <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>riconquista della piena sovranit\u00e0<\/b><\/span> <span lang=\"it-IT\">nazionale e popolare, per ricollocare, anche di fatto, la Costituzione al vertice del nostro ordinamento e a guida del Popolo nella disciplina dei rapporti economici.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 imprescindibile comprendere che il contrasto insanabile tra la disciplina costituzionale e i principi cardine dell\u2019Unione europea impone una scelta di campo senza cedimenti o adattamenti: l\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\"><b>abbandono del<\/b><\/span><b>l\u2019Unione europea, al fine di riprendere il percorso di attuazione della Costituzione<\/b> che le spinte liberiste sovranazionali ed il processo europeo di integrazione economica e monetaria hanno bruscamente interrotto, inducendoci ad accettare, in ogni settore dell\u2019ordinamento, riforme incompatibili con il modello costituzionale, depressive per l\u2019economia nazionale, mortali per i diritti sociali dei cittadini italiani.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"it-IT\">Si impone pertanto <\/span><span lang=\"it-IT\">l\u2019esigenza<\/span> <span lang=\"it-IT\">di<\/span> <span lang=\"it-IT\">una nuova classe politica espressa dalle avanguardie del Popolo e che nel Popolo ritrovi la fonte originaria di legittimit\u00e0 del potere, immedesimata nella Nazione, compenetrata dal senso dello Stato e del bene pubblico, mossa dall\u2019amor di Patria, formata e selezionata democraticamente da nuovi partiti popolari, responsabile, preparata e disposta al sacrificio richiesto dal compito storico di guida, di rappresentanza politica e di direzione dello Stato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ad<\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><strong><span lang=\"it-IT\"><b>Il Comitato Direttivo del FSI<\/b><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"RIGHT\">\u00ad<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"RIGHT\">La campagna del FSI, scarica i volantini:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FSI-referendum-il-nostro-NO-A5-fronte-definitivo-con-data.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18299\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/fronte-data-212x300.jpg\" alt=\"fronte-data\" width=\"173\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/fronte-data-212x300.jpg 212w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/fronte-data-768x1085.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/fronte-data-725x1024.jpg 725w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/fronte-data.jpg 1772w\" sizes=\"(max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/><\/a><a 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